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SCUDO PENALE: palese contrasto con quanto previsto dal D. Lgs n. 81/08 e dubbi di legittimità costituzionale, il commento dell’Avvocato PALAMENGHI

Avvocato Vittorio PALAMENGHI (Studio Legale DE IURE Convenzionato CONSAP Roma)

Avvocato Vittorio PALAMENGHI (Studio Legale DE IURE Convenzionato CONSAP Roma)

SCUDO PENALE


Lo Studio Legale DE IURE
,
condivide pienamente la ferma opposizione da parte della CONSAP alla recente posizione assunta dalla IV Commissione Permanente della Difesa del Senato. In particolare, nel Parere approvato dalla Commissione sul DDL S. 1766 – Senato della Repubblica 1.4.2.3.1. 4° Commissione permanente (Difesa) – Seduta n. 56 XVIII Legislatura (pom.) del 26/03/2020, si legge testualmente << esprimendo il massimo apprezzamento per lo sforzo straordinario che, nell’attuale situazione di emergenza, le strutture e il personale delle Forze Armate stanno sostenendo, a beneficio di tutta la popolazione, sia sul versante sanitario che sul versante della sicurezza, esprime, per quanto di competenza parere favorevole con le seguenti condizioni[..] e con le seguenti osservazioni:
– valuti il Governo, in conformità con quanto previsto in situazioni analoghe per le altre amministrazioni dello Stato, di garantire forme di tutela, in sede civile e penale, nei confronti dei responsabili delle strutture delle Forze Armate (compresa l’Arma dei Carabinieri), limitando la loro responsabilità qualora questi abbiano assolto agli obblighi di informazione del personale sui rischi di contaminazione da agenti virali, e gli ordini emanati siano conformi alle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie. Ebbene, in sostanza si chiede esplicitamente al Governo di introdurre una disposizione al Disegno di Legge, che disponga una immunità di natura penale, nei confronti dei Responsabili delle Forze Armate, limitando il loro compito ad una mero contributo informativo sui pericoli derivanti dagli agenti virali, e quindi, ritenendoli non responsabili, sia in sede penale che civile, in caso di mancata distribuzione dei dispositivi di protezione e prevenzione.
Certamente, in questo periodo così complicato per il nostro Paese, non abbiamo assolutamente bisogno di una norma di tale tenore; ciò di cui necessitiamo sono, al contrario, disposizioni che impongono ai Responsabili, tutte le azioni necessarie per garantire la massima sicurezza per coloro, che oggi, continuano il loro importante lavoro sul territorio.
Ma non solo!! Riconoscere una immunità penale, così come richiesto dalla Commissione Difesa del Senato, si pone in palese contrasto con quanto previsto dal Dlgs. n. 81/08, che prescrive la necessità di garantire condizioni di sicurezza ai lavoratori, e definisce all’art. 74, i Dispositivi di Protezione individuale come <<qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro>>. Riconoscere una tale esimente, significherebbe giustificare l’operato dei Dirigenti che, non fondano le loro decisioni sulla protezione e salvaguardia dell’integrità fisica degli Operanti di Polizia. Si pongono anche gravi dubbi di legittimità costituzionale, in quanto un disposto normativo, che limita di fatto una responsabilità dei Dirigenti, circa il necessario rispetto delle condizioni di sicurezza sul lavoro, si pone in palese contrasto con il diritto alla Salute, sancito dall’art. 32 della nostra Carta Costituzionale. Il legislatore nuovamente non riesce a comprendere, quali siano le decisioni di cui oggi la società necessita. E’ questa, quindi, la risposta che si vuole dare all’emergenza che stiamo vivendo, che ha già provocato numerose vittime nelle Forze di Polizia?? non è sufficiente ricordare il povero GUASTAMACCHIA, che ha dato la vita per la sicurezza del nostro Primo Ministro, se poi non si pongono in essere provvedimenti che impediscano, o quantomeno, riescano a limitare tali tragedie. La morte di un Servitore dello Stato dovrebbe, infatti, far riflettere la classe politica circa l’opportunità di investire maggiori risorse nei dispositivi di sicurezza, con assoluta urgenza. Lo stesso Istituto Superiore della Sanità, ha invocato la necessità << che tutti gli operatori coinvolti in ambito assistenziale siano opportunamente formati e aggiornati in merito ai rischi di esposizione professionale, alle misure di prevenzione e protezione disponibili, nonché alle caratteristiche del quadro clinico di COVID-19. In particolare è indispensabile l’impiego e il corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) indicati a seconda del contesto di lavoro>>. Ebbene, naturalmente tale raccomandazione è valida per il personale medico sanitario e farmaceutico, per gli addetti ai supermercati e per gli appartenenti alle Forze di Polizia, i quali continuano incessantemente il loro servizio di prevenzione e repressione del crimine e di controllo del territorio, sia all’interno delle Questure e Commissariati, sia nelle nostre strade. E’, quindi, dovere dei Dirigenti preposti acquisire mascherine, guanti e gel igienizzante, da distribuire a tutti i Reparti, e garantire anche l’usa e getta delle protezioni stesse. Ma il riconoscere uno <<scudo penale>>, come richiesto dalla Commissione Difesa del Senato, di fatto esonera ingiustificatamente costoro dal loro obbligo. Se proprio si vuole intervenire in materia, bisognerebbe aggravare le responsabilità e le relative sanzioni, in tema di attuazione delle misure di sicurezza; questa sarebbe la risposta immediata che il Governo dovrebbe dare, in quanto la protezione dei lavoratori, per giunta in un periodo di pandemia come quello attuale, è il principio preminente a cui deve far riferimento nelle proprie azioni. Ed invece, oggi, ci sono molti operanti senza mascherine, guanti ed altri dispositivi di protezione e, certamente, azioni normative come quelle invocate dalla Commissione Permanente del Senato, si dirigono in un binario totalmente differente da quello auspicato, ed idoneo a giustificare tale grave carenza. La speranza è quella che il Parlamento non accolga la richiesta della Commissione Permanente del Senato, ed anzi ponga in atto tutte le azioni politiche necessarie per incentivare una distribuzione al personale delle Forze di Polizia, delle mascherine del modello FFP2 ( con filtro annesso) i guanti protettivi, ed ogni altro dispositivo di protezione necessario. Speriamo che oggi la classe politica riesca finalmente a comprendere quali siano le reali necessità del Paese ed a ridurre il divario con coloro che li hanno votati per rappresentarli in Parlamento.

