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Pensionati Comparto Sicurezza: la Confederazione Pensionati Polizia – CONSAP chiede applicazione tariffa agevolata per accesso mensa di servizio

Pensionati: Mense di Servizio con l’applicazione di una tariffa agevolata

Pensionati: la Confederazione Pensionati Polizia – CONSAP chiede applicazione tariffa agevolata per accesso mensa di servizio

MENSA DI SERVIZIO A TARIFFA  AGEVOLATA PER I PENSIONATI DEL COMPARTO SICUREZZA

” Risparmio, rinvio, rinuncio, aiuto mia figlia che deve mantenere due bambini, e alla fine non riesco lo stesso ad arrivare a fine mese…”.
Ecco, questo è più o meno il tenore di diverse richieste giunte a questa O.S. da parte di colleghi in quiescenza, che chiedono di valutare la possibilità di accedere alle mense di servizio con l’applicazione di una tariffa agevolata.  Molti di questi colleghi, oltre ad essere in una fascia d’età avanzata e con quadri clinici complessi, sono costretti ad affrontare pesanti sacrifici per pagarsi le cure prescritte dai medici, e fungono molto spesso da ammortizzatori sociali per figli e nipoti. Questa O.S. chiede pertanto la possibilità per tutti i pensionati del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, di poter fruire delle mense di servizio presenti su tutto il territorio nazionale con tariffa agevolata.  Crediamo fermamente che questa richiesta, risponda anche ad un’esigenza di aggregazione e socializzazione tra colleghi anziani e giovani.  Lo scambio di informazioni inter-generazionale, del proprio “vissuto”, oltre ad aiutare il dialogo e il confronto, riveste sicuramente un ruolo importante per la crescita professionale dei giovani colleghi.

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La Confederazione Pensionati ed il Sindacato di Polizia CONSAP propongono la Medaglia al Valor Civile alla memoria per WILLY

Willy - Proposta Medaglia Oro - CONSAP Sindacato Polizia

Confederazione Pensionati ed il Sindacato di Polizia CONSAP propongono la Medaglia al Valor Civile alla memoria per WILLY

“Una medaglia d’oro al valor civile alla memoria per il 21 enne Willy Montejro Duarte” la richiesta giunge dalla Confederazione Pensionati Polizia del Sindacato di Polizia CONSAP, appartenenti ed ex appartenenti dello Stato che per professione vedono ricompensate in onorificenze le loro azioni meritorie al servizio della collettività. “E’ fuori di dubbio – spiega il Leader della Confederazione Pensionati Polizia CPP – CONSAP Giancarlo Vitelli – che l’altruismo dimostrato da Willy sia un comportamento esemplare che va riconosciuto dallo Stato anche per preservarne il ricordo e la valenza sociale, un ragazzo che non ha esitato a frapporsi ad un’ingiustizia fino all’estremo sacrificio; sarebbe grave se di questo episodio rimasse negli annali solo la condanna agli assassini che ci auguriamo sia dura e senza sconti di pena”. Il Segretario Generale Nazionale della CONSAP Cesario Bortone nell’appoggiare la proposta dalla Confederazione dei colleghi in quiescenza sottolinea che la motivazione che sta alla base del riconoscimento della medaglia al valor civile risponde in pieno alle caratteristiche del gesto compiuto da Willy laddove recita «premiare atti di eccezionale coraggio che manifestano preclara virtù civica e per segnalarne gli autori come degni di pubblico onore». Le due associazioni, che auspicano una forte adesione, anche politica, a questa proposta provvederanno nei prossimi giorni ad inviare una formale richiesta in tal senso alla Presidenza della Repubblica.

 

 

 

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PENSIONI: utilizzo del “moltiplicatore” prima dei 60 anni anche per la Polizia di Stato, segnalazione e sollecito della Confederazione Pensionati Polizia – CONSAP

Moltiplicatore PENSIONI - Beneficio per i POLIZIOTTI

utilizzo del “moltiplicatore” prima dei 60 anni anche per la Polizia di Stato, richiesta e sollecito della Confederazione Pensionati Polizia – CONSAP

BENEFICIO DEL MOLTIPLICATORE ANCHE PER I POLIZIOTTI

Anche i poliziotti, come i militari, devono poter usufruire del beneficio del “moltiplicatore” prima dei 60 anni!!! 

