CONSAP Provinciale ROMA

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Repas Lunch Coupon – gravi problematiche e difformità di accettazione punti commerciali: la CONSAP scrive al Dipartimento della P.S. e Sede Legale Repas e chiede monitoraggio nazionale rete esercizi

Repas Lunch Coupon

Repas Lunch Coupon

Al Direttore Ufficio Relazioni Sindacali

Vice Prefetto De Bartolomeis d.ssa Maria
SEDE
                          Al Responsabile Sede Legale
                 Repas Lunch Coupon srl
             Via del Viminale 43
                                                                                                                                         00184 ROMA
Oggetto: Repas Lunch Coupon – problematiche
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Preg.mi ,
                 questa O.S. chiede chiarimenti inerenti la convenzione stipulata per la fornitura di buoni pasto Repas al personale della Polizia di Stato.
                 Stiamo ricevendo reiterate lamentele da parte del personale di Polizia circa le difformità di accettazione dei coupon nei punti vendita dislocati sul territorio nazionale, cosi come individuati nel prospetto inviato dalla nostra Amministrazione e da noi pubblicato sul sito ufficiale azionale consap.org.
                 Sottolineando come la fruizione del pasto sia una necessità esistenziale soprattutto per quei lavoratori dello Stato che garantiscono un compito sociale gravoso e rischioso come gli operatori della Polizia di Stato ed anche alla luce dei disservizi già sopportati con la passata società convenzionata, si invitano le SS. LL a chiarire lo stato delle cose e se necessario avviare un monitoraggio sulla rete degli esercizi convenzionati per porre fine alla problematica ed ai reiterati dinieghi da parte dei titolari i quali oltre a mortificare il lavoratore di polizia hanno un peso economico non secondario nell’economia familiare, oltre che configurare un diritto denegato.
                  Nell’attesa di un cortese e urgente cenno di riscontro si porgono distinti saluti.
Il Segretario Generale Nazionale f.f.        Cesario BORTONE
Il Segretario Generale Nazionale f.f.
       Cesario BORTONE

FESI 2018, gli IMPORTI: pagamento entro il mese di giugno e fondi aggiuntivi per turni serali e notturni come richiesto dalla CONSAP

FESI 2018 - Gli IMPORTI

FESI 2018 – Gli IMPORTI

Il Dipartimento della P.S. ha avviato le procedure di inserimento dati per consentire il pagamento delle spettanze al personale, relative al Fondo di Efficienza Servizi Istituzionali cd Fesi 2018, con il cedolino stipendiale del prossimo mese di giugno.
L’obiettivo del pagamento entro giugno insieme alla distribuzione dei fondi aggiuntivi per incentivare il personale impegnato nel controllo del territorio nei turni serali e notturni erano le richieste avanzate dalla CONSAP in sede di incontri preliminari all’accordo.
Le risorse del Fesi 2018 sono le seguenti:

PRODUTTIVITÀ COLLETTIVA = € 4,55 per ogni giorno di presenza ed assenze equiparate;
REPERIBILITÀ = € 17,50 per turno;
CAMBI TURNO = € 8,70 per turno;
SERVIZI DI ALTA MONTAGNA = € 6,40 per turno;
CAMBI TURNO PER I REPARTI MOBILI = € 50,83
Per quanto riguarda l’emolumento aggiuntivo che verrà corrisposto a chi ha effettuato servizi serali e notturni € 4,70 ed € 9,50.

Roma, cresce la CONSAP: Autoparco Ministero dell’Interno, Marcello MATINI neo Segretario Locale

Roma, Segreteria Nazionale, da sinistra Cesario BORTONE Segretario Nazionale Generale f.f., il neo Segretario Locale CONSAP all'Autoparco Ministero Interno Marcello MATINI e il Segretario Provinciale di Roma Carolina CENTO

Roma, Segreteria Nazionale: da sinistra Cesario BORTONE Segretario Nazionale Generale f.f., il neo Segretario Locale CONSAP all’Autoparco Ministero Interno Marcello MATINI e il Segretario Provinciale di Roma Carolina CENTO

La nuova CONSAP prende sempre più forma e consistenza numerica. Nella città di Roma e Provincia la nuova squadra dirigente votata ed eletta da oltre 100 delegati al congresso dello scorso anno provenienti da ogni parte e ufficio della capitale , incassa gradimento ed un ritrovato entusiasmo, in un clima sereno, basato sulla motivazione, sulla trasparenza, sulla lealtà, la condivisione e partecipazione di scelte per al meglio rappresentare donne e uomini della Polizia di Stato ed onorare il mandato sindacale conferito da votazioni e scelte collegiali.
E’ con molto piacere che annunciamo e pubblichiamo la recente nomina a Segretario Locale CONSAP del collega e amico Marcello MATINI, in servizio presso l’Autoparco del Ministero dell’Interno.
Il collega MATINI, ha dimostrato, negli anni di servizio, apprezzata professionalità e costante impegno, ponendo innanzi a tutto gli interessi generali dei colleghi e del loro benessere.

