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Palazzo Chigi, oggi assemblea sindacale CONSAP alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: dibattito, analisi, confronto alle problematiche dei principali temi della sicurezza alle sedi governative della P.C.M.

Gianluca GUERRISI, Segretario Provinciale Generale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore Italia Centrale CONSAP - Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Gianluca GUERRISI, Segretario Provinciale Generale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore Italia Centrale CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Prevista una partecipatissima adesione di poliziotti oggi, in regolare permesso orario sindacale e liberi dal servizio istituzionale, all’assemblea organizzata dalla storica e numerosa Sezione Locale CONSAP c/o Palazzo Chigi che si terrà nei locali messi a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove sarà  attivato un dibattito, analisi e confronto, alle problematiche e relative proposte migliorative dei principali temi della sicurezza alle sedi governative della P.C.M.
A presiedere l’assemblea con apertura dei lavori sarà Gianluca GUERRISI, Segretario Provinciale Generale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore Italia Centrale della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia.
Tra le adesioni di coloro che interverranno: Patrizio Del Bon – Presidente Nazionale CONSAP, Cesario Bortone – Segretario Nazionale Generale CONSAP, Gianluca (Drago) Salvatori – Segretario Provinciale Generale Aggiunto CONSAP – per i servizi agli associati in convenzione : Avv. Dr. Teodoro Calvo – Presidente Università Popolare Tommaso Moro, gli Avvocati dello Studio Legale De Iure, la Direzione Agenzia Cattolica Villa Boghese – AssiUnifor e la Direzione della Finanziaria CREDI BOX.
Sono state invitati, per indirizzo di saluto, i dirigenti dell’Ispettorato di P.S. – Palazzo Chigi e il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Presidente Roberto Chieppa.

 

Adesso basta ! IPOCRITI !! Lo sfogo denuncia dei poliziotti della CONSAP, parla Gianluca (Drago) SALVATORI, Segretario Provinciale Generale Aggiunto a Roma del sindacato

IPOCRITI, Lo sfogo denuncia dei poliziotti della CONSAP, parla Gianluca (Drago) SALVATORI, Segretario Provinciale Generale Aggiunto a Roma

IPOCRITI, Lo sfogo denuncia dei poliziotti della CONSAP, parla Gianluca (Drago) SALVATORI, Segretario Provinciale Generale Aggiunto a Roma

Inutile girarci intorno, la colpa di ciò che è successo e succederà di nuovo è solo la vostra,del vostro perbenismo, delle vostre iper garanzie, delle vostre idiozie newage, il poliziotto è un mestiere pericoloso, perché ha a che fare con lo schifo della società, una società che voi avete partorito. Vi approfittate ogni singolo giorno, di un giuramento che abbiamo fatto e in cui crediamo, e tutti i giorni fate in modo di umiliare quel giuramento che “NOI” abbiamo fatto. Ci date il potere di dover agire per conto vostro, perché il bene deve vincere sul male, sempre, perché volete la vostra società color arcobaleno, ma per noi poliziotti, carabinieri e finanzieri la società ha solo un colore, NERO. Perché nero è l’inferno, nera è la società che dobbiamo pulire, per farla come volete Voi, arcobaleno. Vi approfittate del nostro animo nobile , perché sappiamo che non c’è cosa più bella, che salvare o proteggere una vita umana. Adesso avanti con le vostre passerelle, ma dovete starci vicino quando siamo vivi , non quando siamo morti!!! Due ragazzi morti, due famiglie distrutte che per noi sono come le nostre , perché vi piaccia a no , ci chiamiamo fratelli e sorelle, e la Polizia per noi è una FAMIGLIA, visto che ci priviamo la gioia di stare a casa con chi ci vuole bene davvero. AVETE SULLA COSCIENZA LA VITA DI MATTEO E PIERLUIGI E TANTI ALTRI. Ci appellate con tutti i termini possibili dal torturatore al fascista, tutte le volte che sub umani ci offendono e gioiscono della nostra morte, non capendo che facciamo un lavoro che il più delle volte è schifoso, siamo l’altra faccia di una società ipocrita. Abbiamo chiesto mille volte protocolli operativi adeguati, magistrati di piazza, il nostro non è uno sfogo emotivo , è solo una presa di coscienza di una statistica di tutte le aggressioni che subiamo ogni giorno, abbiate il buon gusto di stare zitti, perché i vostri pianti o le vostre offese lasciano il tempo che trovano. Adesso mi raccomando, attuate tutte le difese, le comprensioni, i vostri ragionamenti , tanto tutte le vostre parole non leniranno il dolore, ma mentre fate questo ricordatevi il
nome di tutti quelli che ogni giorno rimangono feriti gravemente o perdono la vita.
VERGOGNATEVI IPOCRITI!!

 

Gianluca (Drago) Salvatori Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  - CONSAP

Gianluca (Drago) Salvatori
Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  – CONSAP

Sicurezza, Sanità e Istruzione pilastri fondamentali e necessari per la nostra società: parla Gianluca GUERRISI, Segretario Provinciale Generale della CONSAP a Roma, nota stampa di segreteria, cordoglio per i due Agenti in servizio a Trieste

GUERRISI - Segretario Generale Provinciale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore per l'Italia Centrale - Sindacato della Polizia di Stato CONSAP Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

GUERRISI – Segretario Generale Provinciale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore per l’Italia Centrale – Sindacato della Polizia di Stato CONSAP Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Sicurezza, Sanità e Istruzione pilastri fondamentali e necessari per la nostra società: parla Gianluca GUERRISI, Segretario Provinciale Generale della CONSAP a Roma, nota stampa di segreteria, cordoglio per i due Agenti in servizio a Trieste.

L’ennesima “schiera di uniformi uccise“, quella che è aumentata ieri, che ha visto altri due giovani colleghi della Polizia di Stato, Agente e Agente Scelto, uccisi da uno straniero, affetto da disturbi psichici, fermato per un furto, presso la Questura di Trieste. Due giovani ragazzi, animati da prospettive future professionali e personali, che amavano il sempre più difficile “mestiere” di poliziotto.
L’episodio di ieri, come già tanti, purtroppo, induce alla maturazione di alcune doverose riflessioni:
La prima in ordine importanza è il ricordo e il rispetto dei colleghi e il sentimento di vicinanza ai loro familiari e cari, che da ieri vivono e dovranno vivere un dramma, un fardello che segna una profonda ferita colma di dolore inarrestabile, mista alla rabbia da assopire solo con l’affetto, la presenza costante e l’amore delle persone vicine, la fede e la speranza di un futuro migliore.
La seconda riflessione si dirige sulle priorità, sempre più necessarie, dei messaggi che continuamente le organizzazioni sindacali rivolgono a denunciano, in tutte le occasioni alle nostre istituzioni, alle richieste continue di investire seriamente sulla sicurezza, sulla sanità e istruzione, i tre pilastri che elevano un paese civile, che garantiscono le primarie e fondamentali attività dirette a proteggere, curare e istruire i cittadini, a partire da bambini, sostenendo e promuovendo  la cultura della legalità, per studiare e capire che le regole sono per rispettare ed essere rispettati.
Le lotte “tra fratelli” di una stessa “famiglia”, gli attacchi fino alla morte ai servitori dello Stato è la conseguenza di “male” che merita più attenzione, che merita una cura e rimedio più profondo, colpire un servitore dello Stato è colpire e voler demolire il senso di patria che ci unisce per nascita, lingua, cultura, storia e tradizioni e ci rende storicamente, per lotte fatte, fratelli della stessa terra.
Per”fare sicurezza“, occorre produrla e per produrla occorre avere tutti i mezzi necessari per mettere in sicurezza sia chi è deputato tutti i giorni a garantire ordine e sicurezza pubblica per le diverse e molteplici attività che lo Stato pone a tutela dei cittadini,  sia per i cittadini stessi per la tutela dei diritti sociali vigenti nello Stato fondamentali ad una pacifica e civile convivenza.
Sono tante le richieste che il sindacato CONSAP ha fatto e ripropone nelle sedi di incontri e confronti con le Amministrazioni, per corredare chi svolge attività di vigilanza e sicurezza operativa, chi lavora “in strada” nella sua molteplicità d’impieghi, per intenderci, di tutto il necessario per avere sicurezza e per far mantenere la sicurezza. Ed ecco assistere ad una serie di travagliate attese, di lungaggini burocratiche che dovrebbero essere snellite di molto ma che purtroppo si vanno ad incanalare nel tunnel dei “rimpalli di competenze” e nello “stagno paludoso del contenimento nazionale della spesa” e al problema dei costi: la sicurezza ha bisogno di maggiore attenzione per non trovarci periodicamente a fatti come quello di Trieste ma anche altri passati che ci impongono riflessioni, proposte, proclami e promesse ma poi tutto ricade nella normalità del quotidiano.
In questi momenti è facile dire o scrivere, il senno del poi aiuta sempre chi esprime concetti, ma pensiamo ad una Polizia con più poteri di applicare le norme, ad una Polizia con strumenti di difesa innovativi e più funzionali come la pistola elettrica Taser, i corpetti sotto camicia, accessori da uniforme di qualità più resistente come il cinturone e tutto ciò che attiene alla conservazione e custodia arma in situazioni e scenari operativi, a fornire tutti gli uffici e reparti in Italia delle divise operative e accessori operativi previsti, alla necessità di attuare le zone di rispetto entro la quale si possa intervenire per prevenire il contatto da sempre prodromico a scontri e cariche di alleggerimento in situazioni di eventi in ordine pubblico, istituzione del magistrato di piazza per una necessaria tutela dei poliziotti e provocherebbe, sicuramente, più equilibrio nei manifestanti.
Si può fare di più e si deve fare di più !

 

Pierluigi Rotta e Matteo Demenego i due Agenti della Polizia di Stato uccisi da uno straniero presso la Questura di Trieste

Pierluigi Rotta e Matteo Demenego i due Agenti della Polizia di Stato uccisi da uno straniero presso la Questura di Trieste

 

In questa giornata di lutto per la Polizia di Stato ma per tutto lo Stato italiano tutto, per aver perso i “nostri fratelli” Pierluigi Rotta e Matteo Demenego durante adempimento del dovere, raggiungano le nostre più sentite condoglianze le famiglie e parenti dei colleghi, un dispiacere immenso che raccoglie TUTTI NOI, ciao colleghi ! ciao fratelli !