In origine l’istituto del “ moltiplicatore” fu creato per il personale delle forze di polizia a status civile, per compensare in qualche modo il beneficio dell’istituto “dell’ausiliariaper i militari, e  per cercare di ridurre l’enorme divario, in termini economici, venutosi a creare nel passaggio ( legge Dini 335/95, riforma pensionistica) tra il sistema di calcolo retributivo e quello contributivo.
L’Inps con nota  del 26 Aprile 2018, precisa che il D.Lgs.  94/ 2017 Art. 10 comma 2, ha modificato e operato nel contempo, un’estensione dell’Art. 3 comma 7 del D.Lgs. 30 Aprile 1997 n°165 , applicando anche  al personale delle FF.AA. (Marina, Esercito, Aeronautica, precedentemente escluso) l’istituto del “moltiplicatore” in alternativa al collocamento in   “ausiliaria” .
In merito, giova  precisare che:”l’art. 3, comma 7 del decreto legislativo n.165 del 1997 prevede che, nei confronti del personale escluso dall’istituto dell’ausiliaria (Forze di Polizia ad ordinamento civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco) che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età ordinamentale previsto dall’ordinamento di appartenenza, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n.335 il montante individuale dei contributi è determinato con l’incremento di un importo pari a 5 (cinque) volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione (33%).
Per il personale, delle forze di Polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e G.di F.) il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria– previa opzione da parte dell’interessato. Destinatario di tale incremento figurativo è altresì, il personale militare che al raggiungimento dei limiti di età non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere o permanere in ausiliaria”. La nota dell’Inps va ad individuare poi le cinque “finestre d’uscita” che danno diritto alla cessazione dell’attività lavorativa:
per raggiungimento del limite di età previsto per il grado e per il ruolo di appartenenza;
a domanda per gli ufficiali in aspettativa per riduzione dei quadri (ARQ), ai sensi del combinato disposto degli artt. 909, comma 4 e 1873 del D. Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell’Ordinamento Militare (C.O.M.) e sempre che abbiano maturato i requisiti previsti per la pensione di anzianità;
a domanda, a condizione di aver prestato non meno di 40 anni di servizio militare effettivo, ai sensi degli articoli 7, comma 6 del D. Lgs. N. 165/19971 come modificato dall’art. 2, comma 3-bis del d.l. 31 Dicembre 2007, n. 248 (aggiunto dalla relativa legge di conversione), e 2229, comma 6 del C.O.M.;
a domanda qualora il militare si trovi a non più di cinque anni dal raggiungimento del limite di età, e sempre che abbia maturato i requisiti per la pensione di anzianità (cd scivolo disciplinato dall’art. 2229, comma 6 del C.O.M.);
a domanda, al termine del mandato triennale per le autorità di vertice del C.O.M., come modificato ed integrato dall’art. 7, comma 7, del d.l. 16 Ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 4 Dicembre 2017, n. 172;
ipotesi di cessazione anch’Essa equiparata a tutti gli effetti a quella per raggiungimento dei limiti di età.
Il Punto n° 4 è quello che più duole, in quanto crea una disparità abnorme di trattamento che non ha ragione di esistere, nel riconoscere al solo personale militare la possibilità di accedere al collocamento in  “ausiliaria” ( o beneficiare del “moltiplicatore”, dipende dall’opzione esercitata) ben 5 anni prima del limite ordinamentale fissato per legge.
Insomma, i poliziotti per avere lo stesso beneficio (mediamente dalle 180 alle 220 euro in più mensili) devono lavorare 5 anni in più, e attendere il 60esimo anno di età, prima di vedersi applicare il “moltiplicatore”. 

A questa vergognosa ingiustizia bisogna porre rimedio!!!