Nelle prossime settimane la fitta agenda di lavoro romana della CONSAP dedicherà spazio e studio, d’intesa con la Segreteria Nazionale, ad alcune tematiche di settore che interessano il coordinamento dei servizi automobilistici di rappresentanza, all’assegnazione e movimentazione delle autovetture specializzate in dotazione all’Amministrazione,  per poi essere attenzionate al Dipartimento della P.S.

Dalla Segreteria Provinciale CONSAP di Roma congratulazioni e buon lavoro!

Questura di Roma: la Segreteria Provinciale CONSAP incontra il Vice Questore Vicario dott.ssa Rossella MATARAZZO

Ufficio del Questore Vicario, nella foto da sinistra: Guerrisi, il Vice Questore Vicario dott.ssa Matarazzo, Salvatori e Castelli

Ufficio del Questore Vicario, nella foto da sinistra: Guerrisi, il Vice Questore Vicario dott.ssa Matarazzo, Salvatori e Castelli

Nella giornata di ieri, lunedì 27 maggio 2019, una delegazione della Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha incontrato il Vice Questore Vicario della Questura di Roma Primo Dirigente della Polizia di Stato dott.ssa Rossella MATARAZZO. Per la delegazione CONSAP di Roma il Segretario Generale G. Guerrisi, i Segretari Provinciali G. Salvatori e G. Castelli.
Nel cordiale incontro, utile anche a formulare alla dott.ssa MATARAZZO gli auguri di buon lavoro da parte della nostra O.S., sono state affrontate le seguente tematiche:
Sollecito della riapertura del barpunto ristoro interno alla Questura di Roma, struttura di Via di San Vitale e Via Statilia;
Situazione generale Commissariati P.S. di Roma e Provincia con analisi della criticità degli stessi in riferimento alle risorse umane presenti e alla sicurezza della struttura-edificio ospitante;
Commissariato San Lorenzo e Sant’ Ippolito e relative problematiche;
Situazione del nuovo complesso A. Tedeschi – zona Tiburtina destinato al Commissariato P.S.;
Prossimi trasferimenti ruolo Agenti-Assistenti  nel piano nazionale tabellare movimentazione a domanda alla Questura di Roma;
Situazione aspirazioni professionali per richieste di movimentazioni interne ambito Questura di Roma;
Situazione movimenti ruolo neo Sovrintendenti con i recenti corsi di formazione effettuati e da effettuare;
Modalità impiego del R.P.C. Lazio nei servizi di controllo del territorio;
Servizi di Ordine Pubblico e relative proposte CONSAP per una maggiore sicurezza operatori e maggiore efficienza servizio;
Situazione Alloggi Collettivi di Servizio e relative problematiche.

La Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ringrazia il Vice Questore Vicario dott.ssa Rossella MATARAZZO per la cordiale disponibilità concessa ai dirigenti sindacali CONSAP intervenuti nell’auspicio più vivo che il ruolo dell’Amministrazione e quello del sindacato, insieme, possano portare a traguardi importanti nell’esclusivo interesse del personale della Polizia di Stato tutto.

LA NUOVA LEGITTIMA DIFESA: Un tentativo mal riuscito ! Il parere del dr Edoardo MORI

Nella foto il dr Edoardo MORI

Nella foto il dr Edoardo MORI

La CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha chiesto al dr Edoardo Mori, tra i massimi esperti sulla legislazione delle armi, un parere sulla nuova legittima difesa, alla luce delle recenti novità normative.

Per legittima difesa si intende la regola che consente all’uomo di ferire o uccidere un altro uomo che lo aggredisce ingiustamente.

È un comportamento animale istintivo, frutto di centinaia di migliaia di anni di evoluzione, quello di difendere ad ogni costo la propria vita, il proprio gruppo, i propri beni. È regola naturale mai posta in discussione, salvo che da qualche squilibrato, di quelli, per intenderci, che non schiacciano i pidocchi per non far loro male.

Le legislazioni antichissime prevedevano la pena di morte immediata per la violazione di domicilio e la rapina.

Ad esempio nelle leggi di Manu, anteriori di qualche secolo al cristianesimo, si legge:

  1. Per la propria sicurezza, in una guerra a difesa dei diritti sacri o per proteggere una donna o un Brahmano, colui che uccide giustamente non è colpevole.
  2. Un uomo deve uccidere, senza esitazione, chiunque gli salti addosso per ucciderlo, quand’anche questi sia il suo rettore, un fanciullo, un vecchio o un Brahmano versato nella Scrittura.
  3. L’uccidere un uomo che tenta d’assassinare, in pubblico o in privato, non dà colpa di omicidio: il furore è alle prese col fuoco.