 

Gianluca GUERRISI
Segretario Provinciale Generale di ROMA
Dirigente Nazionale Coordinatore per l’Italia Centrale
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Curiosità dal mondo: chi guarda a casa nostra di solito non guarda a casa sua ! La riflessione di Gianluca (Drago) Salvatori

Gianluca (Drago) Salvatori Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  - CONSAP

Gianluca (Drago) Salvatori Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  – CONSAP

“Quando l’ipocrisia la fa da padrone, siete pure voi che ci accoltellate ogni giorno…”

Qui poco c’entra la destra o la sinistra o illustri media U.S.A., per la foto dell’assassino Cristian Gabriel Natale Hjort ( perché questo è …) bendato o addirittura ammanettato che ha fatto tanto scalpore. Si spiega subito del perché del bendaggio e dell’ammanettamento. Una persona che si rende protagonista di undici ( dico undici ) coltellate ad un carabiniere, deve essere assolutamente contenuta.
L’ammanettamento è per la sicurezza degli operatori primo e dell’assassino dopo o pseudo pregiudicato ( ah scusate il garante dei detenuti pare abbia decretato non si possa chiamare pregiudicato ma “utente”, la cella non più cella ma” stanza di pernottamento” e via via dicendo, e noi di sicuro non vorremmo urtare la suscettibilità di assassini o spacciatori, sia mai ) che magari si voglia auto lesionare (a
discapito degli operatori), il bendaggio è ancor più sottile ma forse lo possono capire solo le forze dell’ordine o i militari. Ad un assassino gli si deve togliere la capacità cognitiva, cioè quella consapevolezza di cosa lo circonda , perché qualsiasi cosa può diventare un arma atta ad offendere, una penna ,un ferma carte, una tastiera , una spillatrice, pensate anche un attaccapanni, ma mi rendo conto che le persone che non vivono la tensione che può vivere un operatore di polizia è di difficile comprensione , ma forse ve lo si può spiegare.
Quello che da il vomito è vedere la massima preoccupazione per l’assassino!
Non parlo del signor Scalfarotto poiché , credo veramente che questa sia solo una mossa legata al recepimento di insulti, al fine di estorcere soldi a chi lo insulterebbe. Ma noi facciamo questa professione (e non lavoro) anche per poter permettere a chiunque di poter esprimere opinioni demenziali anche se non ci piacciono. Non parlo neanche di tutti insulti legati alla morte del povero Mario, poiché è normale che questa spavalderia è determinata dall’assoluta consapevolezza che tanto non succederà niente, ma sì, meglio cosi, un carabiniere oggi, un poliziotto domani in meno sul pianeta siamo tutti più felici, eppure in questo mare di opinionisti volgari o dementi, non mi pare che ci siano queste “grandi figure” , non ho mai visto un politico italiano ( ah no, extra africano ) andare in Africa a costruire un pozzo (non chiedo tanto ) oppure proporsi come figura carismatica in loco ( che però dovrebbe confrontarsi con gente come Boko Haram, che usa bambini cristiani come bombe, e non è tanto conveniente, ma sì, è meglio farlo dall’Italia “al riparo di tali pericoli”, io ho la scorta  ,chi mi tocca!), ma quello che veramente non capisco e mi delude, perché non andate mai della vittima???? È cosi affascinante la figura dell’assassino, dello spacciatore ?? Vi sentite cosi eroi o protettori della libertà in questo modo? Vi do un suggerimento, vi dico io dove sono gli eroi.
Gli eroi sono quei genitori che stanno ore, giorni, anni, nelle stanze del Bambin Gesù abbandonati a loro stessi e con il loro dolore e che grazie alla professionalità di medici ed infermieri si sorreggono , nella speranza che il loro bambino o bambina guarisca, quelli sono EROI, andate a trovare loro. Gli Eroi sono gli italiani che ogni giorno si alzano la mattina a fanno il loro lavoro onestamente ( sarò populista
anche io ?!) e che vi pagano le vostre pensioni di reversibilità . Ho una considerazione anche per il noto professore di HarvardAlan Dershowitz”, spero sia altrettanto critico con tutte le bombe sparate dai suoi connazionali su ospedali e civili innocenti in Siria , Bagdad, Palestina, ecc. ecc. e ovunque l’America si senta in diritto di tutelare la libertà ( la loro e dei loro interessi ), eppure siete un popolo che
spara tanto, ah per notizia, i poliziotti italo americani sono quelli più ammazzati nei vari distretti dei vari Stati Americani, forse perché anche voi avete omicidi efferati, i dati parlano chiaro.
Quanta ipocrisia in giro, quanta idiozia. Oltretutto il noto avvocato del diavolo adesso è implicato nel “caso Epstein” e guarda un po’, ingaggia ex direttori dell FBI, ex agenti del Mossad, al fine di costruirsi alibi (giustissimo per carità ) .ma prima di parlare di foto ,abbia la compiacenza di usare il suo tempo per difendersi dal più schifoso dei reati ,che si chiama PEDOFILIA. Abbiate più rispetto per le divise, perché di gente in divisa morta per tutelare la Legge e i cittadini che non si possono difendere o per soccorrerli sono veramente tanti, con tutto che siamo le forze dell’ordine più mal pagate d’Europa ( ma questo è un altro discorso ).


E pensi che la gratifica più grande non è la promozione , la lode o l’encomio, la gratifica più grande è “GRAZIE” o un sorriso o un abbraccio di chi hai salvato. Ma è più facile su una barca, è più facile raccogliere i soldi per le spese legali ( un milione addirittura, chissà quanti pozzi si sarebbero potuti costruire od ospedali, scuole, in Africa). Ma quanti soldi non potreste più guadagnare?? Abbiate più rispetto per i Finanzieri che fino a ieri sono morti a causa di contrabbandieri ( per delle sigarette
poi). Di processi osceni poi ne siamo fin troppo abituati, ma con un ragionamento logico mi chiedo , come mai un medico ,che per mille ragioni ,un agente patogeno ,gravità della malattia qualsiasi cosa non dovuta al suo operato , ebbene, se muore il paziente, viene immediatamente indagato ed invece un Tribunale che rilascia un pluripregiudicato che riproduce un reato violento ,a colui non succede niente? Luca Delfino ne ha dovute ammazzare due di ex fidanzate addirittura ( ma ne ho tanti di
casi del genere), eppure…..
Al signor Saviano ( sempre attento alla nostra amata Polizia ) che seguo sempre con tanto interesse, pongo un quesito, è stato altrettanto critico con le Leggi contro i clandestini messicani?? Oppure in America è meglio non far clamore? Lei può farsi scortare anche in Italia sa, non c’è bisogno di vivere in America ( a meno che non si tratti di scelte di vita personali ovvio ),le pongo un’altra domanda ,così a livello di memoria storica, lei ha mai fatto l’autista ( in giacca e cravatta ) a Casal dei Principi,
chi portava? Come si dice: se ne sentono tante……..
Il mondo Polizia è sempre molto complesso ,pensate che nel periodo di rapimenti, posso assicurare che alla famiglia del rapito non interessa come le forze dell’ordine possano fare per riportare a casa il loro caro, non sono minimamente interessati dei metodi, l’importante è riportarlo a casa con le buone o con le cattive, dovrei fare dei riferimenti storici, ma sarebbe fin troppo facile strumentalizzare una frase o un
messaggio. Concludendo per lo stupore suscitato dalla foto del povero assassino, vorrei chiedere al professore di Harvard , avvocato Dershowitz, lo sa che in Italia le forze dell’ordine non possono fare i Giudici Onorari, come mai questa ghettizzazione? Sicuro di non aver urtato la suscettibilità di nessuno ( sperando che la verità sia sempre illuminante) per cautela mi appello all’articolo 21 della costituzione italiana a cui si dedica la libertà di manifestazione di pensiero.

 

Gianluca (Drago) Salvatori
Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  – CONSAP

Bomba Carta: Gianluca – Drago – Salvatori (CONSAP), massime pene per chi utilizza l’ordigno contro le Forze dell’Ordine ed equiparazione ad arma da guerra, lancio stampa Il Giornale del Lazio

Gianluca (Drago) SALVATORI Segretario Generale Provinciale Aggiunto ROMA

Gianluca (Drago) SALVATORI Segretario Generale Provinciale Aggiunto ROMA

(Il Giornale del Lazio-RDN 10.08.19)

Da sempre come sigla sindacale CONSAP e come operatori di Polizia chiediamo a gran voce la massima pena per chi fabbrica, detiene e soprattutto lancia la famosa “Bomba Carta” contro le forze dell’ordine, gesto ormai diventato consuetudine nelle manifestazioni politiche e sportive. Inutile ricordare al legislatore e ai Signori politici ,che la Bomba Carta è utilizzata a scopo intimidatorio da Cosa Nostra, Camorra , Ndrangheta, Sacra Corona Unita, oltre ai Anarco Insurrezionalisti ( un nostro artificiere perse un’occhio ed una mano, per il disinnesco di una bomba artigianale), riportando qui sotto tutta la normativa vigente in materia e la spiegazione per una ulteriore evidenza di tale pericolosità.

I danni riportati agli operatori di polizia sono notevoli, oltre al rischio d’amputazione, perdita del bulbo oculare, infezioni legati all’introduzione del tessuto della divisa nelle vive carni ( che richiedono l’intervento chirurgico ),la perdita del’udito, sono tutte patologie che riformerebbero il collega.
Noi Vogliamo che la Bomba Carta sia a tutti gli effetti equiparata ad ARMA DA GUERRA e sia perseguita come tale, non da una sanzione amministrativa o denuncia, ma dalla galera!
Il più delle volte questo famigerato artefatto è assemblato con chiodi , bulloni, sfere d’acciaio, lamette e quant’altro possa provocare più danni possibili, da qui anche la nostra proposta (ormai decennale) di far pagare sia all’impianto sportivo a cui dedichiamo il servizio di vigilanza ( all’interno dello stadio vi sono gli steward) che ai manifestanti di piazza una “Fideiussione Assicurativa \Bancaria “, con il fine di risarcire l’operatore delle forze dell’ordine ferito, sia allo stadio che in manifestazione.
I responsabili del danno o chi li gestisce devono pagare i danni.
Ma che cos’è la Bomba Carta?

La Bomba Carta è un ordigno esplosivo o petardo molto rudimentale, a base di polvere pirica o flash, normalmente ricavata da petardi o cartucce. Deve il nome al materiale di cui è composto l’involucro esterno, anche se non sempre viene utilizzato del cartone o altro materiale cartaceo per la sua realizzazione: difatti, possono essere usati anche involucri in PVC, che hanno una resistenza all’espansione superiore rispetto alla carta, sfruttando così il picco massimo di energia della polvere contenuta nella bomba. In questo modo, la polvere, incendiandosi, espande il materiale fino al massimo e rilascia all’istante un quantitativo di energia relativamente elevato. La bomba è composta solitamente da un cartoccio in carta da imballaggio o cartoncino, sagomato a cilindro, riempito con una quantità variabile di polvere da sparo (tra i 20 e i 300 grammi), chiuso ad una estremità e dotato all’altra estremità di una miccia, che fa da innesco e la cui lunghezza regola il ritardo nell’esplosione. La Bomba Carta, nonostante sia un ordigno illecito in Italia (vista la quantità di esplosivo contenuta e la fattura artigianale), ha avuto una discreta diffusione a partire dagli anni settanta, poiché è di facile realizzazione, di piccole dimensioni ed economica e può arrivare ad avere effetti abbastanza violenti, specialmente su strutture. Per questi motivi è diventata parte dell’arsenale dei gruppi eversivi e delle tifoserie Ultras più fanatiche, nonché degli “artificieri di capodanno”. L’effetto dell’esplosione è limitato ad una semplice deflagrazione, eventualmente accompagnata da vampe o spruzzi di polvere infuocata se non è sufficientemente innescata. Al contrario della bomba molotov, si tratta di un ordigno inteso non ad appiccare fuoco, bensì a provocare danni o semplicemente creare un grande botto, dato che gli effetti sonori sono molto maggiori di quelli distruttivi. Le bombe carta realizzate da mani esperte sono, comunque, in grado di sprigionare una potenza notevole. Costruire una bomba carta è un’operazione semplice, ma pericolosa, dato che forti scariche elettrostatiche e manipolazioni inesperte possono far esplodere l’ordigno nelle mani di chi lo fabbrica. Anche l’utilizzo di questo tipo di bomba è un’operazione molto rischiosa, dato che la stessa natura artigianale dell’ordigno non dà garanzie sulla lunghezza della miccia, sulla sua qualità e rapidità di combustione.

