CONSAP Provinciale ROMA

Home » Sindacato

Category Archives: Sindacato

Separazioni nelle Forze dell’Ordine: “l’inferno per chi ci capita…”, il racconto di Gianluca (Drago) Salvatori della CONSAP, lancio stampa Il Giornale del Lazio

Separazioni nelle Forze dell'Ordine: "l'inferno per chi ci capita..."

Separazioni nelle Forze dell’Ordine: “l’inferno per chi ci capita…”

(Il Giornale del Lazio-RDN 05.09.19)
Aldilà della vita, che l’ha portato ad una scelta fatta o subita , una separazione, per l’iter che percorre il poliziotto è un vero trauma ( per una conseguenza di avvenimenti ) che può portare all’estremo atto! L’amministrazione il più delle volte è sorda o cieca a ciò che capita al collega , benché abbia in possesso tutti i mezzi necessari per sostenerlo e soprattutto proteggerlo. Medici e psicologi che sono inquadrati nell’organigramma sanitario della Polizia di Stato è di elevata professionalità.
Ma cosa succede in realtà?
Il più delle volte se il collega non raggiunge un accordo “consensuale”, entra nelle categorie giudiziali.
Cosa vuol dire questo?
Che se non si mette d’accordo con la madre (il più delle volte è il collega è maschio, ma è riferito anche all’altro sesso ovviamente) , patisce quindi una serie di ingiustizie e trami difficili da recuperare se non dopo anni….forse. Se tutto va bene, le figure principali con cui dovrà confrontarsi sarà il “mediatore famigliare” (sempre che non ci siano querele di parte, poiché in tal caso, il mediatore già non serve più), questa figura che ha una valenza pseudo giuridica, che stilerà un accordo di massima, delle richieste delle parti (padre e madre) , sarà poi l’atto principale su cui lavorerà l’avvocato unico o delle due parti ,e che presenterà la futura relata di separazione al giudice ,che successivamente emetterà sentenza di separazione, con i dovuti obblighi genitoriali. Questo, ripeto, è ciò che succede se tutto va bene.
Ma andiamo direttamente all’inferno di cosa succede se non va bene.
Inizialmente il collega dovrà uscire di casa, poiché l’usufrutto della casa (aldilà di chi la paga ) sarà della madre (poi possiamo fare mille disquisizioni se è giusto o no, ma principalmente è sempre per il benessere dei figli se ce ne sono). La prima valutazione è vedere se il processo riguarderà il tribunale ordinario o il tribunale dei minori (poiché sono due pianeti completamente differenti). Noi analizzeremo i problemi che subisce il collega. Il più delle volte il poliziotto viene querelato con la tipica querela di “ minacce e aggressione”, questo al fine d’intimorirlo sull’accettare le condizioni (tutte) della madre, ove ella è magistralmente ispirata da avvocati con indubbia moralità etica. I meccanismi legati alla disciplina interna che regola il comportamento dei poliziotti è simile alla ghigliottina. Molteplici sono gli articoli 48 ( poi spiegherò cos’è) ove inviano i poliziotti alla famosa Commissione Medica Ospedaliera ,precisamente nel reparto di neuropsichiatria, per tutte le analisi del caso, perciò analisi mediche e vari colloqui con lo psicologo. Da qui l’invio presso la nostra presidiaria medica. Adesso il passaggio da CMO e presidiaria è molto lunga (parliamo addirittura di mesi) , ovviamente giova ricordare che dal momento che si applica l’art.48 ,al poliziotto vengono ritirati placca e pistola ( per evitare gesti inconsulti ). Nella presidiaria il poliziotto riavrà il piacere di rifare più volte, tutti i quiz che gli hanno permesso l’arruolamento e altri colloqui con psicologi. Purtroppo sarà un discorso da locandiera ma datosi che già un poliziotto prende uno stipendio da fame (il più basso nella famosa Europa), bisogna comprendere che dal momento che il collega non è in servizio, ovviamente non ha più, quelle indennità remunerative che lo fanno sopravvivere economicamente, questo sul peso delle già pesanti spese del collega sono solo fonti di ulteriori preoccupazioni e stress (pago avvocato, pago alimenti, pago mutuo, pago i processi legati all’attività di Polizia),come farà ad andare tranquillo per poter affrontare i quiz? Il colloquio?. Questo ovviamente è solo l’antipasto, infatti, passati i vari mesi di test e quiz ,dove nel frattempo non si è interrotta la sequenza giudiziale, noi ci chiediamo, come sta il collega?!.
Altro aspetto non poco importante, è l’attenzione al tipo di certificazione medica, poi una libera interpretazione del medico può portare addirittura alla inidoneità al servizio.
Abbiamo purtroppo constatato che la dicitura “stato ansioso reattivo” viene scambiato per uno stato depressivo. Ma facciamo sempre un esempio: la depressione è una patologia seria e ben specifica e va trattata come “malattia”. Ma lo stato ansioso reattivo è un aspetto fisiologico (non è una patologia), spero vivamente di essere messo in contraddizione su questa tipo di dicitura, poiché in questo caso il collega ne può trarre vantaggio, come? Se lo stato ansioso reattivo è una patologia o malattia, in questo caso “TUTTI I POLIZIOTTI SONO MALATI”.
Lo stato ansioso reattivo è  un aspetto fisiologico determinato in un preciso arco di tempo, faccio esempio: mi lancio con il paracadute, faccio una manifestazione dove 2000 manifestanti mi vogliono causare del male, intervento su rapina, colluttazione, processo ecc. ecc. Il mio stato ansioso reattivo ha un rilascio di “ADRENALINA”, il paracadute si apre, i manifestanti se ne vanno, il rapinatore è stato arrestato, al processo sono assolto, la colluttazione è terminata, il mio stato ansioso reattivo ha un rilascio di “ENDORFINE” (mi fumo la classica sigaretta). Bene se lo stato ansioso reattivo è una patologia, tutti i poliziotti possono fare causa di servizio e gli può essere riconosciuta. Siccome questo non si può fare ( sennò il ministero dovrebbe pagare troppi soldi ), consigliamo vivamente al poliziotto di farsi accompagnare da una figura medica di riferimento specifica.
Questo la CONSAP L’EVIDENZIA DA CIRCA 10 ANNI e il dipartimento si è riservato di farci avere una risposta. Questo è solo un piccolo aspetto di ciò che capita (sennò non basterebbe la china per scrivere tutto). Ma facciamo delle supposizioni positive, il collega è stato riammesso in servizio (ma rimarrà in sorveglianza medica , ergo due volte l’anno va a fare i test comunque) e dovrà combattere con interminabili turni di servizio e malpagati ( ma pure questo poco importa, stress a parte ). Da qui il nostro intervento al dipartimento di far in modo che il collega in regime di affidamento condiviso possa avere delle agevolazioni sui turni, perché? Ecco che cosa stabilisce la legge in materia di diritto di visita ai figli.
La legge (Legge 8 febbraio 2006, n. 54) garantisce il diritto di visita di un genitore (madre o padre) al proprio figlio e come tale, nella pratica, viene regolato dal giudice in sede di separazione. Inoltre, il diritto del genitore separato ad avere contatti con il proprio figlio è espressamente disciplinato dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, il quale stabilisce che “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare” e che “non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto”, fatta eccezione per i casi (rari) concernenti misure “necessarie alla sicurezza nazionale” o alla “protezione della salute”. Ricordando altre sì che il genitore che impedisce o non preleva il figlio può incorrere in una condanna di 3 mesi di carcere, dunque, ritenutasi responsabile del reato ex art. 388, 2° comma, del codice penale: vale a dire colpevole di essersi sottratta all’esecuzione di un provvedimento del giudice relativo all’affidamento dei minori.
Da qui come funziona l’affidamento?
A partire dalla riforma del 2006, in Italia qualora una coppia decida di ricorrere alla separazione i giudici devono privilegiare le tipologie di affidamento dei figli che implicano una stabile attribuzione ambedue i genitori. Nel caso, dunque, non si riscontrino gravi motivazioni atte ad impedirlo l’esercizio della responsabilità genitoriale dovrebbe venire esercitato di comune accordo proprio in virtù del maggiore interesse del figlio e della rispettiva serenità durante lo sviluppo e la crescita. Questo per lo meno nella teoria, perché nella pratica spesso si adotta l’affidamento esclusivo ad uno solo genitore, che solitamente è rappresentato dalla madre. Tale decisione viene presa con l’obiettivo di garantire al figlio (anche in questo caso) una più stabile serenità nel prosieguo della vita familiare. In realtà, però, una simile prassi spesso non fa altro limitare (e non di poco) il diritto alla vista dell’altro genitore, nella maggioranza dei casi appunto il padre. Tutto ciò sarebbe impedito se ci fosse concretamente la corretta applicazione della Legge 54\2006. Ciliegina sulla torta, il mantenimento non può essere detratto fiscalmente, quando non si comprende che qualora fosse il contrario, quei soldi sarebbero di nuovo rimessi sul mercato, per il consumo dei beni di necessità dell’adolescente. Questo è solo uno dei gironi, di quello che forse il nostro Dante Alighieri intendeva, mentre scriveva l’INFERNO. Il Conte Ugolino e la morte per fame è qualcosa di più sottile, il padre\poliziotto che ha giurato per l’ istituzioni, sono le stesse che lo stanno tenendo in “carcere\cella” con la consapevolezza dell’impotenza di non poter vivere e vedere i propri figli…..fino addirittura “senza poter far niente” vederne la fine.
Gianluca (Drago) Salvatori Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  - CONSAP

Gianluca (Drago) Salvatori

Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  – CONSAP

Curiosità dal mondo: chi guarda a casa nostra di solito non guarda a casa sua ! La riflessione di Gianluca (Drago) Salvatori

Gianluca (Drago) Salvatori Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  - CONSAP

Gianluca (Drago) Salvatori Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  – CONSAP

“Quando l’ipocrisia la fa da padrone, siete pure voi che ci accoltellate ogni giorno…”