La Bibbia dice ( Esodo 22:2-3): Se il ladro, colto nell’atto di fare uno scasso, viene percosso e muore, non vi è delitto di omicidio.

Il Vangelo (Luca 22:25-39) racconta Poi Cristo disse loro: «Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?» Essi risposero: «Niente». Ed egli disse loro: «Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Matteo (26,52) aggiunge, chi di spada ferisce di morte perisce. Quindi il Vangelo è tutto men che pacifista: come si vede, gli apostoli erano armati e valeva il principio che chi aggrediva con armi poteva essere ucciso.

Non vi era alcun bisogno di norme sulla legittima difesa, ma si cercava solo di evitare che la legittima difesa venisse utilizzata come comoda scusa.

Ciò risulta chiaro dalla legge romana delle XII Tavole

  1. Se alcuno ha commesso un furto di notte e se il ladro è stato ucciso, l’uccisione sia legittima.
  2. Di giorno [è legittima l’uccisione] se il ladro si difende con un’arma e [il derubato] ha lanciato grida di aiuto. 

Ma saltiamo quasi 2500 anni e veniamo ai tempi nostri. In Germania il legislatore tedesco del 1871 aveva scritto all’art. 53 del Codice Penale: Legittima difesa è quella difesa che è necessaria per respingere una aggressione attuale e illegittima verso sé o verso altri. L’eccesso non è punibile se si è agito per concitazione o paura. Egli aveva capito ed espresso perfettamente i concetti che quando si è aggrediti si ha il diritto di fare tutto ciò che è necessario per respingere l’aggressione e che bisogna tener conto della situazione psicologica della vittima, della realtà e non di masturbazioni mentali sulle parole della legge! In situazioni di pericolo, scattano le reazioni istintive di difesa e non si ha tempo di pensare a ciò che dice la Cassazione! I propri diritti sono infinitamente più importati di quelli di colui che delinque.

In Austria si scrive (art. 3 CP) che non è punibile chi esercita la difesa necessaria per respingere un’aggressione illecita diretta e immediata e diretta contro la sua o altrui vita, salute, incolumità, libertà o patrimonio, salvo il caso che il danno temibile sia modesto e inadeguato al danno che si può recare all’aggressore. Aggiunge poi che se chi si difende come sopra ed usa una difesa inadeguata non è punibile se ciò avviene solo a causa dell’agitazione paura o spavento, dovuto all’aggressione, salvo che esageri per colpa.

In Italia l’art. 52 del nostro codice penale del 1931 scriveva che Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. Era una formulazione che richiamava giustamente il presupposto della necessità di difendersi per tutelare un qualsiasi diritto, personale o patrimoniale, ma che poi introduceva il surreale requisito della proporzione fra offesa e difesa. Una di quelle idee che possono venir solo al giurista che conosce le carte più della vita perché altrimenti conoscerebbe il vecchio detto che le botte non si danno a patti. Quando si viene aggrediti non si sa mai come va a finire, una spinta o un pugno possono uccidere, chi appare innocuo può essere un esperto di arti marziali o può tirare fuori un coltello, chi sembra voler rubare solo un pollo può darsi che ci prenda a calci per farsi dare le chiavi del pollaio, chi sembra solo può avere un complice, e così via. Anche i giudici han finito per capire che la norma era inadeguata e hanno aggiunto la precisazione che la proporzionalità deve essere valutata in relazione ai mezzi di difesa di cui si dispone. Se ho solo un’arma da fuoco e non posso limitarmi a sparare in aria, sono legittimato a sparare vero l’aggressore “e dove colgo, colgo“.

Lo spirito della legge era così favorevole alla difesa che il famoso professor Antolisei poteva correttamente sostenere che nel momento in cui il cittadino si difende egli si assume una funzione pubblica e deve essere equiparato ad un pubblico ufficiale (quindi responsabilità solo in caso di colpa grave e nessun risarcimento). Sarebbe poi bastato rilevare che è l’accusatore che deve provare l’inesistenza dell’invocata legittima difesa, e molti processi non sarebbero neppure nati.

La norma sarebbe stata comunque accettabile se applicata con buon senso e conoscenza della realtà; il diritto è solo uno strumento per realizzare risultati considerati giusti dalla volontà popolare e il giudice deve saperlo usare bene; purtroppo si nota spesso che il giudice è come un operaio che si trova in mano un martello e non sa che cosa sia un martello e che cosa sia un chiodo e quindi lo usa secondo l’idea personale che se fa. È accaduto quindi che i giudici italiani si sono messi a cavillare sul principio morale (e non giuridico) se sia o meno giusto uccidere per proteggere un bene diverso dalla vita, se sia giusto uccidere un rapinatore che vuole solo i soldi (per molti popoli di un recente passato la rapina e l’ingresso violento in casa altrui erano puniti con la pena di morte!), hanno ignorato che l’art. 52 prevedeva la difesa di ogni diritto e non solo di quello alla propria vita, hanno iniziato ad utilizzare il bilancino per pesare situazioni normalmente fuori controllo, finendo così per creare una situazione assurda. L’impressione del popolo era che ormai rischiasse più chi si difendeva che chi aggrediva, che il giudice “cerchiobottista” per natura, un po’ di eccesso colposo lo trovava sempre, che il doversi difendere in un processo era quasi inevitabile e che ci si rimetteva molti più soldi di quanti ne sarebbe riuscito a prendere il rapinatore!