 

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PENSIONI: 6 scatti stipendiali sul TFS, la C.P.P. Confederazione Pensionati Polizia-CONSAP torna sull’argomento (news pagina Facebook)

I 6 SCATTI STIPENDIALI SUL T.F.S. : CHIARISCE LA C.P.P. CONSAP

 

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PENSIONI, la C.P.P. CONSAP chiede un Decreto Legislativo correttivo-integrativo che estenda il diritto al personale della Polizia di Stato per l’applicazione dell’aliquota pensionistica al 44%

C.P.P. - Confederazione Pensionati Polizia - CONSAP

La C.P.P. CONSAP chiede un Decreto Legislativo correttivo-integrativo che estenda il diritto al personale della Polizia di Stato per l’applicazione dell’aliquota pensionistica al 44%


LA C.P.P. CONSAP CHIEDE IL RICONOSCIMENTO PER LA POLIZIA DI STATO DELL’ALIQUOTA PENSIONISTICA AL 44% PER COLORO CHE SONO IN SISTEMA RETRIBUTIVO

Questa disparità di trattamento è qualcosa di inaccettabile !!!

La Prima Sezione Giurisdizionale Centrale D’Appello della Corte dei Conti (la Prima Sezione già si era espressa con sentenza n. 73/2020 del 17 Giugno – in modo favorevole nei confronti di tutto quel personale in quiescenza che al 31.12.1995 non aveva ancora maturato i 15 anni di servizio), con la recentissima sentenza 201/2020, depositata in segreteria il 16 Luglio del 2020, ha accolto il ricorso, inerente l’applicazione dell’aliquota al 44% in virtù dell’art. 54 D.P.R. 1092/73, di un sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri (rigettato l’appello dell’Inps) che al 31.12.1995, aveva maturato 13 anni e 10 mesi di servizio, quindi fuori dalla “forbice” tra i 15 e i 20 anni ( 18 anni in realtà, altrimenti si rientrerebbe nel sistema di calcolo retributivo) di servizio, prevista dal primo comma dell’articolo 54 D.P.R. 1092/73. Condizione quest’ultima essenziale per rientrare (almeno finora) nella normativa citata. In sintesi, con questa sentenza si estende il perimetro del beneficio dell’art. 54, anche a tutto quel personale militare che al 31.12.1995 non aveva raggiunto la soglia minima dei 15 anni di servizio, e che rientra nel sistema di calcolo misto retributivo-contributivo, prescindendo dal numero di anni utili maturati al 31.12.1995.

Ovviamente, i poliziotti in quiescenza sono ben felici che i colleghi delle forze di polizia a status militare possano beneficiare, al di là degli anni di servizio utili maturati al 31.12.1995, dell’applicazione dell’aliquota al 44%.

Ciò che non si riesce invece a comprendere, ed è bene tratteggiarlo con forza, è questo “mutualismo monco”, questa mancanza di reciprocità assoluta pur trattandosi della stessa tipologia di lavoro e di funzioni.
Quindi: da una parte registriamo l’ormai consolidato orientamento, sia delle Sezioni Centrali d’Appello che delle Sezioni Giurisdizionali Regionali, espresso in molte occasioni nel riconoscere l’applicazione dell’aliquota maggiorata al 44% in virtù dell’art. 54; dall’altra invece si tende a non riconoscere citata aliquota, neppure a chi si è arruolato con le “stellette”.
Il mio riferimento va a chi si è arruolato, prima della legge di riforma del Corpo delle Guardie di P.S. L.121/81, decreti attuativi 25 Giugno 1982.

Parlo di “mutualismo monco” e di totale mancanza di reciprocità in quanto l’estensione dei diritti, delle tutele, delle garanzie, all’intero comparto sicurezza è il frutto di quel sindacato dei “diritti” che portò dopo anni di lotte, alla smilitarizzazione della Polizia , in anni sicuramente non facili caratterizzati da gravi tensioni sociali e politiche.

Cito come esempio, per dare un’immagine plastica, la conquista del diritto ad essere pagati oltre l’orario ordinario di servizio, l’istituto dello straordinario (prima di ciò esisteva il cartello della permanenza in bella vista al corpo di guardia fino a cessate esigenze, tanto nessuno pagava) fu una grande conquista, contribuendo a cambiare per certi versi le condizioni di vita e di lavoro, oltre ad una nuova consapevolezza dei propri diritti.

Detto importante istituto, fu esteso a tutto il personale delle FF. OO. e delle FF. AA. insieme ad altre importanti conquiste sul piano normativo ed economico.

No! Non è accettabile che il giorno prima di transitare in pensione un poliziotto, un carabiniere, un finanziere che svolgono lo stesso identico lavoro (ricordo che polizia e carabinieri sono entrambe forze di polizia a competenza generale) con lo stesso percorso professionale e la stessa storia contributiva, percepiscano lo stesso identico stipendio; mentre dal giorno successivo al loro collocamento in pensione si evidenzia una differenza in termini economici sulla rata pensionistica mensile, che varia dalle 150 alle 300 euro nette.