Qui poco c’entra la destra o la sinistra o illustri media U.S.A., per la foto dell’assassino Cristian Gabriel Natale Hjort ( perché questo è …) bendato o addirittura ammanettato che ha fatto tanto scalpore. Si spiega subito del perché del bendaggio e dell’ammanettamento. Una persona che si rende protagonista di undici ( dico undici ) coltellate ad un carabiniere, deve essere assolutamente contenuta.
L’ammanettamento è per la sicurezza degli operatori primo e dell’assassino dopo o pseudo pregiudicato ( ah scusate il garante dei detenuti pare abbia decretato non si possa chiamare pregiudicato ma “utente”, la cella non più cella ma” stanza di pernottamento” e via via dicendo, e noi di sicuro non vorremmo urtare la suscettibilità di assassini o spacciatori, sia mai ) che magari si voglia auto lesionare (a
discapito degli operatori), il bendaggio è ancor più sottile ma forse lo possono capire solo le forze dell’ordine o i militari. Ad un assassino gli si deve togliere la capacità cognitiva, cioè quella consapevolezza di cosa lo circonda , perché qualsiasi cosa può diventare un arma atta ad offendere, una penna ,un ferma carte, una tastiera , una spillatrice, pensate anche un attaccapanni, ma mi rendo conto che le persone che non vivono la tensione che può vivere un operatore di polizia è di difficile comprensione , ma forse ve lo si può spiegare.
Quello che da il vomito è vedere la massima preoccupazione per l’assassino!
Non parlo del signor Scalfarotto poiché , credo veramente che questa sia solo una mossa legata al recepimento di insulti, al fine di estorcere soldi a chi lo insulterebbe. Ma noi facciamo questa professione (e non lavoro) anche per poter permettere a chiunque di poter esprimere opinioni demenziali anche se non ci piacciono. Non parlo neanche di tutti insulti legati alla morte del povero Mario, poiché è normale che questa spavalderia è determinata dall’assoluta consapevolezza che tanto non succederà niente, ma sì, meglio cosi, un carabiniere oggi, un poliziotto domani in meno sul pianeta siamo tutti più felici, eppure in questo mare di opinionisti volgari o dementi, non mi pare che ci siano queste “grandi figure” , non ho mai visto un politico italiano ( ah no, extra africano ) andare in Africa a costruire un pozzo (non chiedo tanto ) oppure proporsi come figura carismatica in loco ( che però dovrebbe confrontarsi con gente come Boko Haram, che usa bambini cristiani come bombe, e non è tanto conveniente, ma sì, è meglio farlo dall’Italia “al riparo di tali pericoli”, io ho la scorta  ,chi mi tocca!), ma quello che veramente non capisco e mi delude, perché non andate mai della vittima???? È cosi affascinante la figura dell’assassino, dello spacciatore ?? Vi sentite cosi eroi o protettori della libertà in questo modo? Vi do un suggerimento, vi dico io dove sono gli eroi.
Gli eroi sono quei genitori che stanno ore, giorni, anni, nelle stanze del Bambin Gesù abbandonati a loro stessi e con il loro dolore e che grazie alla professionalità di medici ed infermieri si sorreggono , nella speranza che il loro bambino o bambina guarisca, quelli sono EROI, andate a trovare loro. Gli Eroi sono gli italiani che ogni giorno si alzano la mattina a fanno il loro lavoro onestamente ( sarò populista
anche io ?!) e che vi pagano le vostre pensioni di reversibilità . Ho una considerazione anche per il noto professore di HarvardAlan Dershowitz”, spero sia altrettanto critico con tutte le bombe sparate dai suoi connazionali su ospedali e civili innocenti in Siria , Bagdad, Palestina, ecc. ecc. e ovunque l’America si senta in diritto di tutelare la libertà ( la loro e dei loro interessi ), eppure siete un popolo che
spara tanto, ah per notizia, i poliziotti italo americani sono quelli più ammazzati nei vari distretti dei vari Stati Americani, forse perché anche voi avete omicidi efferati, i dati parlano chiaro.
Quanta ipocrisia in giro, quanta idiozia. Oltretutto il noto avvocato del diavolo adesso è implicato nel “caso Epstein” e guarda un po’, ingaggia ex direttori dell FBI, ex agenti del Mossad, al fine di costruirsi alibi (giustissimo per carità ) .ma prima di parlare di foto ,abbia la compiacenza di usare il suo tempo per difendersi dal più schifoso dei reati ,che si chiama PEDOFILIA. Abbiate più rispetto per le divise, perché di gente in divisa morta per tutelare la Legge e i cittadini che non si possono difendere o per soccorrerli sono veramente tanti, con tutto che siamo le forze dell’ordine più mal pagate d’Europa ( ma questo è un altro discorso ).


E pensi che la gratifica più grande non è la promozione , la lode o l’encomio, la gratifica più grande è “GRAZIE” o un sorriso o un abbraccio di chi hai salvato. Ma è più facile su una barca, è più facile raccogliere i soldi per le spese legali ( un milione addirittura, chissà quanti pozzi si sarebbero potuti costruire od ospedali, scuole, in Africa). Ma quanti soldi non potreste più guadagnare?? Abbiate più rispetto per i Finanzieri che fino a ieri sono morti a causa di contrabbandieri ( per delle sigarette
poi). Di processi osceni poi ne siamo fin troppo abituati, ma con un ragionamento logico mi chiedo , come mai un medico ,che per mille ragioni ,un agente patogeno ,gravità della malattia qualsiasi cosa non dovuta al suo operato , ebbene, se muore il paziente, viene immediatamente indagato ed invece un Tribunale che rilascia un pluripregiudicato che riproduce un reato violento ,a colui non succede niente? Luca Delfino ne ha dovute ammazzare due di ex fidanzate addirittura ( ma ne ho tanti di
casi del genere), eppure…..
Al signor Saviano ( sempre attento alla nostra amata Polizia ) che seguo sempre con tanto interesse, pongo un quesito, è stato altrettanto critico con le Leggi contro i clandestini messicani?? Oppure in America è meglio non far clamore? Lei può farsi scortare anche in Italia sa, non c’è bisogno di vivere in America ( a meno che non si tratti di scelte di vita personali ovvio ),le pongo un’altra domanda ,così a livello di memoria storica, lei ha mai fatto l’autista ( in giacca e cravatta ) a Casal dei Principi,
chi portava? Come si dice: se ne sentono tante……..
Il mondo Polizia è sempre molto complesso ,pensate che nel periodo di rapimenti, posso assicurare che alla famiglia del rapito non interessa come le forze dell’ordine possano fare per riportare a casa il loro caro, non sono minimamente interessati dei metodi, l’importante è riportarlo a casa con le buone o con le cattive, dovrei fare dei riferimenti storici, ma sarebbe fin troppo facile strumentalizzare una frase o un
messaggio. Concludendo per lo stupore suscitato dalla foto del povero assassino, vorrei chiedere al professore di Harvard , avvocato Dershowitz, lo sa che in Italia le forze dell’ordine non possono fare i Giudici Onorari, come mai questa ghettizzazione? Sicuro di non aver urtato la suscettibilità di nessuno ( sperando che la verità sia sempre illuminante) per cautela mi appello all’articolo 21 della costituzione italiana a cui si dedica la libertà di manifestazione di pensiero.

 

Gianluca (Drago) Salvatori
Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  – CONSAP

Questura di Roma, cresce ancora la nuova CONSAP ! Ivano POGGIOGALLE neo dirigente sindacale al Commissariato di P.S. PRATI

Nella foto: da sinistra il neo Dirigente Sindacale CONSAP al Commissariato di P.S. Prati, Poggiogalle, con il Segretario Generale CONSAP di Roma Guerrisi

Nella foto: da sinistra il neo Dirigente Sindacale CONSAP al Commissariato di P.S. Prati, Poggiogalle, con il Segretario Generale CONSAP di Roma Guerrisi

Cresce ancora la nuova CONSAP ! Nell’ambito delle nuove nomine sindacali sul territorio romano e provincia, si registra la recente del collega Ivano POGGIOGALLE in servizio presso la Questura di Roma – Commissariato di Pubblica Sicurezza – PRATI.
Esperienza maturata prima in Sardegna, alla Questura di Nuoro, poi in Lombardia alla Questura di Milano.
Come già noto, la CONSAP romana, ha già da mesi avviato una capillare rivisitazione degli ambiti lavorati per ciò che attiene le sezioni locali sindacali, motivando giovani, animati da principi di coerenza e lealtà alla tutela del personale della Polizia di Stato che rappresentano per mandato conferito.
Al neo Dirigente Sindacale Ivano POGGIGALLE i più sinceri auguri di buon lavoro da parte di tutta la Segreteria Provinciale CONSAP di Roma.

Bomba Carta: Gianluca – Drago – Salvatori (CONSAP), massime pene per chi utilizza l’ordigno contro le Forze dell’Ordine ed equiparazione ad arma da guerra, lancio stampa Il Giornale del Lazio

Gianluca (Drago) SALVATORI Segretario Generale Provinciale Aggiunto ROMA

Gianluca (Drago) SALVATORI Segretario Generale Provinciale Aggiunto ROMA

(Il Giornale del Lazio-RDN 10.08.19)

Da sempre come sigla sindacale CONSAP e come operatori di Polizia chiediamo a gran voce la massima pena per chi fabbrica, detiene e soprattutto lancia la famosa “Bomba Carta” contro le forze dell’ordine, gesto ormai diventato consuetudine nelle manifestazioni politiche e sportive. Inutile ricordare al legislatore e ai Signori politici ,che la Bomba Carta è utilizzata a scopo intimidatorio da Cosa Nostra, Camorra , Ndrangheta, Sacra Corona Unita, oltre ai Anarco Insurrezionalisti ( un nostro artificiere perse un’occhio ed una mano, per il disinnesco di una bomba artigianale), riportando qui sotto tutta la normativa vigente in materia e la spiegazione per una ulteriore evidenza di tale pericolosità.

I danni riportati agli operatori di polizia sono notevoli, oltre al rischio d’amputazione, perdita del bulbo oculare, infezioni legati all’introduzione del tessuto della divisa nelle vive carni ( che richiedono l’intervento chirurgico ),la perdita del’udito, sono tutte patologie che riformerebbero il collega.
Noi Vogliamo che la Bomba Carta sia a tutti gli effetti equiparata ad ARMA DA GUERRA e sia perseguita come tale, non da una sanzione amministrativa o denuncia, ma dalla galera!
Il più delle volte questo famigerato artefatto è assemblato con chiodi , bulloni, sfere d’acciaio, lamette e quant’altro possa provocare più danni possibili, da qui anche la nostra proposta (ormai decennale) di far pagare sia all’impianto sportivo a cui dedichiamo il servizio di vigilanza ( all’interno dello stadio vi sono gli steward) che ai manifestanti di piazza una “Fideiussione Assicurativa \Bancaria “, con il fine di risarcire l’operatore delle forze dell’ordine ferito, sia allo stadio che in manifestazione.
I responsabili del danno o chi li gestisce devono pagare i danni.
Ma che cos’è la Bomba Carta?

La Bomba Carta è un ordigno esplosivo o petardo molto rudimentale, a base di polvere pirica o flash, normalmente ricavata da petardi o cartucce. Deve il nome al materiale di cui è composto l’involucro esterno, anche se non sempre viene utilizzato del cartone o altro materiale cartaceo per la sua realizzazione: difatti, possono essere usati anche involucri in PVC, che hanno una resistenza all’espansione superiore rispetto alla carta, sfruttando così il picco massimo di energia della polvere contenuta nella bomba. In questo modo, la polvere, incendiandosi, espande il materiale fino al massimo e rilascia all’istante un quantitativo di energia relativamente elevato. La bomba è composta solitamente da un cartoccio in carta da imballaggio o cartoncino, sagomato a cilindro, riempito con una quantità variabile di polvere da sparo (tra i 20 e i 300 grammi), chiuso ad una estremità e dotato all’altra estremità di una miccia, che fa da innesco e la cui lunghezza regola il ritardo nell’esplosione. La Bomba Carta, nonostante sia un ordigno illecito in Italia (vista la quantità di esplosivo contenuta e la fattura artigianale), ha avuto una discreta diffusione a partire dagli anni settanta, poiché è di facile realizzazione, di piccole dimensioni ed economica e può arrivare ad avere effetti abbastanza violenti, specialmente su strutture. Per questi motivi è diventata parte dell’arsenale dei gruppi eversivi e delle tifoserie Ultras più fanatiche, nonché degli “artificieri di capodanno”. L’effetto dell’esplosione è limitato ad una semplice deflagrazione, eventualmente accompagnata da vampe o spruzzi di polvere infuocata se non è sufficientemente innescata. Al contrario della bomba molotov, si tratta di un ordigno inteso non ad appiccare fuoco, bensì a provocare danni o semplicemente creare un grande botto, dato che gli effetti sonori sono molto maggiori di quelli distruttivi. Le bombe carta realizzate da mani esperte sono, comunque, in grado di sprigionare una potenza notevole. Costruire una bomba carta è un’operazione semplice, ma pericolosa, dato che forti scariche elettrostatiche e manipolazioni inesperte possono far esplodere l’ordigno nelle mani di chi lo fabbrica. Anche l’utilizzo di questo tipo di bomba è un’operazione molto rischiosa, dato che la stessa natura artigianale dell’ordigno non dà garanzie sulla lunghezza della miccia, sulla sua qualità e rapidità di combustione.

