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Armi, imposta di bollo sulla variazione delle licenze di collezione di armi comuni, il parere dello Studio Legale De Iure “giuridicamente fondate e legittime le osservazioni della CONSAP”

Studio Legale De Iure - Gli Avvocati Pasquale Pittella e Vittorio Palamenghi

Studio Legale De Iure – Gli Avvocati Pasquale Pittella e Vittorio Palamenghi

Dopo i commenti degli illustri giuristi sulla legislazione delle armi, nelle persone del dr. Edoardo Mori e il dr. Angelo Vicari (pubblicati su questo sito web e che hanno raggiunto le 50mila visite di news), continuano a pervenire alla Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia) richieste di chiarimenti in ordine all’ imposta di bollo sulla variazione delle licenze di collezione di armi comuni.
A tal proposito riceviamo e volentieri pubblichiamo il parere dello Studio Legale De Iure di Roma che da tempo collabora, in convenzione per gli iscritti, con il nostro sindacato Segreteria Provinciale di Roma CONSAP.

 

Lo  Studio Legale  DE IURE,
in persona dei Professionisti che lo rappresentano, esprime brevemente alcune riflessioni circa il pagamento dei diritti di bollo per la variazione del numero delle armi in collezione.
Se un albero cade in una foresta, e non c’è nessuno che può ascoltarlo, l’albero fa rumore?
Fra le prime risposte che passano per la testa ci sono sicuramente quelle per cui se non si sente il rumore della caduta è perché o si è troppo lontani per sentirlo o, viceversa, perché si è semplicemente sordi.
Una simile riflessione può, contrariamente a quanto si possa apparentemente pensare, spiegare agilmente il continuo e l’indiscriminato stillicidio economico perpetrato anche da questo Governo nei confronti dei propri cittadini e contribuenti.
Del resto se un’imposta è nuova o viene innalzata e non ha ripercussioni immediate sulla vita dell’interessato, si è troppo distanti per patirne gli effetti, altresì qualora la stessa riverbera i propri effetti nelle tasche del contribuente costui, isolato ed impotente, si rassegna nella sua indifferenza.
Difatti, in una selva fitta, fittissima, per non dire “oscura” d’imposte e gabelle in cui il contribuente italiano è circondato l’aumento delle imposte o, addirittura, il possibile e raro caso di diminuzione delle stesse rischiano di lasciare il contribuente indifferente, ormai sordo alla novità.
Tuttavia a questo nichilismo contributivo a cui la maggior parte dei cittadini italiani, ahimè, si rassegnano rimane, vorremmo dire, s’impone una risposta: l’informazione, da una parte, il biasimo e il disappunto, dall’altra.
E così, nella calura agostana, mentre quasi tutti pensano al mare, ai monti e alle vacanze, mentre gli altri pensano al rispetto dell’Ordine Pubblico vigilando sullo stato di diritto nonostante il caldo, i rischi e lo stipendio ormai bloccato, l’informazione di una quanto mai opportuna richiesta di chiarimenti da parte di chi, come la Consap, non intende girare lo sguardo, né, ancor meno, intende restare sordo al tonfo dell’albero ha l’effetto di un dissetante bicchiere d’acqua gelata.
L’albero se cade fa rumore, punto.  Anche se si è distanti, anche se si è “impegnati a rilassarsi ”, anche se è passato del tempo e le norme sono riposte nel dimenticatoio attendendo la polvere dell’oblio.
Tuttavia chi vigila, ed è stato sempre abituato a farlo, non solo ha buona memoria, ma continua a documentarsi e a studiare.
Il caso inerisce alla possibile non assoggettabilità all’imposta di bollo pari ad euro 14,62 per quelle armi detenute per collezione.
Come del resto eloquentemente chiarito nell’articolo apparso sul sito della Cansap Roma, cui si rimanda (https://consaproma.wordpress.com/2016/08/18/armi-imposta-di-bollo-sulla-variazione-delle-licenze-di-collezione-di-armi-comuni-la-consap-scrive-al-dipartimento-della-p-s/), il dubbio interpretativo della norma contenuta nella circolare del 13 febbraio 2016 nr. 557/PAS.755-1017(3) sono ben fondati ancor più se analizzati sulla base dei principi contenuti nell’art. 53 della Costituzione a mente del quale <<Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività>>.
Non si comprende, quindi, la logicità della norma soprattutto nella parte in cui s’impone uno sgravio che giace nella polvere da più di 10 anni e mai realizzato.
I dubbi contenuti nell’interpellanza avanzata nelle sedi competenti dalla Consap, oltre ad essere giuridicamente fondati e legittimi rappresentano un forte segnale di attenzione da parte del sindacato rispetto a quei diritti riconosciuti e non ancora attuati.
Per queste vedette del diritto gli alberi possono cadere sotto lo scorrere tempo, ma la loro vigilanza rimane sempre alta su i diritti della collettività.

Studio legale  De IURE

Avv. Vittorio PALAMENGHI
Avv. Pasquale PITTELLA
Avv. Patrizio Maria MANTOVANI    
Avv. Maria Teresa GUERRISI
Avv. Evandro PESCI   
Avv. Valerio CRESCENZI

ANGELO VICARI: “BOMBOLETTE AL PEPERONCINO. SI’, MA CON PRUDENZA!…

dr. Angelo Vicari

Pistola elettrica Taser, telecamere individuali, bombolette al peperoncino; messe in campo da parte del Ministero dell’Interno una serie di iniziative/sperimentazioni per dotare la Polizia di strumenti adeguati che possano meglio rendere inoffensivi i malintenzionati, senza dover ricorrere alle armi da fuoco.

Abbiamo forti perplessità sull’adozione della Taser, considerate le esperienze negative di altri Paesi, in particolare per l’uso nei confronti di persone cardiopatiche, mentre sarebbe opportuno l’adozione di telecamere individuali per permettere all’operatore di polizia di poter sempre essere in grado di dimostrare di aver agito nel rispetto della legge.

Siamo favorevoli anche all’adozione delle bombolette al peperoncino, ma con qualche riserva.

Prima di tutto non riusciamo a comprendere come mai si sia deciso di sperimentare/adottare tale strumento solo di recente, cioè dopo la “liberalizzazione” (L. 94/2009, D.M. 103/2011, circolare 6/12/2011). Perché non pensarci prima? Non è che il Ministero vuole dare in dotazione di reparto e/o individuale le bombolette “liberalizzate”? Sarebbe veramente ridicolo far utilizzare alla Polizia uno strumento che abbia le stesse caratteristiche invalidanti di quelli acquistabili liberamente dal tabaccaio, anche da un minorenne (limite a 16 anni) !….

Se così fosse, meglio che il Ministero ci rinunci.

Altra perplessità riguarda l’impiego di tale strumento, anche se adeguato come quantitativo e raggio d’azione, nei servizi di ordine pubblico. Infatti, l’uso ravvicinato potrebbe provocare malattie e danni permanenti, con possibilità di coinvolgimento degli stessi operatori di polizia se non muniti di specifici mezzi di difesa, tenuto conto che, anche per le bombolette “liberalizzate”, è consigliata una distanza minima di sicurezza di 50 centimetri.

Sembra strano, invece , che non si sia ancora pensato, in alternativa, di assegnare, come dotazione di reparto, bombolette contenenti sostanze coloranti che, anche se non invalidanti, segnano in modo indelebile e per un certo periodo di tempo i facinorosi, permettendone la successiva identificazione.

Potremmo essere favorevoli alla dotazione individuale di bombolette al peperoncino, in particolare per l’attività di pattuglia nel controllo del territorio, sempreché venissero impiegati adeguati strumenti non contenenti spray, ma gel; quest’ultima sostanza, infatti, permette di attingere più sicuramente l’aggressore, escludendo in gran parte il pericolo che il getto venga influenzato da correnti d’aria, per la salvaguardia dello stesso operatore di polizia.

In merito ci sono già in commercio strumenti simili a pistole che permettono un getto balistico a lunga gittata, di usufruire di più colpi, nonché di indirizzare il getto di gel al peperoncino con precisione.

Anche l’adozione di quest’ultimo strumento, comunque, non potrebbe prescindere da un idoneo addestramento del personale!….

Spray Antiaggressionepolizia facebook-2

 

Dott. Angelo Vicari

Dirigente della Polizia di Stato a.r.

Esperto Giuridico – Diritto delle Armi