Era un risultato chiaramente inaccettabile. Da ciò varie proposte di modifica sempre avversate dai “filosofi” (chi ritiene sacra la vita di un lupo, non può tenere in minor conto la vita di un rapinatore) e, stranamente, anche dalla magistratura la quale spesso dimentica che è pagata per applicare le leggi e non per giudicarle e che un giurista non ha la preparazione per essere un politico o un sociologo o un criminologo.

L’ultima proposta è riuscita ad andare in porto ed è diventata legge il 29 aprile 2019.

Vediamo che cosa cambia nell’art. 52.

A – Ferma la regola della proporzionalità fra offesa e difesa, viene stabilito che non si tiene conto della proporzionalità, nel caso in cui vi è violazione di domicilio o ingresso in ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale, e che è consentito difendere anche i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione. La frase in corsivo, già introdotta dalla legge 59/2006, chiarisce quando si possono difendere beni ed è regola errata perché non si capisce come vi possa essere desistenza e contemporaneamente pericolo di aggressione: io capisco che secondo il legislatore, se mi stanno rubando l’auto dal garage della villa e me ne sto ben chiuso in casa, non vi è pericolo di aggressione e quindi devo lasciar rubare la macchina. Conclusione ripugnante.

Purtroppo è stata conservata una frase del comma secondo con cui si richiede che venga usata un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: cosa assolutamente stupida perché sembra dire che se uso la sciabola del nonno non denunziata, rispondo di omicidio volontario, così pure se usassi un mazzo di fiori, mezzo non idoneo ad offendere! Tipica stupidità degli orecchianti del diritto.

B – Viene aggiunto un nuovo comma quarto in cui si dice che si è sempre in stato di legittima difesa se si respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone. Concetto giusto, ma espresso in modo stupido: se mi trovo uno in camera da letto, al buio, come faccio a sapere se l’intruso è solo o in compagnia, se è armato o disarmato, se ha mezzi di coazione fisica (gli scarponi chiodati saranno un mezzo sufficiente? devo controllare il tipo di chiodi?).

E che vuol dire con minaccia dell’uso delle armi? basta dire “attento che ti sparo”, “attento che sono armato”, o bisogna avere un’arma in mano, anche se finta? Ci vorranno decine di sentenze e di anni per capirlo. Il che conferma la mia opinione che gli apprendisti del diritto sono pericolosi quanto gli apprendisti stregoni! I politici devono dire che cosa vogliono, ma poi il modo migliore per tradurre in una norma la loro volontà, lo deve stabilire un professore universitario o un magistrato esperto, non un tirapiedi di partito o il politico stesso!

Secondo chi ha scritto la norma, dovrei accendere la luce, informarmi bene su che cosa l’intruso vuole e se mi dice che vuole solo prendere un po’ di gioielli, gli auguro buon lavoro e mi giro dall’altra parte! Ma dove li trovano questi scribacchini del diritto?

C – All’art. 55 c.p. sull’eccesso colposo è stato aggiunto un comma che un pastrocchio incomprensibile. Si scrive che nei casi di difesa da intrusione in abitazione o luoghi di lavoro di cui ai commi 2, 3, 4 dell’art. 52 non è punito se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61, primo comma, numero 5). L’art. 61 c.1 n.5 prevede una aggravante per il reo che ha profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa. Come una aggravante si possa utilizzare per escludere la pena invece che per aumentarla è un mistero gaudioso. Per non turbare irreversibilmente la mia mente, sono costretto a pensare che il legislatore, nel suo stato di marasma linguistico, abbia voluto dire che anche il soggetto debole, chi deve girare di notte o in ambienti malfamati, chi non può chiamare aiuto, chi si trova di fronte energumeni, ha diritto di difendersi in tutti i modi, senza doversi preoccupare di non far troppo male al povero aggressore! Essa vale specialmente per tutti i casi di aggressione al di fuori dei lungo di abitazione e lavoro e quindi ha valore generale. La mia è solo un’ipotesi, ma è l’unica che non porti ad orrori giuridici.