Bomba Carta

Bomba Carta

Noi della CONSAP siamo stanchi di vedere feriti i nostri colleghi ,siamo stanchi di doverci pagare le visite mediche, eppoi siamo stanchi di vedere impuniti chi ci reca danno, o vale solo al contrario?

Noi della CONSAP siamo preoccupati in attesa di un campionato che già si sa essere bollente. Noi siamo e saremo sempre dalla parte del collega in strada, dalla parte giusta.
Gianluca (Drago) SALVATORI
Segretario Generale Provinciale Aggiunto ROMA
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Reparto Mobile ROMA: anomalie nella gestione del servizio al Vaticano, denuncia CONSAP

Reparto Mobile ROMA: anomalie nella gestione del servizio al Vaticano

Reparto Mobile ROMA: anomalie nella gestione del servizio al Vaticano

La Segreteria Provinciale di ROMA della CONSAPConfederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha inviato una nota scritta al “Comandante” del I° Reparto Mobile di ROMA dove si chiedono spiegazioni scritte in riferimento alle gravi anomalie “gestionali del servizio” al contingente impiegato domenica 4 agosto presso il Vaticano. Risulta, infatti, si legge nella comunicazione inviata dalla CONSAP, che il gruppo di ben 37 uomini impiegati per il servizio di O.P. sia stato affidato, in comando, ad un operatore appartenente al ruolo di Assistente Capo Coordinatore e non al ruolo sovraordinato come previsto dalle disposizioni.
Tale atteggiamento palesa, oltre ad una poco attenta superiore verifica dello stato dei fatti, una possibile penuria del ruolo “sottufficiali ” al Reparto di Roma e in particolare nessun sottufficiale per quella giornata del 4 agosto u.s.

Sei più forte con la CONSAP ! La storia continua con maggiore determinazione, al via la campagna tesseramento 2020

Sei più forte con la CONSAP !

Sei più forte con la CONSAP ! Campagna tesseramento 2020

La storia del sindacato CONSAP continua ! Con maggiore slancio e vigore, senza mai dimenticare le solide e storiche  basi che ne hanno permesso di diventare entro breve tempo tra le rappresentanze sindacali più seguite nel panorama sindacale nazionale ma anche internazionale, il compatto gruppo della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia rilancia e si appresta a “perorare”, con forza e tenacia, i temi più sentiti dalla categoria sicurezza , con il piglio di chi, senza interessi personali, vive di passione per il mandato assunto, fatto di lotta per il rispetto dei diritti sindacali e l’elaborazione di proposte concrete che possano consegnare le sacrosante migliorie professionali per donne e uomini della Polizia di Stato e loro familiari che nel quotidiano supportano “le fatiche” dei loro congiunti.
La città di Roma e quindi la Segreteria Provinciale, in sintonia e in ossequio alle direttive nazionali, ha già da mesi iniziato una nuova manovra di rappresentanza di categoria, annotando i temi più a cuore del personale, ascoltando le realtà locali, ufficio per ufficio, motivando il personale e attivando un percorso di dialogo costruttivo con le varie amministrazioni locali per arrivare, in tempi più brevi e con maggiore efficacia alle tanto attese soluzioni.
“Per noi” della CONSAP, che abbiamo a cuore i principi della coerenza e della lealtà, sempre uniti alla trasparenza, è stato un anno, valutando il fine 2018 e lo scorrere del 2019, molto difficile, intenso, ma anche portatore di conferme, ci ha resi, infatti, più forti ma soprattutto più uniti, ci ha fatto conoscere meglio nella battaglia dei nostri diritti. Proprio mentre qualcuno lanciava meschine bordate per demolire un castello “a parer loro fragile”, i paladini rimasti non hanno esitato ad unire le proprie mani, per formare una meravigliosa ed invidiata unione e nel vivere quella straordinaria sensazione di essere fratelli coesi per quello che si crede: la libertà sindacale e il vero diritto di rappresentanza di categoria.
Ci attendono quindi mesi di tanto lavoro: stiamo sostenendo la previdenza integrativa complementare, il diritto di sciopero regolamentato, l’unificazione delle Forze di Polizia, una più puntuale ed efficiente consegna di uniformi e mezzi per lavorare, migliori condizioni economiche per il personale di Polizia, implementazione alloggi collettivi di servizio nella città di Roma, adeguamento di tutti gli uffici alle norme sulla igiene e sicurezza luoghi di lavoro.
Ringrazio tutti i miei colleghi e amici della nuova e affiatata squadra della Segreteria Provinciale di Roma per aver creduto in questi ideali che animano il senso “di battaglia” per il “giusto vivere” e il “giusto agire“. Così come ringrazio i tanti nuovi iscritti di questo nuovo percorso che hanno voluto aderire alla CONSAP, qualcuno addirittura nel ritrovare stimolo “a fare l’attivista sindacale” illuminato e convinto dal nuovo quadro d’insieme, fatto di contenuti e traguardi.
Siamo abituati a portare avanti le nostre idea anche tra mille difficoltà, davanti ad ostacoli e burocrazie in prima istanza avverse, ma siamo anche abituati a credere che le nostre idee hanno un valore e per questo le porteremo avanti con forza e coraggio nella convinzione che il tempo galantuomo ci consegnerà quello che di giustizia sarà !
Vi aspetto e Vi aspettiamo nella nuova CONSAP, insieme e nella massima condivisione delle idee e dei percorsi faremo gli interessi collettivi del personale !

Forza CONSAP ! !  E SEI PIU’ FORTE CON LA CONSAP !

 

G.Guerrisi Segretario Provinciale Generale ROMA Dirigente Nazionale Coordinatore per l'Italia Centrale CONSAP - Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

G.Guerrisi
Segretario Provinciale Generale ROMA
Dirigente Nazionale Coordinatore per l’Italia Centrale
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Noi continuiamo a stare dalla parte dei poliziotti ! Lettera aperta a tutti i colleghi del Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma Gianluca (Drago) Salvatori

Gianluca (Drago) Salvatori - Segretario Provinciale Generale Aggiunto CONSAP Roma

Gianluca (Drago) Salvatori – Segretario Provinciale Generale Aggiunto CONSAP Roma

Nel ringraziarvi nuovamente per la vostra fiducia, la Segreteria Provinciale vi augura buon lavoro e un Ferragosto vicino alle vostre famiglie. È stato un anno difficile, che ci ha visto attaccati come sigla da altre sindacati gialli (per i soliti giochetti di tessere e di lobbine organizzate ad arte ) e dai vari Dipartimenti e Uffici ,che perseverano nelle orecchie da mercante. Questo per noi sarà solo spunto per continuare nel nostro faticoso lavoro di onestà e trasparenza, non temiamo confronti con nessuno!!!
I nostri presupposti saranno fin d’ora di far più rumore possibile nelle sedi opportune, delle proposte da noi suggerite, per un miglioramento della vita del collega, sia professionalmente che privatamente. Non a caso siamo l’unico sindacato che ha proposto delle agevolazioni di servizio (e non di esenzione) ai poliziotti separati, in regime di affidamento condiviso, sull’orario di servizio. Abbiamo chiesto una fideiussione assicurativa \bancaria da parte di manifestanti, in modo tale che il collega che venga ferito in servizio, possa essere risarcito dal responsabile di piazza (e dai manifestanti violenti) , visto che lo scenario che si prospetta al poliziotto ferito, è l’invio in C.M.O. con una prassi e un ginepraio burocratico allucinante. Anche qui siamo l’unica sigla ad aver chiesto questo. Abbiamo chiesto che la “bomba carta” sia catalogata in arma da guerra (come la molotov) e non artificio pirotecnico.
Abbiamo chiesto l’area di rispetto in O.P., quando si opera nel regime di ordine pubblico, perché l’operatore deve lavorare in tranquillità e non sotto la pressione di chi gli sta vicino. (altro…)

Carabiniere ucciso a Roma, Guerrisi (CONSAP) vicinanza e cordoglio alla famiglia di Cerciello Rega, Il Giornale del Lazio

Gianluca GUERRISI, Segretario Generale del Sindacato CONSAP di Polizia a Roma

Gianluca GUERRISI, Segretario Generale del Sindacato CONSAP di Polizia a Roma

(Il Giornale del Lazio – 30.7.19) Adesso un segnale forte delle istituzioni  agli operatori della Forze di Polizia per lavorare nelle migliori condizione possibili e con le tutele previste 

Il Giornale del Lazio ha chiesto al dr GUERRISI della CONSAP –  Segretario Generale Provinciale di Roma della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, un parere sulla recente vicenda del Vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso da attacco criminale.

Segretario ancora un fatto grave nella capitale, cosa succede in termini di sicurezza e quale il pensiero del sindacato CONSAP che lei rappresenta proprio a Roma?

Non è stato sufficiente il grave ferimento del collega dell’U.P.G.S.P. per mezzo di una
coltellata scoccata da un delinquente. Ancora una volta ci troviamo a piangere il lutto per un servitore dello Stato, un giovane collega che come tanti altri ha scelto di servire il Paese per garantire quella democrazia, libertà, giustizia e sicurezza poste a fondamento del nostro ordinamento giuridico per la tutela di tutti i cittadini italiani.
Ai familiari del collega Mario Cerciello Rega e all’Arma dei Carabinieri tutta, va la nostra vicinanza e il cordoglio per questa grave perdita. Purtroppo anche in questa triste circostanza che ha visto un servitore dello Stato, sacrificare la propria vita per assicurare due delinquenti alla giustizia dobbiamo constatare come le attuali dotazioni in uso alle Forze di Polizia e le e regole di ingaggio o per meglio dire norme giuridiche, non siano più adeguate per un efficace contrasto alla criminalità. Gli operatori di Polizia convivono quotidianamente con un sentimento di angoscia che nasce dall’incertezza su quale comportamento porre in essere nella varie circostanze d’intervento, tale stato d’animo discende dalla paura di vedersi indagato o ancora peggio ricoverato presso qualche ospedale a seguito di pugnalate, bastonate o nella migliore delle circostanze pugni o calci ricevuti, anche uso distorto di immagini registrate, con gli strumenti messi oggi a disposizione della tecnologia, sono fonte di preoccupazione per gli
operatori. Ecco perché, non volendoci unire alla consolidata prassi del tifo da stadio di chi è contro a prescindere o di chi è a favore a prescindere, riteniamo ormai non più procrastinabile per le Forze di Polizia l’utilizzo, sia per scopi di difesa che probatori, di nuovi strumenti quali il Teaser e Body Cam.
Ci aspettiamo un segnale forte ed inequivocabile da parte delle istituzioni che permetta agli
operatori della Forze di Polizia di operare nelle migliori condizione possibili sia per la propria
incolumità che per quelle dei cittadini.