Bomba Carta

Bomba Carta

Noi della CONSAP siamo stanchi di vedere feriti i nostri colleghi ,siamo stanchi di doverci pagare le visite mediche, eppoi siamo stanchi di vedere impuniti chi ci reca danno, o vale solo al contrario?

Noi della CONSAP siamo preoccupati in attesa di un campionato che già si sa essere bollente. Noi siamo e saremo sempre dalla parte del collega in strada, dalla parte giusta.
Gianluca (Drago) SALVATORI
Segretario Generale Provinciale Aggiunto ROMA
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Reparto Mobile ROMA: anomalie nella gestione del servizio al Vaticano, denuncia CONSAP

Reparto Mobile ROMA: anomalie nella gestione del servizio al Vaticano

Reparto Mobile ROMA: anomalie nella gestione del servizio al Vaticano

La Segreteria Provinciale di ROMA della CONSAPConfederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha inviato una nota scritta al “Comandante” del I° Reparto Mobile di ROMA dove si chiedono spiegazioni scritte in riferimento alle gravi anomalie “gestionali del servizio” al contingente impiegato domenica 4 agosto presso il Vaticano. Risulta, infatti, si legge nella comunicazione inviata dalla CONSAP, che il gruppo di ben 37 uomini impiegati per il servizio di O.P. sia stato affidato, in comando, ad un operatore appartenente al ruolo di Assistente Capo Coordinatore e non al ruolo sovraordinato come previsto dalle disposizioni.
Tale atteggiamento palesa, oltre ad una poco attenta superiore verifica dello stato dei fatti, una possibile penuria del ruolo “sottufficiali ” al Reparto di Roma e in particolare nessun sottufficiale per quella giornata del 4 agosto u.s.

Sei più forte con la CONSAP ! La storia continua con maggiore determinazione, al via la campagna tesseramento 2020

Sei più forte con la CONSAP !

Sei più forte con la CONSAP ! Campagna tesseramento 2020

La storia del sindacato CONSAP continua ! Con maggiore slancio e vigore, senza mai dimenticare le solide e storiche  basi che ne hanno permesso di diventare entro breve tempo tra le rappresentanze sindacali più seguite nel panorama sindacale nazionale ma anche internazionale, il compatto gruppo della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia rilancia e si appresta a “perorare”, con forza e tenacia, i temi più sentiti dalla categoria sicurezza , con il piglio di chi, senza interessi personali, vive di passione per il mandato assunto, fatto di lotta per il rispetto dei diritti sindacali e l’elaborazione di proposte concrete che possano consegnare le sacrosante migliorie professionali per donne e uomini della Polizia di Stato e loro familiari che nel quotidiano supportano “le fatiche” dei loro congiunti.
La città di Roma e quindi la Segreteria Provinciale, in sintonia e in ossequio alle direttive nazionali, ha già da mesi iniziato una nuova manovra di rappresentanza di categoria, annotando i temi più a cuore del personale, ascoltando le realtà locali, ufficio per ufficio, motivando il personale e attivando un percorso di dialogo costruttivo con le varie amministrazioni locali per arrivare, in tempi più brevi e con maggiore efficacia alle tanto attese soluzioni.
“Per noi” della CONSAP, che abbiamo a cuore i principi della coerenza e della lealtà, sempre uniti alla trasparenza, è stato un anno, valutando il fine 2018 e lo scorrere del 2019, molto difficile, intenso, ma anche portatore di conferme, ci ha resi, infatti, più forti ma soprattutto più uniti, ci ha fatto conoscere meglio nella battaglia dei nostri diritti. Proprio mentre qualcuno lanciava meschine bordate per demolire un castello “a parer loro fragile”, i paladini rimasti non hanno esitato ad unire le proprie mani, per formare una meravigliosa ed invidiata unione e nel vivere quella straordinaria sensazione di essere fratelli coesi per quello che si crede: la libertà sindacale e il vero diritto di rappresentanza di categoria.
Ci attendono quindi mesi di tanto lavoro: stiamo sostenendo la previdenza integrativa complementare, il diritto di sciopero regolamentato, l’unificazione delle Forze di Polizia, una più puntuale ed efficiente consegna di uniformi e mezzi per lavorare, migliori condizioni economiche per il personale di Polizia, implementazione alloggi collettivi di servizio nella città di Roma, adeguamento di tutti gli uffici alle norme sulla igiene e sicurezza luoghi di lavoro.
Ringrazio tutti i miei colleghi e amici della nuova e affiatata squadra della Segreteria Provinciale di Roma per aver creduto in questi ideali che animano il senso “di battaglia” per il “giusto vivere” e il “giusto agire“. Così come ringrazio i tanti nuovi iscritti di questo nuovo percorso che hanno voluto aderire alla CONSAP, qualcuno addirittura nel ritrovare stimolo “a fare l’attivista sindacale” illuminato e convinto dal nuovo quadro d’insieme, fatto di contenuti e traguardi.
Siamo abituati a portare avanti le nostre idea anche tra mille difficoltà, davanti ad ostacoli e burocrazie in prima istanza avverse, ma siamo anche abituati a credere che le nostre idee hanno un valore e per questo le porteremo avanti con forza e coraggio nella convinzione che il tempo galantuomo ci consegnerà quello che di giustizia sarà !
Vi aspetto e Vi aspettiamo nella nuova CONSAP, insieme e nella massima condivisione delle idee e dei percorsi faremo gli interessi collettivi del personale !

Forza CONSAP ! !  E SEI PIU’ FORTE CON LA CONSAP !

 

G.Guerrisi Segretario Provinciale Generale ROMA Dirigente Nazionale Coordinatore per l'Italia Centrale CONSAP - Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

G.Guerrisi
Segretario Provinciale Generale ROMA
Dirigente Nazionale Coordinatore per l’Italia Centrale
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Noi continuiamo a stare dalla parte dei poliziotti ! Lettera aperta a tutti i colleghi del Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma Gianluca (Drago) Salvatori

Gianluca (Drago) Salvatori - Segretario Provinciale Generale Aggiunto CONSAP Roma

Gianluca (Drago) Salvatori – Segretario Provinciale Generale Aggiunto CONSAP Roma

Nel ringraziarvi nuovamente per la vostra fiducia, la Segreteria Provinciale vi augura buon lavoro e un Ferragosto vicino alle vostre famiglie. È stato un anno difficile, che ci ha visto attaccati come sigla da altre sindacati gialli (per i soliti giochetti di tessere e di lobbine organizzate ad arte ) e dai vari Dipartimenti e Uffici ,che perseverano nelle orecchie da mercante. Questo per noi sarà solo spunto per continuare nel nostro faticoso lavoro di onestà e trasparenza, non temiamo confronti con nessuno!!!
I nostri presupposti saranno fin d’ora di far più rumore possibile nelle sedi opportune, delle proposte da noi suggerite, per un miglioramento della vita del collega, sia professionalmente che privatamente. Non a caso siamo l’unico sindacato che ha proposto delle agevolazioni di servizio (e non di esenzione) ai poliziotti separati, in regime di affidamento condiviso, sull’orario di servizio. Abbiamo chiesto una fideiussione assicurativa \bancaria da parte di manifestanti, in modo tale che il collega che venga ferito in servizio, possa essere risarcito dal responsabile di piazza (e dai manifestanti violenti) , visto che lo scenario che si prospetta al poliziotto ferito, è l’invio in C.M.O. con una prassi e un ginepraio burocratico allucinante. Anche qui siamo l’unica sigla ad aver chiesto questo. Abbiamo chiesto che la “bomba carta” sia catalogata in arma da guerra (come la molotov) e non artificio pirotecnico.
Abbiamo chiesto l’area di rispetto in O.P., quando si opera nel regime di ordine pubblico, perché l’operatore deve lavorare in tranquillità e non sotto la pressione di chi gli sta vicino. (altro…)

Carabiniere ucciso a Roma, Guerrisi (CONSAP) vicinanza e cordoglio alla famiglia di Cerciello Rega, Il Giornale del Lazio

Gianluca GUERRISI, Segretario Generale del Sindacato CONSAP di Polizia a Roma

Gianluca GUERRISI, Segretario Generale del Sindacato CONSAP di Polizia a Roma

(Il Giornale del Lazio – 30.7.19) Adesso un segnale forte delle istituzioni  agli operatori della Forze di Polizia per lavorare nelle migliori condizione possibili e con le tutele previste 

Il Giornale del Lazio ha chiesto al dr GUERRISI della CONSAP –  Segretario Generale Provinciale di Roma della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, un parere sulla recente vicenda del Vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso da attacco criminale.

Segretario ancora un fatto grave nella capitale, cosa succede in termini di sicurezza e quale il pensiero del sindacato CONSAP che lei rappresenta proprio a Roma?

Non è stato sufficiente il grave ferimento del collega dell’U.P.G.S.P. per mezzo di una
coltellata scoccata da un delinquente. Ancora una volta ci troviamo a piangere il lutto per un servitore dello Stato, un giovane collega che come tanti altri ha scelto di servire il Paese per garantire quella democrazia, libertà, giustizia e sicurezza poste a fondamento del nostro ordinamento giuridico per la tutela di tutti i cittadini italiani.
Ai familiari del collega Mario Cerciello Rega e all’Arma dei Carabinieri tutta, va la nostra vicinanza e il cordoglio per questa grave perdita. Purtroppo anche in questa triste circostanza che ha visto un servitore dello Stato, sacrificare la propria vita per assicurare due delinquenti alla giustizia dobbiamo constatare come le attuali dotazioni in uso alle Forze di Polizia e le e regole di ingaggio o per meglio dire norme giuridiche, non siano più adeguate per un efficace contrasto alla criminalità. Gli operatori di Polizia convivono quotidianamente con un sentimento di angoscia che nasce dall’incertezza su quale comportamento porre in essere nella varie circostanze d’intervento, tale stato d’animo discende dalla paura di vedersi indagato o ancora peggio ricoverato presso qualche ospedale a seguito di pugnalate, bastonate o nella migliore delle circostanze pugni o calci ricevuti, anche uso distorto di immagini registrate, con gli strumenti messi oggi a disposizione della tecnologia, sono fonte di preoccupazione per gli
operatori. Ecco perché, non volendoci unire alla consolidata prassi del tifo da stadio di chi è contro a prescindere o di chi è a favore a prescindere, riteniamo ormai non più procrastinabile per le Forze di Polizia l’utilizzo, sia per scopi di difesa che probatori, di nuovi strumenti quali il Teaser e Body Cam.
Ci aspettiamo un segnale forte ed inequivocabile da parte delle istituzioni che permetta agli
operatori della Forze di Polizia di operare nelle migliori condizione possibili sia per la propria
incolumità che per quelle dei cittadini.

