CONSAP Provinciale ROMA

Home » 2019 » settembre

Monthly Archives: settembre 2019

I° Reparto Mobile : le richieste della Segreteria Provinciale CONSAP di ROMA all’incontro con il “Comandante” dr Paolo MAZZINI

La Segreteria Provinciale CONSAP di ROMA incontra il "Comandante" dr Paolo MAZZINI

La Segreteria Provinciale CONSAP di ROMA incontra il “Comandante” dr Paolo MAZZINI

Nella mattinata odierna la Segreteria Provinciale CONSAP di Roma, rappresentata dal Segretario Generale GUERRISI e dal Segretario Generale Aggiunto “Drago” SALVATORI ha incontrato in un clima di gradita cordialità il “Comandante” del I° Reparto Mobile di Roma dr Paolo MAZZINI.
I dirigenti sindacali CONSAP hanno discusso e affrontato le seguenti tematiche:
1) Mancata convocazione da parte dell’Amministrazione Locale  della nostra sigla sindacale ai recenti tavoli di confronto A.n.q. in riferimento agli articoli 5 e 19. Sulla questione il “Comandante” ha espressamente ribadito di aver seguito delle direttive superiori dipartimentali in base delle disposizioni fornite oralmente che avrebbero determinato la non convocazione della CONSAP in base ai dati di rappresentatività su scala nazionale. Le normative di riferimento a dire il vero scrivono altro e per tale motivo la CONSAP ha attivato il proprio ufficio legale per le conseguenziali attività di tutela giudiziaria;
2) Servizio esterno  al Vaticano con al “Comando un ruolo Agenti-Assistenti”: siamo ancora in attesa di conoscere per iscritto le motivazioni che hanno indotto la Direzione del Reparto Mobile di Roma a lasciare da solo, in un servizio esterno in Vaticano di settimane fa, un operatore del ruolo Assistente Capo Coordinatore, al “comando” di un contingente di personale in O.P., nonostante da servizio fosse predisposto un ruolo Ispettore e addirittura un ruolo dei funzionari;
3) Proposta CONSAP per lo Straordinario Programmato per il “mantenimento fisico”: abbiamo sollecitato il “Comandante” ad predisporre le consultazioni-monitoraggio per inserire nel prossimo trimestre gennaio-marzo 2020 le ore di straordinario programmato per il “mantenimento fisico” utile a garantire la costante efficienza fisica degli operatori del Reparto, sottoposti a particolari servizi di Ordine Pubblico e Servizi Esterni in condizioni di forte stress e resistenza fisica. Il Comandante dr MAZZINI ritenendo utile la richiesta CONSAP ha assicurato che avvierà le disposizione dei progetti straordinario programmato, per la successiva approvazione (analisi delle adesioni e ore disponibili per questa nuova previsione-progetto) per il prossimo trimestre;
4) Abolizione della quota palestra per il personale in servizio al Reparto Mobile: in linea ed in coerenza con il nostro pensiero, espresso in molti tavoli di confronto locale negli anni, abbiamo ribadito la nostra contrarietà del pagamento della quota-palestra per il personale in servizio al I° Reparto Mobile di Roma. A giudizio della CONSAP “la tassa” richiesta proprio ai colleghi del Reparto DEVE essere eliminata quanto prima, lo riteniamo davvero ingiusto !!

Le Segreterie Provinciale di ROMA e Locale Reparto Mobile di Roma CONSAP rimangono a completa disposizione dei colleghi per ogni tipo di suggerimento a corredo delle tematiche già esposte.

Alloggi Collettivi di Servizio “posto letto”: grave situazione e disagio per molti poliziotti in servizio nella capitale, denuncia del sindacato di Polizia CONSAP e richiesta indagine ispettiva

Alloggi Collettivi di Servizio "posto letto" : denuncia del sindacato di Polizia CONSAP

Alloggi Collettivi di Servizio “posto letto” : denuncia del sindacato di Polizia CONSAP