News originale:

Carabiniere ucciso a Roma, Guerrisi (CONSAP) vicinanza e cordoglio alla famiglia di Cerciello Rega

…::: Intervista di Redazione GdL

La Segreteria Provinciale di Roma ricorda il suo leader Giorgio Innocenzi

Giorgio Innocenzi

Giorgio Innocenzi

Avrebbe compiuto oggi 60 anni Giorgio Innocenzi, fondatore e Segretario Nazionale Generale della CONSAP, prematuramente deceduto lo scorso anno dopo una malattia inguaribile che lo aveva, nonostante tutto, visto lottare fino agli ultimi respiri della sua vita per difendere e tutelare i suoi colleghi.

Un grande leader dalle straordinarie capacità professionali e sindacali, apprezzato da tutti, anche da chi, per motivi di scelta, militava in sindacati diversi.

I Segretari Provinciali, i Coordinatori Provinciali, i Dirigenti Sindacali, gli iscritti al sindacato che hanno avuto la fortuna e il privilegio di conoscerlo e di condividere le sue “giuste battaglie” per migliori condizioni lavorative di uomini e donne della Polizia di Stato oggi si uniscono, più che mai, al suo ricordo, alla sua immagine ancora viva e che continua eterna a navigare nel cuore di ognuno di noi.

Ovunque tu sia auguri Giorgio!

La Segreteria Provinciale Generale di Roma

Commissariato di P.S. Vescovio: gravi problematiche al sistema di areazione e climatizzazione, segnalazione CONSAP

Commissariato di P.S. Vescovio gravi problematiche

Commissariato di P.S. Vescovio gravi problematiche

La Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP ha segnalato all’Ufficio Relazioni Sindacali della Questura di Roma la grave situazione in cui versa il Commissariato di Pubblica Sicurezza “Vescovio” in riferimento al malfunzionamento dei locali sistemi di areazione e climatizzazione, in particolare camere alloggiati (che sono prive di tetto), ufficio UEPI e Sala Aspetto cittadini.
Stante la gravità della situazione, che tra l’altro rende disagevole sia lo svolgimento del servizio che il riposo psico-fisico, si è richiesto di concordare un incontro con una ristretta delegazione sindacale provinciale e locale.
Seguirà comunicazione esito incontro.

Previdenza Complementare: intervento di Cesario BORTONE, neo Segretario Generale Nazionale CONSAP

Roma 22 Giugno 2019 Hotel Quirinale di ROMA
Congresso Straordinario Nazionale CONSAP
Cesario BORTONE, neo eletto Segretario Generale Nazionale CONSAP interviene sulla previdenza complementare.

Canale Video della CONSAP Segreteria Provinciale di ROMA
Riprese e filmati dell’attività sindacale della CONSAP Segreteria Provinciale di ROMA http://www.consaproma.org
Youtube: Consap Segreteria Provinciale di ROMA

Controllo del territorio, programma di revisione e rimodulazione: esito incontro con il Questore di Roma dr Esposito

Incontro con il Questore di Roma: controllo del territorio, programma di revisione e rimodulazione

Incontro con il Questore di Roma: controllo del territorio, programma di revisione e rimodulazione

Si è svolto nella giornata di ieri mattina, il programmato incontro tra le segreterie provinciali di Roma dei sindacati della Polizia di Stato e il Signor Questore di Roma dr Carmine Esposito . Oggetto della convocazione nella Sala Prisco Palumbo di via San Vitale, il programma di revisione e rimodulazione del servizio di controllo del territoriodecentramento. Per la Questura di Roma presente anche il dr Massimo Improta, Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (U.P.G.S.P), il Capo di Gabinetto dr Alfredo Matteucci, il dr Ugo Angeloni , il Vice Capo di Gabinetto e Responsabile delle Relazioni Sindacali dr Marco Germani.

Il Signor Questore informava ai presenti, nel suo discorso, una nuova progettualità per rendere più efficiente e rispondente alle mutate esigenze di servizio le attività di controllo del territorio romano, con una strategia geografica d’intervento più veloce, con meno spese economiche per l’Amministrazione, più forza in presenza sicurezza (non si riducono il numero delle volanti), riferendosi alla divisione in numero 3 Poli la Sezioni Volanti di Roma:
1) il Polo Guido Reni che sarà poi quello centrale (con il maggior numero di uffici burocratici per gli adempimenti amministrativi e gestione personale);
2) il Polo Prenestino – Salviati che risulta essere già dotato di molte delle cose necessarie per lo svolgimento delle attività di gestione e controllo del Reparto Volanti (custodia mezzi, mensa di servizio, rifornimento benzina, manutenzione veicoli, alloggi di servizio, bagni e doccia, ecc). Questo nuovo Polo dalle risultanze avute potrebbe essere pronto già per il mese di ottobre o al massimo per la fine anno;
3) il Polo Tor Carbone da previsione stimata, invece, pronto per il prossimo anno. La struttura è tra le più grandi che esistono attualmente (dotata di garage, alloggi, ecc, ma non presente il rifornimento per la benzina).
Il criterio di assegnazione ai nuovi Poli sarà quello della volontarietà del personale.

Il Signor Questore informava i presenti, inoltre, che nel piano di revisione di potenziamento della Questura di Roma è programmato implemento di personale di 140 unità, da “spalmare” tra luglio 2019 e aprile 2020 (tra ruolo AG.TI/SOV.TI) con la logica di potenziare i 10 Commissariati che negli anni hanno subito più decremento.

Informava ancora che la procedura con “MOD” Moduli Operativi Dedicati ha raggiunto già l’ottima riuscita con 24 Commissariati e che in breve tempo sarà destinata ad aumentare, che il nuovo modello di sicurezza, basato anche sulle segnalazioni dei cittadini, ha già portato una flessione, in alcuni casi e zone, del 50% dei reati. In previsione la rimodulazione dei Presidi di Polizia  e il rafforzamento con il piano che sarà approvato dal Ministero dell’Interno. La CONSAP ha ricordato e sollecitato il nuovo Presidio Polizia a Tiburtina – complesso Achille Tedeschi.
Nelle zone intorno al GRA, operativo un Modulo Operativo Dedicato Rafforzato con ausilio delle specialità della Polizia di Stato, pattuglie della Polizia Stradale e intervento della Polizia Ferroviaria.

La CONSAP, rappresentata dal Segretario Generale Provinciale GUERRISI ha condiviso la progettualità illustrata dal Signor Questore nel suo insieme, ma in riferimento alle modalità attuative ha espresso delle riserve da sciogliere solo dopo aver consultato il proprio personale iscritto e operante nel settore e da dove nascerà il giudizio CONSAP definitivo al progetto.

Nuovi gradi per la Polizia di Stato: dall’11 luglio 2019 si cambia e si indossano i nuovi distintivi di qualifica, la circolare del Capo della Polizia

Nuovi Distintivi di Qualifica del Personale della Polizia di Stato

Nuovi Distintivi di Qualifica del Personale della Polizia di Stato

Il prossimo 11 luglio – in occasione del 167 anniversario dell’istituzione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, prima forza di Polizia Civile – i nuovi segni di qualifica, nel corso di una solenne cerimonia, saranno presentati al Signor Presidente della Repubblica e alle massime cariche istituzionali e dovranno essere indossati da tutto il personale della Polizia di Stato a partire dalle ore 07.00 del 12 luglio 2019.
La procedura è prevista dal processo di revisione dei ruoli delle Forze di Polizia di cui al D.Lgs. 95/2017, con decreto interdirettoriale del 5 aprile 2018, dove sono stati definiti i nuovi distintivi di qualifica del personale della Polizia di Stato (come da circolare allegata).

La Circolare del Capo della Polizia con i nuovi distintivi di qualifica 

La Circolare del Capo della Polizia con i nuovi distintivi di qualifica 

La Circolare del Capo della Polizia con i nuovi distintivi di qualifica

Il Consiglio Nazionale designa BORTONE Segretario Generale f.f., a Roma CENTO nominata per cooptazione Segretario Nazionale, GUERRISI confermato all’Esecutivo e Dirigente Nazionale Coordinatore per l’Italia Centrale, avviato il mandato per indire il Congresso Nazionale Straordinario

Il Segretario Generale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore per l'Italia Centrale GUERRISI durante il suo apprezzato intervento

Il Segretario Generale di Roma e Dirigente Nazionale Coordinatore per l’Italia Centrale GUERRISI durante il suo apprezzato intervento

Si è tenuto nei giorni scorsi a Roma presso l’Hotel Quirinale, l’Esecutivo e Consiglio Nazionale del sindacato di Polizia CONSAP che ha deliberato all’unanimità la indizione del Congresso Nazionale Straordinario ed inoltre ha deliberato la nomina di Cesario BORTONE a Segretario Generale f.f., la nomina, per cooptazione, di Maria Carolina CENTO a segretario nazionale insieme ai già eletti a congresso Angelino MONTRESOR e Salvatore FORNUTO e Filippo DI MURO, confermati anche i Coordinatori Nazionali Gianluca GUERRISI, Alberto CATALANO e Livio LICITRA.
La riunione del Consiglio è stata presieduta dal Presidente Nazionale Patrizio DEL BON.

Roma, Momenti del Consiglio Nazionale CONSAP del 12 Giugno 2019

Roma, Momenti del Consiglio Nazionale CONSAP del 12 Giugno 2019

Roma, Momenti del Consiglio Nazionale CONSAP del 12 Giugno 2019, intervento di Gianluca (DRAGO) SALVATORI

Questura di Roma, Mensa STATILIA: a breve di nuovo attivo il servizio pasti sospeso per lavori, accolte le segnalazioni della CONSAP

Mensa di Servizio della Polizia di Stato

Mensa di Servizio della Polizia di Stato

La Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP è stata informata dall’Ufficio Rapporti Sindacali della Questura di Roma (dopo nostre richieste e segnalazioni CONSAP formulate in più incontri con i vertici della Questura in riferimento al disagio patito dal personale di Polizia), che risulta prossima la riapertura della Mensa di Servizio della Questura di Roma – Via Statilia chiusa per lavori di ristrutturazione più lunghi di quanto previsto.

Vittoria della CONSAP ! In arrivo dopo due anni di incontri al vertice, le divise operative anche per gli Ispettorati

Divise Operative anche per gli Ispettorati di Polizia

Divise Operative anche per gli Ispettorati di Polizia

Divise Operative  anche agli Ispettorati di P.S. e presto anche per tutti gli uffici di Polizia dove non state assegnate. Finalmente la vicenda giunge ad una svolta positiva per i colleghi. A seguito della incessante attività di sollecito della CONSAP Nazionale e Provinciale di Roma, protrattasi per due anni con ripetuti incontri al vertice l’ultimo dei quali due settimane fa, la vertenza che ha interessato a 360 gradi tutti gli uffici di polizia volta alla fornitura e rifornitura delle divise operative per tutto il personale, siamo stati informati che tra qualche giorno inizierà la distribuzione dei capi per la vestizione del personale in servizio presso gli Ispettorati ed altri uffici. La CONSAP si batte con determinazione sempre a fianco dei colleghi per i loro diritti.