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Studio Legale DE IURE - Consulenza Legale in Convenzione CONSAP Roma

Studio Legale DE IURE – Consulenza Legale in Convenzione CONSAP Roma

Emergenza Coronavirus, “Fondamentale mettere in sicurezza uomini e donne delle Forze dell’Ordine”, riflessioni e commento dell’Avvocato CALVO dello Studio Legale Calvo e Partners

Avvocato U.E. Teodoro CALVO (Legale Convenzionato CONSAP Roma)
Avvocato UE Teodoro CALVO (Legale Convenzionato CONSAP Roma)

Avvocato UE Teodoro CALVO (Legale Convenzionato CONSAP Roma)

Lo Studio Legale Calvo nella persona del suo titolare, Avv. UE Teodoro Calvo già rappresentante di interessi presso la Camera dei Deputati per la CONSAP (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia), per le attività di organizzazione, pianificazione nonché monitoraggio dell’impegno del legislatore, con particolare riguardo al settore della sicurezza pubblica e la contestuale tutela degli operatori di Polizia, nel suo rapporto odierno segnala l’importanza dell’utilizzo dei DPI per le Forze Armate con particolare riguardo ai comparti della sanità e della sicurezza pubblica.
Alla luce delle ultime disposizioni restrittive al fine di evitare il propagarsi del coronavirus, impartite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, prima con il decreto del 08 marzo 2020 art. 1 D.P.C.M. e dell’art. 1 del D.P.C.M. del successivo 09 marzo, che prevedono l’obbligatorietà di rimanere in casa e di uscire solo in caso di comprovate necessità ed urgenze sanitarie e lavorative, lo Studio Legale Calvo necessariamente si è trovato a fare delle riflessioni.
La prima inevitabile riflessione riguarda il fatto che questa “pandemia” ha portato tutta la popolazione a modificare il proprio modo di vivere, i D.P.C.M. hanno inciso su alcune libertà fondamentali ad ognuno garantite a livello costituzionale, quali ad esempio la libertà di circolazione e soggiorno nel territorio nazionale.
Ricordiamo che l’art. 16 della Costituzione così recita: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.”
Anche la libertà di riunione viene momentaneamente limitata: essa è prevista all’articolo 17 della Carta fondamentale, che così recita: “I cittadini hanno diritti di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”
Molto spesso nel quotidiano i ridetti diritti vengono considerati acquisiti e scontati anche se alla fine tanto scontati poi non sono, per questo poi quando vengono limitati la maggior parte delle persone rimane spiazzata come se non avesse più punti di riferimento.
Anche se tutte le misure adottate dal Governo per far fronte a questa emergenza rientrano pienamente nelle limitazioni che la legge stabilisce per motivi di sanità e sicurezza, molto spesso tali limitazioni non vengono pienamente condivise dalla popolazione o quantomeno rispettate sottovalutando l’importanza di farlo.
L’invito rivolto è proprio al rispetto totale delle disposizioni per il bene proprio e degli altri una mancanza di rispetto che in questo caso che potrebbe essere fatale.
Un’altra riflessione nasce nei confronti di tutti i lavoratori che si trovano quotidianamente in prima linea ad affrontare la corrente emergenza.
Parliamo del personale delle forze dell’Ordine che oggi ancora di più devono incrementare il loro lavoro assicurandosi che tutti i cittadini rispettino le regole.