Una grave situazione di disagio quella che da un “bel periodo di tempo” sta investendo decine e decine di poliziotti in servizio presso uffici e reparti della capitale, dove si elemosina, con diritto ad averlo, tra l’altro, un alloggio collettivo di servizio, il c.d. “posto letto” per coloro che da fuori regione, per alcuni addirittura dalle lontane isole italiane, non hanno avuto riscontro alle richieste di alloggio.
Il calvario, per gli sventurati colleghi, inizia già dal primo giorno di trasferimento o assegnazione nei reparti della città romana: il collega avente diritto per normativa di riferimento, compila una scheda informativa dove si richiede il “posto letto“, il reparto di appartenenza poi la inoltra agli uffici competenti per il rituale protocollo e da qui si finisce nel tunnel delle lunghe, lunghissime attese, dove diventa difficile perfino avere risposte allo stato della richiesta. Uno tortuoso vortice di problemi, di difficoltà manifestate dagli uffici d’interesse per assegnare l’alloggio, dove la risposta è sempre la stessa: non ci sono posti letto e siamo in attesa che si liberano, ci dobbiamo aggiornare. Una vergognosa e penosa situazione di disagio che obbliga lo sventurato collega a trovare luoghi di fortuna, chiedere a propri parenti o amici imbarazzanti cortesie o pagare addirittura alberghi o stanze in affitto a breve scadenza per il riposo tra un turno e l’altro di servizio.
Le difficoltà per il personale di Polizia arrivano sia da uffici e reparti in capo alla Questura di Roma che al Dipartimento della P.S. – il settore U.S.T.G. del Ministero dell’Interno dove sono inglobati moltissimi reparti della Polizia di Stato (Ispettorati – Direzioni – Uffici Ministero, ecc) dove la penuria di alloggi è dir poco devastante, tanto da sovraccaricare quelli di necessità per operatori in forza alla Questura.
Tra le segnalazioni più ricorrenti spicca quella del personale in servizio all’Ispettorato di P.S. Palazzo Chigi dove ben 5 (cinque) operatori aventi diritto sono alle prese da molti mesi con onerosi disagi e costretti a pagare di tasca personale luoghi per alloggiare. Ma sono tante le segnalazioni di forte e preoccupante disagio in tutta Roma.
Questa grave situazione ha indotto la CONSAP a chiedere incontro con i responsabili degli Uffici U.T.L. della Questura di Roma e del Dipartimento della P.S. (U.S.T.G.) per avere riscontro con documentazione (con carte alla mano) di cosa accade nella distribuzione e assegnazione degli alloggi e come si è generata questa condizione, che peggiora di ano in anno, nonostante si sbandierano miracolose prossime soluzioni di apposite commissioni alloggi per sanare la sistemazioni con indagini mirate, dirette a sistemare il serio problema posto letto.
Per la CONSAP si profila la necessità di avviare  urgente indagine ispettiva di tutti i posti letto assegnati nella città di Roma, capire perché molti colleghi aventi diritto non sono considerati e rimandati a lunghe attese che nei fatti rendono il loro lavoro pesante e faticoso, soggetto alle difficoltà del poco riposo, invece necessario per assolvere i delicati e sempre crescenti doveri d’ufficio e di servizio.

La CONSAP aderisce alla Federazione FSP: “più rappresentativi nel segno dell’autonomia e dell’indipendenza”

Nella foto da sinistra: il Presidente Nazionale della CONSAP Patrizio Del Bon, il Segretario Generale Nazionale della FSP Valter Mazzetti e il Segretario Nazionale Generale Cesario Bortone

Nella foto da sinistra: il Presidente Nazionale della CONSAP Patrizio Del Bon, il Segretario Generale Nazionale della FSP Valter Mazzetti e il Segretario Nazionale Generale Cesario Bortone

“Un percorso comune di ideali nel segno dell’autonomia e dell’indipendenza da riprendere e portare avanti con maggiore determinazione” questo è alla base dell’adesione della CONSAP alla Federazione FSP, sancita in un incontro a cui hanno partecipato una delegazione dell’FSP guidata dal Segretario Generale Valter Mazzetti e una delegazione della CONSAP composta dal Segretario Generale Nazionale Cesario Bortone e dal Presidente Nazionale Patrizio Del Bon.

 

La CONSAP aderisce alla Federazione FSP

Clicca e Leggi il Comunicato

Reparto Mobile Roma: la CONSAP chiede al “Comandante” di valutare l’inserimento delle ore di “mantenimento fisico” nello straordinario programmato