Questura di Roma, riaprono i servizi bar-punto ristoro di San Vitale e Via Statilia: accolte le richieste della CONSAP

Servizio Bar Ristoro - Questura di Roma

Servizio Bar Ristoro – Questura di Roma

Dopo aver più volte rappresentato come CONSAP, in diversi incontri con i vertici della Questura di Roma il disagio “pausa pasto” dei colleghi dovuti ad una lunga chiusura “dei punti ristoro” allocati all’interno della Questura (sede di Via San Vitale e sede di Via Statilia) finalmente gli stessi sono  di nuovo “operativi” e affidati ad una nuova società “Villa Fiorita“. La sede della Questura a San Vitale già da qualche giorno ha riaperto il bar con orario  Lun – Ven 07.00/19.30 e il sabato solo mezza giornata la mattina. La sede della Questura a Statilia invece riparte lunedì 10 giugno p.v. con orario 07.00/19.00.
Come già noto la Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP aveva più volte, nel corso di questi mesi, segnalato l’urgenza e l’importanza di riaprire il servizio bar-ristoro interno alle sedi della Questura, sollecitando l’individuazione di una società tra quelle che si erano collocate in gara.
Si ringraziano il Signor Questore di Roma dr Esposito, il Vice Questore Vicario dott.ssa Matarazzo e il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Logistico dott.ssa Spada per l’impegno che ha portato alla soluzione di questa tematica.

Link alle news dei precedenti incontri:

29 aprile 2019https://consaproma.org/2019/04/30/la-segreteria-provinciale-consap-di-roma-incontra-il-questore-dr-carmine-esposito/

27 maggio 2019https://consaproma.org/2019/05/28/questura-di-roma-la-segreteria-provinciale-consap-incontra-il-vice-questore-vicario-dott-ssa-rossella-matarazzo/

Repas Lunch Coupon – gravi problematiche e difformità di accettazione punti commerciali: la CONSAP scrive al Dipartimento della P.S. e Sede Legale Repas e chiede monitoraggio nazionale rete esercizi

Repas Lunch Coupon

Repas Lunch Coupon

Al Direttore Ufficio Relazioni Sindacali

Vice Prefetto De Bartolomeis d.ssa Maria
SEDE
                          Al Responsabile Sede Legale
                 Repas Lunch Coupon srl
             Via del Viminale 43
                                                                                                                                         00184 ROMA
Oggetto: Repas Lunch Coupon – problematiche
^^^^^^^^^^^^^^
Preg.mi ,
                 questa O.S. chiede chiarimenti inerenti la convenzione stipulata per la fornitura di buoni pasto Repas al personale della Polizia di Stato.
                 Stiamo ricevendo reiterate lamentele da parte del personale di Polizia circa le difformità di accettazione dei coupon nei punti vendita dislocati sul territorio nazionale, cosi come individuati nel prospetto inviato dalla nostra Amministrazione e da noi pubblicato sul sito ufficiale azionale consap.org.
                 Sottolineando come la fruizione del pasto sia una necessità esistenziale soprattutto per quei lavoratori dello Stato che garantiscono un compito sociale gravoso e rischioso come gli operatori della Polizia di Stato ed anche alla luce dei disservizi già sopportati con la passata società convenzionata, si invitano le SS. LL a chiarire lo stato delle cose e se necessario avviare un monitoraggio sulla rete degli esercizi convenzionati per porre fine alla problematica ed ai reiterati dinieghi da parte dei titolari i quali oltre a mortificare il lavoratore di polizia hanno un peso economico non secondario nell’economia familiare, oltre che configurare un diritto denegato.
                  Nell’attesa di un cortese e urgente cenno di riscontro si porgono distinti saluti.
Il Segretario Generale Nazionale f.f.        Cesario BORTONE
Il Segretario Generale Nazionale f.f.
       Cesario BORTONE

FESI 2018, gli IMPORTI: pagamento entro il mese di giugno e fondi aggiuntivi per turni serali e notturni come richiesto dalla CONSAP

FESI 2018 - Gli IMPORTI

FESI 2018 – Gli IMPORTI

Il Dipartimento della P.S. ha avviato le procedure di inserimento dati per consentire il pagamento delle spettanze al personale, relative al Fondo di Efficienza Servizi Istituzionali cd Fesi 2018, con il cedolino stipendiale del prossimo mese di giugno.
L’obiettivo del pagamento entro giugno insieme alla distribuzione dei fondi aggiuntivi per incentivare il personale impegnato nel controllo del territorio nei turni serali e notturni erano le richieste avanzate dalla CONSAP in sede di incontri preliminari all’accordo.
Le risorse del Fesi 2018 sono le seguenti:

PRODUTTIVITÀ COLLETTIVA = € 4,55 per ogni giorno di presenza ed assenze equiparate;
REPERIBILITÀ = € 17,50 per turno;
CAMBI TURNO = € 8,70 per turno;
SERVIZI DI ALTA MONTAGNA = € 6,40 per turno;
CAMBI TURNO PER I REPARTI MOBILI = € 50,83
Per quanto riguarda l’emolumento aggiuntivo che verrà corrisposto a chi ha effettuato servizi serali e notturni € 4,70 ed € 9,50.

Questura di Roma: la Segreteria Provinciale CONSAP incontra il Vice Questore Vicario dott.ssa Rossella MATARAZZO

Ufficio del Questore Vicario, nella foto da sinistra: Guerrisi, il Vice Questore Vicario dott.ssa Matarazzo, Salvatori e Castelli

Ufficio del Questore Vicario, nella foto da sinistra: Guerrisi, il Vice Questore Vicario dott.ssa Matarazzo, Salvatori e Castelli

Nella giornata di ieri, lunedì 27 maggio 2019, una delegazione della Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha incontrato il Vice Questore Vicario della Questura di Roma Primo Dirigente della Polizia di Stato dott.ssa Rossella MATARAZZO. Per la delegazione CONSAP di Roma il Segretario Generale G. Guerrisi, i Segretari Provinciali G. Salvatori e G. Castelli.
Nel cordiale incontro, utile anche a formulare alla dott.ssa MATARAZZO gli auguri di buon lavoro da parte della nostra O.S., sono state affrontate le seguente tematiche:
Sollecito della riapertura del barpunto ristoro interno alla Questura di Roma, struttura di Via di San Vitale e Via Statilia;
Situazione generale Commissariati P.S. di Roma e Provincia con analisi della criticità degli stessi in riferimento alle risorse umane presenti e alla sicurezza della struttura-edificio ospitante;
Commissariato San Lorenzo e Sant’ Ippolito e relative problematiche;
Situazione del nuovo complesso A. Tedeschi – zona Tiburtina destinato al Commissariato P.S.;
Prossimi trasferimenti ruolo Agenti-Assistenti  nel piano nazionale tabellare movimentazione a domanda alla Questura di Roma;
Situazione aspirazioni professionali per richieste di movimentazioni interne ambito Questura di Roma;
Situazione movimenti ruolo neo Sovrintendenti con i recenti corsi di formazione effettuati e da effettuare;
Modalità impiego del R.P.C. Lazio nei servizi di controllo del territorio;
Servizi di Ordine Pubblico e relative proposte CONSAP per una maggiore sicurezza operatori e maggiore efficienza servizio;
Situazione Alloggi Collettivi di Servizio e relative problematiche.

La Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ringrazia il Vice Questore Vicario dott.ssa Rossella MATARAZZO per la cordiale disponibilità concessa ai dirigenti sindacali CONSAP intervenuti nell’auspicio più vivo che il ruolo dell’Amministrazione e quello del sindacato, insieme, possano portare a traguardi importanti nell’esclusivo interesse del personale della Polizia di Stato tutto.

LA NUOVA LEGITTIMA DIFESA: Un tentativo mal riuscito ! Il parere del dr Edoardo MORI

Nella foto il dr Edoardo MORI

Nella foto il dr Edoardo MORI

La CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha chiesto al dr Edoardo Mori, tra i massimi esperti sulla legislazione delle armi, un parere sulla nuova legittima difesa, alla luce delle recenti novità normative.

Per legittima difesa si intende la regola che consente all’uomo di ferire o uccidere un altro uomo che lo aggredisce ingiustamente.

È un comportamento animale istintivo, frutto di centinaia di migliaia di anni di evoluzione, quello di difendere ad ogni costo la propria vita, il proprio gruppo, i propri beni. È regola naturale mai posta in discussione, salvo che da qualche squilibrato, di quelli, per intenderci, che non schiacciano i pidocchi per non far loro male.

Le legislazioni antichissime prevedevano la pena di morte immediata per la violazione di domicilio e la rapina.

Ad esempio nelle leggi di Manu, anteriori di qualche secolo al cristianesimo, si legge:

  1. Per la propria sicurezza, in una guerra a difesa dei diritti sacri o per proteggere una donna o un Brahmano, colui che uccide giustamente non è colpevole.
  2. Un uomo deve uccidere, senza esitazione, chiunque gli salti addosso per ucciderlo, quand’anche questi sia il suo rettore, un fanciullo, un vecchio o un Brahmano versato nella Scrittura.
  3. L’uccidere un uomo che tenta d’assassinare, in pubblico o in privato, non dà colpa di omicidio: il furore è alle prese col fuoco.

La Bibbia dice ( Esodo 22:2-3): Se il ladro, colto nell’atto di fare uno scasso, viene percosso e muore, non vi è delitto di omicidio.

Il Vangelo (Luca 22:25-39) racconta Poi Cristo disse loro: «Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?» Essi risposero: «Niente». Ed egli disse loro: «Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Matteo (26,52) aggiunge, chi di spada ferisce di morte perisce. Quindi il Vangelo è tutto men che pacifista: come si vede, gli apostoli erano armati e valeva il principio che chi aggrediva con armi poteva essere ucciso.

Non vi era alcun bisogno di norme sulla legittima difesa, ma si cercava solo di evitare che la legittima difesa venisse utilizzata come comoda scusa.

Ciò risulta chiaro dalla legge romana delle XII Tavole

  1. Se alcuno ha commesso un furto di notte e se il ladro è stato ucciso, l’uccisione sia legittima.
  2. Di giorno [è legittima l’uccisione] se il ladro si difende con un’arma e [il derubato] ha lanciato grida di aiuto. 

Ma saltiamo quasi 2500 anni e veniamo ai tempi nostri. In Germania il legislatore tedesco del 1871 aveva scritto all’art. 53 del Codice Penale: Legittima difesa è quella difesa che è necessaria per respingere una aggressione attuale e illegittima verso sé o verso altri. L’eccesso non è punibile se si è agito per concitazione o paura. Egli aveva capito ed espresso perfettamente i concetti che quando si è aggrediti si ha il diritto di fare tutto ciò che è necessario per respingere l’aggressione e che bisogna tener conto della situazione psicologica della vittima, della realtà e non di masturbazioni mentali sulle parole della legge! In situazioni di pericolo, scattano le reazioni istintive di difesa e non si ha tempo di pensare a ciò che dice la Cassazione! I propri diritti sono infinitamente più importati di quelli di colui che delinque.

In Austria si scrive (art. 3 CP) che non è punibile chi esercita la difesa necessaria per respingere un’aggressione illecita diretta e immediata e diretta contro la sua o altrui vita, salute, incolumità, libertà o patrimonio, salvo il caso che il danno temibile sia modesto e inadeguato al danno che si può recare all’aggressore. Aggiunge poi che se chi si difende come sopra ed usa una difesa inadeguata non è punibile se ciò avviene solo a causa dell’agitazione paura o spavento, dovuto all’aggressione, salvo che esageri per colpa.