News originale:

Carabiniere ucciso a Roma, Guerrisi (CONSAP) vicinanza e cordoglio alla famiglia di Cerciello Rega

…::: Intervista di Redazione GdL

Commissariato di P.S. Vescovio: gravi problematiche al sistema di areazione e climatizzazione, segnalazione CONSAP

Commissariato di P.S. Vescovio gravi problematiche

Commissariato di P.S. Vescovio gravi problematiche

La Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP ha segnalato all’Ufficio Relazioni Sindacali della Questura di Roma la grave situazione in cui versa il Commissariato di Pubblica Sicurezza “Vescovio” in riferimento al malfunzionamento dei locali sistemi di areazione e climatizzazione, in particolare camere alloggiati (che sono prive di tetto), ufficio UEPI e Sala Aspetto cittadini.
Stante la gravità della situazione, che tra l’altro rende disagevole sia lo svolgimento del servizio che il riposo psico-fisico, si è richiesto di concordare un incontro con una ristretta delegazione sindacale provinciale e locale.
Seguirà comunicazione esito incontro.

Previdenza Complementare: intervento di Cesario BORTONE, neo Segretario Generale Nazionale CONSAP

Roma 22 Giugno 2019 Hotel Quirinale di ROMA
Congresso Straordinario Nazionale CONSAP
Cesario BORTONE, neo eletto Segretario Generale Nazionale CONSAP interviene sulla previdenza complementare.

Canale Video della CONSAP Segreteria Provinciale di ROMA
Riprese e filmati dell’attività sindacale della CONSAP Segreteria Provinciale di ROMA http://www.consaproma.org
Youtube: Consap Segreteria Provinciale di ROMA

Controllo del territorio, programma di revisione e rimodulazione: esito incontro con il Questore di Roma dr Esposito

Incontro con il Questore di Roma: controllo del territorio, programma di revisione e rimodulazione

Incontro con il Questore di Roma: controllo del territorio, programma di revisione e rimodulazione

Si è svolto nella giornata di ieri mattina, il programmato incontro tra le segreterie provinciali di Roma dei sindacati della Polizia di Stato e il Signor Questore di Roma dr Carmine Esposito . Oggetto della convocazione nella Sala Prisco Palumbo di via San Vitale, il programma di revisione e rimodulazione del servizio di controllo del territoriodecentramento. Per la Questura di Roma presente anche il dr Massimo Improta, Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (U.P.G.S.P), il Capo di Gabinetto dr Alfredo Matteucci, il dr Ugo Angeloni , il Vice Capo di Gabinetto e Responsabile delle Relazioni Sindacali dr Marco Germani.

Il Signor Questore informava ai presenti, nel suo discorso, una nuova progettualità per rendere più efficiente e rispondente alle mutate esigenze di servizio le attività di controllo del territorio romano, con una strategia geografica d’intervento più veloce, con meno spese economiche per l’Amministrazione, più forza in presenza sicurezza (non si riducono il numero delle volanti), riferendosi alla divisione in numero 3 Poli la Sezioni Volanti di Roma:
1) il Polo Guido Reni che sarà poi quello centrale (con il maggior numero di uffici burocratici per gli adempimenti amministrativi e gestione personale);
2) il Polo Prenestino – Salviati che risulta essere già dotato di molte delle cose necessarie per lo svolgimento delle attività di gestione e controllo del Reparto Volanti (custodia mezzi, mensa di servizio, rifornimento benzina, manutenzione veicoli, alloggi di servizio, bagni e doccia, ecc). Questo nuovo Polo dalle risultanze avute potrebbe essere pronto già per il mese di ottobre o al massimo per la fine anno;
3) il Polo Tor Carbone da previsione stimata, invece, pronto per il prossimo anno. La struttura è tra le più grandi che esistono attualmente (dotata di garage, alloggi, ecc, ma non presente il rifornimento per la benzina).
Il criterio di assegnazione ai nuovi Poli sarà quello della volontarietà del personale.

Il Signor Questore informava i presenti, inoltre, che nel piano di revisione di potenziamento della Questura di Roma è programmato implemento di personale di 140 unità, da “spalmare” tra luglio 2019 e aprile 2020 (tra ruolo AG.TI/SOV.TI) con la logica di potenziare i 10 Commissariati che negli anni hanno subito più decremento.

Informava ancora che la procedura con “MOD” Moduli Operativi Dedicati ha raggiunto già l’ottima riuscita con 24 Commissariati e che in breve tempo sarà destinata ad aumentare, che il nuovo modello di sicurezza, basato anche sulle segnalazioni dei cittadini, ha già portato una flessione, in alcuni casi e zone, del 50% dei reati. In previsione la rimodulazione dei Presidi di Polizia  e il rafforzamento con il piano che sarà approvato dal Ministero dell’Interno. La CONSAP ha ricordato e sollecitato il nuovo Presidio Polizia a Tiburtina – complesso Achille Tedeschi.
Nelle zone intorno al GRA, operativo un Modulo Operativo Dedicato Rafforzato con ausilio delle specialità della Polizia di Stato, pattuglie della Polizia Stradale e intervento della Polizia Ferroviaria.

La CONSAP, rappresentata dal Segretario Generale Provinciale GUERRISI ha condiviso la progettualità illustrata dal Signor Questore nel suo insieme, ma in riferimento alle modalità attuative ha espresso delle riserve da sciogliere solo dopo aver consultato il proprio personale iscritto e operante nel settore e da dove nascerà il giudizio CONSAP definitivo al progetto.

Nuovi gradi per la Polizia di Stato: dall’11 luglio 2019 si cambia e si indossano i nuovi distintivi di qualifica, la circolare del Capo della Polizia

Nuovi Distintivi di Qualifica del Personale della Polizia di Stato

Nuovi Distintivi di Qualifica del Personale della Polizia di Stato

Il prossimo 11 luglio – in occasione del 167 anniversario dell’istituzione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, prima forza di Polizia Civile – i nuovi segni di qualifica, nel corso di una solenne cerimonia, saranno presentati al Signor Presidente della Repubblica e alle massime cariche istituzionali e dovranno essere indossati da tutto il personale della Polizia di Stato a partire dalle ore 07.00 del 12 luglio 2019.
La procedura è prevista dal processo di revisione dei ruoli delle Forze di Polizia di cui al D.Lgs. 95/2017, con decreto interdirettoriale del 5 aprile 2018, dove sono stati definiti i nuovi distintivi di qualifica del personale della Polizia di Stato (come da circolare allegata).

La Circolare del Capo della Polizia con i nuovi distintivi di qualifica 

La Circolare del Capo della Polizia con i nuovi distintivi di qualifica 

La Circolare del Capo della Polizia con i nuovi distintivi di qualifica

Questura di Roma, Mensa STATILIA: a breve di nuovo attivo il servizio pasti sospeso per lavori, accolte le segnalazioni della CONSAP

Mensa di Servizio della Polizia di Stato

Mensa di Servizio della Polizia di Stato

La Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP è stata informata dall’Ufficio Rapporti Sindacali della Questura di Roma (dopo nostre richieste e segnalazioni CONSAP formulate in più incontri con i vertici della Questura in riferimento al disagio patito dal personale di Polizia), che risulta prossima la riapertura della Mensa di Servizio della Questura di Roma – Via Statilia chiusa per lavori di ristrutturazione più lunghi di quanto previsto.

Vittoria della CONSAP ! In arrivo dopo due anni di incontri al vertice, le divise operative anche per gli Ispettorati

Divise Operative anche per gli Ispettorati di Polizia

Divise Operative anche per gli Ispettorati di Polizia

Divise Operative  anche agli Ispettorati di P.S. e presto anche per tutti gli uffici di Polizia dove non state assegnate. Finalmente la vicenda giunge ad una svolta positiva per i colleghi. A seguito della incessante attività di sollecito della CONSAP Nazionale e Provinciale di Roma, protrattasi per due anni con ripetuti incontri al vertice l’ultimo dei quali due settimane fa, la vertenza che ha interessato a 360 gradi tutti gli uffici di polizia volta alla fornitura e rifornitura delle divise operative per tutto il personale, siamo stati informati che tra qualche giorno inizierà la distribuzione dei capi per la vestizione del personale in servizio presso gli Ispettorati ed altri uffici. La CONSAP si batte con determinazione sempre a fianco dei colleghi per i loro diritti.

LA NUOVA LEGITTIMA DIFESA: Un tentativo mal riuscito ! Il parere del dr Edoardo MORI

Nella foto il dr Edoardo MORI

Nella foto il dr Edoardo MORI

La CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha chiesto al dr Edoardo Mori, tra i massimi esperti sulla legislazione delle armi, un parere sulla nuova legittima difesa, alla luce delle recenti novità normative.

Per legittima difesa si intende la regola che consente all’uomo di ferire o uccidere un altro uomo che lo aggredisce ingiustamente.

È un comportamento animale istintivo, frutto di centinaia di migliaia di anni di evoluzione, quello di difendere ad ogni costo la propria vita, il proprio gruppo, i propri beni. È regola naturale mai posta in discussione, salvo che da qualche squilibrato, di quelli, per intenderci, che non schiacciano i pidocchi per non far loro male.

Le legislazioni antichissime prevedevano la pena di morte immediata per la violazione di domicilio e la rapina.

Ad esempio nelle leggi di Manu, anteriori di qualche secolo al cristianesimo, si legge:

  1. Per la propria sicurezza, in una guerra a difesa dei diritti sacri o per proteggere una donna o un Brahmano, colui che uccide giustamente non è colpevole.
  2. Un uomo deve uccidere, senza esitazione, chiunque gli salti addosso per ucciderlo, quand’anche questi sia il suo rettore, un fanciullo, un vecchio o un Brahmano versato nella Scrittura.
  3. L’uccidere un uomo che tenta d’assassinare, in pubblico o in privato, non dà colpa di omicidio: il furore è alle prese col fuoco.

La Bibbia dice ( Esodo 22:2-3): Se il ladro, colto nell’atto di fare uno scasso, viene percosso e muore, non vi è delitto di omicidio.

Il Vangelo (Luca 22:25-39) racconta Poi Cristo disse loro: «Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?» Essi risposero: «Niente». Ed egli disse loro: «Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Matteo (26,52) aggiunge, chi di spada ferisce di morte perisce. Quindi il Vangelo è tutto men che pacifista: come si vede, gli apostoli erano armati e valeva il principio che chi aggrediva con armi poteva essere ucciso.

Non vi era alcun bisogno di norme sulla legittima difesa, ma si cercava solo di evitare che la legittima difesa venisse utilizzata come comoda scusa.

Ciò risulta chiaro dalla legge romana delle XII Tavole

  1. Se alcuno ha commesso un furto di notte e se il ladro è stato ucciso, l’uccisione sia legittima.
  2. Di giorno [è legittima l’uccisione] se il ladro si difende con un’arma e [il derubato] ha lanciato grida di aiuto. 

Ma saltiamo quasi 2500 anni e veniamo ai tempi nostri. In Germania il legislatore tedesco del 1871 aveva scritto all’art. 53 del Codice Penale: Legittima difesa è quella difesa che è necessaria per respingere una aggressione attuale e illegittima verso sé o verso altri. L’eccesso non è punibile se si è agito per concitazione o paura. Egli aveva capito ed espresso perfettamente i concetti che quando si è aggrediti si ha il diritto di fare tutto ciò che è necessario per respingere l’aggressione e che bisogna tener conto della situazione psicologica della vittima, della realtà e non di masturbazioni mentali sulle parole della legge! In situazioni di pericolo, scattano le reazioni istintive di difesa e non si ha tempo di pensare a ciò che dice la Cassazione! I propri diritti sono infinitamente più importati di quelli di colui che delinque.