Reparto Mobile Roma

Reparto Mobile Roma

Egregio “Comandante”,
le chiediamo la possibilità di valutare l’estensione dello straordinario programmato anche al personale che svolge il
servizio in O.P. Da tempo, infatti, chiediamo che questo emolumento possa essere
usufruito durante le attività lavorative programmate e dirette al mantenimento fisico,  (si ricorderà sicuramente dei tavoli di confronto sindacale all’analisi dei dettati normativi  dell’A.N.Q., quante volte l’abbiamo chiesto come sigla sindacale CONSAP ) , ricordando la differenza tra turno di servizio e turno di lavoro.
Riteniamo fondamentale, che anche l’aspetto del mantenimento fisico, rientri nel turno di lavoro, proprio per la specificità del tipo di servizio, nella frase “ mens sana in corpore sano” trovando sicuramente rifugio anche nel benessere del personale, oltretutto dal momento che ci sono uffici (personale istruttore , ufficio addestramento, ecc ) che beneficiano di questo mantenimento fisico (che rientra nello straordinario programmato), riteniamo come O.S. lo sia anche per chi effettua un servizio su strada “tutti i giorni”.

Chiederemo quindi un esame congiunto con le altre sigle sindacali per ridefinire l’accordo decentrato dell’art.16 e la modalità di gestione di tale emolumento. Per dovere di notizia la CONSAP ha sempre suggerito tale sviluppo dell’S.P. non solo per i Reparti Mobile, ma anche per il servizio Volanti ed R.P.C. a cui porremmo gli stessi incontri.
Siamo fiduciosi in un prossimo e celere incontro con la S.V. per poterne definire l’attuazione.

 

Gianluca (Drago) Salvatori
Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  – CONSAP

Separazioni nelle Forze dell’Ordine: “l’inferno per chi ci capita…”, il racconto di Gianluca (Drago) Salvatori della CONSAP, lancio stampa Il Giornale del Lazio

Separazioni nelle Forze dell'Ordine: "l'inferno per chi ci capita..."

Separazioni nelle Forze dell’Ordine: “l’inferno per chi ci capita…”

