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COVID-19, ipotesi vaccinazione alle Forze di Polizia: totale disappunto, no agli agenti cavie e violazione al diritto alla salute, il parere dell’Avvocato PALAMENGHI

SPERIMENTAZIONE VACCINO ANTI COVID-19 PER LE FORZE DI POLIZIA Lo Studio Legale DE IURE,

Avvocato Vittorio PALAMENGHI (Studio Legale DE IURE Convenzionato CONSAP Roma)

SPERIMENTAZIONE VACCINO ANTI COVID-19 PER LE FORZE DI POLIZIA

Lo Studio Legale DE IURE,
a seguito delle indiscrezioni, peraltro confermate da una recente interrogazione parlamentare, circa l’ipotesi di sperimentare il vaccino anti Sars- Covid 2, agli appartenenti delle Forze di Polizia, esprime con vigore il proprio totale disappunto, considerando tale eventuale decisione, l’ennesima gravissima violazione dei loro diritti, ed in particolare del loro fondamentale diritto alla salute.
Ebbene, è sufficiente leggere l’articolo, pubblicato lo scorso 31 Marzo, dal “The journal of infectious Diseases”, rivista punto di riferimento mondiale per le malattie infettive, per dimostrare come tale preoccupazione, sia oltremodo fondata. Si legge nell’articolo sopra citato, come i Governanti prevedano che la sperimentazione umana dei vaccini candidati ad essere testati contro il COVID 19, debba avvenire nei confronti di soggetti appartenenti al Corpo Militare e di Polizia dei singoli Stati, <>. A prescindere dalla considerazione, già apparentemente non veritiera, circa il migliore stato di salute di coloro che svolgono un attività quotidiana di tutela e protezione della sicurezza pubblica, in quanto è sufficiente evidenziare, come al vertice delle categorie maggiormente colpite da gravi patologie cardiache, vi sono proprio gli appartenenti delle Forze dell’Ordine, ancor più grave è quanto successivamente sostenuto. Nessuna persona è maggiormente pronta ad accettare il rischio di morire, per di più un Agente di Polizia, il quale agisce, per grande senso di servizio per lo Stato ed amore per la propria Patria, e non perché <>. Ognuno di loro ha una propria famiglia, dei figli che li attendono la sera al ritorno nelle proprie case, e certamente l’amore per i propri cari, li rende diversi da automi, privi di paure e sentimenti. Come, infatti, dimostrato da numerosi studi psichiatrici, la paura di morire è una condizione esistenziale che accomuna tutti gli esseri umani, nessuno escluso. Della morte ci spaventano l’ignoto, la perdita dei legami e di tutto ciò che abbiamo costruito, la perdita del controllo sulla nostra vita. Come si può affermare, quindi, che una determinata categoria di persone è pronta ad accettare la morte!! E’ una considerazione superficiale, e per giunta non veritiera, che se accolta comporterebbe l’ennesimo grave abuso nei confronti di una determinata categoria, che oggi è tra le più colpite da questa emergenza. Sperimentare un vaccino, ricordiamolo, significa per coloro che si pongono come cavie, rischiare gravi problemi di salute, e quindi deve necessariamente essere una VOLONTARIA SCELTA DEL SINGOLO SOGGETTO!!!
Non si può aprioristicamente costringere una determinata categoria di persone, a sottoporsi a pericolose sperimentazioni, senza verificare la loro consapevolezza e volontà. Occorre al riguardo rammentare, come quanto sopra esposto, trova la propria conferma nei principi Costituzionali, cristallizzati nella nostra legge suprema. In particolare, è sufficiente sottolineare l’art. 13 della nostra Costituzione, che nel riconosce l’inviolabilità della libertà personale, ricomprende anche la libertà di salvaguardare la propria salute ed integrità fisica, escludendone ogni restrizione, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e con le modalità previsti dalla legge. Ed ancora…L’art. 32, 2 comma, specifica invece che <>. Tali principi trovano ulteriore conferma e specificazione nell’articolo 33 della legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, che stabilisce che gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di norma volontari; qualora previsti, i trattamenti sanitari obbligatori devono comunque rispettare la dignità della persona, i diritti civici e politici. Ebbene, alla luce di tali principi, previsti dalle nostre leggi, riteniamo quindi che una decisione governativa, finalizzata ad obbligare una determinare categoria di lavoratori, a divenire c.d. “cavie da laboratorio”, sia di una tale gravità, da essere considerata sovversiva, per manifesta violazione dei principi supremi della nostra Carta Costituzionale. Naturalmente tutti aspettiamo con ansia un vaccino che possa finalmente debellare questo virus che ha cagionato numerose vittime, però non deve assolutamente avvenire, in spregio dei diritti fondamentali delle persone, ed in particolare degli appartenenti alle Forze di Polizia, che con coraggio prestano il loro prezioso lavoro sul territorio senza alcuna tutela, e continuano a subire più di altri, i danni derivanti da questa emergenza. Violare i diritti fondamentali dell’individuo, come disse un noto giurista, equivale ad uccidere una persona, e quindi si arriverebbe all’assurdo di voler salvare le vite umane, con azioni che di fatto cagionano la loro morte. Intendiamo quindi fare un appello al Governo Nazionale per impedire, anche a livello internazionale, una tale decisione; per una volta, l’Autorità Politica, deve ricordarsi delle proprie Forze di Polizia, che purtroppo vengono ascoltate soltanto in tempo di elezioni politiche, per poi essere di fatto dimenticate nel proseguo della legislatura.