In Italia l’art. 52 del nostro codice penale del 1931 scriveva che Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. Era una formulazione che richiamava giustamente il presupposto della necessità di difendersi per tutelare un qualsiasi diritto, personale o patrimoniale, ma che poi introduceva il surreale requisito della proporzione fra offesa e difesa. Una di quelle idee che possono venir solo al giurista che conosce le carte più della vita perché altrimenti conoscerebbe il vecchio detto che le botte non si danno a patti. Quando si viene aggrediti non si sa mai come va a finire, una spinta o un pugno possono uccidere, chi appare innocuo può essere un esperto di arti marziali o può tirare fuori un coltello, chi sembra voler rubare solo un pollo può darsi che ci prenda a calci per farsi dare le chiavi del pollaio, chi sembra solo può avere un complice, e così via. Anche i giudici han finito per capire che la norma era inadeguata e hanno aggiunto la precisazione che la proporzionalità deve essere valutata in relazione ai mezzi di difesa di cui si dispone. Se ho solo un’arma da fuoco e non posso limitarmi a sparare in aria, sono legittimato a sparare vero l’aggressore “e dove colgo, colgo“.

Lo spirito della legge era così favorevole alla difesa che il famoso professor Antolisei poteva correttamente sostenere che nel momento in cui il cittadino si difende egli si assume una funzione pubblica e deve essere equiparato ad un pubblico ufficiale (quindi responsabilità solo in caso di colpa grave e nessun risarcimento). Sarebbe poi bastato rilevare che è l’accusatore che deve provare l’inesistenza dell’invocata legittima difesa, e molti processi non sarebbero neppure nati.

La norma sarebbe stata comunque accettabile se applicata con buon senso e conoscenza della realtà; il diritto è solo uno strumento per realizzare risultati considerati giusti dalla volontà popolare e il giudice deve saperlo usare bene; purtroppo si nota spesso che il giudice è come un operaio che si trova in mano un martello e non sa che cosa sia un martello e che cosa sia un chiodo e quindi lo usa secondo l’idea personale che se fa. È accaduto quindi che i giudici italiani si sono messi a cavillare sul principio morale (e non giuridico) se sia o meno giusto uccidere per proteggere un bene diverso dalla vita, se sia giusto uccidere un rapinatore che vuole solo i soldi (per molti popoli di un recente passato la rapina e l’ingresso violento in casa altrui erano puniti con la pena di morte!), hanno ignorato che l’art. 52 prevedeva la difesa di ogni diritto e non solo di quello alla propria vita, hanno iniziato ad utilizzare il bilancino per pesare situazioni normalmente fuori controllo, finendo così per creare una situazione assurda. L’impressione del popolo era che ormai rischiasse più chi si difendeva che chi aggrediva, che il giudice “cerchiobottista” per natura, un po’ di eccesso colposo lo trovava sempre, che il doversi difendere in un processo era quasi inevitabile e che ci si rimetteva molti più soldi di quanti ne sarebbe riuscito a prendere il rapinatore!

Era un risultato chiaramente inaccettabile. Da ciò varie proposte di modifica sempre avversate dai “filosofi” (chi ritiene sacra la vita di un lupo, non può tenere in minor conto la vita di un rapinatore) e, stranamente, anche dalla magistratura la quale spesso dimentica che è pagata per applicare le leggi e non per giudicarle e che un giurista non ha la preparazione per essere un politico o un sociologo o un criminologo.

L’ultima proposta è riuscita ad andare in porto ed è diventata legge il 29 aprile 2019.

Vediamo che cosa cambia nell’art. 52.

A – Ferma la regola della proporzionalità fra offesa e difesa, viene stabilito che non si tiene conto della proporzionalità, nel caso in cui vi è violazione di domicilio o ingresso in ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale, e che è consentito difendere anche i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione. La frase in corsivo, già introdotta dalla legge 59/2006, chiarisce quando si possono difendere beni ed è regola errata perché non si capisce come vi possa essere desistenza e contemporaneamente pericolo di aggressione: io capisco che secondo il legislatore, se mi stanno rubando l’auto dal garage della villa e me ne sto ben chiuso in casa, non vi è pericolo di aggressione e quindi devo lasciar rubare la macchina. Conclusione ripugnante.

Purtroppo è stata conservata una frase del comma secondo con cui si richiede che venga usata un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: cosa assolutamente stupida perché sembra dire che se uso la sciabola del nonno non denunziata, rispondo di omicidio volontario, così pure se usassi un mazzo di fiori, mezzo non idoneo ad offendere! Tipica stupidità degli orecchianti del diritto.

B – Viene aggiunto un nuovo comma quarto in cui si dice che si è sempre in stato di legittima difesa se si respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone. Concetto giusto, ma espresso in modo stupido: se mi trovo uno in camera da letto, al buio, come faccio a sapere se l’intruso è solo o in compagnia, se è armato o disarmato, se ha mezzi di coazione fisica (gli scarponi chiodati saranno un mezzo sufficiente? devo controllare il tipo di chiodi?).

E che vuol dire con minaccia dell’uso delle armi? basta dire “attento che ti sparo”, “attento che sono armato”, o bisogna avere un’arma in mano, anche se finta? Ci vorranno decine di sentenze e di anni per capirlo. Il che conferma la mia opinione che gli apprendisti del diritto sono pericolosi quanto gli apprendisti stregoni! I politici devono dire che cosa vogliono, ma poi il modo migliore per tradurre in una norma la loro volontà, lo deve stabilire un professore universitario o un magistrato esperto, non un tirapiedi di partito o il politico stesso!

Secondo chi ha scritto la norma, dovrei accendere la luce, informarmi bene su che cosa l’intruso vuole e se mi dice che vuole solo prendere un po’ di gioielli, gli auguro buon lavoro e mi giro dall’altra parte! Ma dove li trovano questi scribacchini del diritto?

C – All’art. 55 c.p. sull’eccesso colposo è stato aggiunto un comma che un pastrocchio incomprensibile. Si scrive che nei casi di difesa da intrusione in abitazione o luoghi di lavoro di cui ai commi 2, 3, 4 dell’art. 52 non è punito se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, numero 5). L’art. 61 c.1 n.5 prevede una aggravante per il reo che ha profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa. Come una aggravante si possa utilizzare per escludere la pena invece che per aumentarla è un mistero gaudioso. Per non turbare irreversibilmente la mia mente, sono costretto a pensare che il legislatore, nel suo stato di marasma linguistico, abbia voluto dire che anche il soggetto debole, chi deve girare di notte o in ambienti malfamati, chi non può chiamare aiuto, chi si trova di fronte energumeni, ha diritto di difendersi in tutti i modi, senza doversi preoccupare di non far troppo male al povero aggressore! Essa vale specialmente per tutti i casi di aggressione al di fuori dei lungo di abitazione e lavoro e quindi ha valore generale. La mia è solo un’ipotesi, ma è l’unica che non porti ad orrori giuridici.

– che non vi è mai eccesso colposo se si è agito in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto. Come detto sopra è norma già nota ad altri paesi europei ed è sacrosanta perché è normale che in certe situazioni si perda la testa, che l’adrenalina prevalga su altri ormoni, che si debba pensare urgentemente a salvare la pelle e non alle massime della cassazione sulla legittima difesa. Però è stato un grave errore scrivere la parola “grave”. Non dubito che leggeremo sentenze in cui il giudice, che in vita sua è stato aggredito solo dal coniuge, sosterrà che la vittima ha fatto male a spaventarsi “gravemente” perché bastava spaventarsi un pochino. Nessun altro Stato in cui si è giustificati a causa del turbamento dovuto all’aggressione ha avuto la bislacca idea di parlare di “grave” turbamento perché questo è soggettivo e non misurabile. Negli altri paesi la formula serve per aiutare nel modo più benevolo chi si è difeso ed ha protetto la società; in Italia servirà per condannare qualcuno perché secondo i testimoni è una persona molto calma!

Leggo che nelle osservazioni fatte dal Presidente della Repubblica si dice che necessariamente “il grave turbamento” non può essere soggettivo, ma oggettivo. Pare che siano stati i suoi “consiglieri giuridici” (a naso direi dei magistrati) a scrivere ciò. Cosa da restare a bocca aperta a leggerla perché ovviamente le passioni non si possono misurare e non si possono provare; sarebbe come stabilire se uno è molto innamorato o poco innamorato! Un giurista serio avrebbe invece ricordato a tutti che in Italia vige la presunzione di innocenza e che quindi se chi si è difeso dichiara di essere stato turbato dall’aggressione gli si deve credere fino a prova contraria, la quale deve essere fornita dall’accusa e non certo dall’indagato. Questa affermazione è ancora l’espressione di quella sconcia mentalità giuridica di cinquant’anni orsono in cui si affermava che se uno veniva aggredito nel bosco di notte da un bandito, era lui a dover dimostrare che il bandito lo voleva davvero rapinare! E senza testimoni, poteva anche essere condannato!

Ho letto anche che secondo certi giuristi (sicuramente ministeriali perché è opinione diffusa in tali ambienti) in Italia la difesa del cittadino è riservata alle forze di polizia è quindi è cosa anomala che il cittadino si difenda da solo e che vi siano le guardie del corpo (che infatti non sono mai state riconosciute!). Sia chiaro che di anomalo vi e solo la mente di chi si inventa certe idee, senza la minima base normativa e in contrasto con i principi costituzionali (primo fra tutti il diritto a difendersi in ogni caso, anche dallo Stato, se questo sbaglia, secondo che il cittadino ha il dovere di aiutare lo Stato a risolvere i problemi della società!).

Il grave e serio difetto della norma è che si è pensato solo alla legittima difesa domiciliare o sul luogo di lavoro ignorando del tutto la necessità di legittima difesa all’aperto o quando si viaggia in auto. Il principio che il turbamento esime da colpa, che in tutti gli altri paesi vale per ogni tipo di aggressione, in Italia è stato ristretto alla aggressione con intrusione; delle situazioni di minorata difesa, si tiene conto solo se vi è intrusione. Per il nostro stupido legislatore si ha diritto di essere spaventati solo in casa e non in un bosco o sulla pubblica via; una donna si deve spaventare solo se la violentano in casa e non se un tizio le salta addosso in un vicolo. Il benzinaio si può turbare se cercano di rapinarlo entro il suo chiosco, ma se esce con l’incasso e lo aggrediscono a sprangate a dieci metri dal chiosco deve stare bene attento; guai se lui e la donna non valutano la situazione col bilancino!  È un modo di ragionare ignobile!

D – L’articolo 7 della legge modifica il regime della responsabilità civile stabilendo che non si risponde per i danni nei casi in cui l’art. 52 ha stabilito che ricorre sempre la legittima difesa. È cosa ovvia e non c’era nessun bisogno di scriverlo. Nessuno ha mai pagato i danni per una condotta che la legge considera lecita! E quando l’art. 55 esclude che vi sia eccesso colposo è ovvio che non si devono pagare i danni. Ed invece, altro mistero gaudioso. la norma prevede che quando l’eccesso colposo è escluso perché si agito in condizioni di minorata difesa (buio, luogo malfamato, ecc.) o per grave turbamento, non si è punibili ma però al danneggiato è dovuta una indennità la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del giudice, tenuto altresì conto della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato. Norma di totale incongruenza giuridica: o l’eccesso colposo non c’è e non si è punibili e non vi può essere risarcimento, oppure la colpa c’è e vi deve punizione e risarcimento. Certamente il legislatore può punire l’eccesso colposo con una piccola ammenda e limitare il danno ad una cifra simbolica, ma non può condannare a pagare i danni chi tre parole prima ha dichiarato essere innocente!