In Austria si scrive (art. 3 CP) che non è punibile chi esercita la difesa necessaria per respingere un’aggressione illecita diretta e immediata e diretta contro la sua o altrui vita, salute, incolumità, libertà o patrimonio, salvo il caso che il danno temibile sia modesto e inadeguato al danno che si può recare all’aggressore. Aggiunge poi che se chi si difende come sopra ed usa una difesa inadeguata non è punibile se ciò avviene solo a causa dell’agitazione paura o spavento, dovuto all’aggressione, salvo che esageri per colpa.

In Italia l’art. 52 del nostro codice penale del 1931 scriveva che Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. Era una formulazione che richiamava giustamente il presupposto della necessità di difendersi per tutelare un qualsiasi diritto, personale o patrimoniale, ma che poi introduceva il surreale requisito della proporzione fra offesa e difesa. Una di quelle idee che possono venir solo al giurista che conosce le carte più della vita perché altrimenti conoscerebbe il vecchio detto che le botte non si danno a patti. Quando si viene aggrediti non si sa mai come va a finire, una spinta o un pugno possono uccidere, chi appare innocuo può essere un esperto di arti marziali o può tirare fuori un coltello, chi sembra voler rubare solo un pollo può darsi che ci prenda a calci per farsi dare le chiavi del pollaio, chi sembra solo può avere un complice, e così via. Anche i giudici han finito per capire che la norma era inadeguata e hanno aggiunto la precisazione che la proporzionalità deve essere valutata in relazione ai mezzi di difesa di cui si dispone. Se ho solo un’arma da fuoco e non posso limitarmi a sparare in aria, sono legittimato a sparare vero l’aggressore “e dove colgo, colgo“.

Lo spirito della legge era così favorevole alla difesa che il famoso professor Antolisei poteva correttamente sostenere che nel momento in cui il cittadino si difende egli si assume una funzione pubblica e deve essere equiparato ad un pubblico ufficiale (quindi responsabilità solo in caso di colpa grave e nessun risarcimento). Sarebbe poi bastato rilevare che è l’accusatore che deve provare l’inesistenza dell’invocata legittima difesa, e molti processi non sarebbero neppure nati.

La norma sarebbe stata comunque accettabile se applicata con buon senso e conoscenza della realtà; il diritto è solo uno strumento per realizzare risultati considerati giusti dalla volontà popolare e il giudice deve saperlo usare bene; purtroppo si nota spesso che il giudice è come un operaio che si trova in mano un martello e non sa che cosa sia un martello e che cosa sia un chiodo e quindi lo usa secondo l’idea personale che se fa. È accaduto quindi che i giudici italiani si sono messi a cavillare sul principio morale (e non giuridico) se sia o meno giusto uccidere per proteggere un bene diverso dalla vita, se sia giusto uccidere un rapinatore che vuole solo i soldi (per molti popoli di un recente passato la rapina e l’ingresso violento in casa altrui erano puniti con la pena di morte!), hanno ignorato che l’art. 52 prevedeva la difesa di ogni diritto e non solo di quello alla propria vita, hanno iniziato ad utilizzare il bilancino per pesare situazioni normalmente fuori controllo, finendo così per creare una situazione assurda. L’impressione del popolo era che ormai rischiasse più chi si difendeva che chi aggrediva, che il giudice “cerchiobottista” per natura, un po’ di eccesso colposo lo trovava sempre, che il doversi difendere in un processo era quasi inevitabile e che ci si rimetteva molti più soldi di quanti ne sarebbe riuscito a prendere il rapinatore!

Era un risultato chiaramente inaccettabile. Da ciò varie proposte di modifica sempre avversate dai “filosofi” (chi ritiene sacra la vita di un lupo, non può tenere in minor conto la vita di un rapinatore) e, stranamente, anche dalla magistratura la quale spesso dimentica che è pagata per applicare le leggi e non per giudicarle e che un giurista non ha la preparazione per essere un politico o un sociologo o un criminologo.

L’ultima proposta è riuscita ad andare in porto ed è diventata legge il 29 aprile 2019.

Vediamo che cosa cambia nell’art. 52.

A – Ferma la regola della proporzionalità fra offesa e difesa, viene stabilito che non si tiene conto della proporzionalità, nel caso in cui vi è violazione di domicilio o ingresso in ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale, e che è consentito difendere anche i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione. La frase in corsivo, già introdotta dalla legge 59/2006, chiarisce quando si possono difendere beni ed è regola errata perché non si capisce come vi possa essere desistenza e contemporaneamente pericolo di aggressione: io capisco che secondo il legislatore, se mi stanno rubando l’auto dal garage della villa e me ne sto ben chiuso in casa, non vi è pericolo di aggressione e quindi devo lasciar rubare la macchina. Conclusione ripugnante.

Purtroppo è stata conservata una frase del comma secondo con cui si richiede che venga usata un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: cosa assolutamente stupida perché sembra dire che se uso la sciabola del nonno non denunziata, rispondo di omicidio volontario, così pure se usassi un mazzo di fiori, mezzo non idoneo ad offendere! Tipica stupidità degli orecchianti del diritto.

B – Viene aggiunto un nuovo comma quarto in cui si dice che si è sempre in stato di legittima difesa se si respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone. Concetto giusto, ma espresso in modo stupido: se mi trovo uno in camera da letto, al buio, come faccio a sapere se l’intruso è solo o in compagnia, se è armato o disarmato, se ha mezzi di coazione fisica (gli scarponi chiodati saranno un mezzo sufficiente? devo controllare il tipo di chiodi?).

E che vuol dire con minaccia dell’uso delle armi? basta dire “attento che ti sparo”, “attento che sono armato”, o bisogna avere un’arma in mano, anche se finta? Ci vorranno decine di sentenze e di anni per capirlo. Il che conferma la mia opinione che gli apprendisti del diritto sono pericolosi quanto gli apprendisti stregoni! I politici devono dire che cosa vogliono, ma poi il modo migliore per tradurre in una norma la loro volontà, lo deve stabilire un professore universitario o un magistrato esperto, non un tirapiedi di partito o il politico stesso!

Secondo chi ha scritto la norma, dovrei accendere la luce, informarmi bene su che cosa l’intruso vuole e se mi dice che vuole solo prendere un po’ di gioielli, gli auguro buon lavoro e mi giro dall’altra parte! Ma dove li trovano questi scribacchini del diritto?

C – All’art. 55 c.p. sull’eccesso colposo è stato aggiunto un comma che un pastrocchio incomprensibile. Si scrive che nei casi di difesa da intrusione in abitazione o luoghi di lavoro di cui ai commi 2, 3, 4 dell’art. 52 non è punito se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, numero 5). L’art. 61 c.1 n.5 prevede una aggravante per il reo che ha profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa. Come una aggravante si possa utilizzare per escludere la pena invece che per aumentarla è un mistero gaudioso. Per non turbare irreversibilmente la mia mente, sono costretto a pensare che il legislatore, nel suo stato di marasma linguistico, abbia voluto dire che anche il soggetto debole, chi deve girare di notte o in ambienti malfamati, chi non può chiamare aiuto, chi si trova di fronte energumeni, ha diritto di difendersi in tutti i modi, senza doversi preoccupare di non far troppo male al povero aggressore! Essa vale specialmente per tutti i casi di aggressione al di fuori dei lungo di abitazione e lavoro e quindi ha valore generale. La mia è solo un’ipotesi, ma è l’unica che non porti ad orrori giuridici.

– che non vi è mai eccesso colposo se si è agito in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto. Come detto sopra è norma già nota ad altri paesi europei ed è sacrosanta perché è normale che in certe situazioni si perda la testa, che l’adrenalina prevalga su altri ormoni, che si debba pensare urgentemente a salvare la pelle e non alle massime della cassazione sulla legittima difesa. Però è stato un grave errore scrivere la parola “grave”. Non dubito che leggeremo sentenze in cui il giudice, che in vita sua è stato aggredito solo dal coniuge, sosterrà che la vittima ha fatto male a spaventarsi “gravemente” perché bastava spaventarsi un pochino. Nessun altro Stato in cui si è giustificati a causa del turbamento dovuto all’aggressione ha avuto la bislacca idea di parlare di “grave” turbamento perché questo è soggettivo e non misurabile. Negli altri paesi la formula serve per aiutare nel modo più benevolo chi si è difeso ed ha protetto la società; in Italia servirà per condannare qualcuno perché secondo i testimoni è una persona molto calma!

Leggo che nelle osservazioni fatte dal Presidente della Repubblica si dice che necessariamente “il grave turbamento” non può essere soggettivo, ma oggettivo. Pare che siano stati i suoi “consiglieri giuridici” (a naso direi dei magistrati) a scrivere ciò. Cosa da restare a bocca aperta a leggerla perché ovviamente le passioni non si possono misurare e non si possono provare; sarebbe come stabilire se uno è molto innamorato o poco innamorato! Un giurista serio avrebbe invece ricordato a tutti che in Italia vige la presunzione di innocenza e che quindi se chi si è difeso dichiara di essere stato turbato dall’aggressione gli si deve credere fino a prova contraria, la quale deve essere fornita dall’accusa e non certo dall’indagato. Questa affermazione è ancora l’espressione di quella sconcia mentalità giuridica di cinquant’anni orsono in cui si affermava che se uno veniva aggredito nel bosco di notte da un bandito, era lui a dover dimostrare che il bandito lo voleva davvero rapinare! E senza testimoni, poteva anche essere condannato!

Ho letto anche che secondo certi giuristi (sicuramente ministeriali perché è opinione diffusa in tali ambienti) in Italia la difesa del cittadino è riservata alle forze di polizia è quindi è cosa anomala che il cittadino si difenda da solo e che vi siano le guardie del corpo (che infatti non sono mai state riconosciute!). Sia chiaro che di anomalo vi e solo la mente di chi si inventa certe idee, senza la minima base normativa e in contrasto con i principi costituzionali (primo fra tutti il diritto a difendersi in ogni caso, anche dallo Stato, se questo sbaglia, secondo che il cittadino ha il dovere di aiutare lo Stato a risolvere i problemi della società!).

Il grave e serio difetto della norma è che si è pensato solo alla legittima difesa domiciliare o sul luogo di lavoro ignorando del tutto la necessità di legittima difesa all’aperto o quando si viaggia in auto. Il principio che il turbamento esime da colpa, che in tutti gli altri paesi vale per ogni tipo di aggressione, in Italia è stato ristretto alla aggressione con intrusione; delle situazioni di minorata difesa, si tiene conto solo se vi è intrusione. Per il nostro stupido legislatore si ha diritto di essere spaventati solo in casa e non in un bosco o sulla pubblica via; una donna si deve spaventare solo se la violentano in casa e non se un tizio le salta addosso in un vicolo. Il benzinaio si può turbare se cercano di rapinarlo entro il suo chiosco, ma se esce con l’incasso e lo aggrediscono a sprangate a dieci metri dal chiosco deve stare bene attento; guai se lui e la donna non valutano la situazione col bilancino!  È un modo di ragionare ignobile!