#consapromanews 

 

Studio Legale DE IURE - Consulenza Legale in Convenzione CONSAP Roma

Studio Legale DE IURE – Consulenza Legale in Convenzione CONSAP Roma

Guanti e Mascherine di Protezione per tutte le Forze di Polizia, cosa dice la legge e le conseguenze penali in caso omissione, analisi e commento dell’Avvocato PALAMENGHI

Avvocato Vittorio PALAMENGHI (Studio Legale DE IURE Convenzionato CONSAP Roma)

Avvocato Vittorio PALAMENGHI (Studio Legale DE IURE Convenzionato CONSAP Roma)

Lo Studio Legale DE IURE,
intende chiarire l’importanza dell’utilizzo dei dispositivi di protezioni individuale nelle ore di servizio. Come chiarito dall’Istituto Superiore della Sanità, <<è fondamentale che tutti gli operatori coinvolti in ambito assistenziale siano  opportunamente formati e aggiornati in merito ai rischi di esposizione professionale, alle misure di prevenzione e protezione disponibili, nonché alle
caratteristiche del quadro clinico di COVID-19. In particolare è indispensabile l’impiego e il corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) indicati a seconda del contesto di lavoro>>. Ebbene, naturalmente tale raccomandazione è valida per il personale medico sanitario e farmaceutico, per gli addetti ai supermercati e per gli appartenenti alle Forze di Polizia, i quali continuano incessantemente il loro servizio di prevenzione e repressione del crimine e di controllo del territorio, sia all’interno delle Questure e Commissariati, sia nelle nostre strade. Le autorità preposte devono, quindi, consentire a tutti i lavoratori di indossare le misure di protezioni individuali (guanti e mascherine), in quanto il diritto alla Salute, sancito dall’art. 32 della nostra Carta Costituzionale, deve essere garantito ora più che mai, in una situazione di grave emergenza e di riconosciuta pandemia.
E’, quindi, dovere dei Responsabili preposti acquisire mascherine, guanti e gel igienizzante, da distribuire a tutti i Reparti, e garantire anche l’usa e getta delle protezioni stesse. Purtroppo, oggi nel nostro Paese le mascherine non sono facilmente trovabili, ma è compito del Governo in primis, attivarsi immediatamente per consentire a tutti coloro che oggi devono continuare a prestare loro servizio, di poter lavorare in assoluta sicurezza. E’ quanto prevede anche il Dlgs. n. 81/08, che prescrive la necessità di garantire condizioni di
sicurezza ai lavoratori e definisce all’art. 74, i Dispositivi di Protezione individuale come <<qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro>>. Si deve, altresì, rammentare come nel caso in cui venisse accertata l’omissione, il datore di lavoro, il Responsabile della sicurezza dei lavoratori ed in ultima analisi il Ministero, nella persona del Ministro pro tempore n.d.r. rischia di essere sottoposto a procedimento penale, e condannato ad una pena da due a quattro mesi di reclusione, ed un’ammenda dai 1.644 ai 6.576 Euro.
Si conclude, quindi, con una richiesta di distribuire, a tutto il personale delle Forze di Polizia, impegnate ancora di più oggi nei propri Servizi, le mascherine del modello FFP2 (con filtro annesso) ed i guanti protettivi, da consegnare, quantomeno, una al giorno, e non una soltanto, con la raccomandazione di usarla solo in caso di necessità. Gli appartenenti alle Forze di Polizia, già quotidianamente corrono enormi rischi relativi al servizio che svolgono per la collettività, e si richiede, quindi, di garantire che il loro operato venga svolto nel massimo della sicurezza possibile, per non aggravare ancor di più la loro attività di pubblica utilità.