Chiediamo pertanto alle varie forze politiche, di adoperarsi con un provvedimento legislativo correttivo- integrativo, che estenda l’applicazione dell’aliquota al 44% in virtù dell’Art. 54 – D.P.R. 1092/73, anche al personale delle Forze di Polizia a status civile, in modo da correggere questa notevole e inaccettabile discriminazione esistente tra il personale dello stesso comparto sicurezza/difesa, una volta andato in pensione.

Alla luce sia, del D.lgs.Vo numero 195 del 12 Maggio 1995 che decretava il rapporto di impiego unico per il personale delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, sia della legge 183 art. 19 del 4 Novembre del 2010 che riconosceva ai fini dei contenuti della tutela economica, pensionistica e previdenziale la specificità del ruolo delle Forze di Polizia , delle Forze Armate e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

Si precisa, che con l’art. 10, comma 2 del decreto legislativo n.94 del 29 maggio 2017, è stata disposta la modifica dell’art. 3, comma 7, ultimo periodo del D. Lgs. 30 aprile 1997, n. 165. Tale norma ha esteso al personale delle Forze Armate , in precedenza escluso, l’applicabilità dell’istituto del “moltiplicatore” in alternativa al collocamento in ausiliaria.

In virtù di quanto sopra elencato questa Associazione chiede, così come per l’estensione dell’istituto del “moltiplicatore” (partorito in quattro e quattr’otto per il personale militare) un decreto legislativo che estenda il diritto al personale della Polizia di Stato (per analogia anche alla Polizia Penitenziaria) all’applicazione dell’aliquota pensionistica al 44% , per tutti coloro che rientrano nel sistema di calcolo contributivo. Prima che rispondere ad un legittimo diritto, considerando le stesse funzioni svolte, Il tutto risponde ad una più ampia esigenza, riferita sicuramente a una pari dignità, e dal principio costituzionale di uguaglianza e di pari trattamento.

CNPP-CONSAP - Confederazione Nazionale Pensionati Polizia CONSAP

Alla destra della foto, Giancarlo VITELLI, Presidente della neonata CNPP-CONSAP – Confederazione Nazionale Pensionati Polizia CONSAP

Infatti: “… il principio di uguaglianza è il più generale principio di ragionevolezza alla luce del quale la Legge deve regolare in maniera uguale situazioni uguali ed in maniera diversa situazioni diverse, con la conseguenza che la disparità di trattamento trova giustificazione nella diversità delle situazioni disciplinate. Il principio di uguaglianza è violato anche quando la legge, senza un ragionevole motivo, faccia un trattamento diverso ai cittadini che si trovino in eguali situazioni (sent. n. 15 del 1960), poiché l’art. 3 della Costituzione vieta disparità di trattamento di situazioni simili e discriminazioni irragionevoli (sent. n. 96 del 1980).

Quindi si ha violazione dell’art. 3 della Costituzione quando situazioni sostanzialmente identiche siano disciplinate in modo 2 ingiustificatamente diverso, mentre non si manifesta tale contrasto quando alla diversità di disciplina corrispondono situazioni non sostanzialmente identiche (sent. n. 340 del 2004)”.

Pari dignità e uguaglianza dei diritti, nulla di più e nulla di meno!!!

 

 

 

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Poliziotti per sempre! Nasce la CNPP-CONSAP – Confederazione Nazionale Pensionati Polizia CONSAP, Giancarlo VITELLI Segretario Generale alla guida con quattro aree nazionali

CNPP-CONSAP - Confederazione Nazionale Pensionati Polizia CONSAP

CNPP-CONSAP – Confederazione Nazionale Pensionati Polizia CONSAP. Nella foto da sinistra Cesario BORTONE, Segretario Generale Nazionale e Giancarlo VITELLI Segretario Generale della CNPP – CONSAP