(Il Giornale del Lazio-RDN 05.09.19)
Aldilà della vita, che l’ha portato ad una scelta fatta o subita , una separazione, per l’iter che percorre il poliziotto è un vero trauma ( per una conseguenza di avvenimenti ) che può portare all’estremo atto! L’amministrazione il più delle volte è sorda o cieca a ciò che capita al collega , benché abbia in possesso tutti i mezzi necessari per sostenerlo e soprattutto proteggerlo. Medici e psicologi che sono inquadrati nell’organigramma sanitario della Polizia di Stato è di elevata professionalità.
Ma cosa succede in realtà?
Il più delle volte se il collega non raggiunge un accordo “consensuale”, entra nelle categorie giudiziali.
Cosa vuol dire questo?
Che se non si mette d’accordo con la madre (il più delle volte è il collega è maschio, ma è riferito anche all’altro sesso ovviamente) , patisce quindi una serie di ingiustizie e trami difficili da recuperare se non dopo anni….forse. Se tutto va bene, le figure principali con cui dovrà confrontarsi sarà il “mediatore famigliare” (sempre che non ci siano querele di parte, poiché in tal caso, il mediatore già non serve più), questa figura che ha una valenza pseudo giuridica, che stilerà un accordo di massima, delle richieste delle parti (padre e madre) , sarà poi l’atto principale su cui lavorerà l’avvocato unico o delle due parti ,e che presenterà la futura relata di separazione al giudice ,che successivamente emetterà sentenza di separazione, con i dovuti obblighi genitoriali. Questo, ripeto, è ciò che succede se tutto va bene.
Ma andiamo direttamente all’inferno di cosa succede se non va bene.
Inizialmente il collega dovrà uscire di casa, poiché l’usufrutto della casa (aldilà di chi la paga ) sarà della madre (poi possiamo fare mille disquisizioni se è giusto o no, ma principalmente è sempre per il benessere dei figli se ce ne sono). La prima valutazione è vedere se il processo riguarderà il tribunale ordinario o il tribunale dei minori (poiché sono due pianeti completamente differenti). Noi analizzeremo i problemi che subisce il collega. Il più delle volte il poliziotto viene querelato con la tipica querela di “ minacce e aggressione”, questo al fine d’intimorirlo sull’accettare le condizioni (tutte) della madre, ove ella è magistralmente ispirata da avvocati con indubbia moralità etica. I meccanismi legati alla disciplina interna che regola il comportamento dei poliziotti è simile alla ghigliottina. Molteplici sono gli articoli 48 ( poi spiegherò cos’è) ove inviano i poliziotti alla famosa Commissione Medica Ospedaliera ,precisamente nel reparto di neuropsichiatria, per tutte le analisi del caso, perciò analisi mediche e vari colloqui con lo psicologo. Da qui l’invio presso la nostra presidiaria medica. Adesso il passaggio da CMO e presidiaria è molto lunga (parliamo addirittura di mesi) , ovviamente giova ricordare che dal momento che si applica l’art.48 ,al poliziotto vengono ritirati placca e pistola ( per evitare gesti inconsulti ). Nella presidiaria il poliziotto riavrà il piacere di rifare più volte, tutti i quiz che gli hanno permesso l’arruolamento e altri colloqui con psicologi. Purtroppo sarà un discorso da locandiera ma datosi che già un poliziotto prende uno stipendio da fame (il più basso nella famosa Europa), bisogna comprendere che dal momento che il collega non è in servizio, ovviamente non ha più, quelle indennità remunerative che lo fanno sopravvivere economicamente, questo sul peso delle già pesanti spese del collega sono solo fonti di ulteriori preoccupazioni e stress (pago avvocato, pago alimenti, pago mutuo, pago i processi legati all’attività di Polizia),come farà ad andare tranquillo per poter affrontare i quiz? Il colloquio?. Questo ovviamente è solo l’antipasto, infatti, passati i vari mesi di test e quiz ,dove nel frattempo non si è interrotta la sequenza giudiziale, noi ci chiediamo, come sta il collega?!.
Altro aspetto non poco importante, è l’attenzione al tipo di certificazione medica, poi una libera interpretazione del medico può portare addirittura alla inidoneità al servizio.
Abbiamo purtroppo constatato che la dicitura “stato ansioso reattivo” viene scambiato per uno stato depressivo. Ma facciamo sempre un esempio: la depressione è una patologia seria e ben specifica e va trattata come “malattia”. Ma lo stato ansioso reattivo è un aspetto fisiologico (non è una patologia), spero vivamente di essere messo in contraddizione su questa tipo di dicitura, poiché in questo caso il collega ne può trarre vantaggio, come? Se lo stato ansioso reattivo è una patologia o malattia, in questo caso “TUTTI I POLIZIOTTI SONO MALATI”.
Lo stato ansioso reattivo è  un aspetto fisiologico determinato in un preciso arco di tempo, faccio esempio: mi lancio con il paracadute, faccio una manifestazione dove 2000 manifestanti mi vogliono causare del male, intervento su rapina, colluttazione, processo ecc. ecc. Il mio stato ansioso reattivo ha un rilascio di “ADRENALINA”, il paracadute si apre, i manifestanti se ne vanno, il rapinatore è stato arrestato, al processo sono assolto, la colluttazione è terminata, il mio stato ansioso reattivo ha un rilascio di “ENDORFINE” (mi fumo la classica sigaretta). Bene se lo stato ansioso reattivo è una patologia, tutti i poliziotti possono fare causa di servizio e gli può essere riconosciuta. Siccome questo non si può fare ( sennò il ministero dovrebbe pagare troppi soldi ), consigliamo vivamente al poliziotto di farsi accompagnare da una figura medica di riferimento specifica.
Questo la CONSAP L’EVIDENZIA DA CIRCA 10 ANNI e il dipartimento si è riservato di farci avere una risposta. Questo è solo un piccolo aspetto di ciò che capita (sennò non basterebbe la china per scrivere tutto). Ma facciamo delle supposizioni positive, il collega è stato riammesso in servizio (ma rimarrà in sorveglianza medica , ergo due volte l’anno va a fare i test comunque) e dovrà combattere con interminabili turni di servizio e malpagati ( ma pure questo poco importa, stress a parte ). Da qui il nostro intervento al dipartimento di far in modo che il collega in regime di affidamento condiviso possa avere delle agevolazioni sui turni, perché? Ecco che cosa stabilisce la legge in materia di diritto di visita ai figli.
La legge (Legge 8 febbraio 2006, n. 54) garantisce il diritto di visita di un genitore (madre o padre) al proprio figlio e come tale, nella pratica, viene regolato dal giudice in sede di separazione. Inoltre, il diritto del genitore separato ad avere contatti con il proprio figlio è espressamente disciplinato dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, il quale stabilisce che “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare” e che “non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto”, fatta eccezione per i casi (rari) concernenti misure “necessarie alla sicurezza nazionale” o alla “protezione della salute”. Ricordando altre sì che il genitore che impedisce o non preleva il figlio può incorrere in una condanna di 3 mesi di carcere, dunque, ritenutasi responsabile del reato ex art. 388, 2° comma, del codice penale: vale a dire colpevole di essersi sottratta all’esecuzione di un provvedimento del giudice relativo all’affidamento dei minori.
Da qui come funziona l’affidamento?
A partire dalla riforma del 2006, in Italia qualora una coppia decida di ricorrere alla separazione i giudici devono privilegiare le tipologie di affidamento dei figli che implicano una stabile attribuzione ambedue i genitori. Nel caso, dunque, non si riscontrino gravi motivazioni atte ad impedirlo l’esercizio della responsabilità genitoriale dovrebbe venire esercitato di comune accordo proprio in virtù del maggiore interesse del figlio e della rispettiva serenità durante lo sviluppo e la crescita. Questo per lo meno nella teoria, perché nella pratica spesso si adotta l’affidamento esclusivo ad uno solo genitore, che solitamente è rappresentato dalla madre. Tale decisione viene presa con l’obiettivo di garantire al figlio (anche in questo caso) una più stabile serenità nel prosieguo della vita familiare. In realtà, però, una simile prassi spesso non fa altro limitare (e non di poco) il diritto alla vista dell’altro genitore, nella maggioranza dei casi appunto il padre. Tutto ciò sarebbe impedito se ci fosse concretamente la corretta applicazione della Legge 54\2006. Ciliegina sulla torta, il mantenimento non può essere detratto fiscalmente, quando non si comprende che qualora fosse il contrario, quei soldi sarebbero di nuovo rimessi sul mercato, per il consumo dei beni di necessità dell’adolescente. Questo è solo uno dei gironi, di quello che forse il nostro Dante Alighieri intendeva, mentre scriveva l’INFERNO. Il Conte Ugolino e la morte per fame è qualcosa di più sottile, il padre\poliziotto che ha giurato per l’ istituzioni, sono le stesse che lo stanno tenendo in “carcere\cella” con la consapevolezza dell’impotenza di non poter vivere e vedere i propri figli…..fino addirittura “senza poter far niente” vederne la fine.
Gianluca (Drago) Salvatori Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  - CONSAP