 

Studio Legale DE IURE - Consulenza Legale in Convenzione CONSAP Roma

Studio Legale DE IURE – Consulenza Legale in Convenzione CONSAP Roma

Emergenza Coronavirus, cosa dice la legge nei casi d’urgenza, commento dello Studio Legale DE IURE

Avv Vittorio PALAMENGHI (Legale Convenzionato CONSAP Roma)

Avv Vittorio PALAMENGHI (Legale Convenzionato CONSAP Roma)

Lo Studio Legale DE IURE,
a seguito dell’emergenza del coronavirus che ha coinvolto il nostro Paese, intende esprimere il proprio sostegno a tutti coloro che oggi sono coinvolti in prima linea, per combattere questa grave malattia, come il personale medico sanitario che, lavorando incessantemente, senza alcun riposo, con tutte le proprie forze, assiste i cittadini colpiti e contagiati dal virus, e gli Agenti di Polizia che continuano il loro servizio per garantire l’Ordine Pubblico, quantomai importante soprattutto ora, ed accertano il rispetto dei recenti Decreti Leggi che impongono ai cittadini di stare nelle proprie abitazioni, tranne nei casi di assoluta necessità. Alcuni non hanno ben compreso la straordinaria urgenza che stiamo vivendo; il limitare le libertà costituzionali, come la circolazione delle persone, può avvenire soltanto in casi di grave pericolo e calamità pubblica. Ed è ciò che purtroppo sta accadendo nel nostro Paese. Oggi, vediamo città deserte, cupe e tristi, persone che circolano con le mascherine, sembra di stare in un set di un film di Hollywood, ma questa non è finzione, occorre, perciò, rispettare le norme che sono state prescritte, per la salute propria, dei familiari e di tutti consociati. Violare le prescrizioni, significa mettere in pericolo tutti, aiutare il diffondersi del virus e si incorre, altresì, in una denuncia penale, per aver commesso il reato di cui all’art 650 del codice penale, che prevede l’arresto fino a 3 anni, nonché se si è contagiati dal virus, e consapevolmente vengono violate le norme dei recenti decreti governativi, nella contestazione del grave delitto di epidemia, punito con la pena dell’ergastolo. Certamente, indispensabile, è l’attività di controllo delle Forze di Polizia sul territorio, in grado di verificare il rispetto delle norme, e sanzionare i comportamenti negligenti, per la tutela della Salute Pubblica. Semmai ciò che deve essere garantito e tutelato è la salute di coloro che, quotidianamente svolgono nel territorio nazionale, il servizio di controllo, attraverso la dotazione del necessario per salvaguardare la propria salute. Mascherine Antivirus con filtro e guanti usa e getta ed amuchina devono necessariamente essere distribuiti ad ogni Agente che svolge la propria attività di pattuglia, nonché a tutti coloro che in questi giorni continuano a svolgere la propria attività lavorativa, all’interno dei Commissariati e delle Questure Nazionali. E’una guerra contro un nemico invisibile, ma con l’aiuto di tutti cittadini ed il rispetto delle norme imposte, la nostra Nazione supererà questo tragico momento e le città e loro piazze torneranno ad essere nuovamente affollate. Un appello finale a tutti coloro che non svolgono servizi pubblici essenziali, restare il più possibile in casa, godersi questo momento con i propri familiari stretti, riprendere vecchi libri dimenticati, e rispettare quanto stabilito dalle Autorità, non solo dobbiamo farlo per tutti noi, ma soprattutto per chi quotidianamente continua il proprio lavoro senza sosta, rischiando la propria salute, per passione ed amore per la Patria.