Parliamo di persone che non possono stare a casa ma che con gran fatica e spesso con pochi mezzi devono comunque alzarsi la mattina ed andare a combattere questo “nemico invisibile” che sta distruggendo il nostro paese. Lo fanno anche per loro, per le loro famiglie ma principalmente per un senso del dovere che li ha accompagnati sin da subito quando hanno decido di essere al servizio della Nazione.
Ricordiamoci sempre che le Forze dell’Ordine nel rispetto del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) hanno il dovere al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l‘osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze delle autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni. Tutela questa che cercano di esercitare nel migliore dei modi ad anche a volte con pochi mezzi.
Noi tutti abbiamo bisogno di loro, senza il loro aiuto sarebbe difficile o quasi impossibile compiere le azioni quotidiane ed in questo particolare momento difficile anche sopravvivere, ma per poter permettere loro di svolgere il lavoro in maniera efficiente devono essere messi in sicurezza.
Cosa significa mettere in sicurezza una persona che come ripetiamo non può stare a casa ed isolarsi, mettere in sicurezza significa garantire a coloro i dispositivi di protezione individuale (DPI) sia quando questi prestano il loro servizio in strada ma a maggior ragione all’interno di uffici pubblici e non solo, dove invece il contagio può essere ancora più minaccioso. Parliamo di ambienti a volta anche di piccole dimensioni dove le persone si ritrovano a dover dividere spazi, oggetti, apparecchiature e mense, per questo è fondamentale far indossare a tutto il personale, mascherine e guanti di protezione.
Indossare questi dispositivi garantisce e si ribadisce non solo la persona malata / contagiata ma permette anche alla persona sana di non essere contagiato.
Non ci dimentichiamo che una delle caratteristiche più insidiose di questa pandemia è che molto spesso una persona contagiata è asintomatica quindi alcuni soggetti pensano di star bene ma non è così, pertanto, indossando i dispositivi si è più sicuri, sicurezza questa che permette anche alle persone che comunque debbono stare in prima linea di lavorare più serenamente o quantomeno con minor rischi.
I dispositivi sono fondamentali sia per gli agenti in uniforme ma anche per agenti in abiti civili per tutte le tipologie di servizio, questi sono momenti fondamentali dove la tutela deve essere tempestiva mettendo in pratica qualunque provvedimento necessario.
In queste ultime ore, visto anche l’inarrestabile numero di contagiati e di vittime che continua ad aumentare, anche la CONSAP si è adoperata per sensibilizzare la distribuzione dei dispositivi di sicurezza nel rispetto anche del dettato normativo del Dlg.vo 81/08 richiamato da più autorità negli interventi televisivi.
L’esempio deve partire dall’alto, il personale delle Forze dell’Ordine sono chiamati ad agire ed è per questo che devono essere tutelati, la loro tutela è la nostra salvezza.
Impariamo a rispettare le regole rispettando chi abbiamo davanti perché al di là di quella divida prima di tutto vi è una persona che ha una propria famiglia e degli ideali.

Avv. UE Teodoro CALVO
Avv. Dania ZATTONI
Studio Legale CALVO & Partners – Convenzionato CONSAP Roma

Polizia, riordino delle carriere e lavori in corso, non finisce qui…

Polizia, riordino delle carriere e lavori in corso, non finisce qui...