D – L’articolo 7 della legge modifica il regime della responsabilità civile stabilendo che non si risponde per i danni nei casi in cui l’art. 52 ha stabilito che ricorre sempre la legittima difesa. È cosa ovvia e non c’era nessun bisogno di scriverlo. Nessuno ha mai pagato i danni per una condotta che la legge considera lecita! E quando l’art. 55 esclude che vi sia eccesso colposo è ovvio che non si devono pagare i danni. Ed invece, altro mistero gaudioso. la norma prevede che quando l’eccesso colposo è escluso perché si agito in condizioni di minorata difesa (buio, luogo malfamato, ecc.) o per grave turbamento, non si è punibili ma però al danneggiato è dovuta una indennità la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del giudice, tenuto altresì conto della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato. Norma di totale incongruenza giuridica: o l’eccesso colposo non c’è e non si è punibili e non vi può essere risarcimento, oppure la colpa c’è e vi deve punizione e risarcimento. Certamente il legislatore può punire l’eccesso colposo con una piccola ammenda e limitare il danno ad una cifra simbolica, ma non può condannare a pagare i danni chi tre parole prima ha dichiarato essere innocente!

Chi ha scritto la norma si è sbagliato: semmai doveva scrivere che nei casi in cui vi è eccesso colposo la liquidazione del danno deve essere ridotta al minimo stante l’evidente efficienza causale della condotta del rapinatore.

E – L’art. 8 stabilisce che a colui che si è difeso ed è stato indagato o processato e poi riconosciuto innocente, lo Stato gli rimborserà le spese di avvocato e del processo. Ottima regola che nel resto d’Europa vale per TUTTI coloro che sono ingiustamente accusati e indagati da PM incapaci (fanno eccezione a questa regola Francia, Germania e Italia). La norma sarà forse utile perché nel momento in cui un indagato per altri reati e risultato innocente solleverà la questione del rimborso delle spese legali, la Corte Costituzionale dovrà riconoscere che spettano a tutti e non solo a chi ha si è difeso da una aggressione!

F – L’articolo 9 stabilisce che i processi per chi ha ucciso o ferito in episodi in cui si invoca la legittima difesa vanno trattati con priorità. Non molto chiaro lo scopo perché è giusto far assolvere rapidamente chi è innocente, ma non rientra nello spirito della legge di far condannare rapidamente chi ha sbagliato a difendersi! Però non cambia nulla perché in Italia non si riescono a fare rapidamente neppure i processi per direttissima!

 

Un problema è sfuggito al legislatore il quale ha modificato l’art. 55 sull’eccesso colposo in relazione alla legittima difesa, ma non ha previsto l’estensione dei nuovi criteri di valutazione a chi si trova a dover usare le armi per adempiere ad un dovere del proprio ufficio (art. 53 c.p.) il che significa che l’agente di PS di fronte al giudice è sfavorito rispetto al privato: egli non può invocare il fatto di essere vittima di una intrusione, di essersi trovato in condizioni di minorata difesa (ad es. da solo in un quartiere in mano alla criminalità) o di aver agito in stato di grave turbamento (non credo che le Forze di polizia siano addestrate tutte al combattimento con gli incursori e le teste di cuoio, e comunque chiunque si può sentire turbato se ci si trova di fronte un terrorista che potrebbe essere imbottito di esplosivo).

La dimenticanza è grave perché le Forze di polizia continuano ad essere soggette a veder valutato il loro comportamento dei giudici che sanno usare solo il bilancino, i quali pensano che sparare un colpo basta e avanza (la regola saggia è invece di sparare fino a che l’aggressore non è steso a terra a senza armi in mano) e sono capaci di indagare per vilipendio di cadavere chi ne spara un secondo, che pretendono di sapere con precisione, leggendo i codici, che cosa è giusto fare in situazioni di pericolo. Ma se non lo sa neppure il Ministero che mai ha scritto regole di ingaggio per la polizia! Forse dovrebbero imparare dai medici i quali operano seguendo linee guida ufficiali e vanno esenti da colpa se le osservano.

In conclusione si può dire che una legge nata con le miglior intenzioni, per tutelare il cittadino e le Forze dell’Ordine da forme di accanimento giudiziario, è stata massacrata dai suoi estensori che hanno vanificato le buone intenzioni; la legittima difesa rimane confinata da troppi paletti il cui peso è lasciato alla valutazione del giudice e il numero di coloro che verranno trascinati ingiustamente di fronte alla giustizia non cambierà. È vero che poi potrà ottenere il rimborso delle spese, ma nessuno gli pagherà mai i danni, le spese aggiuntive, il danno morale e all’immagine.

Dispiace vedere come i magistrati siano sempre pronti a dare giudizi politici, non di loro competenza, sulle nuove leggi, ma non intervengano mai per migliorarne il profilo tecnico e per aumentare l’efficienza della giustizia; pare che non accettino che sia la legge a stabilire quando una persona è colpevole o innocente, con regole migliori di quelle che può partorire la mente di un singolo giudice, competente, forse, sul come leggere una legge, ma sicuramente non esperto in altri campi.

 

Edoardo Mori: Ex Giudice di Cassazione, si occupa da sempre di armi. Esperto cacciatore, conoscitore di armi antiche e ancor più esperto della normativa in vigore è un importante punto informativo sempre aggiornato sulle novità legislative del nostro Paese. Articolista per le maggiori pubblicazioni di settore come Diana Armi, Armi e Tiro, Tac Armi.
Autore del sito web Enciclopedia delle Armi con 4 milioni di visitatori.
Ha  pubblicato il “IL CODICE DELLE ARMI E DEGLI ESPLOSIVI” edizione 2016

 

Prevenzione 90: Questura di Roma, istituzione Ufficio Unico per la trattazione fermati/arrestati, esito consultazione RLS – 81/08

Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma, Ing. Di Romualdo, dr Improta e dott.ssa Macrì

Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma, Ing. Di Romualdo, dr Improta e dott.ssa Macrì

Nella mattinata odierna, la Federazione CONSAP ha partecipato, presso la Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma,  alla riunione relativa all’istituita articolazione del Reparto Volanti di Roma “Prevenzione 90” , in riferimento alla consultazione dei Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza (DLg.Vo 81/08).
Per la CONSAP presente il Segretario Generale Provinciale di Roma, G. GUERRISI.
Per la Questura di Roma presente il dr Massimo IMPROTA Dirigente dell’UPGSP – Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, l’Ing. Stefano DI ROMUALDO Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e la dott.ssa Rosamaria MACRI’ Medico Competente.
La CONSAP ha osservato, nel suo intervento quanto segue:
1) La necessità di effettuare un sopralluogo RLS agli ambienti di lavoro prima di procedere alla piena operatività del nuovo Ufficio, al fine di verificare le condizioni di massima sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro e di visionare tutti i documenti relativi agli accertamenti effettuati dagli incaricati, uffici competenti della Questura di Roma, in riferimento ai dettami della normativa 81/08 relativi all’Ufficio in parola e dello stabile che ospita predetto Ufficio;
2) Collocare armadi blindati a norma per la custodia di reperti e materiale sequestrato;
3) Provvedere con la massima urgenza al rifacimento e “messa in sicurezza” del manto stradale pericoloso e pieno di buche della strada che porta alla sede di via Patini;
4) Istituzione area relativa alla sezione trattazione dati e atti comunque ancora in carico ai commissariati di zona.

Nel consueto spirito costruttivo e migliorativo delle condizioni di lavoro per uomini e donne della Polizia di Stato la scrivente O.S. resta a disposizione di tutti i colleghi, per tutte quelle informazioni utili ad eventuali segnalazioni ai responsabili della Questura di Roma.

La Segreteria Provinciale CONSAP di Roma incontra il Questore dr Carmine ESPOSITO

Nella foto da sinistra: il Segretario Provinciale SALVATORI, il Segretario Provinciale Generale GUERRISI, il Questore di Roma dr ESPOSITO e il Segretario Provinciale CENTO

Nella foto da sinistra: il Segretario Provinciale SALVATORI, il Segretario Provinciale Generale GUERRISI, il Questore di Roma dr ESPOSITO e il Segretario Provinciale CENTO

Si svolto nel pomeriggio di ieri, lunedì 29 Aprile 2019, il cordiale incontro tra la Segreteria Provinciale CONSAP di Roma ( GUERRISI, SALVATORI e CENTO) e il neo Questore dr Carmine ESPOSITO. In un clima di gradita disponibilità, nel rispetto dei ruoli, sono state affrontate e discusse molte tematiche di interesse generale riguardanti il personale e l’organizzazione, con un occhio sempre attento a quegli operatori maggiormente impegnati nel controllo del territorio e dell’ordine pubblico, in una città, che da questo punto di vista operativo, rappresenta un “unicum” in tutto il territorio nazionale.
Tra gli argomenti maggiormente in evidenza esaminati, la prima analisi della  sperimentazione del nuovo piano sicurezza della capitale voluto proprio dal nuovo Questore,  il prossimo potenziamento delle risorse umane presso la Questura di Roma, le modalità di assegnazione dei nuovi Sovrintendenti, funzionalità del nuovo Ufficio Trattazione Arrestati e Fermati di via Patini,  monitoraggio sull’efficienza, igiene e sicurezza logistica degli Uffici e Reparti della Questura, la situazione “riapertura” del punto ristoro all’interno della Questura.
La CONSAP al termine dell’incontro ha espresso ampia soddisfazione per la disponibilità e l’interesse dimostrato dal nuovo Questore che dal canto suo ha sensibilizzato i sindacati tutti ad essere altamente collaborativi per favorire l’ottimale gestione delle risorse, garantire funzionalità agli uffici ed il benessere di uomini e donne della Polizia di Stato che operano a Roma.

“Considero essenziale il ruolo del sindacato”, così il neo Questore di Roma dr Carmine ESPOSITO incontra e si presenta alle Organizzazioni Sindacali Provinciali

Il neo Questore di Roma dr Carmine ESPOSITO

Il neo Questore di Roma dr Carmine ESPOSITO

Si è svolto nella tarda mattinata di oggi l’incontro conoscitivo con il nuovo Questore di Roma, dr Carmine Esposito, e le Segreterie Generali di Roma dei Sindacati maggiormente rappresentativi della Polizia di Stato a cui ovviamente ha partecipato la nostra Federazione CONSAP – ADP – ANIP – Italia Sicura.
Presenti alla riunione anche il Questore Vicario dr Scali, il Capo di Gabinetto dr Matteucci e il Vice Capo di Gabinetto e delegato alla relazioni sindacali dott.ssa Lograno.
Per la Federazione CONSAP presente il Segretario Generale Provinciale Gianluca GUERRISI.
Il Questore ha esternato la sua massima disponibilità al dialogo e al confronto, ribadendo il massimo rispetto per la funzione delle OO.SS. e ritenendole essenziali per il benessere collettivo, facendo particolare riferimento, tra le varie tematiche che saranno attenzionate nelle prossime settimane e mesi, ai problemi della logistica, delle uniformi e degli alloggi collettivi di servizio.
Nel discorso il Questore ha più volte sottolineato, anche, l’importanza del ruolo del sindacato, l’importanza delle condivisione degli obiettivi strategici, del rispetto dei ruoli e delle parti comunque animate per l’interesse generale rivolto ai colleghi e colleghe.
La Federazione CONSAP nel suo breve intervento ha invitato il Signor Questore ad aprire un dialogo costante con le rappresentanze provinciali dei lavoratori ed istituire un “tavolo di confronto e condivisione” ai grandi temi che investono la professione di poliziotto nella città di Roma per dare risposta ad alcuni quesiti e richieste intervento che a tutt’oggi non hanno trovato una risposta. L’intervento della Federazione CONSAP si è chiuso con parole di apprezzamento per la disponibilità e professionalità sempre dimostrata dal Signor Vicario dr Scali, il Capo Gabinetto dr Matteucci e il Vice Capo Gabinetto dott.ssa Lograno alle esigenze rappresentate nelle periodiche relazioni sindacali.
Nei prossimi giorni avremo l’occasione di approfondire la conoscenza con il dr Esposito in un incontro dedicato e rappresentare la nostra posizione sulle predette ed altre tematiche che a tutt’oggi non sono state risolte.

