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Tortosa sospeso, Guerrisi (Consap): “Provvedimento non commisurato a quello che ha fatto”

Gianluca Guerrisi RomaToday . “Il provvedimento che ha colpito il nostro collega e segretario regionale Lazio Fabio Tortosa non è commisurato a quello che ha fatto”. A parlare è Gianluca Guerrisi, Segretario Provinciale Generale Aggiunto della Consap a Roma. “Le dichiarazioni del collega erano sicuramente da evitare e dovevano tener conto del risvolto di massa, ma il provvedimento bastona eccessivamente l’uomo e il professionista, formato da corsi di alta specializzazione che caratterizzano i professionisti dell’Ordine Pubblico“.

“Solo chi lavora in strada”, continua Guerrisi, “puo’ capire quanta tensione si accumula nel tempo, il piu’ delle volte quando ritiri il materiale in caserma (casco, scudo e manganello)  e varchi il cancello della caserma sul blindato che ti porta a domare manifestazioni di piazza anche annunciate come pericolose, pensi ai tuoi cari, ai tuoi figli”.

“Il nostro mestiere”, prosegue il segretario della Consap, “a più di qualcuno lo ha portato ad uscire di casa e non tornare piu, vivo solo nel ricordo di colleghi e amici. Le punizioni se da applicare  andrebbero calibrate, ponderate, le leggi ed i regolamenti vigenti normano sull’adeguatezza della sanzione ed in questo caso a nostro giudizio, valutando gli atti operosi successivi di Tortosa che chiede pubblicamente scusa per le frasi scritte si poteva comminare una sanzione rieducativa diversa. I poliziotti non sono torturatori, tutt’altro, lo potrebbero confermare le tante azioni a protezione di cittadini contro violenti e scalmanati, quando il poliziotto usa il proprio corpo per difendere la società, lo Stato,  rappresentato da una divisa, Fabio Tortosa era uno di questi, ed è uno di questi”.“

Celere Roma
 
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http://www.romatoday.it/politica/tortosa-sospeso-guerrisi-consap-provvedimento-non-commisurato-a-quello-che-ha-fatto.html

Fabio Tortosa è la questione Facebook, parla alla stampa Giorgio Innocenzi, Segretario Generale Nazionale della CONSAP, Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Giorgio InnocenziL’Huffington Post “. Un’esternazione sbagliata”, una “sciocchezza” e però “sarebbe sbagliato chiudere questa storia con un capro espiatorio come Tortosa. Il G8 ha ferite ancora aperte. È l’ora di chiuderle chiamando alle rispettive responsabilità i livelli alti, dell’amministrazione e della politica”. Dopo quasi 24 ore di silenzio, cellulare rigorosamente staccato o “aperto” solo per utenti selezionati; dopo aver incontrato a lungo “i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza” ed essersi “confrontato con la dirigenza del Consap e di altre sigle sindacali”, prende la parola Giorgio Innocenzi, segretario generale del Consap. È la sigla sindacale di cui è un dirigente Fabio Tortosa, l’agente del Reparto mobile, il “torturatore con le palle” che fece irruzione nella scuola Diaz la notte del 21 luglio 2001 e che l’altro giorno ha scritto su Facebook: “Io c’ero quella notte alla Diaz, e entrerei altre mille e mille volte”. Alla fine Innocenzi difende, per quello che può, il suo iscritto e allude a chi ancora avrebbe “responsabilità più alte nelle scelte che segnarono la cronaca di quei giorni”. Giorni che sono stati, hanno scritto i giudici nelle sentenze, “la negazione della democrazia”.

Segretario, perché il Consap non ha ancora preso provvedimenti su Tortosa?
Ho incontrato a lungo il collega. Credo che alla fine ci renderemo tutti conto che in questa storia c’è anche molto fraintendimento Tortosa ha detto sciocchezze e cose sbagliate. Di più: dopo una sentenza della Cassazione che ha accertato le violenze e la Corte di Strasburgo che ha condannato l’Italia per tortura, è inaccettabile che un agente abbia scritto cose del genere. Però il collega è stato in parte frainteso. E in parte è il sintomo di un malessere più grande.