– che non vi è mai eccesso colposo se si è agito in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto. Come detto sopra è norma già nota ad altri paesi europei ed è sacrosanta perché è normale che in certe situazioni si perda la testa, che l’adrenalina prevalga su altri ormoni, che si debba pensare urgentemente a salvare la pelle e non alle massime della cassazione sulla legittima difesa. Però è stato un grave errore scrivere la parola “grave”. Non dubito che leggeremo sentenze in cui il giudice, che in vita sua è stato aggredito solo dal coniuge, sosterrà che la vittima ha fatto male a spaventarsi “gravemente” perché bastava spaventarsi un pochino. Nessun altro Stato in cui si è giustificati a causa del turbamento dovuto all’aggressione ha avuto la bislacca idea di parlare di “grave” turbamento perché questo è soggettivo e non misurabile. Negli altri paesi la formula serve per aiutare nel modo più benevolo chi si è difeso ed ha protetto la società; in Italia servirà per condannare qualcuno perché secondo i testimoni è una persona molto calma!

Leggo che nelle osservazioni fatte dal Presidente della Repubblica si dice che necessariamente “il grave turbamento” non può essere soggettivo, ma oggettivo. Pare che siano stati i suoi “consiglieri giuridici” (a naso direi dei magistrati) a scrivere ciò. Cosa da restare a bocca aperta a leggerla perché ovviamente le passioni non si possono misurare e non si possono provare; sarebbe come stabilire se uno è molto innamorato o poco innamorato! Un giurista serio avrebbe invece ricordato a tutti che in Italia vige la presunzione di innocenza e che quindi se chi si è difeso dichiara di essere stato turbato dall’aggressione gli si deve credere fino a prova contraria, la quale deve essere fornita dall’accusa e non certo dall’indagato. Questa affermazione è ancora l’espressione di quella sconcia mentalità giuridica di cinquant’anni orsono in cui si affermava che se uno veniva aggredito nel bosco di notte da un bandito, era lui a dover dimostrare che il bandito lo voleva davvero rapinare! E senza testimoni, poteva anche essere condannato!

Ho letto anche che secondo certi giuristi (sicuramente ministeriali perché è opinione diffusa in tali ambienti) in Italia la difesa del cittadino è riservata alle forze di polizia è quindi è cosa anomala che il cittadino si difenda da solo e che vi siano le guardie del corpo (che infatti non sono mai state riconosciute!). Sia chiaro che di anomalo vi e solo la mente di chi si inventa certe idee, senza la minima base normativa e in contrasto con i principi costituzionali (primo fra tutti il diritto a difendersi in ogni caso, anche dallo Stato, se questo sbaglia, secondo che il cittadino ha il dovere di aiutare lo Stato a risolvere i problemi della società!).

Il grave e serio difetto della norma è che si è pensato solo alla legittima difesa domiciliare o sul luogo di lavoro ignorando del tutto la necessità di legittima difesa all’aperto o quando si viaggia in auto. Il principio che il turbamento esime da colpa, che in tutti gli altri paesi vale per ogni tipo di aggressione, in Italia è stato ristretto alla aggressione con intrusione; delle situazioni di minorata difesa, si tiene conto solo se vi è intrusione. Per il nostro stupido legislatore si ha diritto di essere spaventati solo in casa e non in un bosco o sulla pubblica via; una donna si deve spaventare solo se la violentano in casa e non se un tizio le salta addosso in un vicolo. Il benzinaio si può turbare se cercano di rapinarlo entro il suo chiosco, ma se esce con l’incasso e lo aggrediscono a sprangate a dieci metri dal chiosco deve stare bene attento; guai se lui e la donna non valutano la situazione col bilancino!  È un modo di ragionare ignobile!

D – L’articolo 7 della legge modifica il regime della responsabilità civile stabilendo che non si risponde per i danni nei casi in cui l’art. 52 ha stabilito che ricorre sempre la legittima difesa. È cosa ovvia e non c’era nessun bisogno di scriverlo. Nessuno ha mai pagato i danni per una condotta che la legge considera lecita! E quando l’art. 55 esclude che vi sia eccesso colposo è ovvio che non si devono pagare i danni. Ed invece, altro mistero gaudioso. la norma prevede che quando l’eccesso colposo è escluso perché si agito in condizioni di minorata difesa (buio, luogo malfamato, ecc.) o per grave turbamento, non si è punibili ma però al danneggiato è dovuta una indennità la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del giudice, tenuto altresì conto della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato. Norma di totale incongruenza giuridica: o l’eccesso colposo non c’è e non si è punibili e non vi può essere risarcimento, oppure la colpa c’è e vi deve punizione e risarcimento. Certamente il legislatore può punire l’eccesso colposo con una piccola ammenda e limitare il danno ad una cifra simbolica, ma non può condannare a pagare i danni chi tre parole prima ha dichiarato essere innocente!

Chi ha scritto la norma si è sbagliato: semmai doveva scrivere che nei casi in cui vi è eccesso colposo la liquidazione del danno deve essere ridotta al minimo stante l’evidente efficienza causale della condotta del rapinatore.