CNPP – CONSAP
CONFEDERAZIONE NAZIONALE PENSIONATI POLIZIA CONSAP

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La quiescenza deve diventare un valore aggiunto per il cittadino poliziotto”, con questo obiettivo è stata raggiunta l’intesa per la nascita della CNPP-CONSAP, l’associazione che in sinergia con il sindacato di polizia sarà chiamata a dare voce alle istanze di donne e uomini della Polizia di Stato in pensione.
L’Associazione sta predisponendo uno statuto che ne delinei le caratteristiche politiche ed organizzative, volto a  sviluppare un’azione diretta per affermare il ruolo cardine dei pensionati della Polizia di Stato, un’associazione sindacale dove i pensionati contino, soprattutto nelle decisioni di tutela nel campo pensionistico e previdenziale, finalizzato all’acquisizione di nuovi diritti e nuove tutele in tutti quei settori rivolti a migliorare le condizioni di vita dei pensionati della Polizia di Stato e salvaguardare il potere d’acquisto dell’assegno pensionistico.
Segretario Generale della costituenda CNPP  – CONSAP è stato nominato Giancarlo VITELLI: la struttura territoriale sarà suddivisa in quattro macro aree nazionali rappresentate da quattro segretari nazionali: Pietro Di STASIO per l’Italia settentrionale; Mauro MARCUCCI per l’Italia Centrale; Orazio MAUTONE per l’Italia Meridionale ed uno per l’Italia insulare non ancora nominato.
La riforma pensionistica del settore del pubblico impiego come noto, ha determinato una complessità nella definizione della pensione per i poliziotti che necessita di maggiori tutele sia in termini giuridici che economici, che inevitabilmente coinvolgeranno nuovi soggetti e che oggi, ma ancor di più in futuro richiederà una forte attenzione e tutela.
Il Segretario Generale Nazionale della Consap Cesario BORTONE, nel ringraziare il Segretario Generale e i Segretari nazionali dell’associazione CNPP – CONSAP per la disponibilità e l’impegno assunto, ha garantito il pieno sostegno alle iniziative che si intenderanno porre in essere individuando nella costituenda associazione un punto di riferimento di esperienza e professionalità da salvaguardare e valorizzare.
Giancarlo VITELLI Segretario generale della CNPP-CONSAP ha detto: “Non era più rinviabile la costituzione di un sindacato del personale della Polizia di Stato in pensione. Un sindacato che non si limiti, al già detto al già fatto o  a contabilizzare sapientemente le magre risorse derivanti dal tesseramento degli iscritti, oppure dal  difendere con le unghie e con i denti, diritti e garanzie conquistati in anni e anni di lotte,  ma che sappia   realizzare  soprattutto le condizioni di un benessere sociale ed economico, un netto miglioramento delle condizioni materiali di vita, di tutti  coloro che  al servizio  della  legalità e della sicurezza del paese hanno dedicato la propria vita, lasciando purtroppo sulle strade e piazze d’Italia, anche carne, sangue e vita. Dobbiamo garantire la sicurezza sociale dei pensionati di oggi ma anche preoccuparci in modo concreto  delle nuove generazioni di colleghi, specialmente dopo la riforma Dini sulle pensioni (335/1995) che ha sostituito il sistema di calcolo retributivo (più vantaggioso) con quello contributivo (meno vantaggioso), con una perdita media sul cedolino pensione mensile che si aggira intorno al 32%. Una perdita impressionante, che di fatto dimezzerà le pensioni ai poliziotti che saranno collocati in  quiescenza tra 20 anni. Dobbiamo porre un freno a tutto ciò, a questo inesorabile declino sociale voluto dal grande capitale.”

 

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Pensioni e TFS (trattamento di fine servizio), ricalcolo dei 6 scatti e aumento della misura dell’assegno pensionistico anche per anzianità

Pensioni e TFS (trattamento di fine servizio) ricalcolo dei 6 scatti e aumento della misura dell'assegno pensionistico

Pensioni e TFS (trattamento di fine servizio) ricalcolo dei 6 scatti e aumento della misura dell’assegno pensionistico

PENSIONI POLIZIA DI STATO E RICALCOLO 6 SCATTI AGGIUNTIVI

 