“Torturatori con le palle”; “il pm Zucca (pubblica accusa nel processo di Genova) e le sue zecche”, Carlo Giuliani (ammazzato da un proiettile sparato da una camionetta dell’arma dei carabinieri) che “spero faccia schifo ai vermi”: segretario Innocenzi, dove sta il fraintendimento in queste frasi scritte?
No, per carità, parole inaccettabili che non si possono sentire. Però vorrei anche dire qualcosa a difesa di Tortosa, per quello che è possibile… Il collega era in servizio a Genova quella notte della Diaz, è stato indagato e poi archiviato, era nel VII reparto, quello comandato da Michelangelo Fournier e ha detto che entrerebbe 100, mille volte nella Diaz perché lui e gli altri non hanno picchiato nessuno e hanno fatto il loro dovere”.

Ma fu Fournier, a processo, a dire che quella sera, in quella scuola, fu “una macelleria messicana”.
Nel senso che quando il VII Reparto entrò, trovò già una macelleria messicana. Loro entrarono dopo. Tortosa ha voluto dire che lui quella sera ha solo eseguito degli ordini e non ha alzato le mani su nessuno. Fu anche sentito dai magistrati e ha sempre detto che in quel contesto lui ha fatto il suo dovere.

Al di là delle responsabilità soggettive di Tortosa, non crede che un poliziotto, un uomo che indossa una divisa simbolo dello stato e della legalità, non debba, non possa mai scrivere quello che è stato scritto?
Questo è un grave e imperdonabile errore. Tortosa ha scritto però sul suo profilo personale. E quanto ha scritto è il sintomo, la spia della presenza di tossine nel corpo della polizia che vanno curate e sanate.

Molti “però”, le “tossine”. A cosa si riferisce, segretario Innocenzi?
Al fatto che il G8 ha lasciato profonde ferite ancora aperte nonostante gli anni passati. Ma finora non c’è stata la volontà di curarle perché questo vorrebbe dire individuare responsabilità ed errori a livello più alto e che finora sono state taciute.

A chi, a cosa si riferisce? Al prefetto ex capo della polizia Gianni De Gennaro?
Dico che a livello alto pochi o nessuno ha pagato. Gli uomini in servizio quella sera hanno preso ordini…

Alcuni alti funzionari e validi investigatori del Dipartimento sono stati condannati ed espulsi dall’amministrazione…
Sì, ma ai livelli alti non è stata fatta chiarezza fino in fondo. Cito le parole dell’assessore (ex magistrato e presente a Genova a Bolzaneto ndr) Sabella che ha detto che ‘c’era qualcuno in quei giorni che voleva il morto’. Insomma, non per difendere Tortosa, ma finchè resta questa ambiguità Genova e quella notte della Diaz non finiranno mai. Io parlo tanto con gli uomini, il G8 di Genova è un marchio che non si levano di dosso. E’ qualcosa che fa male al corpo intero della polizia di stato.

Questa storia sembra molto più drammaticamente chiara, segretario Innocenzi. Sarà difficile buttare la palla in tribuna, evocare responsabilità altre e più alte. Il Dipartimento della pubblica sicurezza è intenzionato a chiedere la destituzione di Tortosa. Cosa ne pensa?
Che ci sono delle regole, che il Dipartimento non può fare come vuole e meno che mai cercare capri espiatori perché poi ricordo che ci sono i ricorsi al Tar. Il Consap ha avviato la procedura davanti ai probi viri. Lo ascolteremo e non ci presteremo a strumentalizzazioni.

Capisce anche lei, però, che questa storia non può passare senza conseguenze e senza assunzione di responsabilità. Siete uomini in divisa, rappresentate lo Stato, in un momento di così delicata tensione sociale sarebbe devastante.
Non c’è dubbio, ma, appunto, le responsabilità devono essere assunte da ciascuno e ad ogni livello per quello che sono. Guai a chi ci mette in contrapposizione con i cittadini. Gli uomini, chi sta in strada a tutela della sicurezza, è molto preoccupato.

Fabio Tortosa

Intervista SkyTG24 a Fabio Tortosa

http://video.sky.it/news/cronaca/diaz_tortosa_sono_servitore_dello_stato_non_torturatore/v238684.vid