E – L’art. 8 stabilisce che a colui che si è difeso ed è stato indagato o processato e poi riconosciuto innocente, lo Stato gli rimborserà le spese di avvocato e del processo. Ottima regola che nel resto d’Europa vale per TUTTI coloro che sono ingiustamente accusati e indagati da PM incapaci (fanno eccezione a questa regola Francia, Germania e Italia). La norma sarà forse utile perché nel momento in cui un indagato per altri reati e risultato innocente solleverà la questione del rimborso delle spese legali, la Corte Costituzionale dovrà riconoscere che spettano a tutti e non solo a chi ha si è difeso da una aggressione!

F – L’articolo 9 stabilisce che i processi per chi ha ucciso o ferito in episodi in cui si invoca la legittima difesa vanno trattati con priorità. Non molto chiaro lo scopo perché è giusto far assolvere rapidamente chi è innocente, ma non rientra nello spirito della legge di far condannare rapidamente chi ha sbagliato a difendersi! Però non cambia nulla perché in Italia non si riescono a fare rapidamente neppure i processi per direttissima!

 

Un problema è sfuggito al legislatore il quale ha modificato l’art. 55 sull’eccesso colposo in relazione alla legittima difesa, ma non ha previsto l’estensione dei nuovi criteri di valutazione a chi si trova a dover usare le armi per adempiere ad un dovere del proprio ufficio (art. 53 c.p.) il che significa che l’agente di PS di fronte al giudice è sfavorito rispetto al privato: egli non può invocare il fatto di essere vittima di una intrusione, di essersi trovato in condizioni di minorata difesa (ad es. da solo in un quartiere in mano alla criminalità) o di aver agito in stato di grave turbamento (non credo che le Forze di polizia siano addestrate tutte al combattimento con gli incursori e le teste di cuoio, e comunque chiunque si può sentire turbato se ci si trova di fronte un terrorista che potrebbe essere imbottito di esplosivo).

La dimenticanza è grave perché le Forze di polizia continuano ad essere soggette a veder valutato il loro comportamento dei giudici che sanno usare solo il bilancino, i quali pensano che sparare un colpo basta e avanza (la regola saggia è invece di sparare fino a che l’aggressore non è steso a terra a senza armi in mano) e sono capaci di indagare per vilipendio di cadavere chi ne spara un secondo, che pretendono di sapere con precisione, leggendo i codici, che cosa è giusto fare in situazioni di pericolo. Ma se non lo sa neppure il Ministero che mai ha scritto regole di ingaggio per la polizia! Forse dovrebbero imparare dai medici i quali operano seguendo linee guida ufficiali e vanno esenti da colpa se le osservano.

In conclusione si può dire che una legge nata con le miglior intenzioni, per tutelare il cittadino e le Forze dell’Ordine da forme di accanimento giudiziario, è stata massacrata dai suoi estensori che hanno vanificato le buone intenzioni; la legittima difesa rimane confinata da troppi paletti il cui peso è lasciato alla valutazione del giudice e il numero di coloro che verranno trascinati ingiustamente di fronte alla giustizia non cambierà. È vero che poi potrà ottenere il rimborso delle spese, ma nessuno gli pagherà mai i danni, le spese aggiuntive, il danno morale e all’immagine.

Dispiace vedere come i magistrati siano sempre pronti a dare giudizi politici, non di loro competenza, sulle nuove leggi, ma non intervengano mai per migliorarne il profilo tecnico e per aumentare l’efficienza della giustizia; pare che non accettino che sia la legge a stabilire quando una persona è colpevole o innocente, con regole migliori di quelle che può partorire la mente di un singolo giudice, competente, forse, sul come leggere una legge, ma sicuramente non esperto in altri campi.

 

Edoardo Mori: Ex Giudice di Cassazione, si occupa da sempre di armi. Esperto cacciatore, conoscitore di armi antiche e ancor più esperto della normativa in vigore è un importante punto informativo sempre aggiornato sulle novità legislative del nostro Paese. Articolista per le maggiori pubblicazioni di settore come Diana Armi, Armi e Tiro, Tac Armi.
Autore del sito web Enciclopedia delle Armi con 4 milioni di visitatori.
Ha  pubblicato il “IL CODICE DELLE ARMI E DEGLI ESPLOSIVI” edizione 2016

 

Questura di Roma, Commissariato di P.S. “Trevi-Campo Marzio”: Gerardo POMPEO neo Segretario Locale

Il neo Segretario Locale CONSAP Comm.to P.S. Trevi/Campo Marzio POMPEO con il Segretario Generale CONSAP di Roma GUERRISI

Il neo Segretario Locale CONSAP Comm.to P.S. Trevi/Campo Marzio POMPEO con il Segretario Generale CONSAP di Roma GUERRISI