Polizia, riordino delle carriere e lavori in corso, non finisce qui…

Si è tenuta, nei giorni scorsi, la nuova riunione sul riordino delle carriere con la delegazione guidata dal Vice Capo per il Coordinamento Prefetto Matteo Piantedosi, durante la quale sono state affrontate le problematiche evidenziate nella scorsa riunione.

In via preliminare, il Prefetto Piantedosi, ha sottolineato che è stato predisposto il DPCM relativo alle risorse stanziate per il riordino (nelle quali si annoverano anche i 480 milioni per la stabilizzazione, a partire dall’entrata in vigore del riordino, del bonus di 80 euro che solo per il 2017 sarà erogato ancora come bonus di 80 euro netti, con le stesse modalità dello scorso anno) che restano confermate nella misura già comunicata precedentemente (1070 milioni per i 2017 e 997 milioni a regime dal 1 gennaio 2018) e di queste, 871 milioni a regime, saranno assorbite per il riordino.

La somma residua, che comporterà un aumento medio che va dai 70 ai 90 euro mensili procapite, sarà utilizzata per la defiscalizzazione o decontribuzione in modo da distribuire gli 80 euro netti a tutte le qualifiche partendo dalla valorizzazione dei redditi più bassi e quindi dalla qualifica di agente.

In merito le OO.SS. del cartello hanno sottolineato come il raggiungimento di almeno 80 euro netti all’agente sia un obiettivo imprescindibile se non pregiudiziale.

Il Prefetto Piantedosi in tal senso sottolineava l’impegno dell’Amministrazione a dare attuazione a tale obiettivo rimarcando che le possibilità di riuscita sono altissime per non dire certe.

Rispetto invece al processo di dirigenzializzazione e contrattualizzazione che porterà alla creazione della nuova area a vocazione dirigenziale, il Vice Capo rappresentava che a fronte di 191 milioni complessivi (somma che non viene detratta da quelle evidenziate sopra e destinate a tutto il personale non direttivo e non dirigente, il riordino comporterà una spesa complessiva di 59 milioni di euro di cui 22 per le Forze di Polizia e 37 per le Forze Armate.

L’onere complessivo per la sola Polizia di Stato è di 6,7 milioni di euro.

È stato specificato che attraverso il processo di defiscalizzazione o decontribuzione, che porterà alla stabilizzazione degli 80 euro (questo significa che a differenza del bonus che non produce effetti sulla previdenza e sulla buonuscita, con la stabilizzazione ci saranno benefici anche sulla pensione e sulla buonuscita) e la riparametrazione, senza contare le opportunità di progressione in carriera, l’obiettivo che il riordino porterà a compimento sarà quello di dare almeno 80 euro netti all’agente.

A questo, ovviamente, si aggiungeranno i benefici che ne deriveranno dal rinnovo del contratto di lavoro che, come previsto dall’Accordo sottoscritto il 30 novembre 2016 tra governo e parti sociali, prevede un aumento medio a regime lordo mensile per tutto il pubblico impiego di almeno 85 euro.

Ma non finisce qui.

In relazione alle osservazioni che le OO.SS. del cartello hanno presentato nella scorso riunione, il Prefetto Piantedosi ha confermato che nella bozza precedentemente presentata, verranno fatte le seguenti modifiche o integrazioni e verranno eliminate le cose che di seguito si elencano che impedivano una condivisione dell’impianto presentato:

PARTI ELIMINATE:

–             40 anni come limite per i concorsi interni;

–             qualifica speciale che sarà sostituita con la denominazione di “coordinatore” (assistente capo coordinatore – sovrintendente capo coordinatore – sostituto commissario coordinatore);

–             l’attribuzione della qualifica di UPG agli assistenti capo coordinatori in caso di assenza di ufficiali di P.G. a discrezione del dirigente;

–             la previsione del mancato pagamento dell’indennità di missione in caso di trasferimenti di autorità per chiusura o accorpamento, anche temporaneo, di uffici quando il trasferimento è nel raggio di 50 Km.