Chi ha scritto la norma si è sbagliato: semmai doveva scrivere che nei casi in cui vi è eccesso colposo la liquidazione del danno deve essere ridotta al minimo stante l’evidente efficienza causale della condotta del rapinatore.

E – L’art. 8 stabilisce che a colui che si è difeso ed è stato indagato o processato e poi riconosciuto innocente, lo Stato gli rimborserà le spese di avvocato e del processo. Ottima regola che nel resto d’Europa vale per TUTTI coloro che sono ingiustamente accusati e indagati da PM incapaci (fanno eccezione a questa regola Francia, Germania e Italia). La norma sarà forse utile perché nel momento in cui un indagato per altri reati e risultato innocente solleverà la questione del rimborso delle spese legali, la Corte Costituzionale dovrà riconoscere che spettano a tutti e non solo a chi ha si è difeso da una aggressione!

F – L’articolo 9 stabilisce che i processi per chi ha ucciso o ferito in episodi in cui si invoca la legittima difesa vanno trattati con priorità. Non molto chiaro lo scopo perché è giusto far assolvere rapidamente chi è innocente, ma non rientra nello spirito della legge di far condannare rapidamente chi ha sbagliato a difendersi! Però non cambia nulla perché in Italia non si riescono a fare rapidamente neppure i processi per direttissima!

 

Un problema è sfuggito al legislatore il quale ha modificato l’art. 55 sull’eccesso colposo in relazione alla legittima difesa, ma non ha previsto l’estensione dei nuovi criteri di valutazione a chi si trova a dover usare le armi per adempiere ad un dovere del proprio ufficio (art. 53 c.p.) il che significa che l’agente di PS di fronte al giudice è sfavorito rispetto al privato: egli non può invocare il fatto di essere vittima di una intrusione, di essersi trovato in condizioni di minorata difesa (ad es. da solo in un quartiere in mano alla criminalità) o di aver agito in stato di grave turbamento (non credo che le Forze di polizia siano addestrate tutte al combattimento con gli incursori e le teste di cuoio, e comunque chiunque si può sentire turbato se ci si trova di fronte un terrorista che potrebbe essere imbottito di esplosivo).

La dimenticanza è grave perché le Forze di polizia continuano ad essere soggette a veder valutato il loro comportamento dei giudici che sanno usare solo il bilancino, i quali pensano che sparare un colpo basta e avanza (la regola saggia è invece di sparare fino a che l’aggressore non è steso a terra a senza armi in mano) e sono capaci di indagare per vilipendio di cadavere chi ne spara un secondo, che pretendono di sapere con precisione, leggendo i codici, che cosa è giusto fare in situazioni di pericolo. Ma se non lo sa neppure il Ministero che mai ha scritto regole di ingaggio per la polizia! Forse dovrebbero imparare dai medici i quali operano seguendo linee guida ufficiali e vanno esenti da colpa se le osservano.

In conclusione si può dire che una legge nata con le miglior intenzioni, per tutelare il cittadino e le Forze dell’Ordine da forme di accanimento giudiziario, è stata massacrata dai suoi estensori che hanno vanificato le buone intenzioni; la legittima difesa rimane confinata da troppi paletti il cui peso è lasciato alla valutazione del giudice e il numero di coloro che verranno trascinati ingiustamente di fronte alla giustizia non cambierà. È vero che poi potrà ottenere il rimborso delle spese, ma nessuno gli pagherà mai i danni, le spese aggiuntive, il danno morale e all’immagine.

Dispiace vedere come i magistrati siano sempre pronti a dare giudizi politici, non di loro competenza, sulle nuove leggi, ma non intervengano mai per migliorarne il profilo tecnico e per aumentare l’efficienza della giustizia; pare che non accettino che sia la legge a stabilire quando una persona è colpevole o innocente, con regole migliori di quelle che può partorire la mente di un singolo giudice, competente, forse, sul come leggere una legge, ma sicuramente non esperto in altri campi.

 

Edoardo Mori: Ex Giudice di Cassazione, si occupa da sempre di armi. Esperto cacciatore, conoscitore di armi antiche e ancor più esperto della normativa in vigore è un importante punto informativo sempre aggiornato sulle novità legislative del nostro Paese. Articolista per le maggiori pubblicazioni di settore come Diana Armi, Armi e Tiro, Tac Armi.
Autore del sito web Enciclopedia delle Armi con 4 milioni di visitatori.
Ha  pubblicato il “IL CODICE DELLE ARMI E DEGLI ESPLOSIVI” edizione 2016

 

Questura di Roma, Commissariato di P.S. “Trevi-Campo Marzio”: Gerardo POMPEO neo Segretario Locale

Il neo Segretario Locale CONSAP Comm.to P.S. Trevi/Campo Marzio POMPEO con il Segretario Generale CONSAP di Roma GUERRISI

Il neo Segretario Locale CONSAP Comm.to P.S. Trevi/Campo Marzio POMPEO con il Segretario Generale CONSAP di Roma GUERRISI

La nuova CONSAP prende sempre più forma e consistenza numerica. Nella città di Roma e Provincia la nuova squadra dirigente votata ed eletta da oltre 100 delegati al congresso dello scorso anno provenienti da ogni parte e ufficio della capitale , incassa gradimento ed un ritrovato entusiasmo, in un clima sereno, basato sulla motivazione, sulla trasparenza, sulla lealtà, la condivisione e partecipazione di scelte per al meglio rappresentare donne e uomini della Polizia di Stato ed onorare il mandato sindacale conferito da votazioni e scelte collegiali.
E’ con molto piacere che annunciamo e pubblichiamo la recente nomina del collega e amico Gerardo POMPEO, in servizio presso la Questura di Roma – Commissariato di P.S. TREVI-CAMPO MARZIO a Segretario Locale CONSAP.
Il collega POMPEO, proveniente da altra sigla sindacale, ha dimostrato negli anni apprezzata professionalità e costante impegno, ponendo innanzi a tutto gli interessi generali dei colleghi e del loro benessere.

Nelle prossime settimane la fitta agenda di lavoro romana della CONSAP dedicherà spazio e studio ad alcune tematiche di settore e riferite proprio ai Commissariati di P.S. della Capitale e d’intesa con la Segreteria Nazionale poi essere attenzionate al Dipartimento della P.S.

Dalla Segreteria Provinciale CONSAP di Roma congratulazioni e buon lavoro!

Senato della Repubblica, Ispettorato di Pubblica Sicurezza, la CONSAP incontra il Direttore dr Carmine BELFIORE

Senato della Repubblica, Ispettorato di P.S. da sinistra: il dr Ditta, Luciani (CONSAP), il dr Belfiore e Guerrisi (CONSAP)

Senato della Repubblica, Ispettorato di P.S. da sinistra: il dr Ditta, Luciani (CONSAP), il dr Belfiore e Guerrisi (CONSAP)

Giovedì 16 Maggio 2019, una delegazione della CONSAP ha incontrato il Dirigente dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza c/o il Senato della Repubblica dr Carmine BELFIORE.

Al cordiale e costruttivo confronto, in un clima di massima disponibilità, presente anche il Vice Dirigente dr Giuseppe DITTA. Per la CONSAP il Segretario Generale di Roma GUERRISI e il neo Segretario Locale presso il Senato LUCIANI.

Le tematiche trattate nel corso dell’incontro:

Divisa Operativa: la CONSAP ha sollecitato, ancora una volta, la fornitura della divisa operativa per il personale di vigilanza che, da informazione assunte, alla fine dello scorso anno 2018 era stata programmata e assicurata agli Ispettorati per il secondo semestre del 2019 (data che non sarà rispettata). Il Direttore informava i presenti di condividere l’assoluta importanza della vestizione uniforme operativa e di voler, nei prossimi giorni, interessare di nuovo il Dipartimento P.S., attuando una calibrata azione collettiva con tutti gli altri Ispettorati che hanno fatto richiesta per arrivare il più presto possibile alla soluzione dell’annosa criticità;

Assegnazione di risorse umane per le vigilanze: la CONSAP ha ribadito la necessità dell’ampliamento dell’organico dell’Ispettorato Senato che nel tempo si è notevolmente ridimensionato con uscite senza il dovuto ricambio. Le vigilanze in uniforme hanno urgenza di essere “rinforzate” per fronteggiare in maniera ottimale le quotidiane incombenze di servizio sia ordinarie che straordinarie. Il Direttore ha garantito il Suo personale interessamento con contestuale richiesta urgente “di personale” al Dipartimento della P.S. e la volontà di mantenere il personale che per progressione di carriera transita in ruoli superiori;

Secondo Buono Pasto: la CONSAP, in considerazione delle numerose richieste pervenute dai colleghi, ha chiesto al dr BELFIORE quali sono gli intendimenti che la Direzione Ispettorato Senato intende adottare per le modalità della fruizione del secondo buono pasto. Il Direttore rispondeva di aver inviato un quesito agli Uffici competenti del Dipartimento della P.S. per avere un riscontro chiaro alle diverse interpretazioni che in questi ultimi tempi si stanno sviluppando, ma comunque di voler venire incontro e soddisfare tutte le necessità di servizio che portano l’allungamento dell’orario ordinario continuativo in straordinario e maturazione del secondo buono relativo.

La Segreteria Locale CONSAP Senato della Repubblica ringrazia la Direzione dell’Ispettorato (dr Belfiore e dr Ditta) per la cordialità e disponibilità dimostrata alle tematiche rappresentate dai dirigenti sindacali e ringrazia la Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP per la professionalità e la competenza, il costante impegno quotidiano alle esigenze del personale iscritto al sindacato delle sezioni locali.

 

Fabio LUCIANI
Segretario Locale c/o Ispettorato di P.S. Senato della Repubblica
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

 

La Segreteria Provinciale CONSAP di Roma su Telegram: ricevi e segui tutte le notizie, video e immagini della nostra attività sindacale direttamente sul tuo smartphone o tablet

Canale Telegram CONSAP Roma

Canale Telegram CONSAP Roma

Seguici su ConsapSegreteriaProvincaleRoma, il nostro nuovo canale Telegram!

La CONSAP ora anche su Telegram. Da oggi è possibile iscriversi al canale ConsapSegreteriaProvincaleRoma   per ricevere le nostre principali notizie direttamente sul tuo telefono smartphone o tablet, attraverso il diffuso servizio di messaggistica disponibile su tutte le piattaforme.

Telegram è un servizio di messaggistica istantaneo gratuito. Basta scaricare la App (è disponibile gratis per iPhone, iPad, Android e Windows Phone) e attivarla sul proprio numero di telefono. Si può utilizzare dagli smartphone, sui tablet e sul web da qualsiasi pc. Consente, fra l’altro, di effettuare chat “segrete” e anche di condividere con i contatti i files (documenti e fogli di lavoro). Nello stesso tempo, Telegram consente di creare anche dei canali, di fatto dei “gruppi”, i cui messaggi però possono essere inviati solo dagli amministratori.

COME AGGIUNGERSI AL NOSTRO CANALE CONSAP ROMA: Per aggiungersi al nostro nuovo canale, basta digitare “ConsapSegreteriaProvincaleRoma” nella ricerca globale di Telegram e unirsi. In alternativa, si può digitare sul web l’indirizzo www.telegram.me/consapsegreteriaprovincialeroma, cliccare su “Send Message” e poi unirsi al nostro canale.