La nuova CONSAP prende sempre più forma e consistenza numerica. Nella città di Roma e Provincia la nuova squadra dirigente votata ed eletta da oltre 100 delegati al congresso dello scorso anno provenienti da ogni parte e ufficio della capitale , incassa gradimento ed un ritrovato entusiasmo, in un clima sereno, basato sulla motivazione, sulla trasparenza, sulla lealtà, la condivisione e partecipazione di scelte per al meglio rappresentare donne e uomini della Polizia di Stato ed onorare il mandato sindacale conferito da votazioni e scelte collegiali.
E’ con molto piacere che annunciamo e pubblichiamo la recente nomina del collega e amico Gerardo POMPEO, in servizio presso la Questura di Roma – Commissariato di P.S. TREVI-CAMPO MARZIO a Segretario Locale CONSAP.
Il collega POMPEO, proveniente da altra sigla sindacale, ha dimostrato negli anni apprezzata professionalità e costante impegno, ponendo innanzi a tutto gli interessi generali dei colleghi e del loro benessere.

Nelle prossime settimane la fitta agenda di lavoro romana della CONSAP dedicherà spazio e studio ad alcune tematiche di settore e riferite proprio ai Commissariati di P.S. della Capitale e d’intesa con la Segreteria Nazionale poi essere attenzionate al Dipartimento della P.S.

Dalla Segreteria Provinciale CONSAP di Roma congratulazioni e buon lavoro!

Senato della Repubblica, Ispettorato di Pubblica Sicurezza, la CONSAP incontra il Direttore dr Carmine BELFIORE

Senato della Repubblica, Ispettorato di P.S. da sinistra: il dr Ditta, Luciani (CONSAP), il dr Belfiore e Guerrisi (CONSAP)

Senato della Repubblica, Ispettorato di P.S. da sinistra: il dr Ditta, Luciani (CONSAP), il dr Belfiore e Guerrisi (CONSAP)

Giovedì 16 Maggio 2019, una delegazione della CONSAP ha incontrato il Dirigente dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza c/o il Senato della Repubblica dr Carmine BELFIORE.

Al cordiale e costruttivo confronto, in un clima di massima disponibilità, presente anche il Vice Dirigente dr Giuseppe DITTA. Per la CONSAP il Segretario Generale di Roma GUERRISI e il neo Segretario Locale presso il Senato LUCIANI.

Le tematiche trattate nel corso dell’incontro:

Divisa Operativa: la CONSAP ha sollecitato, ancora una volta, la fornitura della divisa operativa per il personale di vigilanza che, da informazione assunte, alla fine dello scorso anno 2018 era stata programmata e assicurata agli Ispettorati per il secondo semestre del 2019 (data che non sarà rispettata). Il Direttore informava i presenti di condividere l’assoluta importanza della vestizione uniforme operativa e di voler, nei prossimi giorni, interessare di nuovo il Dipartimento P.S., attuando una calibrata azione collettiva con tutti gli altri Ispettorati che hanno fatto richiesta per arrivare il più presto possibile alla soluzione dell’annosa criticità;

Assegnazione di risorse umane per le vigilanze: la CONSAP ha ribadito la necessità dell’ampliamento dell’organico dell’Ispettorato Senato che nel tempo si è notevolmente ridimensionato con uscite senza il dovuto ricambio. Le vigilanze in uniforme hanno urgenza di essere “rinforzate” per fronteggiare in maniera ottimale le quotidiane incombenze di servizio sia ordinarie che straordinarie. Il Direttore ha garantito il Suo personale interessamento con contestuale richiesta urgente “di personale” al Dipartimento della P.S. e la volontà di mantenere il personale che per progressione di carriera transita in ruoli superiori;

Secondo Buono Pasto: la CONSAP, in considerazione delle numerose richieste pervenute dai colleghi, ha chiesto al dr BELFIORE quali sono gli intendimenti che la Direzione Ispettorato Senato intende adottare per le modalità della fruizione del secondo buono pasto. Il Direttore rispondeva di aver inviato un quesito agli Uffici competenti del Dipartimento della P.S. per avere un riscontro chiaro alle diverse interpretazioni che in questi ultimi tempi si stanno sviluppando, ma comunque di voler venire incontro e soddisfare tutte le necessità di servizio che portano l’allungamento dell’orario ordinario continuativo in straordinario e maturazione del secondo buono relativo.

La Segreteria Locale CONSAP Senato della Repubblica ringrazia la Direzione dell’Ispettorato (dr Belfiore e dr Ditta) per la cordialità e disponibilità dimostrata alle tematiche rappresentate dai dirigenti sindacali e ringrazia la Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP per la professionalità e la competenza, il costante impegno quotidiano alle esigenze del personale iscritto al sindacato delle sezioni locali.