Il dr Carmine ESPOSITO neo Questore di Roma, nomina dal Consiglio dei Ministri, gli auguri di buon lavoro dalla Segreteria Provinciale CONSAP

Il nuovo Questore di Roma dr Carmine ESPOSITO

Il nuovo Questore di Roma dr Carmine ESPOSITO

Il Consiglio dei Ministri ha nominato il dr Carmine Esposito nuovo Questore di Roma.
Questore di Bari, nel suo recente incarico prende il posto di Guido Marino collocato in quiescenza. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni. Il dr Esposito ha lavorato in Puglia nell’aprile del 2016, dopo aver diretto la Questura di Brescia. Assegnato successivamente alla Squadra Mobile di Napoli e alla Criminalpol del capoluogo campano, fino al 1994. Molte operazioni di Polizia Giudiziaria, tra le quali l’arresto di Rosetta Cutolo e quello del capo del clan La Torre, Augusto.
Nel 2008  è direttore reggente del Servizio Affari Generali della Polizia e nel maggio 2010 diventa Dirigente Superiore al comando della Questura di Trapani per poi spostarsi a Brescia.
La Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia augura al neo Questore di Roma dr Carmine ESPOSITO gli auguri più fervidi per l’incarico assunto e gli auguri più sinceri di buon lavoro.

“Lasciati soli in prima linea”, la pregiata e celebre rivista Armi e Tiro ha intervistato Gianluca Guerrisi (CONSAP)

Gianluca GUERRISI, Segretario Generale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore per l'Italia Centrale sindacato di Polizia CONSAP

Gianluca GUERRISI, Segretario Generale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore per l’Italia Centrale sindacato di Polizia CONSAP

Pubblichiamo l’articolo redatto dal dr Massimo Vallini sito web Armi e Tiro del 10 gennaio 2019.

La copertina del fascicolo uscito lo scorso 2 gennaio del settimanale così come l’editoriale di Maurizio Belpietro anticipano un’inchiesta di 8 pagine dedicata agli operatori delle nostre forze dell’ordine “Lasciati soli in prima linea”. . È, questo, anche il titolo dell’inchiesta di Gianluigi Nuzzi , che ha raccolto i dati della “battaglia quotidiana, sempre più violenta e pericolosa” nella quale quegli stessi operatori “vengono pestati, feriti, a volte uccisi”. .
Secondo il settimanale, poi, ogni due ore e mezzo un poliziotto o un carabiniere vengono feriti “per servizio”, a partire da quelli di ordine pubblico, “manifestazioni e partite di calcio, le voci che registrano il maggior numero di episodi violenti”.
Il fatto di cronaca da cui prende le mosse l’inchiesta è proprio quello che ha visto protagonista il carabiniere Antonio D’Anna che, negli scontri del dopo partita Lazio-Eintracht del 13 dicembre scorso, ha estratto la pistola per difendere un tifoso tedesco ed è stato ferito alla testa dalle bottiglie lanciate dagli ultrà laziali.
I dati riferiti nell’inchiesta sono in effetti interessanti e li riporto in tabella (vedasi articolo allegato Armi e Tiro) tuttavia non sembrano confermare l’assunto: a parte il dato dei 7 carabinieri deceduti nel 2018 , che rappresenta effettivamente un numero in preoccupante crescita, tutti gli altri indicatori non sono in aumento, in particolare il numero degli agenti e dei carabinieri infortunati o feriti in servizio. Tutt’altro. «I feriti in servizio ci sono e ci saranno sempre» spiega ad Armi e Tiro Gianluca Guerrisi, dirigente nazionale coordinatore per Italia Centrale del sindacato di polizia Consap «La cosa vera è che spesso, purtroppo, l’aggressore agisce conoscendo bene i limiti di intervento delle forze ordine».
L’articolo di Panorama riporta anche un passaggio di un’audizione del comandante generale dell’arma dei carabinieri, Giovanni Nistri , davanti alle commissioni parlamentari: “L’impegno dei carabinieri è intensissimo. Si stringe a un elevato , sempre più immanente e imprevedibile, in ragione di condotte criminali caratterizzate da violenza, frequentemente gratuita e sproporzionata” . I costi sociali di questa “guerra” sono impressionanti, per i traumi che “i carabinieri riportano e con cui dovranno convivere per il resto della vita” spesso anche in termini economici. Senza contare i costi della giustizia per perseguire gli aggressori, il più delle volte vanamente, perché non c’è certezza della pena.
L’inchiesta afferma, in effetti, che c’è stato un cambiamento nelle modalità con le quali gli esponenti delle forze dell’ordine vengono bersagliati . Se in passato era questione prevalentemente ideologica, oggi “l’uomo in divisa diventa bersaglio in sé, avanguardia di uno Stato odiato, rappresentante di un rodine sociale antitetico all’individualismo scolpito dall’intolleranza che fa reagire contro tutto e tutti” .

Lo conferma anche lo psichiatra Paolo Crepet che parla di “rabbia senza più illusioni. È muta e impotente, capace di detonare con atti di violenza fini a se stessi” . Secondo Nuzzi mezza Europa è accomunata dallo stesso problema. I recenti fatti dei gilet gialli in Francia, sembrano confermarlo. Capitolo a parte, trattato dall’inchiesta, è quello dei suicidi tra le forze dell’ordine. Secondo i dati raccolti tra ministero dell’Interno e associazione Cerchio blu, sarebbero stati ben 255 tra il 2010 e il 2016 “È una strage silenziosa, continua, taciuta, quella di chi si toglie al vita tra chi appartiene alle forze dell’ordine. E quasi tutti, addirittura nell’80 per cento dei casi, scelgono di farla finita premendo il grilletto della propria arma d’ordinanza . A dimostrazione che l’accesso a strumenti letali è tra i fattori incidenti considerati dagli psichiatri nella valutazione clinica del rischio di suicidio, oltre ovviamente a particolari situazioni lavorative di stress”. Affermazione lapidaria, scontata, che andrebbe dunque contestualizzata. Ma è un problema significativo. «Noi come sindacato di polizia abbiamo sempre sostenuto l’importanza dei consultori interni con personale qualificato che segua certe complessità , spiega ancora Guerrisi del Consap. «In genere il primo punto di consulto, è il collega del turno o il capo del reparto, ma non è mai facile capire cosa esiste dietro. Ci sono due aspetti importanti da tenere in evidenza: la serenità famigliare e le condizioni di vita professionale . Una vita famigliare inquieta per separazioni, divorzi, salute e denaro, incide molto sul fenomeno e molto importante è anche la condizione di lavoro: in molti uffici la penuria di agenti porta ad andare in over working e i sintomi arrivano quando è tardi. Abbiamo casi anche di uffici poco sensibili alla difficoltà del personale, anche se la legge 81/08 ha introdotto lo stress da lavoro correlato che impone al datore di lavoro di monitorare certi aspetti. La situazione è molto migliorata molto e la nostra amministrazione con la Direzione centrale di sanità ha attivato protocolli specifici. Certamente occorrono più consultori e il Consap già da qualche anno ha creato un centro ascolto in forma molto riservata che si avvale di colleghi psicologi che forniscono i primi consigli al collega “in difficoltà”. Però ancora esiste ritrosia a raccontare certi disagi e proprio questa forma di chiusura, il mantenere tutto “dentro”, poi può sfociare nel gesto estremo».

Articolo pubblicato Armi e Tiro del 10 gennaio 2019
https://www.armietiro.it/lasciati-soli-in-prima-linea-10409

Scontri a Roma per anniversario fondazione Lazio : Bortone (CONSAP) la Polizia unico obiettivo degli “ultras stupidi” della Lazio

Cesario Bortone Segretario Generale Nazionale Vicario CONSAP- Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Cesario Bortone Segretario Generale Nazionale Vicario CONSAP- Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Scontri a Roma per anniversario fondazione Lazio : la Polizia unico obiettivo degli “ultras stupidi” della Lazio.
Occorre solidarietà e vicinanza ai poliziotti feriti da parte di tutti, istituzioni e società civile dichiara Bortone Segretario Nazionale del Sindacato di Polizia CONSAP . Il gruppo di tifosi a volto coperto che ha lanciato bottiglie e altri oggetti per “sport” contro la polizia ferendo ben sette agenti sarà al più presto individuato “ ne siamo certi “ e dovrà rispondere davanti al giudice dei gravi fatti commessi. Basta con questo senso di impunità per i manifestanti violenti . I poliziotti rimasti feriti senza alcuna plausibile ragione non possono essere sacrificati ancora una volta . La libertà di manifestare non può essere un diritto abusato sistematicamente , ancor più dai tifosi organizzati che fanno della violenza una ragione di vita, di aggregazione, una sorta di divertimento domenicale , occorre fermezza e cambio delle regole.

 

Cesario Bortone
Segretario Generale Nazionale Vicario
CONSAP- Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Scontri tra Forze dell’Ordine e Tifosi Ultras, Gianluca DRAGO Salvatori (CONSAP): subito linea dura per i teppisti e tutela dei colleghi in strada ! Denuncia della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Scontri tra Polizia e tifosi a ROMA

Scontri tra Polizia e tifosi a ROMA

Violenza privata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Sono le ipotesi di reato della Procura di Roma in relazione agli scontri avvenuti nella notte tra martedì e mercoledì scorso tra un gruppo di Ultras della Lazio e le Forze dell’Ordine nel corso della festa per il 119° compleanno del club bianco celeste. Il bilancio risulta essere di un arresto e tre tifosi denunciati. Si tratterebbe di appartenenti alle frange ultras: nei loro confronti saranno emessi provvedimenti di Daspo. Otto i poliziotti feriti con una prognosi dai 4 ai 20 giorni. Le indagini proseguono: è in corso la visione delle immagini girate dalla Polizia Scientifica per individuare ulteriori responsabili. Un bottino assai magro per i danni ricevuti  – commenta Gianluca DRAGO Salvatori Segretario Generale Provinciale Aggiunto di Roma del sindacato – da sempre noi della CONSAP abbiamo chiesto che la famosa “Bomba Carta” passi da artefizio pirotecnico ad arma da guerra (come la molotov) ci aspettiamo una risposta chiara non soltanto dal Ministro dell’Interno ma anche da parte della Magistratura. Da sempre chiediamo – continua Salvatori – che ai violenti vengano applicate pene estremamente severe, più il risarcimento dei danni. A distanza di un “morto” al San Siro, di poco tempo fa, ecco la dimostrazione che l’idiozia di alcune frange di ultras è sempre ben cavalcata – tuona Salvatori – gli stessi che in maniera ipocrita espongono “dopo” gli striscioni in memoria di sa che cosa. A nostro parere – conclude Salvatori – sono conclusi i dialoghi, le comprensioni, le strategie, tutelare i colleghi prima di tutto! Si auspica che da oggi ci sia di nuovo la linea dura!!