 

Studio Legale DE IURE - Consulenza Legale in Convenzione CONSAP Roma

Studio Legale DE IURE – Consulenza Legale in Convenzione CONSAP Roma

IV° Congresso Provinciale CONSAP: delegati da tutta da ROMA e Provincia per votare il cambiamento e rilanciare l’attività sindacale, ospiti appartenenti alle istituzioni comunali e regionali per avviare subito costruttivi confronti a tutela del personale di polizia

Manifesto introduttivo del IV° Congresso Provinciale CONSAP Roma

Manifesto introduttivo del IV° Congresso Provinciale CONSAP Roma

Fervono i preparativi per i lavori del IV° Congresso Provinciale CONSAP di Roma, dove numerosi dirigenti sindacali, già delegati ai congressi locali, provenienti da tutta Roma e Provincia voteranno la nuova classe dirigente romana della CONSAP – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia.
Un programma molto concentrato e diretto ad analizzare le principali criticità della capitale ed individuare le strategie sindacali più idonee a tutelare donne e uomini della Polizia di Stato.
Hanno assicurato la loro presenza il dr Marco Cardilli, Vice Capo di Gabinetto del Sindaco e delegato alla Sicurezza e alla Protezione Civile di Roma Capitale (in rappresentanza del Sindaco di Roma Avv. Virginia Raggi), il Consigliere della Regione Lazio Fabrizio Ghera, Vice Presidente della Commissione Urbanistica Lazio, il dr Marco Finelli, giornalista e direttore di Retesole TV, il dr Ezio Luzzi, giornalista e direttore di Elleradio (88,100 FM), l’Avvocato Vittorio Palamenghi dello Studio Legale De Iure e l’Avvocato Laura Pastorelli, il dr Denis Nesci Presidente Nazionale UdiCon – Unione per la Difesa dei Consumatori .

Ore 10.00 – Via San Vitale n. 15 – Questura di ROMA – 5° piano – Sala Cocola.

 

InfoMail: segreteria@consaproma.com

InfoPress: ufficio.stampa@consaproma.com 

 

IV° Congresso Provinciale CONSAP

IV° Congresso Provinciale CONSAP

 

IV° Congresso Provinciale CONSAP

IV° Congresso Provinciale CONSAP

Roma, Università Telematica Pegaso, grande successo del convegno organizzato dalla CONSAP “L’omicidio stradale dopo un anno, più ombre che luci?”, totale assenza della classe politica preventivamente invitata

Il tavolo dei relatori al convegno sull'omicidio stradale organizzato dalla CONSAP presso l'Università Pegaso di Roma

Il tavolo dei relatori al convegno sull’omicidio stradale organizzato dalla CONSAP presso l’Università Pegaso di Roma