 

Fabio LUCIANI
Segretario Locale c/o Ispettorato di P.S. Senato della Repubblica
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

 

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Assistenza Fiscale 2019: rinnovata la convenzione tra CONSAP Roma e CAF Italia con consulente dedicato

Assistenza Fiscale 2019: Accordo CONSAP Roma e CAF Italia

Assistenza Fiscale 2019: Accordo CONSAP Roma e CAF Italia

La Segreteria Provinciale di Roma ha rinnovato anche per il 2019 la convenzione fra la CONSAP ed il CAF Italia per l’assistenza fiscale.
In virtù dell’accordo il costo della dichiarazione dei redditi è rimasto quello dello scorso anno ossia euro 10, inoltre ogni nostro iscritto godrà dell’agevolazione presentando al compilatore del Caf Italia anche le dichiarazioni di familiari ed amici.
La convenzione è valida solo per le pratiche trattate e gli appuntamenti accordati attraverso la Segreteria Provinciale della CONSAP in via San Vitale n. 15 presso la Questura di Roma.
Per informazioni ed appuntamenti prendere contatti alle note utenze telefoniche: Tel. 06.46863116   Tel/Fax 06.46862537 o alle utenze telefoniche dei Segretari Provinciali di Roma che attiveranno il consulente Caf Italia dedicato.

 

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Prevenzione 90: Questura di Roma, istituzione Ufficio Unico per la trattazione fermati/arrestati, esito consultazione RLS – 81/08

Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma, Ing. Di Romualdo, dr Improta e dott.ssa Macrì

Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma, Ing. Di Romualdo, dr Improta e dott.ssa Macrì

Nella mattinata odierna, la Federazione CONSAP ha partecipato, presso la Sala Prisco Palumbo della Questura di Roma,  alla riunione relativa all’istituita articolazione del Reparto Volanti di Roma “Prevenzione 90” , in riferimento alla consultazione dei Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza (DLg.Vo 81/08).
Per la CONSAP presente il Segretario Generale Provinciale di Roma, G. GUERRISI.
Per la Questura di Roma presente il dr Massimo IMPROTA Dirigente dell’UPGSP – Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, l’Ing. Stefano DI ROMUALDO Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e la dott.ssa Rosamaria MACRI’ Medico Competente.
La CONSAP ha osservato, nel suo intervento quanto segue:
1) La necessità di effettuare un sopralluogo RLS agli ambienti di lavoro prima di procedere alla piena operatività del nuovo Ufficio, al fine di verificare le condizioni di massima sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro e di visionare tutti i documenti relativi agli accertamenti effettuati dagli incaricati, uffici competenti della Questura di Roma, in riferimento ai dettami della normativa 81/08 relativi all’Ufficio in parola e dello stabile che ospita predetto Ufficio;
2) Collocare armadi blindati a norma per la custodia di reperti e materiale sequestrato;
3) Provvedere con la massima urgenza al rifacimento e “messa in sicurezza” del manto stradale pericoloso e pieno di buche della strada che porta alla sede di via Patini;
4) Istituzione area relativa alla sezione trattazione dati e atti comunque ancora in carico ai commissariati di zona.

Nel consueto spirito costruttivo e migliorativo delle condizioni di lavoro per uomini e donne della Polizia di Stato la scrivente O.S. resta a disposizione di tutti i colleghi, per tutte quelle informazioni utili ad eventuali segnalazioni ai responsabili della Questura di Roma.

Banda Musicale della Polizia di Stato, la CONSAP centra un altro grande traguardo: il Dipartimento delle P.S. accoglie la nostra richiesta per il riconoscimento dell’indennità musicale

Banda Musicale delle Polizia di Stato

Banda Musicale delle Polizia di Stato

L’incessante attività svolta dalla CONSAP sta facendo registrare una svolta in positivo per la Banda Musicale della Polizia di Stato. Infatti le richiesta di una cosiddetta “indennità musicale” in favore di questo personale, ribadita in una serie di incontri al Dipartimento della P.S., l’ultimo dei quali del gennaio scorso, dove la CONSAP era rappresentata dal Segretario Generale Nazionale Vicario Bortone, dal Presidente Nazionale Del Bon, dal Segretario Generale Provinciale di Roma Guerrisi e dai dirigenti sindacali presso la Banda Musicale Turicchi, Profili e Celestino sarebbe stata recepita.
Secondo notizie raccolte in ambito dipartimentale la proposta CONSAP di un’indennità di reparto, formalizzata dopo un incontro con il dottor Famiglietti Direttore dell’Ufficio Personale Tecnico Scientifico e Professionale del Dipartimento della P.S. del novembre scorso sta per essere accolta.
La CONSAP intende ringraziare tutta la Segreteria Locale CONSAP della Banda Musicale della Polizia di Stato per l’impegno profuso verso questo obiettivo che va a qualificare l’eccezionale professionalità dei componenti della nostra Banda Musicale.