COME FUNZIONA: Riceverete in tempo reale i nostri aggiornamenti, attraverso un messaggio istantaneo classico, con il link al nostro sito (o a uno dei nostri social) per leggere la notizia all’interno di Telegram senza dover aprire nessun’altra applicazione.

COME CONDIVIDERE IL CANALE CON I VOSTRI AMICI: E’ possibile anche condividere il canale con i propri contatti della rubrica: basta cliccare in alto sul logo o nome del canale o sul menù, entrare in info canale, cliccare sull’indirizzo e poi scegliere il modo preferito per inviarlo agli amici.

POSSIBILE ’SILENZIARE’ LE NOTIFICHE: Come tutti i principali servizi di messaggistica è possibile silenziare le notifiche ( e naturalmente riattivarle, se lo si desidera) entrando nel canale e cliccando su “silenzia”.

Clicca qui, iscriviti e segui le notizie ConsapSegreteriaProvincaleRoma sul nostro nuovo canale

Prevenzione 90: Questura di Roma, istituzione Ufficio Unico per la trattazione fermati/arrestati, esito consultazione RLS – 81/08

Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma, Ing. Di Romualdo, dr Improta e dott.ssa Macrì

Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma, Ing. Di Romualdo, dr Improta e dott.ssa Macrì

Nella mattinata odierna, la Federazione CONSAP ha partecipato, presso la Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma,  alla riunione relativa all’istituita articolazione del Reparto Volanti di Roma “Prevenzione 90” , in riferimento alla consultazione dei Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza (DLg.Vo 81/08).
Per la CONSAP presente il Segretario Generale Provinciale di Roma, G. GUERRISI.
Per la Questura di Roma presente il dr Massimo IMPROTA Dirigente dell’UPGSP – Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, l’Ing. Stefano DI ROMUALDO Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e la dott.ssa Rosamaria MACRI’ Medico Competente.
La CONSAP ha osservato, nel suo intervento quanto segue:
1) La necessità di effettuare un sopralluogo RLS agli ambienti di lavoro prima di procedere alla piena operatività del nuovo Ufficio, al fine di verificare le condizioni di massima sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro e di visionare tutti i documenti relativi agli accertamenti effettuati dagli incaricati, uffici competenti della Questura di Roma, in riferimento ai dettami della normativa 81/08 relativi all’Ufficio in parola e dello stabile che ospita predetto Ufficio;
2) Collocare armadi blindati a norma per la custodia di reperti e materiale sequestrato;
3) Provvedere con la massima urgenza al rifacimento e “messa in sicurezza” del manto stradale pericoloso e pieno di buche della strada che porta alla sede di via Patini;
4) Istituzione area relativa alla sezione trattazione dati e atti comunque ancora in carico ai commissariati di zona.

Nel consueto spirito costruttivo e migliorativo delle condizioni di lavoro per uomini e donne della Polizia di Stato la scrivente O.S. resta a disposizione di tutti i colleghi, per tutte quelle informazioni utili ad eventuali segnalazioni ai responsabili della Questura di Roma.

Banda Musicale della Polizia di Stato, la CONSAP centra un altro grande traguardo: il Dipartimento delle P.S. accoglie la nostra richiesta per il riconoscimento dell’indennità musicale

Banda Musicale delle Polizia di Stato

Banda Musicale delle Polizia di Stato

L’incessante attività svolta dalla CONSAP sta facendo registrare una svolta in positivo per la Banda Musicale della Polizia di Stato. Infatti le richiesta di una cosiddetta “indennità musicale” in favore di questo personale, ribadita in una serie di incontri al Dipartimento della P.S., l’ultimo dei quali del gennaio scorso, dove la CONSAP era rappresentata dal Segretario Generale Nazionale Vicario Bortone, dal Presidente Nazionale Del Bon, dal Segretario Generale Provinciale di Roma Guerrisi e dai dirigenti sindacali presso la Banda Musicale Turicchi, Profili e Celestino sarebbe stata recepita.
Secondo notizie raccolte in ambito dipartimentale la proposta CONSAP di un’indennità di reparto, formalizzata dopo un incontro con il dottor Famiglietti Direttore dell’Ufficio Personale Tecnico Scientifico e Professionale del Dipartimento della P.S. del novembre scorso sta per essere accolta.
La CONSAP intende ringraziare tutta la Segreteria Locale CONSAP della Banda Musicale della Polizia di Stato per l’impegno profuso verso questo obiettivo che va a qualificare l’eccezionale professionalità dei componenti della nostra Banda Musicale.

La Segreteria Provinciale CONSAP di Roma incontra il Questore dr Carmine ESPOSITO

Nella foto da sinistra: il Segretario Provinciale SALVATORI, il Segretario Provinciale Generale GUERRISI, il Questore di Roma dr ESPOSITO e il Segretario Provinciale CENTO

Nella foto da sinistra: il Segretario Provinciale SALVATORI, il Segretario Provinciale Generale GUERRISI, il Questore di Roma dr ESPOSITO e il Segretario Provinciale CENTO

Si svolto nel pomeriggio di ieri, lunedì 29 Aprile 2019, il cordiale incontro tra la Segreteria Provinciale CONSAP di Roma ( GUERRISI, SALVATORI e CENTO) e il neo Questore dr Carmine ESPOSITO. In un clima di gradita disponibilità, nel rispetto dei ruoli, sono state affrontate e discusse molte tematiche di interesse generale riguardanti il personale e l’organizzazione, con un occhio sempre attento a quegli operatori maggiormente impegnati nel controllo del territorio e dell’ordine pubblico, in una città, che da questo punto di vista operativo, rappresenta un “unicum” in tutto il territorio nazionale.
Tra gli argomenti maggiormente in evidenza esaminati, la prima analisi della  sperimentazione del nuovo piano sicurezza della capitale voluto proprio dal nuovo Questore,  il prossimo potenziamento delle risorse umane presso la Questura di Roma, le modalità di assegnazione dei nuovi Sovrintendenti, funzionalità del nuovo Ufficio Trattazione Arrestati e Fermati di via Patini,  monitoraggio sull’efficienza, igiene e sicurezza logistica degli Uffici e Reparti della Questura, la situazione “riapertura” del punto ristoro all’interno della Questura.
La CONSAP al termine dell’incontro ha espresso ampia soddisfazione per la disponibilità e l’interesse dimostrato dal nuovo Questore che dal canto suo ha sensibilizzato i sindacati tutti ad essere altamente collaborativi per favorire l’ottimale gestione delle risorse, garantire funzionalità agli uffici ed il benessere di uomini e donne della Polizia di Stato che operano a Roma.

Dal Sap alla CONSAP, Stefano Mizzon aderisce alla Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, sempre più consistenza e qualità al nuovo percorso del sindacato

Stefano Mizzon neo Dirigente Sindacale della CONSAP - Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Stefano Mizzon neo Dirigente Sindacale della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Prende sempre più consistenza e qualità la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia. Stefano Mizzon lascia il Sap e passa alla CONSAP. Il collega, stimato dirigente sindacale, vanta una esperienza ventennale sulla normativa delle progressioni delle carriere, ha fatto approfonditi studi partecipando a numerosi tavoli tecnici ministeriali, partecipando nell’ultimo periodo a progetti di riordino e sul Dlgs 95 del 29 maggio 2017 riferito al riordino delle carriere . “L’amicizia è la stima personale con il Segretario Nazionale Generale Vicario della CONSAP Cesario Bortone , le sue posizioni critiche sul riordino delle carriere , chiare e puntatali, mi hanno portato a condividere lo stesso percorso” ha dichiarato Mizzon, “sono convinto che faremo un buon lavoro insieme con la nuova squadra CONSAP“.
Ben arrivato tra noi e auguri di buon lavoro dalla Segreteria Provinciale di Roma.

Buona Pasqua dalla Segreteria Provinciale di Roma

Buona Pasqua CONSAP Roma

Buona Pasqua CONSAP Roma

La Segreteria Provinciale di Roma della CONSAPConfederazione Sindacale Autonoma di Polizia augura a tutti una serena Pasqua di gioia e speranza nella consapevolezza che solo dove regna l’amore e il rispetto per il prossimo e per le cose che lo circondano esista la vera essenza della vita. Un pensiero di vicinanza a tutti i nostri colleghi impegnati nelle varie sedi di servizio a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica e per tutti i familiari che vivono nel ricordo dei loro cari. Buona Pasqua.

Palazzo Chigi, Ispettorato di Pubblica Sicurezza, Straordinari: la CONSAP incontra il Direttore dr Michele Rocchegiani

Il Dirigente Generale dr Michele Rocchegiani, Direttore dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Il Dirigente Generale dr Michele Rocchegiani, Direttore dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Una delegazione della CONSAP, guidata dal Segretario Generale Provinciale di Roma GUERRISI e composta anche dai Segretari di Sezione c/o l’Ispettorato di Pubblica Sicurezza Palazzo Chigi dirigenti sindacali Masella, Musica e Mondo ha incontrato il dr Michele Rocchegiani, Direttore dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per l’Ispettorato di P.S. Palazzo Chigi presente anche il Vice Dirigente Primo Dirigente dr Fausto Vinci.
Il cordiale incontro, svoltosi in ben due giornate e durato complessivamente 7 ore , richiesto dalla CONSAP per affrontare la tematica legata agli straordinari a seguito di molteplici segnalazioni del personale rappresentato e concernenti una eccessiva “stretta” da parte della Direzione. In un clima di massima cordialità e disponibilità, nel rispetto dei ruoli, nelle varie fasi dell’incontro, il dr Rocchegiani rassicurava i presenti che da parte della Direzione dell’Ufficio non sussisteva e non sussisterà nessuna volontà di tagli o rimodulazioni della gestione dello straordinario, sia programmato che emergente, ma solo la ragionata decisione di razionalizzare le ore eccedenti, anche alla luce del pregresso trimestre che ha visto “sforare” il monte ore assegnato e in ossequio alla circolare dipartimentale in materia straordinari e relativi buoni pasto. Il dr Rocchegiani garantiva comunque che nessun operatore di Polizia subirà restrizioni particolari nel tempo, stante le varie e ripetute contingenze di servizio che richiedono presenza nelle varie tipologie di vigilanze e servizi connessi.
La CONSAP ha espressamente richiesto al Direttore Rocchegiani di formulare richiesta al Dipartimento della P.S. per avere aumento del monte ore straordinari, valutando che le scorte interne per ovvi motivi di servizio attraggono il consumo di molte ore e le vigilanze e gli uffici devono “navigare” invece in una sacca più modesta e il più delle volte inadeguata in riferimento alle esigenze di vigilanza e pianificazione dei servizi, sia alle sede centrale di Palazzo che alle varie sedi periferiche della P.C.M.
Si è parlato poi dello “stacco” tra un turno e l’altro per la pausa vitto e la CONSAP ha chiesto di evitare per il futuro prossimo che più nessun operatore permanga in servizio di vigilanza da solo, in presenza di attività di governo in atto. In questi ultimi casi è necessaria la presenza di un secondo operatore anche per ragioni di sicurezza dello stesso oltre che per il servizio e, se il caso lo richiede, (come è capitato) lo “stacco” si potrà benissimo evitare (operatore che termina il servizio straordinario per riprendere poi ordinario continua il servizio per non lasciare il collega da solo quando non ci sono altre soluzioni).

 

Daniele MASELLA
Vice Segretario Locale Ispettorato di Pubblica Sicurezza Palazzo Chigi
Consigliere Provinciale di Roma 

CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia