Category Archives: Sindacato

Istituto per Ispettori di Nettuno, la CONSAP incontra il Direttore dr Giovanni Busacca

da sinistra: Di Niro, il dr Busacca, Matalone, Cesario e Salvucci

da sinistra: Di Niro, il dr Busacca, Matalone, Cesario e Salvucci

Una delegazione della CONSAP, rappresentata dal Vice Presidente Nazionale Di NIRO Giuseppe, dal Dirigente Nazionale SALVUCCI Paolo, dal Segretario Provinciale di Roma CESARIO Simone e dal Segretario Locale MATALONE Fabrizio in un clima di estrema cortesia e disponibilità, ha incontrato il Sig. Direttore dell’Istituto per Ispettori di Nettuno dr Giovanni Busacca. Tale incontro si è reso necessario al fine di sciorinare alcune tematiche di settore riguardanti gli istruttori ed il personale del CSNPT attualmente oberati di lavoro poiché impegnati a formare simultaneamente l’80° corso di formazione per istruttori di tiro, i tiratori scelti e le Squadre Uopi. Il Direttore ha ringraziato il personale del Centro di Tiro per la professionalità elargita nelle attività svolte rinnovando la massima collaborazione con questa O.S..
Riguardo le tematiche affrontate la CONSAP intende congratularsi con il dr Busacca per l’incessante e virtuosa attività esplicata nella difficile gestione della Scuola di Nettuno, poiché de facto sempre attento ad una oculata gestione del personale non ultima la gravante organizzazione del corso Ispettori che consta oltre 600 allievi. Si ringrazia il dr Busacca per aver ricevuto la nostra O.S. dimostrando disponibilità e pronta azione a risolvere le problematiche de quo. La delegazione CONSAP
intervenuta vigilerà scrupolosamente affinché le tematiche affrontate trovino una pronta e doverosa soluzione.
La scrivente O.S. rimane a completa disposizione di TUTTO il personale che vorrà segnalarci anomalie e scorrette applicazioni delle vigenti normative.

Istituto per Ispettori di Nettuno

Questura di Roma, riorganizzazione Uffici Emergenza e Pronto Intervento, comunicazione congiunta OO.SS. al Questore dr. Guido Marino

Il Questore di Roma dr Guido Marino

Il Questore di Roma dr Guido Marino

AL SIGNOR QUESTORE QUESTURA DI ROMA

In riferimento alla nota prot. Mass.B2 prot. 006211 u.s., relativa alla riorganizzazione in oggetto
indicata, preso atto che per tale turnazione H24 verrebbe impiegato personale del ruolo Ispettori e
Sovrintendenti in servizio presso Divisioni e Uffici della Questura di Roma, poiché gli stessi sono in gran parte inquadrati in articolazioni orario non continuativo, 8/20 ovvero 13/19, emerge chiaramente una variazione di orario di servizio. Vista la delicatezza della materia che dal 2009 ha visto un confronto serrato tra Amministrazione e Organizzazioni Sindacali, le quali hanno dimostrato negli anni senso di responsabilità e rispetto delle procedure, duole prendere atto di una decisione unilaterale che di fatto incide negativamente sulla vita lavorativa del Personale interessato.
Alla luce di quanto esposto si ritiene necessario un immediato incontro sulla tematica in questione.

Distinti saluti.

 

COMUNICATO CONGIUNTO OO.SS.
riorganizzazione Uffici Emergenza e Pronto Intervento

CONVOCAZIONE QUESTURA DI ROMA
riorganizzazione Uffici Emergenza e Pronto Intervento

Reparto Mobile di Roma, servizio e locali mensa, gravi criticità in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro e disattenzione all’applicazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi, la CONSAP ha chiesto l’accesso ai sensi dell’art. 50 D.Lgs.Vo 81/08

Mense della Polizia di Stato

Mense della Polizia di Stato

A seguito di alcune documentate e gravi criticità in materia di sicurezza e igiene luoghi di lavoro, riguardanti il servizio e locali mensa del Reparto Mobile di Roma, la CONSAP ha chiesto l’accesso ai sensi dell’art. 50 D.Lgs.Vo 81/08 (accesso ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni).
Gli R.L.S. (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) designati dal sindacato, procederanno, quindi, nei giorni prossimi, alla verifica delle condizioni della locale mensa per poi relazionare agli uffici competenti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per verificare se le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle  siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

Polizia, Caserma Ferdinando di Savoia, la CONSAP ottiene importanti lavori di manutenzione per la sicurezza dei lavoratori

Piazzale del Polo Ministero dell'Interno - Dipartimento della P.S. - Ferdinando di Savoia

Piazzale del Polo Ministero dell’Interno – Dipartimento della P.S. – Ferdinando di Savoia

Grazie ad una segnalazione della locale Segreteria CONSAP presso della Direzione Centrale di Sanità, atta ad evitare qualsivoglia luttuoso episodio potenzialmente verificabile in virtù del mal funzionamento di una porta di vetro sita di fronte l’ala C della Caserma Ferdinando di Savoia, sono stati effettuati mirati interventi di manutenzione. Difatti questa O.S. ha preteso ed ottenuto non solo la riparazione della porta suddetta ma anche la sostituzione di tutte le maniglie e delle molle a scatto della chiusura di tutte le porte a vetri presenti nel corridoio di accesso al cortile della Caserma.
La scrivente O.S. rimane a completa disposizione di TUTTO il personale per eventuali segnalazioni.

Polizia Stradale, Reparto Operativo Speciale Settebagni, la CONSAP incontra il Dirigente dr Alessandro Ciotti

Nella mattinata dell’8 settembre ultimo  scorso, la Consulta Nazionale Polizia Stradale della CONSAP ha incontrato il dirigente del R.O.S. Settebagni, V.Q. A. dr Alessandro Ciotti.

Queste le tematiche trattate:

1) alloggi di servizio, carenza e situazioni di uso abusivo;
2) pulizie spazi comuni e spogliatoi;
3) centralino Cnai;
4) situazione “discarica” attigua locali v.e.c.a.;
5) climatizzazione spogliatoio femminile;
Sul primo punto, abbiamo fatto presente al dr  Ciotti che, sebbene molto sia stato fatto, occorre continuare lo sforzo circa la reperibilità’ degli alloggi di servizio a Settebagni, posto che a fine anno, con il prevedibile arrivo di nuovi agenti, si riproporrà’ il problema degli alloggi.  infatti, questa O.S. ha motivo di ritenere che molti posti letto siano ancora occupati da chi non li utilizza, o da chi potrebbe, francamente, farne a meno visto che abita nei dintorni della caserma. su questo tema si e’ sollecitato più’ volte anche il Comandante della Sottosezione  dr Ferilli, per cui si e’ chiesto ai due responsabili un’azione più’ incisiva e prolifica.  il dr  Ciotti ha promesso che si attiverà’.
Sul secondo punto, il dirigente su nostra richiesta ha chiarito che provvederà’ a far pulire almeno 2 volte a settimana gli spogliatoi e a disporre un maggior intervento degli operatori delle pulizie nei luoghi comuni, posto che la presenza delle“donne delle pulizie” e’ stata aumentata da 3 a 5 volte a settimana.
Sul terzo punto: si e’ chiesto al dirigente di fare quanto e’ in suo potere per contribuire a risolvere la “barzelletta” del centralino cnai, posto che le responsabilità’ sull’utilizzo improprio del collega della sottosezione, e’ imputabile, a nostro avviso, al dirigente del Cnai e al servizio di polizia stradale che da più’ di due anni e a più’ riprese sono stati incalzati dalla CONSAP per trovare una soluzione a una questione diventata ormai ridicola e dannosa per la salute e per l’attivita’ di servizio dei colleghi.
Sul quarto punto: si e’ sollecitata la rimozione, già’ più’ volte “denunciata da questa O.S. delle attrezzature fatiscenti dietro gli uffici v.e.c.a della caserma, dal momento  che questa situazione insalubre e’ già stata segnalata durante le ispezioni effettuate ai sensi del dlgs 81/2008 per la sua pericolosità’ avverso la salute; tali spazi, si e’ chiarito, potrebbero, inoltre, essere utilizzati per parcheggiare veicoli e mezzi dell’amministrazione, vista la carenza di posti all’interno della caserma stessa.sul quinto punto:  chiesto a che punto era l’installazione del climatizzatore nello spogliatoio femminile, da noi avanzata due mesi fa. il dirigente ha risposto che il climatizzatore e’ stato ordinato e si e’ in attesa certa del suo arrivo e installazione.

Il Referente CONSAP
Gianfranco Rosati

Vice Ispettori 9° Corso, la CONSAP ricorre al TAR contro l’assurda decisione di collocare in “aspettativa speciale” i colleghi che frequenteranno il corso di formazione, raccolta adesioni e consegna documenti

Corso Vice Ispettore, trattamento di missione e trasferimento,la CONSAP ricorre al TAR

Corso Vice Ispettore, trattamento di missione e trasferimento,la CONSAP ricorre al TAR

La CONSAP, che per prima ha inoltrato una nota al Dipartimento della P.S. con cui chiedeva spiegazioni circa l’assurda decisione di collocare in “aspettativa speciale” i frequentatori del 9° corso di formazione per Vice Ispettori della Polizia di Stato, non avendo ricevuto ad oggi alcuna risposta in merito, ha dato mandato allo studio legale associato “Giorgio di Paolo” di Terni nella persona dell’Avvocato Maria di Paolo, di predisporre un ricorso al TAR per vedere riconosciuto ai colleghi interessati il diritto alla corresponsione del trattamento economico di missione nonché il riconoscimento dell’indennità di trasferimento a coloro che non faranno rientro nella sede di provenienza.

Il ricorso sarà completamente gratuito per tutti gli iscritti alla CONSAP mentre è previsto un contributo di 80 euro per chi non è iscritto.

Si invitano pertanto tutti i colleghi interessati a prendere contatti con le nostre segreterie provinciali per consegnare entro il 15 settembre 2017:

  1. Copia del documento di riconoscimento valido ed aggiornato

  2. Codice Fiscale

Il ricorso sarà notificato all’Amministrazione e successivamente depositato presso il TAR competente.

Vice Ispettori 9° Corso, la CONSAP ricorre al TAR contro l’assurda decisione di collocare in “aspettativa speciale” i colleghi che frequenteranno il corso di formazione

Polizia, ecco i nuovi distintivi di qualifica ruoli Agente-Assistente, Sovrintendente, Ispettore e Funzionario, presentati al Ministero dell’Interno, perplessità e critiche severe espresse dalla CONSAP

I nuovi distintivi di qualifica per il personale della Polizia di Stato presentati al Ministero dell'Interno

I nuovi distintivi di qualifica per il personale della Polizia di Stato presentati al Ministero dell’Interno

Ha avuto svolgimento, presso l’Ufficio di Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia la programmata riunione sul Riordino delle Carriere e nuovi Distintivi di Qualifica.
Presenti per l’Amministrazione il Vice Capo della Polizia Guidi, il Direttore Affari Generali Dispenza, il Direttore Servizio Dirigenti, Direttivi ed Ispettori Ianniccari, il Dirigente Ufficio Legislativo Bella, per l’Ufficio Relazioni Sindacali De Bartolomeis e numerosi altri funzionari del Dipartimento della P.S.
Per la CONSAP il Presidente Nazionale Mauro Pantano.
L’Amministrazione ha illustrato gli intendimenti riguardo i nuovi distintivi di qualifica da adottare a seguito delle riordino delle carriere.
La CONSAP ha esternato, nel suo intervento, una severa critica alla nuova panoramica dei distintivi di qualifica presentata dall’Amministrazione. In una società sempre più orientata all’immagine è necessario scegliere con attenzione i distintivi di qualifica che, oltre a rappresentare un riferimento per la collettività, hanno rilevanti effetti sulla motivazioni professionale per coloro che andranno ad indossarli.
L’Amministrazione, raccogliendo le istanze formulate, ha invitato a fornire contributi per apportare alla bozza presentata le utili modifiche.

 

Le ipotesi presentate nuovi distintivi:

I nuovi distintivi di qualifica per il personale della Polizia di Stato presentati al Ministero dell'Interno

 

I nuovi distintivi di qualifica per il personale della Polizia di Stato presentati al Ministero dell'Interno

I nuovi distintivi di qualifica per il personale della Polizia di Stato presentati al Ministero dell'Interno

Angelo Vicari, “ La gestione dell’ordine pubblico: un mestiere difficile!.. ovvero piu’ facile a dirlo che a farlo……..”

Reparto Mobile della Polizia di Stato in Ordine Pubblico

Reparto Mobile della Polizia di Stato in Ordine Pubblico

In una società che continua ad essere contagiata e condizionata dalla sola esigenza dell’apparire, diventa facile “capro espiatorio” chi si trova esposto, in prima linea, alle riprese di televisioni, più o meno professionali, nonché di telefonini di privati che si improvvisano reporter. Così chi meglio della Polizia può servire da “capro espiatorio” quando i risultati delle operazioni attirano, in negativo, l’attenzione dell’opinione pubblica, deludendo le aspettative di coloro che le hanno decise a tavolino? L’anello debole, terminale della catena di comando, è sempre il poliziotto che si trova a gestire situazioni, troppo spesso ingestibili, sotto i riflettori di cineprese e telefonini. In questa società dell’immagine, dove conta più l’apparire che l’essere, fa notizia il comportamento sul campo delle Forze di polizia e non le riunioni politiche e tecniche che hanno preceduto, deciso e gestito, dietro le quinte, tali interventi. Non sarebbe male, per dovere e completezza di cronaca, che, quando accadono fatti come quello di Roma (e ne accadono!…), non si focalizzassero gli obiettivi solo sul poliziotto che alza il braccio con un manganello, ma anche sulle riunioni politiche e tecniche che hanno contribuito a tale comportamento. Purtroppo le interviste di coloro che sono al primo posto nella catena di comando vengono concesse e trasmesse solo quando tutto è andato liscio!…. Dunque nulla di nuovo sotto il sole. Anzi, qualcosa di nuovo c’è: si è pensato che, prima di disporre interventi di polizia, che inevitabilmente generano le contestate conseguenze, sia opportuno trovare soluzioni alternative.
Se, anche con questa nuova procedura, si ripeteranno i fatti di Roma, finalmente, anche nella società dell’immagine, farà più notizia l’inefficienza di politici e burocrati che non la foto o il video di un poliziotto che alza il braccio con il manganello.

 

dr. Angelo Vicari Dirigente della Polizia di Stato a.r.
dr. Angelo Vicari
Dirigente della Polizia di Stato a.r.
Esperto di Armi e Legislazione sulle Armi

 

Polizia, sgombero di via Curtatone a Roma, “ciò che ha detto il funzionario di polizia, per la legge, rientra nell’ambito delle cause di giustificazione che escludono la punibilità …”, l’analisi dello Studio Legale DE IURE – PP&Counselors

Ordine Pubblico, agente in servizio che calma la folla dei manifestanti

Ordine Pubblico, agente in servizio che calma la folla dei manifestanti

Lo Studio Legale DE IURE – PP&Counselors,

esprime tutta la propria vicinanza e solidarietà ai Servitori dello Stato, in merito ai gravi fatti verificatesi il 24 Agosto 2017, dove Agenti delle Forze di Polizia, nello svolgimento del loro servizio, finalizzato allo sgombero di circa 100 immigrati irregolari che avevano occupato abusivamente il Palazzo di Via Curtatone, sono stati vittime di una vile aggressione, prima fisica, con il lancio di sassi, bottiglie ed addirittura bombole a gas, e poi verbale, provenienti dagli Organi di Stampa.
In un Paese come il nostro che quotidianamente vive nell’attesa di un imminente attacco terroristico di matrice islamica, nel quale anche le abitudini estive sono cambiate, dove si ha paura al solo incrociare lo sguardo con un extracomunitario e si chiede con forza PIU’ CONTROLLI, MAGGIORE SICUREZZA, proprio nel giorno in cui i nostri Agenti sono intervenuti per sgomberare un Palazzo illegittimamente occupato da immigrati clandestini, non una parola di elogio o ringraziamento è stata formulata, ma solo feroci critiche sono state spese.
A questo punto dobbiamo chiederci se vogliamo continuare ad essere la meta di transito e soggiorno degli immigrati clandestini, che anziché rispettare le nostre leggi, tradizioni e cultura tendono semplicemente a delinquere, ad accordarsi con le organizzazioni criminali del Paese e nelle segrete stanze organizzare piani per attentati, tali da essere ricordati nella storia.
Se è questo ciò che vogliamo, allora ci meritiamo questa Classe Politica, ci meritiamo l’illegalità e il continuo flusso indiscriminato migratorio.
Se invece siamo stufi della società in cui viviamo, del mancato rispetto delle regole, della continua corruzione e della predominante attività delinquenziale e soprattutto vogliamo essere sereni quando si prende una metropolitana, un aereo o si partecipa ad un concerto dobbiamo soltanto solidalizzare con le Forze di Polizia.
Proprio gli Agenti che vivono quotidianamente con lo stress, che mettono da parte la propria vita e quella dei loro familiari per il bene comune, che sono continuamente vittime di attacchi politici e di scelte legislative prive di ragione ( si pensi all’introduzione del nuovo reato di tortura), di critiche pretestuose, hanno garantito e continuano a salvaguardare la SICUREZZA DI TUTTI NOI!!!
Dovremmo ringraziarli per il lavoro che svolgono ed invece anche una attività di prevenzione del Crimine quale quella del 24 Agosto è stata utilizzata quale pretesto per criticare ferocemente la loro Professionalità.
Non si sono lette parole di stima e ringraziamento per gli Agenti che hanno subito una vile aggressione con bombole a Gas, non un elogio per l’Agente che durante gli scontri manifesta la propria Umanità nei confronti di una migrante con una carezza, ma solo polemiche alimentate da esponenti Politici che odiano le Forze di Polizia probabilmente perché hanno il compito di far rispettare la Legge, concetto a loro non conosciuto.
Si sono scritte pagine di articoli soltanto per la frase del Funzionario di Polizia “ se tirano qualcosa spaccategli un braccio”…
E’ sicuramente una frase forte, peraltro non formulata in un contesto conviviale, ma nel pieno della Guerriglia, e comunque sempre rispettosa della legge.
Analizzando ciò che ha detto il Funzionario, si rientra nell’ambito delle cause di giustificazione che escludono la punibilità di colui che agisce nel rispetto delle stesse.
In particolare di quanto prescritto e previsto dagli articoli 52 e 53 del nostro codice penale che escludono la punibilità per chi agisce e ricorre alla violenza, qualora siano presenti 3 elementi essenziali:

  • INEVITABILITA’
  • ATTUALITA’ DEL PERICOLO
  • PROPORZIONALITA

In una guerriglia come quella scatenata dagli extracomunitari il 24 Agosto, l’Agente che avesse seguito l’Ordine del Superiore non avrebbe commesso un reato punibile.
L’inevitabilità dell’azione, l’attualità del pericolo e la proporzionalità sono rispettati nell’Ordine del Funzionario, infatti, non è stato ordinato di sparare al lancio della bombola a gas, Azione questa sì perseguibile dall’Autorità Giudiziaria.
Se vogliamo criticare questo Ordine allora dovremmo processare il Comandante che ordina di sparare al nemico.
Si dimentica il contesto nel quale la frase è stata formulata, ed effettivamente è semplice dimenticarlo: chi critica, coloro che invocano gravi sanzioni, lo fanno da una scrivania, da una spiaggia mentre prendono il sole o mentre verificano l’accredito degli stipendi e pensioni d’oro.
Sarebbe semplice comprendere che ora più che mai bisogna aiutare le Forze dell’Ordine nell’arduo compito che stanno affrontando: accanto alla lotta alla microcriminalità ed alle Mafie, devono combattere il fenomeno dell’Immigrazione Clandestina associato al Terrorismo.
Siamo oramai nelle Terza guerra Mondiale, diversa dalle prime due, e più difficile da vincere dove il nemico è nascosto, e potrebbe essere accanto a noi.
Per tale Ragione i Professionisti dello Studio Legale DE IURE – PP&Counselors, manifestano la loro vicinanza e ringraziano le Forze di Polizia per l’immenso lavoro atto a garantire la SICUREZZA ed il rispetto della Legge.

 

STUDIO LEGALE DE IURE- PP&Counselors Via del Casale Strozzi, 31 - ROMA  (Piazzale Clodio)

STUDIO LEGALE DE IURE- PP&Counselors
Via del Casale Strozzi, 31 – ROMA  (Piazzale Clodio)
Sito Web – http://www.ppcounselors.it/  

STUDIO LEGALE DE IURE- PP&Counselors Via del Casale Strozzi, 31 - ROMA  (Piazzale Clodio)

 

 

Roma, ordine pubblico, Piazza Indipendenza, scontri Forze dell’Ordine e immigrati, CONSAP ” la politica ha avviato un irreversibile processo di disgregazione del paese, la misura è colma”

Roma, Agenti di Polizia in Ordine Pubblico a tutela della sicurezza

Roma, Agenti di Polizia in Ordine Pubblico a tutela della sicurezza

Basta a tutti questi costruttori di fallimentari  strategie terzomondiste !
Basta con i pedagoghi dell’invasione interpretata ed interessata !
Basta con salvaguardare unicamente gli interessi della finanza e delle banche sulle spalle dei cittadini e dei poliziotti.
Un campo di battaglia, così come tutta l’Italia , questa era la visione che si presentava agli occhi dei cittadini romani a Piazza Indipendenza, dopo lo sgombero da parte delle forze dell’ordine del palazzo di via Curtatone, occupato dai richiedenti asilo.
Bombole di gas lanciate dalle finestre direttamente sulla testa dei colleghi con gravissimi rischi per il personale, fitte sassaiole, incendi  qua e là sulla piazza a seguito di deflagrazione delle stesse .
Ma quale orientamento  aberrante della politica può permettere tutto ciò ?
Avete avviato un irreversibile processo di disgregazione del paese e non ve ne rendete conto!
Avete scaricato tutte le tensioni sociali sulle forze dell’ordine e sui cittadini, grazie a una “logica” condivisa di polarizzazione assoluta e ricercata degli interessi personali da una parte, e dall’altra la diffusione della miseria.
Queste sono purtroppo le priorità del sistema e questo è il suo equilibrio.
La misura è…colma!!!

Concorsone Agente della Polizia di Stato, Fiera di Roma, ai poliziotti in servizio di vigilanza pranzo con hamburger crudi e pane molliccio, denuncia CONSAP

Concorsone Agente della Polizia di Stato - Fiera di Roma

Concorsone Agente della Polizia di Stato – Fiera di Roma

Hamburger crudi ai poliziotti in servizio di vigilanza alla Fiera di Roma per il concorsone da Agente.
La CONSAP aveva denunciato nei mesi scorsi l’inopportunità a svolgere le prove per il concorsone da Agente nel mese di agosto impiegando 400 poliziotti al giorno in servizio di vigilanza . Tanti erano i motivi , tanti erano i dubbi ben rappresentati dalla CONSAP . Oggi , dopo che tanti poliziotti hanno dovuto rinviare le proprie ferie estive o a ridurne i giorni per poter assicurare il servizio , giunge la notizia che per ben due giorni  i poliziotti ivi in servizio hanno ricevuto come pasto degli hamburger crudi e pane molliccio .
La CONSAP non tollererà più questi gravissimi episodi di evidente disorganizzazione e poco rispetto dei poliziotti . Da qui per i prossimi giorni fino al mese di settembre denuncerà il disservizio agli organi deputati.
Basta con questo pressappochismo che lede gravemente la dignità dei poliziotti di Roma già penalizzati per servizio che è nato male e rischia di finire peggio .

 

Cesario Bortone Coordinatore Nazionale Centro Italia CONSAP - Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Cesario Bortone
Coordinatore Nazionale Centro Italia
CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

Taser e altri storditori elettrici, “in Italia al solito siamo allo sbando legislativo…” il parere del dr Edoardo Mori

La pistola Taser già in uso ad alcune Forze di Polizia estere

La pistola Taser già in uso ad alcune Forze di Polizia estere

La CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha chiesto al dr Edoardo Mori, tra i massimi esperti sulla legislazione delle armi, un parere sull’utilizzo della pistola Taser anche per i poliziotti italiani.

Dr Mori . Chiariamoci le idee in materia di strumenti che provano spasmo muscolare mediante una scarica elettrica o, come li ha chiamati il nostro legislatore, “storditori elettrici e altri apparecchi analoghi in grado di erogare una elettrocuzione“.

Il decreto legislativo 204/2010 li ha classificati fra le armi proprie. La Cassazione, che una ne pensa e dieci ne sbaglia, ha insistito nello scrivere  che si tratta di armi comuni da sparo! Con tutta evidenza non ha mai capito che la legge 110 1975 mette fra le armi da sparo solo quelle da fuoco e, in via eccezionale, per assimilazione, quelle ad aria compressa. Inoltre per  la direttiva europea vecchia e nuova  si intende per «arma da fuoco» qualsiasi arma portatile a canna che espelle, è progettata per espellere o può essere trasformata al fine di espellere un colpo, una pallottola o un proiettile mediante l’azione di un combustibile propellente. In questi strumenti a scarica elettrica mancano una canna  e una cartuccia e quindi non potranno mai rientrare fra le armi da sparo.

Quindi, arma sì, arma da sparo mai.

Vi sono due tipologie di strumenti:

Quelli Taser, a forma di pistola in cui due aghi collegati ciascuno con un sottile filo elettrico, lungo fino a 15 metri nella versione per polizia (circa 5 metri per i privati), vengono sparati mediante una carica di aria compressa contro il bersaglio che deve essere colpito da entrambi, un po’ distanziati  i fili trasmettono una scarica elettrica che attraversa il corpo umano tanto più ampiamente quanto più gli aghi sono distanti. La carica è ad elevata tensione e amperaggio sufficiente a provocare forti crampi muscolari e la caduta a terra della persona colpita.

Quelli detti electroshocker, a forma di parallelepipedo impugnabile, che recano la parte anteriore stretta due elettrodi distanziati di qualche centimetro l’uno dall’altro (si calcola un cm ogni 100.000 volt); se si attiva lo strumento si vede la scarica che passa da un elettrodo all’altro; se lo strumento è appoggiato al corpo umano la scarica passa da un elettrodo all’altro, ma dentro il corpo e provoca così una contrazione dolorosa del muscolo colpito.

Mentre per i Taser ormai vi è la certezza che si tratta di armi bianche vere e proprie in quanto provocano una temporanea incapacità totale della persona colpita e talvolta anche la sua morte per tachicardia e fibrillazione cardiaca. Molto dipende dai punti tra cui si verifica la scarica e dalla condizione fisica della persona colpita. Non avrebbe alcun senso usare un Taser a bassa potenza perché esso non sarebbe in grado di fermare un aggressore a distanza il quale, se non gettato a terra, continuerebbe ad avvinarsi o a fuggire.

Gli electroshocker sono costruiti con diverse potenze fino  1.2 millioni di Volt  e 14 Ampère e non vi è dubbio che al di sopra di una certa potenza rientrano anch’essi fra le armi proprie e son pericolosi quanto e più di un Taser. Molti Stati hanno quindi adottato norme per regolare il loro uso da parte dei civili.

Se prendiamo l’esempio della Germania si vede che fin dal 1977 essi sono considerati armi, salvo i tipi approvati BTB (Physikalisch-Technische Bundesanstalt), sigla a noi noto perché è quella che certifica le armi ad aria compressa liberalizzate.

Questo ente li approva se non sono idonei a provocare danni permanenti alla salute e non possono impartire una scarica che duri oltre i 10 secondi. Lo strumento può essere venduto solo maggiorenni e portato solo con una licenza speciale specifica e può essere impiegato soltanto per legittima difesa.

Di fatto in Germania sono approvati con una potenza massima di 500.000 Volt, ma se ne trovano da 200.000 e da 100.000, ben poco efficaci.

Gli effetti di quello più potente sono i seguenti: la scarica riesce a penetrare anche attraverso indumenti di un certo spessore e di cuoio, ma ovviamente l’effetto si riduce; il massimo effetto si ha con il contatto diretto sulla pelle. L’effetto inoltre è collegato alla durata del contatto. Con un contatto fino a due secondi si ha un crampo muscolare che, ad esempio, può far lasciare la presa su di un braccio o al collo o da far mollare un coltello. Con un contatto fino a quattro secondi la persona colpita in un posto sensibile soffre un forte shock, è stordita e può persino cadere. Con un contatto fino a 10 secondi il soggetto subisce un forte shock, è disorientato, non riesce a muovere la parte colpita e si può agevolmente scappare.

Si tenga presente che l’effetto sorpresa influisce molto sullo sconcerto della aggressore e che è necessario cercare di colpire parti sensibili come le parti molli, la bocca, gli occhi, il naso, il collo; una scarica sulla spalla e sull’anca possono immobilizzare l’arto colpito.

Il vero problema è quindi quello della durata del contatto; siccome questi strumenti sono abbastanza voluminosi è difficile nasconderli all’avversario e se questi è preparato, al primo contatto si scosta e perciò il tempo di scarica si deduce al massimo ad un secondo. In Internet vi sono filmati di persone che si scaricano 500.000 V sul braccio con il solo effetto di un suo modesto crampo! Per difesa privata è uno strumento sciocco, di uso scomodo, non portabile in tasca, non usabile di sorpresa, che può essere facilmente evitato dall’aggressore; molto meglio la bombolette al peperoncino che costano un decimo.

In Italia al solito siamo allo sbando legislativo. È vero che il legislatore questi arnesi li ha inseriti tutti, senza distinzione, fra le armi proprie, ma avrebbe avuto l’obbligo di stabilire oltre quale voltaggio ci si possono attendere danni alla salute, e quando si è di fronte ad un giocattolo e non ad un’arma, così come ha fatto quando ha liberalizzato gli spray al peperoncino.

Qualcuno, Ministero dell’Interno compreso, pensa che la valutazione sulla idoneità ad offendere sia stata attribuita al Banco di prova, e lo crede lo stesso Banco di prova che si è messo a dar valutazione in materia manganelli! Nulla di più sbagliato: il decreto legislativo 29 settembre 2013 numero 121 ha attribuito al Banco la competenza in materia di armi e strumenti ad aria compressa e non certo su altri strumenti atti ad offendere come coltelli, forbici e punteruoli! Del resto la valutazione sulla lesività è materia di competenza della medicina legale e non di meccanici.

La circolare del 28 luglio 2014 per spiegare il decreto legislativo ha preso quindi una grossa cantonata.

Qualche ditta  ha richiesto pareri a periti ed uno di Torino avrebbe risposto che ”l’esperienza di utilizzo pluriennale e gli studi sperimentali svolti negli Stati Uniti, condotti su stimolatori analoghi a quelli in esame, ma con repetition rate di circa 29 Hz hanno dimostrato una ridotta o nulla pericolosità di questi dispositivi in caso di utilizzo su persone e/o animali.”

L’affermazione è corretta, ma di fronte alla statuizione normativa per cui questi strumenti sono tutti armi proprie, manca una norma che consenta a chicchessia,  Banco compreso, di fare una valutazione di idoneità o meno ad offendere, come richiesto dalla legge.

In conclusione la situazione è questa: è inutile arrampicarsi sugli specchi, il legislatore considera tutti gli strumenti da elettrocuzione come armi proprie, solo una norma specifica contenuta in una legge può derogare a questo principio; non c’è bisogno di impiantare commissioni di esperti perché basta attenersi a quanto hanno già accertato altri Stati.

Veniamo ora al problema della adozione di questi strumenti non letali da parte delle forze di polizia.

Quella di essere dotati di mezzi non letali per affrontare violenti, da soli o in gruppo, è un’esigenza molto sentita dalle forze di polizia. Ed è veramente il frutto di una politica schizofrenica il mettere un agente dell’alternativa di sparare, uccidere, perdere il posto, magari essere condannato a pagare i danni, oppure prendersi sassate, bastonate e bombe molotov. È una cosa schizofrenica l’aver affermato il principio che per bloccare un ubriaco violento bisogna essere esperti di arti marziali, rischiare di prendere calci, essere almeno tre, quando vi sono tanti mezzi efficaci ed innocui. Io, nel mio piccolo, mi sono convinto che per la carriera dei politici è meglio che muoia un poliziotto piuttosto che un dimostrante mascherato e armato di ordigni esplodenti da guerra.

Nel valutare l’armamento della polizia non si deve stabilire se l’arma non letale sia più o meno dolorosa o pericolosa, ma solo se sia preferibile ad un’arma sicuramente letale ed impiegabile solo in casi estremi. Ovvio quindi, se si potessero curare i disturbi mentali e politici, che i pallettoni di gomma, le bombolette al peperoncino, gli storditori elettrici ed altre cose simili sono preferibili senza dubbi ed esitazioni.

Un bell’esempio invece, della volontà di non affrontare il problema era contenuto nel decreto-legge 22 agosto 2014 numero 119 in cui si stabiliva che :

Art. 8 comma 1-bis. Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’Amministrazione della pubblica sicurezza avvia, con le necessarie cautele per la salute e l’incolumità pubblica (oh bella! volevano fare esperimenti sul pubblico o non gas velenosi?) e secondo principi di precauzione e previa intesa con il Ministro della salute, la sperimentazione della pistola elettrica Taser per le esigenze dei propri compiti istituzionali, nei limiti dì spesa previsti dal comma 1, lettera a).

Altro che 30 giorni, sono passati tre anni e non se n’è fatto nulla! E, siccome il Taser non lo hanno inventato gli italiani, e siamo gli ultimi ad avere problemi sulla sua adozione, proprio non si capisce che cosa ci fosse da sperimentare. La scienza internazionale ha già sperimentato ampiamente; fin dal 2009 si può leggere il volume di Kroll e altri TASER® Conducted Electrical Weapons: Physiology, Pathology, and Law. L’importante studio Sigitas Laim ed altri, The effect of conducted electrical weapons on the human body, in Acta medica Lituanica, 2, 2014 ha concluso che “Lo stress presente nel corpo, una malattia sistemica e la presenza di sostanze chimiche nel corpo modificano la risposta del corpo ad impulsi elettrici che aumentano direttamente il rischio di aritmia cardiaca causa lo sviluppo di fibrillazione ventricolare e la probabilità di morte cardiaca improvvisa. Si raccomanda ai funzionari che usano armi elettriche che nel luogo dell’evento ci sia personale medico qualificato (ambulanza) in grado di fornire il primo soccorso in caso di complicazioni dopo l’uso dell’arma

Di recente sull’importante American Journal of Forensic Medicine & Pathology, giugno 2015 è comparso uno studio sperimentale su esseri umani  dal titolo Electromuscular Incapacitating Devices Discharge and Risk of Severe Bradycardia in cui si valuta il rischio cardiaco della  scarica da Taser, rischio esistente, ma non letale se non in casi molto particolari. Sicuramente molto minore del rischio di un colpo di pistola!  Che cavolo possiamo mai sperimentare di diverso in Italia? La situazione di fatto è nota ed  il rischio da assumere pure; si tratta solo di decidere come hanno già fatto tanti Stati, senza attendere di trovare il modo su come mangiare sui Taser, così come è avvenuto per i braccialetti elettronici (in Germania il controllo sui detenuti rilasciati  è affidato a ditte private al costo di 20 euro per persona, fornitura del braccialetto compresa; quanto ci costa in Italia?).

Ovvio poi che ci vuole da parte dei politici quel minimo di capacità e di coraggio per stabilire con chiarezza quali sono i doveri e poteri dei poliziotti, i quali non devono dover tremare per inconsulte iniziative di PM sciocchi e. ancor più importante, quali sono i doveri dei cittadini di fronte alla polizia! Ho visto in stati confinanti, noti per la loro civiltà, che i poliziotti pretendono dai cittadino la massima educazione e il massimo rispetto e, se la trovano, sono altrettanto rispettosi. Ma sono severissimi e decisi contro i prepotenti, i violenti, i disturbatori della pace sociale e tutti coloro che pensano di avere solo diritti e non avere ma doveri.

 

Edoardo Mori

Edoardo Mori: Ex Giudice di Cassazione, si occupa da sempre di armi. Esperto cacciatore, conoscitore di armi antiche e ancor più esperto della normativa in vigore è un importante punto informativo sempre aggiornato sulle novità legislative del nostro Paese. Articolista per le maggiori pubblicazioni di settore come Diana Armi, Armi e Tiro, Tac Armi.
Autore del sito web Enciclopedia delle Armi con 4 milioni di visitatori.

 

 

Criminalità, CONSAP, eventi drammatici che si possono evitare se gli agenti possono usare la pistola elettrica, Italia dietro agli oltre 100 paesi che già la utilizzano

Pistola Taser, Italia dietro agli oltre 100 paesi che già la utilizzano

Pistola Taser, Italia dietro agli oltre 100 paesi che già la utilizzano

“Non c’è due senza tre, ma la pistola Taser resta nella “fondina”; la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia nell’esprimere solidarietà al poliziotto ferito alla stazione di Milano, segnala come la coltellata a distanza ravvicinata si sarebbe potuta evitare se il personale delle volanti di Milano avesse avuto  in dotazione la pistola elettrica Taser.
“Il tentato omicidio , perchè di questo si deve parlare – spiega il Segretario nazionale della Consap Stefano Spagnoli – è il terzo episodio grave in ordine di tempo nella sola stazione di Milano e solo per un caso anche questa volta non c’è scappato il morto.  Dopo il militare che si è quasi visto strappare l’arma e l’accoltellamento del poliziotto e di un altro militare, solo il giubbotto antiproiettile, ha impedito l’ennesima vittima del dovere. In tutti e tre gli episodi a favorire la furia omicida dei migranti è stata la necessità dei colleghi di avvicinarsi all’esagitato, circostanza che si sarebbe potuta evitare se il personale, che opera in contesti affollati, avesse avuto in dotazione la pistola elettrica Taser. Era il lontano ottobre 2014 quando arrivava il primo ok della Commissione Giustizia e Affari Costituzionali per l’uso della pistola elettrica alla Polizia di Stato nell’ambito del decreto stadi, ossia l’uso in contesti affollati; ma dopo tre anni siamo ancora qui a chiederci perché l’Italia non si allinei agli oltre 100 paesi che già la utilizzano.
“La distribuzione di questa arma di difesa  – spiega ancora Spagnoli – è pero una chimera. Non si hanno risultati circa la sperimentazione avviata mentre alcune voci che girano nei corridoi ministeriali parlerebbero di uno stop per i cosiddetti “presunti danni collaterali”, anche se esperti del settore contattati dalla Consap, dati alla mano, li escludono per quanto riguarda specificatamente la pistola Taser cosa ben diversa dalla pistola elettrica. Intanto è morto anche il secondo rapinatore di Guidonia e il collega che, ligio al dovere, lo aveva colpito per impedire una sanguinosa rapina, ormai 52 enne è stato trasferito per ragioni di sicurezza lontanissimo da casa. Noi pensiamo – conclude Stefano Spagnoli – che questi siano danni collaterali: sarebbe bastata una pistola taser ed oggi avremmo tre divise in meno accoltellate e due rapinatori in galera e non all’obitorio”.

Reparto Volanti di Roma, Caserma Maurizio Giglio, accesso luoghi di lavoro (ex art. 50 D.Lgs.vo 81/08), esito e avvio procedura informazione alle autorità competenti, denuncia CONSAP

Interno della Caserma Maurizio Giglio, sede del Reparto Volanti di ROMA

Interno della Caserma Maurizio Giglio, sede del Reparto Volanti di ROMA

Nel primo pomeriggio di mercoledì 2 agosto 2017, come concordato, al margine dell’incontro richiesto dalla Questura di Roma  – Ufficio Servizi Tecnico Logistici (Sala Prisco Palumbo), gli R.L.S.(Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) designati dalla CONSAP, hanno fatto accesso agli ambienti di lavoro della Caserma Maurizio Giglio, sede del Reparto Volanti di Roma (ex art. 50 D.Lgs.vo 81/08). Il percorso di “ispezione” e “annotazione” intrapreso dai dirigenti sindacali, alla presenza del Vice Dirigente della Sezione Volanti di Roma, ha visto l’accesso presso i locali mensa, sala benessere, zone alloggi (bagni e corridoio), Uffici Direzione Reparto, ambienti di lavoro ad uso degli operatori di Polizia.
Gli R.L.S. hanno annotato una serie gravi anomalie e criticità, molte gravissime, in contrasto con le più elementari norme igienico-sanitarie, che costituiscono pericolo per la sicurezza del personale in servizio e alloggiato presso il Reparto. Tali anomalie saranno comunicate, nei prossimi giorni, alle autorità competenti per materia.
Ci chiediamo come sindacato, ma anche come operatori, come si possa arrivare a questo punto, trascurare un reparto che rappresenta l’insieme di uomini e donne della Polizia di Stato che hanno il contatto con i cittadini, che simboleggia l’immagine della Polizia in strada, un “contenitore” di pregio e di tanta efficienza, grazie all’impegno, che non manca mai, dei suoi appartenenti, ma che al suo interno consuma e deturpa, giorno dopo giorno, il valore stesso, disobbedendo alle norme e regole che esistono e che devono essere fatte rispettare da chi ha incarichi e responsabilità assunti.

Leggi la news precedente sull’incontro con il Questore di Roma:
https://consaproma.wordpress.com/2017/08/04/sospensione-impianto-idrico-u-p-g-s-p-sezioni-volanti-esito-riunione-sala-prisco-palumbo-alla-presenza-del-questore/

R.L.S.(Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza)

Sospensione impianto idrico U.P.G.S.P. – Sezioni Volanti, esito riunione Sala “Prisco Palumbo” alla presenza del Questore

L'amministrazione P.S. Questura di Roma al tavolo di consultazione: da sinistra dott.ssa Lograno, dr Improta, il Questore dr Marino, Ing. Di Romualdo e il dr Mariani

L’amministrazione P.S. Questura di Roma al tavolo di consultazione: da sinistra dott.ssa Lograno, dr Improta, il Questore dr Marino, Ing. Di Romualdo e il dr Mariani

Nella tarda mattinata di ieri, giovedì 2 agosto 2017, si è svolta la prevista riunione in materia D.Lgs.Vo 81/2008Sala Prisco Palumbo – concernente gli aggiornamenti alla sospensione dell’impianto idrico presso la Caserma Maurizio Giglio, sede del Reparto Volanti di Roma.
Alla predetta riunione ha partecipato il Questore di Roma dr. Marino, il Vice Capo di Gabinetto dott.ssa Lograno, il Dirigente dell’U.G.P.S.P. dr Improta,  il funzionario dell’Ufficio Servizi Tecnico Logistici dott.ssa D’Agostino, il R.S.P.P. della Questura di Roma Ing. Di Romualdo e il dr Mariani dell’Ufficio Sanitario Provinciale.  Per la delegazione CONSAP, il Segretario Generale Aggiunto di Roma Guerrisi , il dirigente sindacale Italia e gli  R.L.S. Dinatale e Borghesi.
Il Questore, nel suo intervento, ha rassicurato i presenti sul buon epilogo sospensione erogazione acqua al Reparto Volanti di Roma che ha visto l’intervento di sanificazione effettuato in tempi record al fine di ripristinare la normalità e l’utilizzo dell’acqua sia per fini potabili che per le docce, anticipando che nella giornata di venerdì 4 agosto p.v. riaprirà anche il servizio mensa.
Lo stesso Signor Questore Marino, ha spiegato, che è stato attivato, per una maggiore garanzia di sicurezza del personale, addirittura, una doppia verifica, con due società differenti, con il risultato dei prelievi e delle contro analisi, arrivati nei tempi “tecnici” di 36 ore, con esiti negativi. Sono stati utilizzati, per una migliore sanificazione, alti quantitativi di cloro (per bruciare tutte le impurità) che hanno “riportato” la situazione alla normalità in breve tempo.
La dott.ssa Lograno, Vice Capo di Gabinetto della Questura di Roma, nel suo intervento, ha spiegato che il controllo effettuato a campione presso il Reparto Volanti non è altro che lo sviluppo dei nuovi contratti stipulati dalla Questura di Roma che prevedono, per due volte l’anno, controlli in tutti gli stabili, alloggi e uffici di Polizia della Questura.
Sono poi seguiti gli interventi dell’Ing. Di Romualdo (R.S.P.P.) e del dr Mariani (Ufficio Sanitario Provinciale) che hanno voluto sottolineare l’assoluta attenzione attivata da tutti gli uffici competenti della Questura di Roma e il “rientro” alla normalità ed in sicurezza per tutti gli operatori in servizio e alloggiati presso il Reparto Volanti.
La delegazione CONSAP intervenuta ha osservato al Signor Questore la tardiva richiesta di consultazione R.L.S. (ex art. 18 D.Lgs.Vo 81/08) emessa dalla Questura di Roma e gli uffici di competenza, nonostante la criticità era stata segnalata già alla metà del mese scorso di luglio (comunicazione della confederata Anip) e la necessità di disporre la sorveglianza sanitaria per i volontari che a vario titolo hanno avuto contatti con l’acqua nei giorni pregressi “il blocco”. La delegazione CONSAP  riteneva, inoltre,  di concordare nell’immediato con l’Amministrazione accesso luoghi di lavoro ( ex art. 50 D.Lgs.Vo 81/08) alla Caserma Maurizio Giglio fissato al primo pomeriggio della stessa giornata  (2 agosto 2017) con altra sigla richiedente Silp per la CGIL – Roma.

Polizia, Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale, la CONSAP incontra il Direttore dott.ssa Anna Maria Di Paolo

da sinistra: il dr Domenico Cerbone, Profili, la dott.ssa Anna Maria Di Paolo, Guerrisi, Celesrino e Turicchi

da sinistra: il dr Domenico Cerbone, Profili, la dott.ssa Anna Maria Di Paolo, Guerrisi, Celestino e Turicchi

Una delegazione della CONSAP, guidata dal Segretario Generale Aggiunto di Roma Guerrisi ha incontrato la dott.ssa Anna Maria Di Paolo, Direttore dell’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. All’incontro erano presenti anche il dr Domenico Cerbone ( Dirigente Area Cerimoniale ed
Eventi – Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale) e la Segreteria CONSAP presso la Banda Musicale della Polizia di Stato, con il Segretario Locale Turicchi ed Vice Segretari Celestino e Profili.
Il cordiale incontro, richiesto dalla CONSAP, è stata l’occasione per rappresentare alcune tematiche che interessano i colleghi in servizio alla Banda della Polizia di Stato  con proposte e suggerimenti per migliorare il servizio e la qualità professionale con spunti che arrivano dal personale che da anni opera nel settore e vive nel quotidiano le difficoltà che si presentano di volta in volta.
I punti affrontati e analizzati sono stati:
::.. programmazione dei servizi  più chiara  e soprattutto ‘definitiva’ programmazione dei servizi, possibilmente quindici giorni lavorativi prima delle date dei servizi in questione. Richiesta è motivata dal fatto che molto spesso le modalità di servizio vengano rese note al personale molto a ridosso della data dello stesso – ultimo esempio eclatante il concerto ad Aosta del 21/07/2017 – servizio tenuto ‘in forse’ per quasi due mesi e confermato soltanto poco meno di una settimana prima, ciò ha provocato gravissimi disagi al personale in quanto,  ‘brancolando’ letteralmente nella più totale incertezza nelle comunicazioni dei servizi,  si fatica a poter organizzare la propria vita in funzione del servizio stesso. Si tratta di organizzazione frettolosa, qualitativamente approssimativa e soprattutto economicamente DISPENDIOSA  per l’Amministrazione, quando, una pianificazione,  da parte di chi viene chiamato ad effettuare i sopralluoghi e disporre quanto necessario per una ottimale riuscita dell’evento, risulterebbe efficace e più produttiva. Il Segretario Locale CONSAP della Banda  Turicchi ha ribadito che una programmazione dei servizi oculatamente pianificata con largo anticipo risulterebbe essere un vantaggio, non solo per il personale o gli addetti organizzazione dei sopralluoghi e/o dei servizi, ma anche per l’Amministrazione stessa sia  in termini di costi che dal punto di vista del prestigio e della qualità artistica dell’evento stesso: va da sé, infatti, che gli acquisti dei titoli di viaggio per la Banda, nonché la prenotazione degli alberghi per la stessa,  se effettuati molto prima, produrrebbero un sensibile abbattimento dei costi e la possibilità di creare anche eventi musicali di risonanza internazionale (in merito a quest’ultima proposta il Vice Segretario CONSAP Celestino ha prospettato ampia carrellata di possibili eventi da poter esaminare ed eventualmente creare:  ad esempio la  partecipazione della Banda come Ospite d’onore a Festivals Musicali, Masterclasses con Famosi direttori d’Orchestra, Concerti da Solista con Strumentisti di fama mondiale o Gemellaggi con le omologhe Bande Musicali delle Polizie di Paesi esteri;
::.. l’assegnazione di un magazzino VECA
con particolare riguardo al Vestiario ed Equipaggiamento  per il personale della Banda. I dirigenti sindacali CONSAP della Banda Turicchi e Celestino hanno ribadito che, essendo il loro un Reparto di Rappresentanza e quindi particolarmente ‘esposto’ mediaticamente, sarebbe di vitale importanza dotare il personale di un servizio inerente al vestiario più efficiente per evitare che esso debba munirsi di capi ‘fuori misura’ o di arrangiarsi alla meglio e di tasca propria per modificarli secondo le proprie esigenze.

Il Direttore, dott.ssa Di Paolo, si mostrata piacevolmente interessata agli ambiziosi progetti presentati e proposti dalla CONSAP ed ha accolto la possibilità di individuare manifestazioni musicali purché si possano trovare i fondi necessari e i contatti artistici di adeguato livello confidando su questo aspetto nella collaborazione degli orchestrali stessi.
In merito alla richiesta del vestiario e trovare soluzioni ottimali per risolvere l’annoso problema, il Direttore ha concordato, inoltre, come suggerito dalla CONSAP  la dotazione per la Banda della Polo della Polizia da indossare durante gli spostamenti e/o durante le prove prima del concerto, evitando così l’eccessiva usura dell’uniforme prima del servizio.

Ringraziamo l’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nella persona della dott.ssa Di Paolo e dr Cerbone per la cordialità e cortesia con cui ha ricevuto la nostra delegazione, dimostrando cura e attenzioni alle proposte e tematiche rappresentate, risultate, tra l’altro, di interesse e di successivo sviluppo, da parte del Cerimoniale, con gli Uffici competenti del Dipartimento della P.S. per fornire risposte dettagliate e precise alla nostra O.S.

Reparto Volanti di Roma, Caserma Maurizio Giglio, presenza di batteri nell’acqua, la CONSAP chiede l’accesso urgente ai luoghi di lavoro con la presenza del Medico Competente, R.S.P.P. e Datore di Lavoro

Roma, sede del Reparto Volanti, Caserma Maurizio Giglio

Roma, sede del Reparto Volanti, Caserma Maurizio Giglio

Presenza di batteri nell’acqua al Reparto Volanti di Roma, Caserma Maurizio Giglio, il Dirigente del Reparto vieta, con avviso urgente scritto e sottoscritto, l’utilizzo dell’acqua per fini potabili e uso docce, chiusa anche la locale mensa Ciro Capobianco ed il connesso servizio.
Anche l‘Ufficio di Gabinetto della Questura di Roma, con nota a firma del Questore Marino, inibisce, a scopo precauzionale l’uso dell’acqua ai poliziotti alloggiati ed in servizio, in attesa dell’esito delle contro analisi al prelievo dell’acqua fatto da una specifica ditta incaricata per sanificare  l’impianto.
Alla CONSAP,  più di qualcosa non convince,  si è proceduto, quindi, alla richiesta d’accesso ai luoghi di lavoro con la presenza del Medico Competente, R.S.P.P. (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e Datore di Lavoro ai sensi dell’art.50 Dlg.Vo 81/2008 .
Bisognerà adesso capire di chi è la responsabilità, cosa non ha funzionato nel dispositivo di sicurezza interno alla salute del personale, cosa ha prodotto la presenza di batteri in termini sempre alla salute del personale, occorrerà predisporre la sorveglianza sanitaria non obbligatoria al personale (a chi chiederà riscontro alla sicurezza sul proprio stato di salute avendo utilizzato e ingerito acqua nelle varie forme nei giorni precedenti).
La grave problematica era stata già segnalata i primi giorni di luglio con notizia diffusa dalla nostra Federazione con Anip-Italia Sicura e non è stato consultato nessun R.L.S. (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) come da norma (nessuno si è preoccupato…).
Comunicheremo l’esito del nostro accesso ai luoghi di lavoro richiesto con urgenza (effettuato da nostri dirigenti sindacali formati in riferimento all’81/08) con l’acquisizione e nostra consultazione delle analisi della ditta incaricata.
Batteri in acquaSi parla tanto di sicurezza e controllo dello stato di salute del personale, si garantisce a parole il massimo della professionalità con professori del decreto sulla sicurezza, si chiede il massimo del contenimento economico al personale di Polizia perchè i fondi devono essere spesi e sono spesi per ammodernare le strutture che ospitano i professionisti della sicurezza (a parole…) e poi…si entra nella struttura dello storico Reparto Volanti di Roma per vedere degrado e abbandono…servizi igienici fuori uso, box doccia fuori uso e pericolosi…e altre deprimenti visioni di inefficienza..
Pretendiamo che i poliziotti lavorino sicuri! Lo stabilisce la legge!!

Polizia, Concorso Pubblico per 1148 per Allievi Agenti, anomalie con errori, lettera al Capo della Polizia della CONSAP “posticipare avvio concorso”

Il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli

Il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli

Stimatissimo Capo della Polizia,

la Consap – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, Le scrive dando voce alle preoccupazioni espresse sia all’interno della Polizia di Stato che fra l’opinione pubblica, in merito ad una serie di anomalie correlate al Concorso Pubblico per 1148 per Allievi Agenti della Polizia di Stato che si terrà a Roma nei mesi di agosto e settembre c.a.
Va detto che questo concorso era atteso da oltre 19 anni e quindi resta il merito di essere riusciti ad indirlo, ma proprio nella lunga attesa e nella peculiarità di essere la via d’accesso ad una professione che non può considerarsi un impiego pubblico ma un sogno ed un’aspirazione per molti dei quasi 200 mila candidati, che trova ragione la nostra richiesta. Purtroppo le anomalie che si stanno susseguendo, parliamo sia dei 6000 test con troppe risposte sbagliate pubblicati sul sito poliziadistato.it e da noi denunciate anche pubblicamente attraverso la stampa, sia del fatto che la lettera che stabilisce l’ordine alfabetico della chiamata al test dei concorrenti era ben nota prima della sua
ufficializzazione da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, stanno pesando sulla credibilità di tutta la Polizia di Stato. Le preoccupazioni per queste anomalie rimbalzano evidenti su tutti i blog ed i social offrendo un’immagine distorta di trasparenza e di efficienza. Per le ragioni di cui sopra, chiediamo alla S.V. di considerare l’opportunità di posticipare l’avvio del concorso, al fine di risolvere fattivamente le anomalie ad oggi riscontrate e placare lo stato di crescente preoccupazione ed insoddisfazione dei concorrenti.
Confidando un suo autorevole intervento e rinnovandoLe i sensi della più alta stima porgiamo distinti saluti.

Il Segretario Generale Nazionale f.f.
Stefano SPAGNOLI

 

Contratto, Comparto Sicurezza, CONSAP: “passerella del Governo, senza soldi e senza metterci la faccia” (il video dell’intervento alla Funzione Pubblica)

Mauro Pantano - Presidente Nazionale CONSAP

Mauro Pantano – Presidente Nazionale CONSAP

Stampa – Osservatore Politico. La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha bollato come “una passerella prima di raggiungere le spiagge”, l’incontro che si è tenuto ieri sera (25 luglio 2017) alla Funzione Pubblica per l’apertura delle trattative contrattuali riguardanti il personale non dirigente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e ad ordinamento militare, nonché il personale non dirigente delle Forze Armate per il triennio 2016/2018.

Al tavolo di Palazzo Vidoni, insieme alle delegazioni di tutti i rappresentanti del personale del comparto sicurezza e difesa, solo sottosegretari di Governo ed il Vice Ministro dell’Interno Bubbico, circostanza questa che la Consap ha commentato molto negativamente: “Siamo qui senza ministri e senza soldi, dei primi possiamo fare benissimo a meno, ma le risorse adeguate sono imprescindibili”.

“Veniamo da un periodo di forte sofferenza che ha falcidiato il potere d’acquisto con una perdita secca che possiamo quantificare in 244 euro mensili – ha spiegato Mauro Pantano Presidente Nazionale Consap– la proposta economica del Governo è molti al di sotto di questa cifra e ad oggi non ci sono le condizioni per avviare una trattativa”.

“Questa trattativa potrebbe essere non solo l’occasione per sanare un abuso del Governo censurato dal Consiglio di Stato – ha commentato Stefano Spagnoli Segretario Nazionale della Consap – ma l’opportunità di restituire dignità professionale, motivazione personale e efficienza operativa ad un apparato chiamato ad uno sforzo sempre maggiore per la sicurezza aggredita da minacce interne ed internazionali; l’auspicio è che il Governo Gentiloni sappia cogliere questa opportunità”.

Funzione Pubblica - Convocazione del 25 luglio 2017“Sul tavolo, il Governo vorrebbe mettere gli 85 euro d’aumento lordo, già previsto orientativamente per tutto il comparto pubblico impiego – ha concluso Pantano fondi insufficienti e per ora ipotetici, visto che dovranno essere reperiti con il prossimo Def e comunque una somma fortemente inadeguata per dare giusto riconoscimento alla specificità lavorativa ed al grande sacrificio di uomini e donne della Polizia di Stato”.

“A queste condizioni – conclude Stefano Spagnolisarà inevitabile scendere in piazza per rivendicare maggiore rispetto da parte del Governo verso forze di polizia che ormai sono attaccate quotidianamente, penalizzate politicamente con leggi anti polizia ed esposte ad una gogna pubblica, ma che rimangono uno fra i pochi punti di riferimento e di fiducia per i cittadini. Si prenda atto che i poliziotti non sono più disposti a subire”.

Articolo pubblicato – Osservatore Politico
http://www.osservatorepolitico.com/tag/mauro-pantano/


Intervento del Presidente Mauro Pantano
alla Funzione Pubblica – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Il caso della sospensione dell’Agente della Polizia Stradale per “insulti” extracomunitario, il parere degli avvocati dello Studio Legale “De Iure” di Roma (…esercizio del costituzionale diritto di critica…)

Gli Avvocati dello Studio Legale "De Iure" - ROMA

Gli Avvocati dello Studio Legale “De Iure” – ROMA

Lo Studio Legale DE IURE,

in merito all’ingiustificata sospensione ed all’illogico provvedimento di sequestro del cellulare disposto dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di un Agente della Polizia di Stato, del Reparto della Stradale di Susa, reo di aver esercitato il diritto di critica costituzionalmente garantito nei confronti delle Istituzioni, tiene ad esprimere il proprio disappunto.

È innegabile il troppo caldo fa male !

I freni inibitori saltano, i comportamenti, alcune volte diventano stravaganti, e perfino il pensiero, anche fra i più lucidi, patisce rallentamenti.

A tale conclusione si giunge anche a seguito della stanchezza accumulata da un anno lavorativo sempre più esposto non solo nel mondo virtuale, nei diversi social network, ma anche nel modo reale.

Tali difficoltà si acuiscono, infatti, soprattutto quanto hai deciso di vestire una divisa e poni a rischio la tua vita per un bene comune, per un ordine pubblico precostituito e le risorse sono sempre di meno, le ore di attesa in un blindato sotto il sole, sono sempre di più, ed i turni restano infiniti, pur se con uno stipendio molto più breve della durata del mese.

Ebbene, se tale considerazione può ben essere ricondotta a tutte quelle donne e uomini che puntualmente vigilano sulla vita degli altri consociati, francamente non esiste alcuna circostanza che giustifichi alcune decisioni da parte dello Stato.

È vero a Roma manca l’acqua, ma non ancora la corrente. L’aria fresca nel palazzo che fù già del cardinal Chigi non è mai mancata sin dalla propria edificazione.

Negli scranni, ma soprattutto, all’apice degli stessi, il caldo non è ammesso.

Le fervidi menti che compongono il Legislatore non possono, ma soprattutto non devono, essere minimamente messi in crisi dalle difficoltà esterne.

Essi, del resto, devono congeniare soluzioni idonee al bene comune, alla sicurezza pubblica ed alla tutela dell’ordine precostituito cercando di rispettare e tutelare soprattutto gli ultimi.

Ecco quindi che un ambiente di lavoro confortevole, lontano dalla situazione climatica esterna, come in una bolla di cristallo, separa il Legislatore riparandolo con le proprie spesse porte, non solo dal caldo, ma anche da tutte quelle sfaccettature della realtà che con il caldo potrebbero distrarlo dai propri obiettivi, quali : il conto dei giorni mancanti per conseguire la pensione da parlamentare; mantenere in piedi un Parlamento non più espressione del popolo, ma soprattutto mantenere inalterato l’ennesimo Governo, ormai consunto fantoccio nelle mani di interessi distinti da quelli popolari.

Poco importa che l’Italia bruci non solo per il calore tanto nei boschi, quanto nelle periferie di tutte le città.

Poco importa che la situazione non sia solamente climatica, ma sociale.

E, soprattutto, poco importa che le strade siano divenute calde e pericolose non solo per le alte temperature, ma anche per il conflitto sociale innescato dalla convivenza forzata di chi in quelle città vive e lavora da sempre e chi, solo per passaggio, o perché transfugo per le tragedie vissute nelle propria terra d’origine, si trovano a convivere.

I primi, i cittadini, frustrati da cunei fiscali propri di paesi nord europei, ma con servizi propri dei paesi d’origine dei migranti, e quest’ultimi, incapaci di vedere la differenza fra la nostra civiltà ed il loro tradizionale stile di vita.

Tali differenze a volte, drammaticamente, entrano in contatto riempendo le pagine di cronaca nera, altre volte degradano in odio vigilante, altre ancora, le più sagge, diventano spunto per una critica politica. Critica, infatti, di tutte quelle istituzioni tristemente rappresentate da donne e uomini dediti, nei casi più scaltri, ai propri interessi, ma, in altri, i più miserevoli, tesi al pietismo incondizionato.

Piromani che soffiano su questi inneschi sociali con dichiarazioni e decisioni discutibili, ma come nel caso dell’Agente di Polizia di Susa, il quale nel video girato sull’autostrada del Frejus con ilarità, mai criticabili, attraverso i social, tende a denunciare la difficoltà delle Forze di Polizia a gestire il flusso oramai incontrollato migratorio e le discutibili scelte delle Alte cariche dello Stato nella tematica dell’immigrazione.

Dietro, infatti, alla condotta dell’agente riposa il costituzionale diritto di critica.

Diritto a pronunciare il proprio pensiero nei confronti anche degli esponenti pubblici disapprovando l’operato e le scelte delle Istituzioni pur difendendole sino allo stremo delle forze.

L'Avvocato Vittorio Palamegnhi dello Studio Legale "De Iure" di RomaLa Giurisprudenza al riguardo evidenzia che il diritto di critica politica è idoneo a legittimare l’attività di cronaca, senza farla sfociare nell’ambito dell’illecito, solo fino al punto in cui esso non trascenda in attacchi e aggressioni personali diretti a colpire la figura morale del soggetto “criticato”.

Ebbene, sottolineare che la conduzione di una bicicletta in autostrada da parte di un immigrato munito di cuffie sia l’archetipo degli “STRUMENTI DELLA BOLDRINI” costituisce nient’altro che l’amara costatazione da parte di un Servitore dello Stato del fallimento di tutti i principi sociali dettati dalla Carta Costituzionale, che vanno ad esempio dal Diritto all’Istruzione alla Dignità Personale, anche dei migranti.

Riprova della dedizione è stato il frapporsi con la propria macchina di servizio fra il traffico autostradale ed il migrante in bicicletta munito di cuffie per la musica.

La critica è stata ontologicamente diretta alla rappresentante di quella Istituzione nazionale incline più al pietismo che alle capacità politiche di condurre e governare la società.

Un rappresentante politico incapace di imparare dalle critiche di chi vive la realtà, ma molto esperto a far sanzionare chi solo prova a contraddirlo.

Del resto in un Parlamento illegittimo, il peso della vergogna che grava su tutta quella maggioranza schiava di obiettivi personalissimi frena le mani, blocca i pensieri ed inibisce perfino la possibilità di esprimere un opinione contraria alla dittatura del pensiero comune.

I mezzi offerti dall’Istituzione di cui il Presidente della Camera, l’Onorevole Boldrini, è oggetto di critica nel filmato che ha ingenerato lo scandalo possono essere così riassunti.

La mancanza di assistenti sociali che insegnino ai migranti facenti richiesta le regole basilari dello Stato: dallo stare nella civiltà, al semplice camminare per strada.

Personale che insegni la Storia di questo Paese e le proprie tradizioni regole e leggi, affinché le vittime richiedenti Asilo possano consapevolmente far parte della collettività, comprendendo non solo i propri diritti, ma principalmente i doveri verso le Istituzioni.

IL VIDEO DELL’AGENTE DELLA POLIZIA STRADALE SUSA

 

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Video anti Boldrini, CONSAP: troppo astio contro i poliziotti, spropositato il provvedimento di sospensione (Stampa – Agenparl)

Stefano Spagnoli - Segretario Nazionale CONSAP

Stefano Spagnoli – Segretario Nazionale CONSAP

(AGENPARL) – Roma, 24 lug 2017 – “Siamo seriamente preoccupati per il crescendo di segnali che vanno in danno dei poliziotti”; così si pronuncia la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, in merito al video nel quale un poliziotto della Polizia Stradale immediatamente sospeso, sottolinea le difficoltà operative derivanti da immigrati irresponsabili e criminali che mettono a repentaglio la loro vita e quella degli altri girando su una bici Graziella in autostrada in pieno esodo estivo. Tutto questo in un periodo in cui l’impegno. Abnegazione e il sacrificio sono al massimo livello e richiedono una particolare attenzione da tutto il personale della polizia stradale considerando che episodi di questo tipo si susseguono su tutte le arterie più importanti del paese.

Siamo al cospetto di una classe politica, che pur cosciente di aver fallito clamorosamente in tema di controllo dei migranti, da una parte non fa nulla per rimediare e dall’altra si spertica in dichiarazioni a favore dell’invasione straniera che sono sconfessate totalmente dalla realtà dei fatti.

“Anziché sospendere il collega cosi repentinamente – afferma Stefano Spagnoli Segretario Nazionale della Consap – si sospendano immediatamente gli sbarchi mettendo un punto allo status quo e si inizi finalmente a governare un fenomeno che, non lo diciamo noi, ma la prima carica dello Stato e non certo la terza, è totalmente fuori controllo”. “Il pericolo in Italia non è certamente l’ilarità social di un poliziotto, bensì l’invasione incontrollata a cui stiamo assistendo, la cui consistenza numerica ormai ha superato di gran lunga quella dei nostri operatori in divisa”.

Volendo potremmo emendare il collega solo perché non ha saputo tener conto che la vetrina mediatica dei social è ormai paragonabile in tutto e per tutto ad un organo d’informazione e che il partito dell’antipolizia è sempre in agguato ma le sue esternazioni ricalcano le stesse frasi che ci rivolgono i cittadini, un pensiero che accomuna una percentuale sempre crescente di italiani esasperati da questa occupazione senza regole e senza rispetto per le persone e per la legge italiana.

E’ finito il tempo per i politici di nascondere la testa sotto la sabbia ma prendano atto che la misura è colma.

“Resta l’amarezza di essere ormai stabilmente sotto una gogna, finiamo sempre polverizzati come poliziotti per ogni cosa che facciamo al punto che non ci stupiremmo se dovessimo finire tutti sospesi – prosegue Spagnoli – eventualità che quasi siamo ad auspicare chiedendoci per primi noi chi scorterà o accompagnerà fare la spesa i nostri parlamentari.

“In prima linea senza tutele, trattati da torturatori e con la spada di damocle del rischio del procedimento disciplinare con danni professionali ed economici, mentre chi prova ad ucciderci viene rilasciato dopo due giorni. Un clima che ci porta a non escludere, come sindacato – conclude Spagnoli – l’organizzazione di iniziative di protesta eclatanti a tutela della dignità e della professionalità di tutte le Forze di Polizia italiane che sono dichiaratamente le migliori d’Europa”.

ARTICOLO PUBBLICATO AGENPARL

http://www.agenparl.com/video-anti-boldrini-consap-astio-poliziotti-spropositato-provvedimento-sospensione/

 

Agente sospeso per insulti razzisti, rischia l’inchiesta penale ma il Consap lo difende: “E’ una gogna” (stampa – cronacaqui.it)

Il video dell'Agente di Polizia

Il video dell’Agente di Polizia

Il sindacato: “Pericolo non è ilarità social di un poliziotto, bensì invasione incontrollata a cui stiamo assistendo”.
“Siamo seriamente preoccupati per il crescendo di segnali che vanno in danno dei poliziotti”. Il Consap, Confederazione sindacale autonoma di polizia, commenta così la sospensione dell’agente della Polizia stradale di Susa protagonista di un video girato sull’autostrada del Frejus in cui si vede un extracomunitario pedalare in bicicletta e si sente la voce del poliziotto mentre insulta gli immigrati e la presidente della Camera Laura Boldrini.

IL POLIZIOTTO ORA RISCHIA UN’INCHIESTA PENALE
I suoi colleghi della sezione di polizia giudiziaria del compartimento di Susa gli hanno infatti sequestrato il telefonino con un provvedimento che, in base a quanto si apprende, è di carattere penale e non amministrativo. L’agente si è rivolto a un avvocato torinese, Piefranco Bertolino. “Allo stato attuale – spiega il penalista – possiamo solo attendere eventuali sviluppi. Non sappiamo se ci sono o ci saranno iniziative da parte della procura. Cerchiamo però di non perdere di vista un aspetto fondamentale: i poliziotti, compiendo il loro dovere con il massimo scrupolo e la massima professionalità, hanno di fatto salvato la vita a quel malcapitato che stava percorrendo un’autostrada in bicicletta. Mettendo a repentaglio la loro stessa vita“.

L’AGENTE SOTTOLINEAVA “DIFFICOLTA’ OPERATIVE”
“L’agente – sostiene, dal canto suo, il sindacato – nel filmato sottolinea le difficoltà operative derivanti da immigrati irresponsabili e criminali che mettono a repentaglio la loro vita e quella degli altri girando su una bici in autostrada in pieno esodo estivo”.

PERICOLO E’ “INVASIONE INCONTROLLATA” NON ILARITA’ SOCIAL
Stefano Spagnoli, segretario nazionale della Consap, aggiunge: “il pericolo in Italia non è certamente l’ilarità social di un poliziotto, bensì l’invasione incontrollata a cui stiamo assistendo, la cui consistenza numerica ha ormai superato di gran lunga quella dei nostri operativa in divisa”.

SIAMO SOTTO LA GOGNA
E conclude: “siamo sotto una gogna, finiamo polverizzati per ogni cosa che facciamo al punto che non ci stupiremmo se dovessimo finire tutti sospesi”.


Stefano Spagnoli, Segretario Nazionale CONSAP

Stefano Spagnoli – Segretario Nazionale CONSAP

 

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