INTEGRAZIONI E/O MODIFICHE:

–             È stata prevista la garanzia per sempre e non solo nella fase transitoria, della sede agli assistenti capo che, facendo domanda e previa frequenza del corso, anche con modalità e-learning diventano vice sovrintendenti nel limite della dotazione organica del ruolo dei sovrintendenti che viene fissata in 24 mila unità nel limite del 70% dei posti disponibili. Il restante 30% sarà riservato agli agenti, agenti scelti e assistenti che, hanno almeno 4 anni di effettivo servizio e che supereranno un concorso espletato con modalità telematiche, per titoli ed esami frequentando un corso della durata non superiore ai 3 mesi. Questo significa, in sostanza, che pur non avendo potuto fare l’unificazione nominale dei ruoli agenti, assistenti e sovrintendenti, è stata comunque garantita l’unificazione della carriera con la garanzia della sede;

–             è stato previsto, nella fase transitoria, che tutti gli attuali sovrintendenti, attraverso una selezione per soli titoli e con garanzia della sede, assumeranno, secondo l’ordine di anzianità, la qualifica di vice ispettore. Questo significa che tutti i colleghi sovrintendenti, a partire dal 15°, 16° e 17° corso, potranno accedere al ruolo degli ispettori per soli titoli, in modo da dare risposta alle rivendicazioni che gli attuali sovrintendenti hanno avanzato, anche in funzione delle modalità con cui la nuova qualifica di vice sovrintendente si assumerà per effetto del riordino.

–             In ultimo, sempre rispetto alle richieste delle OO.SS. del cartello, l’Amministrazione ha confermato che al nuovo ruolo direttivo, al quale si accederà esclusivamente dall’interno, e che prevede una dotazione organica di 1800 unità che potrebbero ancora essere suscettibili di aumento, nella fase transitoria accederanno, con una selezione per soli titoli, tutti i sostituti commissari che erano già del ruolo ispettori alla data del 31 agosto 1995. Su questo punto le OO.SS. del cartello hanno sottolineato come sia comunque indispensabile, sempre nella fase transitoria, prevedere l’accesso anche dei restanti 2500 circa sostituti commissari attraverso modalità di selezione agevolate (ad esempio per titoli e prova orale) in modo da garantire anche a questi ultimi la possibilità di poter accedere mano a mano che si creano le vacanze, nel nuovo ruolo direttivo. In merito è stato richiesto che la selezione riguardante gli ispettori anti riforma possa prevedere anche un inquadramento in sovrannumero riassorbibile nella fase transitoria.

Oltre a questi punti già chiariti sono rimasti ancora sul tavolo le seguenti questioni:

–             Applicazione delle stesse procedure previste per il ruolo ordinario anche per il personale dei ruoli tecnico, tecnico-scientifico, sanitario e della banda musicale. Per questi ultimi due ruoli è stato sottolineato come sia importante trovare una soluzione per tutte quelle qualifiche per le quali è richiesta la laurea specialistica o breve e che allo stato attuale non trovano collocazione nei corrispondenti ruoli direttivi o dirigenziali come quelli del ruolo ordinario;

–             inglobamento nella nuova area a vocazione dirigenziale anche del commissari capo dell’attuale ruolo direttivo considerato i titoli richiesti per l’accesso, le modalità concorsuali e i percorsi formativi che devono essere superati per l’immissione in ruolo;

–             per ultimo, è stata richiesta all’Amministrazione una valutazione sulla retribuzione media di amministrazione che si verrebbe a configurare con il nuovo assetto delle carriere, e di compararla con le altre amministrazioni del comparto al fine di verificare se ci potrebbero essere disallineamenti che comporterebbero perdita di risorse nell’ambito delle procedure di ripartizione dei fondi per il rinnovo dei contratti  che verranno affrontate nel corso della prossima riunione che si terrà lunedì 20 febbraio p.v. alle ore 16.00.

Cari colleghi, questo è lo stato del confronto sul riordino delle carriere che fa evidenziare, rispetto a chi sosteneva che non c’erano le condizioni per poterlo fare o le necessarie risorse per poterlo attuare, il frutto del duro e costante lavoro che il cartello ha portato avanti e che oggi sicuramente traccia una svolta importante sia per il recupero del valore d’acquisto delle nostre retribuzioni, sia di una nuova architettura delle carriere che finalmente, oltre ad accorciare i tempi di permanenza in ogni qualifica per tutelare al meglio la nostra pensione, da risposta alle tante e legittime aspettative di crescita professionale ed economica garantendo, nel contempo, una migliore e più moderna funzionalità alla macchina della sicurezza.

Resta ancora da sciogliere il nodo relativo ai concorsi da ispettore espletati con la normativa vigente che hanno conseguito la laurea triennale rispetto a come valutare il loro percorso e l’anzianità già maturata in relazione a chi accederà alla qualifica iniziale del ruolo ispettori con le modalità semplificate previste dal riordino.