News Consap Roma
Grazie alla “controriforma” del  Governo Monti/Fornero nel 2011, vengono soppressi Inpdap ed Enpals.  consegnando nelle mani dell’Inps le varie competenze previdenziali degli impiegati della Pubblica Amministrazione. Le varie sedi provinciali dell’istituto predetto non hanno ritenuto, secondo una visione prettamente unilaterale,e restrittiva di applicare il beneficio dei sei scatti anche sul TFS (trattamento di fine servizio – trattamento di fine servizio (TFS), in Italia è una indennità corrisposta, alla fine del rapporto di lavoro, ai dipendenti pubblici statali assunti prima del 1º gennaio 2001). In realtà la legge del 7 Agosto 1990, n 232 all’art. 21 stabilisce che al personale della Polizia di Stato, gli  appartenenti ai ruoli dei Commissari, Ispettori, Sovrintendenti, Assistenti e Agenti, ecc sono attribuiti anche ai fini della liquidazione e della buonuscita e in aggiunta a qualsiasi altro beneficio spettante, 6 scatti ciascuno del 2.50% che termina dal servizio per età o perché divenuto permanentemente inabile al servizio. Il comma 2 stabilisce che tali disposizioni si applicano anche al personale che chiede di essere collocato in pensione a condizione che abbia compiuto i 55 anni di età e i 35 anni di servizio utile.  La Sentenza del Consiglio di Stato III sez, Sent. N 1231 del 22.02.2019, recante la liquidazione del TFS ( inerente il ricorso proposto da un Prefetto al quale non erano stati concessi sul TFS i 6 scatti, ai sensi dell’art. 6 bis d. l. N 387/1987), si è pronunciata in merito, stabilendo che spetta anche coloro che terminano dal servizio nelle condizioni previste dai commi 1 e 2  alludendo allo status soggettivo, sia anagrafico che previdenziale, dell’interessato. Giova altre sì ricordare, che in origine l’Istituto dei 6 scatti, ai fini sia della pensione che della liquidazione, nasce con la legge 804/73, ed era riconosciuto ai soli Colonnelli e Generali, quando terminavano dal servizio attivo per limiti di età.

….:::: Vediamo nel dettaglio

In base all’art. 4 del Dlgs 165/1997, al personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento militare o civile (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri, Corpo della Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato) sono attribuiti sei aumenti periodici in aggiunta alla base pensionabile, calcolati all’atto della cessazione dal servizio per qualsiasi causa determinata utili ai fini della determinazione della misura del trattamento pensionistico e della buonuscita. Tali aumenti periodici della base pensionabile incidono in maniera differente sull’ammontare del trattamento di quiescenza e sulle modalità di versamento del relativo contributo, a seconda del sistema di calcolo pensionistico applicabile all’interessato, retributivo, misto e contributivo puro e si aggiungono a qualsiasi altro beneficio spettante. Si rammenta che l’istituto in questione non trova applicazione nei confronti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Calcolo con le regole del sistema retributivo
A decorrere dal 1° gennaio 2005 i sei scatti stipendiali, ciascuno del 2,50%, vengono calcolati sullo sti­pendio cd. «parametrato» cioè sui valori stipendiali corre­lati ai livelli retributivi, indennità integrativa speciale, sui cd. benefici di infermità previsti dall’articolo 3 della legge 539/1950, sull’importo relativo alla retribuzione individuale di anzianità nonché sull’indennità di vacanza contrattuale e sull’eventuale assegno ad personam. I sei scatti non si applicano, invece, sull’assegno funzionale. Per il personale dirigente e per quello direttivo con trattamento stipendiale dirigenziale i sei scatti si calcolano sull’ultimo stipendio, con esclusione dell’importo relativo alle quote mensili di cui all’articolo 161 della legge n. 312/80 e delle altre indennità (es. indennità perequativa e di posizione). Considerato che i sei aumenti periodici vengono corrisposti in aggiunta alla base pensionabile, l’importo corrispondente al beneficio – rapportato all’aliquota pensionistica totale maturata dall’interessato all’atto della cessazione dal servizio – deve essere aggiunto alle quote di pensione, precedentemente determinate a norma del­l‘art. 13, Dlgs n. 503/1992. Ciò senza tenere conto, ovviamente, del beneficio stesso e senza operare la maggiorazione del 18%. In sostanza il 15% dello stipendio come sopra determinato deve essere moltiplicato per le relative aliquote di rendimento maturate dall’assicurato in funzione dell’anzianità contributiva in possesso al 31 dicembre 1995 o al 31 dicembre 2011 a seconda dei casi.
Ritenuta contributiva 
Per l’attribuzione della maggiorazione in parola la legge prevedeva l’applicazione di una aliquota contributiva a carico del lavoratore pari, in origine, all’8,75% poi incrementata progressivamente a partire dal 1998, secondo la tabella al Dlgs 165/1997. Per effetto della Riforma Fornero dal 1° gennaio 2012 la relativa contribuzione deve essere calcolata con l’applicazione dell’aliquota ordinaria sullo stipendio maggiorato figurativamente del 15% (messaggio inps 21324/2012).
Calcolo con le regole del sistema misto o interamente contributive
Per le anzianità maturate a decorrere dal 1.1.1996 (o dal 1.1.2012 per coloro in possesso di più di 18 anni di contributi al 31.12.1995) l’istituto dei sei scatti periodici viene trasformato in un incremento figurativo pari al 15% dello stipendio su cui opera la misura ordinaria della contribuzione. Ciò vale anche per il personale che esercita la facoltà di opzione per il sistema contributivo prevista dall’art. 1, comma 23, legge n. 335/1995. L’ulteriore contribuzione accreditata determina, pertanto, un incremento dell’imponibile retributivo per ciascun anno di riferimento ed incide sul montante contributivo che ogni anno viene rivalutato per il cd. tasso di capitalizzazione e, quindi, incrementa la cd. quota c di pensione.  Al riguardo l’Inps ha confermato che l’imponibile soggetto alla maggiorazione figurativa del 15% corrisponde allo stipendio parametrato come sopra individuato, e che su tale maggiorazione si applica l’aliquota pensionistica complessiva attualmente in vigore e pari al 33% (di cui 8,80% a carico del dipendente e 24,20% a carico del datore di lavoro), oltre allo 0,35% a titolo di Fondo Credito.
Va precisato che, per le anzianità contributive maturate fino al 31.12.1995, per i destinatari del sistema misto, i sei aumenti periodici sono calcolati secondo le regole del sistema retributivo, sopra evidenziate.