La Sala Conferenze dell’Università Telematica Pegaso era veramente gremita. Tanti i colleghi che nella giornata di giovedì 23 marzo non sono voluti mancare al convegno organizzato dalla Segreteria Provinciale CONSAP di Roma.
L’evento, presenziato da Gianluca Guerrisi e Gianfranco Rosati della Segreteria Sindacale Provinciale, moderato dal Prof. Marino D’Amore (Facoltà di Psicologia Ludes Hei Foundation Malta Campus Lugano),  ha visto la partecipazione di Stefano Spagnoli, Segretario Nazionale Consap, del Dott. Flaminio Monteleone, Sostituto Procuratore della Repubblica, di Giuseppa Cassaniti , presidente dell’Associazione Italiana famigliari vittime della strada, dell’Avvocato Vittorio Palamenghi e del Presidente dell’U.DI.CON. Denis Nesci.
Invitati anche alcuni Senatori della Commissione Giustizia che per “motivi istituzionali” non hanno partecipato all’evento…
Il nuovo convegno, ad un anno di distanza dall’entrata in vigore della Legge n. 41 del 2016 che ha introdotto sanzioni più severe e le aggravanti per i reati di omicidio stradale e lesioni stradali ha posto il seguente interrogativo: “L’omicidio stradale dopo un anno, più ombre che luci?”
Questo perché dopo un anno i numeri dicono che c’è stata solo una lievissima flessione degli incidenti gravi e allo stesso tempo sono emersi, chiaramente, tutti i limiti della norma; se da un lato non sono state previste aggravanti per certi tipi di condotta alla guida ( vedi l’uso dello smartphone che oggi è la prima causa di incidenti), dall’altro tutti i conducenti rischiano di non poter guidare per anni attraverso il ritiro della patente, anche in caso di banali tamponamenti!
Si è passati dal “non punire” in modo adeguato i reati di omicidio e lesioni stradali a un inasprimento eccessivo delle pene; ciò, indubbiamente ha dato il giusto ristoro ai morti sulle strade e alle famiglie, ma dall’altro non ha ridotto il fenomeno in modo significativo (a differenza dell’introduzione della patente a punti), senza, peraltro, migliorare i comportamenti alla guida.
Nel suo intervento d’apertura, il Segretario Nazionale Stefano Spagnoli ha parlato giustamente di una legge che con la pretesa di sanzionare i cosiddetti “conducenti criminali”, ha, invece, finito per sanzionare in maniera spropositata tutti i conducenti coinvolti in un incidente, posto che un semplice tamponamento, con una prognosi di più di 40 giorni (grazie al cumulo dei certificati medici), obbliga le forze dell’ordine a procedere d’ufficio nei confronti del responsabile con le inevitabili conseguenze in sede penale (denuncia a piede libero per lesioni gravi) e amministrative (ritiro della patente).
Secondo Spagnoli, l’impatto sociale di questa Legge è stato devastante, ma quel che è peggio è che al di là dei titoloni da parte di giornali e TV all’atto della sua approvazione, non è stata compiutamente divulgata e spiegata ai cittadini che non ne conoscono la reale portata e durezza.
Essa, peraltro, non fa “salvi” nemmeno Poliziotti, Carabinieri, Vigili del Fuoco, conducenti di ambulanze, che nell’espletamento del loro servizio, dovessero causare o essere coinvolti in sinistri stradali con feriti.
Il Dott. Monteleone ha parlato di “proporzionalità inversa” fra inasprimento delle pene e riduzione del fenomeno, posto che è storicamente provato come l’aumento delle sanzioni non determini a priori la risoluzione di un problema e in materia di sicurezza stradale, questa statistica non fa eccezione, sicchè, le cose sono migliorate ma non come si sperava; tutto questo perché tra ciò che si voleva fare e ciò che si è ottenuto, c’è un enorme abisso.
“Si pensi al caso in cui, dopo un incidente stradale, si richieda il prelievo di sangue a carico del conducente responsabile: ebbene, se il prelievo viene fatto senza il consenso di costui, è inutilizzabile, in quanto lesivo della libertà personale garantita dalla Costituzione”, ha chiosato il magistrato che ha espresso l’opinione secondo cui le risposte le deve dare la politica e non la magistratura e ciò attraverso una campagna d’informazione seria e continua in materia di sicurezza, spendendo soldi, perché ha concluso, riforme a costo zero non servono.
L’intervento della D.ssa Cassaniti è stato veemente quanto toccante. La presidente dell’AIFVS ha parlato della sua esperienza personale di madre che venti anni fa ha perso un figlia diciassettenne per colpa di un “conducente criminale”; delle battaglie condotte nelle aule di Tribunale per ottenere giustizia per sua figlia e di quelle politiche per sensibilizzare il parlamento a dotarsi, finalmente, di una legge che potesse rispondere a criteri di giustizia e civiltà. Ha parlato del traguardo raggiunto e del fatto che sia impensabile tornare indietro, non negando però le criticità che il testo presenta e della comune volontà con gli altri pezzi di società civile di giungere a una modifica migliorativa della Legge.
La Cassaniti ha concluso auspicando una duratura collaborazione fra l’Associazione che Ella rappresenta e i sindacati di Polizia, le Associazioni di difesa dei consumatori e dei Magistrati, al fine di “pungolare” e sensibilizzare  la politica su questi temi cruciali.
Convitata di pietra di questo Convegno, la parte politica, la cui assenza e i silenzi, sono stati assordanti, finendo per coprire gli appassionati interventi dei relatori.
Apprezzati gli interventi finali di Gianfranco Rosati e Gianluca Guerrisi della Segreteria Provinciale di Roma che hanno puntato il dito contro una classe politica assente che prima pubblicizza la presenza per un costruttivo e coraggioso confronto e poi, a poche ore da un convegno così importante, depenna la presenza per impegni sopraggiunti, attivando un corale disappunto tra il pubblico presente.
Questo Sindacato non mollerà la presa, continuerà a “stare sul pezzo”, incalzando, oggi più che mai chi è chiamato a dare risposte concrete, a farlo, al di là dei “mi dispiace non posso intervenire…” o dei “ ho impegni istituzionali…”, affinchè gli appelli di questo secondo convegno sul tema dell’omicidio stradale non cadano nel vuoto ,nel rispetto di chi, ogni giorno, è chiamato a misurarsi con l’applicazione di questa Legge.