Altra questione che sarà affrontata lunedì riguarda la possibilità di ridurre gli anni per l’acquisizione della qualifica di sostituto commissario, rispetto agli otto attualmente indicati nella bozza di riordino, quantomeno nella fase transitoria; così come è stato chiesto all’Amministrazione di valutare la nostra richiesta, anche in funzione del principio di equiordinazione relativamente alle altre forze di Polizia, in merito all’attribuzione dell’emolumento “una tantum” alle qualifiche apicali al posto del quale è stato richiesto di valutare la possibilità di accorciare gli anni attualmente previsti nella bozza per poter acquisire la qualifica apicale.

A tutti i gufi e a quanti hanno cercato e cercano ancora in modo disperato di frenare questo processo o di farlo naufragare, le OO.SS. del cartello rispondono: … e non finisce qui!!!

Legge stabilità: primo ok del Senato, ora va alla Camera. Consap, sit-in a Pontassieve

Pontassieve

Pontassieve

Via libera del Senato alla manovra. La legge di stabilità ha superato il primo giro di boa senza aver affrontato ancora il tema centrale della sicurezza, diventato sempre più urgente dopo gli attacchi terroristici di Parigi. Nel passaggio al Senato del ddl Stabilità, sul quale il Governo ha posto la fiducia, sulla sicurezza compare solo una misura aggiuntiva. Riguarda uno di quei corpi speciali che potranno essere affiancati agli “007” e investiti dei loro poteri in caso di azioni di particolare pericolo: il cosiddetto Comsubin, il Raggruppamento subacquei e incursori della Marina militare.Un po’ poco, anche al netto della vicenda francese. Il Presidente del Consiglio pensa di aver chiuso la vicenda stanziando  74 milioni per i rinnovi contrattuali delle forze di polizia e gli 83 destinati alla proroga dell’utilizzo di 4.800 unità delle forze armate per il contrasto alla criminalità organizzata nell’ambito dell’operazione “strade sicure” (a fronte dei quali si devono invece conteggiare tagli per 219 milioni di euro alle forze armate e per 37 milioni al ministero dell’Interno). Per contrastare tale situazione e “invertire la rotta” alla Camera dei Deputati i sindacati di polizia di ispirazione confederale  parteciperanno alla manifestazione della cgil, cisl e uil del 28 novembre, noi della Consap (inutile dire che abbiamo poca fiducia in chi ci ha sempre osteggiato) andremo il 27 novembre a Pontassieve, dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Un presidio pacifico e colorato finalizzato a far comprendere le ragioni del disagio e della protesta dei poliziotti. Chissà se avremo il privilegio d’ incontrare finalmente il Presidente del Consiglio, visto che sinora, nonostante i vari tentativi e la espressa previsione di legge, non è stato possibile.

Concorso Pubblico, ingresso Polizia di Stato anche per i civili, tutte le informazioni

Concorso Pubblico ingresso Polizia di Stato anche per i civili, tutte le informazioni

Concorso Pubblico ingresso Polizia di Stato anche per i civili, tutte le informazioni

Concorso per la Polizia di Stato, ci sono delle novità molto importanti relativamente all’immissione del personale proveniente dal mondo dei civili (senza passare per le Forze Armate). Dal prossimo anno, chi vuole provare a diventare commissario, agente oppure ispettore, lo può fare senza la necessità di essere appartenente alla Forze Armate. Questo significa che i posti messi a disposizione possono essere ricoperti anche da giovani provenienti dal “mondo civile”. Più in particolare, nel biennio 2016-2017, i concorsi avranno il 50 percento dei posti disponibili per i “civili”. Questo valore si innalzerà al 75 percento nel 2018. Vediamo, nel dettaglio, cosa bisogna fare per partecipare al concorso nella Polizia di Stato:

Essere cittadini italiani;
Un’età compresa tra i 18 e i 30 anni;
Godimento dei diritti politici;
Non essere stati raggiunti da provvedimenti di espulsione dai pubblici uffici o dalle Forze Armate o Corpi Armati dello Stato;
Idoneita psico-fisica e Idoneita attitudinale;
Non aver avuto condanne penali.

Per dimostrare il possesso dei requisiti psico-fisici sono previste alcune prove che serviranno a testare le capacità del candidato. Prove di resistenza fisica, oltre a questo, i candidati saranno sottoposti ad esami psicologici e fisici, come ad esempio prove di laboratorio e test clinici generali. Per avere maggiori informazioni aggiornamenti alle prossime news sul nostro sito web.