Emergenza Coronavirus, “Fondamentale mettere in sicurezza uomini e donne delle Forze dell’Ordine”, riflessioni e commento dell’Avvocato CALVO dello Studio Legale Calvo e Partners
Il Segretario Provinciale di Roma della CONSAP, Gianluca (Drago) Salvatori, ai microfoni della trasmissione televisiva di Rai 2 – KRONOS – per denunciare le difficoltĆ degli operatori delle Forze dell’Ordine che tutti i giorni sono in strada, con abnegazione e coraggio, per difendere la tranquillitĆ sociale e il giusto vivere.
Servizio RAI del 23 Febbraio 2018.
Lo Studio Legale DE IURE,
in merito allāingiustificata sospensione ed allāillogico provvedimento di sequestro del cellulare disposto dallāAutoritĆ Giudiziaria nei confronti di un Agente della Polizia di Stato, del Reparto della Stradale di Susa, reo di aver esercitato il diritto di critica costituzionalmente garantito nei confronti delle Istituzioni, tiene ad esprimere il proprio disappunto.
Ć innegabile il troppo caldo fa male !
I freni inibitori saltano, i comportamenti, alcune volte diventano stravaganti, e perfino il pensiero, anche fra i più lucidi, patisce rallentamenti.
A tale conclusione si giunge anche a seguito della stanchezza accumulata da un anno lavorativo sempre più esposto non solo nel mondo virtuale, nei diversi social network, ma anche nel modo reale.
Tali difficoltà si acuiscono, infatti, soprattutto quanto hai deciso di vestire una divisa e poni a rischio la tua vita per un bene comune, per un ordine pubblico precostituito e le risorse sono sempre di meno, le ore di attesa in un blindato sotto il sole, sono sempre di più, ed i turni restano infiniti, pur se con uno stipendio molto più breve della durata del mese.
Ebbene, se tale considerazione può ben essere ricondotta a tutte quelle donne e uomini che puntualmente vigilano sulla vita degli altri consociati, francamente non esiste alcuna circostanza che giustifichi alcune decisioni da parte dello Stato.
Ć vero a Roma manca lāacqua, ma non ancora la corrente. Lāaria fresca nel palazzo che fù giĆ del cardinal Chigi non ĆØ mai mancata sin dalla propria edificazione.
Negli scranni, ma soprattutto, allāapice degli stessi, il caldo non ĆØ ammesso.
Le fervidi menti che compongono il Legislatore non possono, ma soprattutto non devono, essere minimamente messi in crisi dalle difficoltĆ esterne.
Essi, del resto, devono congeniare soluzioni idonee al bene comune, alla sicurezza pubblica ed alla tutela dellāordine precostituito cercando di rispettare e tutelare soprattutto gli ultimi.
Ecco quindi che un ambiente di lavoro confortevole, lontano dalla situazione climatica esterna, come in una bolla di cristallo, separa il Legislatore riparandolo con le proprie spesse porte, non solo dal caldo, ma anche da tutte quelle sfaccettature della realtĆ che con il caldo potrebbero distrarlo dai propri obiettivi, quali : il conto dei giorni mancanti per conseguire la pensione da parlamentare; mantenere in piedi un Parlamento non più espressione del popolo, ma soprattutto mantenere inalterato lāennesimo Governo, ormai consunto fantoccio nelle mani di interessi distinti da quelli popolari.
Poco importa che lāItalia bruci non solo per il calore tanto nei boschi, quanto nelle periferie di tutte le cittĆ .
Poco importa che la situazione non sia solamente climatica, ma sociale.
E, soprattutto, poco importa che le strade siano divenute calde e pericolose non solo per le alte temperature, ma anche per il conflitto sociale innescato dalla convivenza forzata di chi in quelle cittĆ vive e lavora da sempre e chi, solo per passaggio, o perchĆ© transfugo per le tragedie vissute nelle propria terra dāorigine, si trovano a convivere.
I primi, i cittadini, frustrati da cunei fiscali propri di paesi nord europei, ma con servizi propri dei paesi dāorigine dei migranti, e questāultimi, incapaci di vedere la differenza fra la nostra civiltĆ ed il loro tradizionale stile di vita.
Tali differenze a volte, drammaticamente, entrano in contatto riempendo le pagine di cronaca nera, altre volte degradano in odio vigilante, altre ancora, le più sagge, diventano spunto per una critica politica. Critica, infatti, di tutte quelle istituzioni tristemente rappresentate da donne e uomini dediti, nei casi più scaltri, ai propri interessi, ma, in altri, i più miserevoli, tesi al pietismo incondizionato.
Piromani che soffiano su questi inneschi sociali con dichiarazioni e decisioni discutibili, ma come nel caso dellāAgente di Polizia di Susa, il quale nel video girato sullāautostrada del Frejus con ilaritĆ , mai criticabili, attraverso i social, tende a denunciare la difficoltĆ delle Forze di Polizia a gestire il flusso oramai incontrollato migratorio e le discutibili scelte delle Alte cariche dello Stato nella tematica dellāimmigrazione.
Dietro, infatti, alla condotta dellāagente riposa il costituzionale diritto di critica.
Diritto a pronunciare il proprio pensiero nei confronti anche degli esponenti pubblici disapprovando lāoperato e le scelte delle Istituzioni pur difendendole sino allo stremo delle forze.
La Giurisprudenza al riguardo evidenzia che ilĀ diritto di critica politicaĀ ĆØ idoneo a legittimare l’attivitĆ di cronaca, senza farla sfociare nell’ambito dell’illecito,Ā solo fino al punto in cui esso non trascenda in attacchi e aggressioni personali diretti a colpire la figura moraleĀ del soggetto “criticato”.
Ebbene, sottolineare che la conduzione di una bicicletta in autostrada da parte di un immigrato munito di cuffie sia lāarchetipo degli āSTRUMENTI DELLA BOLDRINIā costituisce nientāaltro che lāamara costatazione da parte di un Servitore dello Stato del fallimento di tutti i principi sociali dettati dalla Carta Costituzionale, che vanno ad esempio dal Diritto allāIstruzione alla DignitĆ Personale, anche dei migranti.
Riprova della dedizione ĆØ stato il frapporsi con la propria macchina di servizio fra il traffico autostradale ed il migrante in bicicletta munito di cuffie per la musica.
La critica è stata ontologicamente diretta alla rappresentante di quella Istituzione nazionale incline più al pietismo che alle capacità politiche di condurre e governare la società .
Un rappresentante politico incapace di imparare dalle critiche di chi vive la realtĆ , ma molto esperto a far sanzionare chi solo prova a contraddirlo.
Del resto in un Parlamento illegittimo, il peso della vergogna che grava su tutta quella maggioranza schiava di obiettivi personalissimi frena le mani, blocca i pensieri ed inibisce perfino la possibilitĆ di esprimere un opinione contraria alla dittatura del pensiero comune.
I mezzi offerti dallāIstituzione di cui il Presidente della Camera, lāOnorevole Boldrini, ĆØ oggetto di critica nel filmato che ha ingenerato lo scandalo possono essere cosƬ riassunti.
La mancanza di assistenti sociali che insegnino ai migranti facenti richiesta le regole basilari dello Stato: dallo stare nella civiltĆ , al semplice camminare per strada.
Personale che insegni la Storia di questo Paese e le proprie tradizioni regole e leggi, affinché le vittime richiedenti Asilo possano consapevolmente far parte della collettività , comprendendo non solo i propri diritti, ma principalmente i doveri verso le Istituzioni.
IL VIDEO DELL’AGENTE DELLA POLIZIA STRADALE SUSA
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