Un sentito ringraziamento particolare al dr Antonio Derinaldis, Coordinatore Università Telematica Pegaso di Roma per la totale e preziosa disponibilità al nostro sindacato nella realizzazione del convegno.

da sinistra il Rettore dell'Università Telematica Pegaso Prof. Alessandro Bianchi, il Segretario Generale Aggiunto CONSAP di Roma Gianluca Guerrisi

Roma, convegno organizzato dalla CONSAP, “L’omicidio stradale dopo un anno, più ombre che luci?”, giovedì 23 marzo 2017 ore 9.30 Università Pegaso, riconoscimento aggiornamento professionale dal Dipartimento della P.S., diretta Twitter CONSAP Roma

Locandina Convegno

Locandina Convegno

Giovedì 23 Marzo 2017 dalle ore 09.30, presso Università Telematica Pegaso di Roma, Palazzo Bonadies Lancellotti – Via San Pantaleo 66, la Segreteria Provinciale di Roma della CONSAP in collaborazione con le Officine di Unipegaso  organizza il convegno “L’omicidio stradale dopo un anno, più ombre che luci?”, Legge n. 41 del 2016 tra i risultati ottenuti e problematiche vecchie e nuove.
Saluti:
Autorità, Prof. Alessandro Bianchi – Rettore Università Telematica Pegaso, Dr Giorgio Innocenzi – Segretario Generale Nazionale CONSAP;
Introduce:
Dr Roberto Ferilli – Responsabile Sottosezione Polizia Stradale Settebagni (RM);
Modera:
Prof. Marino D’Amore – Facoltà di Psicologia Ludes Hei Foundation Malta Campus Lugano;
Interventi:
Sen. Giuseppe Luigi Cucca – Membro 2° Commissione permanente (Giustizia), Sen. Erika Stefani (Lega Nord – Aut) – Membro 2° Commissione permanente (Giustizia), Sen. Francesco Aracri (FI) – Membro 8° Commissione permanente (Lavori Pubblici – Comunicazioni), Dr Flaminio Monteleone – Sost. Proc. della Repubblica, Dott.ssa Giuseppa Cassaniti – Presidente Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada – AIFVS, Avv. Vittorio Palamenghi – Studio Legale De Iure Roma, Dr Denis Nesci – Presidente Nazionale U.Di.Con (Unione per la Difesa dei Consumatori);
Conclusioni:
Stefano Spagnoli
(Segretario Nazionale CONSAP), Dr Gianluca Guerrisi (Segretario Generale Aggiunto CONSAP Roma), Dr Massimo Vannoni (Segretario Provinciale di Roma CONSAP), Dr Gianfranco Rosati (Coordinatore Provinciale CONSAP Roma).

Riconosciuta giornata di aggiornamento professionale:
gli argomenti trattati soddisfano i requisiti di aderenza ai programmi di insegnamento stabiliti per l’aggiornamento professionale ai sensi dell’art. 20 comma 3 – Direzione centrale per gli Istituti di Istruzione e di cui al comma 5 A.N.Q. e la partecipazione al suddetto seminario sarà quindi riconosciuta come giornata di aggiornamento professionale (al termine del convegno sarà consegnato a tutti i partecipanti attestato frequenza da consegnare ufficio appartenenza).

All’interno della Sala Conferenze dell’Università PEGASO sarà allestito un punto vendita, a prezzi speciali, di testi e volumi della prestigiosa casa editrice La Tribuna.

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..::Scarica la locandina del convegno

 

…::: Si ringrazia 7DMS  – Servizio Soccorso Meccanico

 

 

..::Alcuni immagini della 1a edizione del 2016 Convegno CONSAP alla PEGASO Università