 

Gianluca DRAGO SALVATORI Segretario Generale Provinciale Aggiunto ROMA CONSAP - Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Gianluca DRAGO SALVATORI
Segretario Generale Provinciale Aggiunto ROMA
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

#iostoconlaconsap. Ispettorato di Pubblica Sicurezza Viminale, Franco Di Giulio neo Segretario Locale CONSAP

Ispettorato P.S. Viminale - Il neo Segretario Locale Franco Di Giulio con il Coordinatore Nazionale della Consulta dei Tecnici Polizia di Stato CONSAP dr Secondino Ricci

Ispettorato P.S. Viminale – Il neo Segretario Locale Franco Di Giulio con il Coordinatore Nazionale della Consulta dei Tecnici Polizia di Stato CONSAP dr Secondino Ricci

La nuova CONSAP, dopo i partecipati e recenti congressi locali, provinciali e nazionale, prende sempre più forma e consistenza numerica. Nella città di Roma e Provincia la nuova squadra dirigente votata ed eletta da oltre 100 delegati provenienti da ogni parte e ufficio della capitale, incassa gradimento ed un ritrovato entusiasmo, in un clima sereno, basato sulla motivazione, sulla trasparenza, sulla lealtà, la condivisione e partecipazione di scelte per al meglio rappresentare donne e uomini della Polizia di Stato ed onorare il mandato sindacale conferito da votazioni e scelte collegiali.
E’ con molto piacere che annunciamo e pubblichiamo la recente nomina a Segretario Locale del collega e amico Franco DI GIULIO, in servizio presso l’Ispettorato di Pubblica Sicurezza “Viminale”.
Nelle prossime settimane, la nuova Sezione Locale CONSAP sarà ufficialmente presentata al Dirigente dell’Ispettorato  di Pubblica Sicurezza “Viminale”e successivamente sarà indetta la prima assemblea sindacale del nuovo corso sindacale per un confronto costruttivo con tutti i colleghi e colleghe.

 

Dalla Segreteria Provinciale CONSAP di Roma congratulazioni e buon lavoro!

#iostoconlaconsap. All’Ispettorato di P.S. Viminale il sindacato “riparte” dalle vigilanze, al via il nuovo percorso della CONSAP

Segreteria Generale CONSAP, nella foto da sinistra; Bortone, Miccinilli, Ricchio e Guerrisi

Segreteria Generale CONSAP, nella foto da sinistra: Bortone, Miccinilli, Ricchio e Guerrisi

Il nuovo assetto della CONSAP romana va sempre più prendendo forma e convinzione e presso tutte le strutture territoriali della capitale è già in attivo la nuova fase del sindacato CONSAP.
La CONSAP arricchisce giorno dopo giorno il suo nuovo programma fatto di strategie di tutela ben studiate e ragionate, soprattutto condivise per al meglio rappresentare uomini e donne della Polizia di Stato. Una fitta agenda di incontri con TUTTI i colleghi delle sezioni locali CONSAP dove permane un clima sereno e soprattutto determinato a valorizzare il nuovo, ambizioso e onesto programma sindacale.
All’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Viminale, la CONSAP ha deciso di rinnovare i propri quadri dirigenti sindacali per ritrovare slancio e motivazione, senza pressioni e promesse di “lune nel pozzo”, adottando, invece, una politica sindacale fatta di azioni concrete e dirette al vero e costante impegno per migliorare le condizioni di lavoro del personale di Polizia in servizio all’Ispettorato Viminale, con particolare attenzione ai settori più in sofferenza come le vigilanze.
Questa mattina, presso i locali  della Segreteria Generale CONSAP, l’amico e collega Giovanni Miccinilli, neo Dirigente Sindacale, è stato ricevuto dal Segretario Generale Nazionale Elisabetta Ricchio, dal Segretario Generale Nazionale Vicario Cesario Bortone e dal Segretario Generale Provinciale di Roma Gianluca Guerrisi per affrontare alcune tematiche concernenti l’Ispettorato di P.S. Viminale che saranno oggetto di confronto nei prossimi giorni con il Direttore dell’Ispettorato e gli Uffici Dipartimentali.

 

Segreteria Generale CONSAP, nella foto da sinistra: Bortone, Miccinilli, Ricchio e Guerrisi

Segreteria Generale CONSAP, nella foto da sinistra: Bortone, Miccinilli, Ricchio e Guerrisi

 

Concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato riservato a 458 posti per VFP1 e 196 posti riservato a VFP1 e VFP4

Concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato

Concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato

Pubblicato il bando del nuovo concorso per 654 allievi agenti della Polizia di Stato, riservato a militari e congedati, a differenza del precedente che invece era aperto anche ai civili.

Requisiti

CONCORSO riservato a militari in servizio e congedati;
– Massimo 25 anni di età, 28 in base agli anni di servizio prestato;
– Possesso della licenza media.

Posti riservati:

458 posti per i volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) e in servizio da almeno 6 mesi continuativi o in rafferma annuale;
196 posti per i militari in congedo al termine del VFP1, oppure i volontari in ferma quadriennale (VFP4) in servizio o in congedo.

Scarica il Bando di Concorso

Il Bando di Concorso

Il Bando di Concorso

Reparti Prevenzione Crimine, anomalo impiego e non conforme al decreto istitutivo, la CONSAP scrive al Direttore Ufficio Relazioni Sindacali del Dipartimento della P.S.

Reparti Prevenzione Crimine - Richiesta incontro con il Direttore dell'Ufficio Relazioni Sindacali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza al Ministero dell'Interno

Reparti Prevenzione Crimine – Richiesta incontro con il Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza al Ministero dell’Interno

La Segreteria Nazionale della CONSAP ha richiesto, con nota formale a firma del Segretario Generale Nazionale Elisabetta Ricchio, un incontro con il Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza al Ministero dell’Interno per rappresentare le grave e persistente problematica legata all’anomalo impiego di personale dei Reparti Prevenzione Crimine in netto contrasto con il decreto del Capo della Polizia che li ha istituiti.
Le segnalazioni giunte da più parti del territorio nazionale rappresentano l’evidente stortura d’impiego nei servizi dei nuclei R.P.C. utilizzati, frequentemente, per fronteggiare generiche esigenze d’ufficio di alcune Questure in urto con le peculiarità del Reparto, composto da specialisti, formati da corsi altamente professionali e molto costosi per fronteggiare le esigenze operative contenute nel decreto.
Si resta in attesa di comunicare giorno e esito dell’incontro.

Congresso Provinciale CONSAP: eletta all’unanimità a Roma la nuova Segreteria, Guerrisi nominato Segretario Generale Provinciale, servizio TG Retesole

Oltre un centinaio di delegati degli uffici di Polizia di Roma e provincia si sono riuniti in assemblea presso la Questura di Roma per celebrare il congresso provinciale della CONSAP romana.
La partecipata assemblea pervasa dal ricordo del leader scomparso ha rappresentato la risposta condivisa e democratica di colleghe e colleghi che ancora credono nella CONSAP.
All’incontro sindacale nella Sala Cocola della Questura di Roma hanno preso parte anche le autorità cittadine e regionali rappresentate dal delegato per la Sicurezza e la Protezione Civile del Comune di Roma dr Marco Cardilli e dal Consigliere della Pisana Fabrizio Ghera.
I delegati della CONSAP al termine dei lavori hanno eletto la nuova Segreteria Provinciale di Roma composta da Gianluca Guerrisi Segretario Generale Provinciale, Gianluca Salvatori Segretario Generale Provinciale AggiuntoCarolina Cento e Gianluca Castelli Segretari Provinciali.

Seguirà Comunicato Sindacale 

CONSAP: Gianluca Guerrisi eletto Segretario generale di Roma = AGI (Agenzia Giornalistica Italia)

La nuova Segreteria CONSAP di ROMA: Gianluca Guerrisi - Segretario Generale, Gianluca Salvatori - Segretario Generale Vicario, Carolina Cento -Segretario Provinciale e Gianluca Castelli - Segretario Provinciale

La nuova Segreteria CONSAP di ROMA: Gianluca Guerrisi – Segretario Generale, Gianluca Salvatori – Segretario Generale Vicario, Carolina Cento -Segretario Provinciale e Gianluca Castelli – Segretario Provinciale

CONSAP: Gianluca Guerrisi eletto Segretario generale di Roma = (AGI) – Roma, 16 ott. – Gianluca Guerrisi e’ stato eletto all’unanimità’ nella carica di Segretario Generale della CONSAP (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia) di Roma. L’elezione di Guerrisi e’ avvenuta a conclusione di un congresso svoltosi a Roma, presso la Questura di Roma a Via di San Vitale, alla presenza del Consigliere Regionale Lazio Fabrizio Ghera, del Vice Capo di Gabinetto e delegato alla Sicurezza e Protezione Civile Marco Cardilli di Roma Capitale in rappresentanza del Sindaco Virginia Raggi. Al congresso hanno partecipato quasi 100 dirigenti sindacali CONSAP provenienti da tutta Roma e Provincia per discutere delle nuove strategie di tutela del sindacato e votare la nuova dirigenza sindacale romana, risultata essere, al termine delle operazioni di voto: Gianluca Guerrisi – Segretario Generale, Gianluca Salvatori – Segretario Generale Vicario, Carolina Cento -Segretario Provinciale e Gianluca Castelli – Segretario Provinciale.
(AGI) Mal 162209 OTT 18 NNNN

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Polizia: “Nuovo Modello Sicurezza”, Congresso Nazionale CONSAP, Agenzia di Stampa AdnKronos

Congresso Nazionale CONSAP - Grand Hotel Duca d’Este 19/20 Ottobre 2018

Congresso Nazionale CONSAP – Grand Hotel Duca d’Este 19/20 Ottobre 2018

Roma, 16 ott. (AdnKronos) – “Un sindacato libero ed autonomo per un nuovo modello di sicurezza”, questo il tema del Congresso Nazionale della Confederazione Sindacale Autonoma che si terrà presso il Grand Hotel Duca d’Este nel fine settimana. Con l’elezione di ieri presso la Questura di Roma della nuova Segreteria Provinciale di Roma guidata da Gianluca Guerrisi, è stata completata la squadra dei delegati nazionali che indicheranno il nuovo Segretario Generale Nazionale e la composizione della nuova Segreteria Nazionale.

L’obiettivo della CONSAP “è ora quello di non disperdere un patrimonio di storia e di battaglie sindacali in una fase delicatissima per la nostra Polizia di Stato che nei prossimi mesi sarà chiamata a discutere del rinnovo del contratto di lavoro e alla ridefinizione dell’Accordo Nazionale Quadro: quest’ultimo rappresenta – ha spiegato la CONSAP – uno dei pochi strumenti, in mano ai sindacati per tutelare colleghe e colleghi da possibili impieghi vessatori da parte della dirigenza”. Ospiti dei delegati della CONSAP al congresso, l’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ed il consigliere regionale Roberto Bonasorte.
(Mac/AdnKronos)
ISSN 2465-1222 16-OTT-18 14:21 NNNN