Gianluca (Drago) Salvatori

Segretario Provinciale Generale Aggiunto di Roma  – CONSAP

Ciao Ermanno, altro suicidio nella Polizia di Stato: il cordoglio della Segreteria Provinciale ROMA della CONSAP

L'Ispettore Superiore della Polizia di Stato Ermanno Passeretti, in forza al Reparto Volanti di Roma

L’Ispettore Superiore della Polizia di Stato Ermanno Passeretti, in forza al Reparto Volanti di Roma

Con profondo dolore ci stringiamo al dolore della famiglia di Ermanno Passeretti, Ispettore Superiore del Reparto Volanti di Roma , prossimo alla pensione, e che il giorno del suo compleanno, ha deciso di togliersi la vita. Da sempre non solo come sigla CONSAP ma come colleghi ci battiamo perché queste cose non succedano. Ogni singolo poliziotto nella sua carriera , purtroppo, ha dovuto assistere ad una tragedia simile. Ci battiamo perché noi vediamo la Polizia come una famiglia e la prima domanda che sicuramente ci poniamo è : perché non gli sono stato vicino, come mai non mi sono accorto che viveva un malessere , sono tante le considerazioni e interrogativi che possiamo farci e di sicuro non ci ergiamo a psicologi perché non lo siamo, ma siamo poliziotti, un filo sottile ci unisce poiché tanto, è il tempo che sottraiamo alle nostra famiglie, ed a questo punto che il collega diventa un confessore, un appoggio, talvolta sostituisce un parente o addirittura diventa un surrogato della famiglia stessa. Da sempre auspichiamo che il Dipartimento della P.S. corra ai ripari di questa ecatombe (in maniera fattiva !!!) ,mentre tutti erano in vacanza noi continuavamo a scrivere ed attenzionare di questa sciagura, l’ultimo comunicato proprio il 15 agosto. Proporremmo un luogo di sfogo, di confronto, di relax dove il collega possa rivolgersi perché è bene tener presente che ognuno di noi condivida una parte di responsabilità nella prevenzione al suicidio, proprio perché il suicidio è causato da numerosi fattori interagenti che non staremo a spiegare. Ma aldilà delle propagande ,delle chiacchiere invitiamo tutti i colleghi a parlare, a non tenersi tutto dentro , esiste gente che è pronta ad ascoltarci .
Il nostro appello è che purtroppo solo tu sai quando la tua anima si stanca, ma noi siamo pronti a sorreggerti.