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PENSIONI, ritardi corresponsione primo assegno, la CONSAP scrive al Capo della Polizia

CONSAP PENSIONATI

Pensioni, la CONSAP segnala al Capo della Polizia i gravi ritardi nella corresponsione del primo assegno

CONSAP PENSIONATI

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A seguito di numerose segnalazioni e di lunghe attese, per la definizione dell’importo pensionistico da accreditare al personale collocato in quiescenza, la CONSAP ha scritto al Capo della Polizia per evidenziare la problematica e segnalare una disparità con gli omologhi militari che effettuano il conteggio in maniera autonoma alleggerendo la pratica Inps e abbattendo i tempi di attesa.
Diritti sempre tutelati con la CONSAP per chi e in servizio e chi va in quiescenza.

Pregiatissimo Signor Capo della Polizia,

             La Segreteria Generale di questa O.S. segnala gli inaccettabili ritardi che si stanno accumulando prima della corresponsione del primo assegno pensionistico per il personale in quiescenza.
Dopo decenni di lotte sindacali per la conquista di diritti e garanzie per tutto il personale, al fine di migliorare il tempo di  vita e di lavoro di chi purtroppo molto spesso ha lasciato in strada carne, sangue e vita,  ci vediamo costretti a  segnalare una farraginosa procedura burocratica che espone a grossi disagi una volta collocati in quiescenza.

Ci giungono, infatti, attraverso la nostra struttura sindacale parallela CONSAP Pensionati, numerose segnalazioni di appartenenti all’amministrazione posti in quiescenza inerenti ritardi, con attese lunghe finanche 6/7 mesi per l’erogazione del primo cedolino pensionistico e fino a 30 mesi per il TFS (la legge di stabilità del 1 Gennaio 2014 fissava i termini per il pagamento del TFS a 27 mesi per i colleghi collocati in pensione di anzianità), da parte dell’istituto nazionale di previdenza sociale.

Come facilmente comprensibile, ciò comporta grandi difficoltà per quanti rimangono stritolati da questo meccanismo burocratico, che li priva fin da subito di stipendio, pensione e TFS.

Da informazioni assunte i ritardi nella procedura sono da ascrivere a tempistiche Inps che sembrerebbero essere ulteriormente appesantiti dall’assenza di un rendicontazione da parte dell’amministrazione di appartenenza del personale collocato in quiescenza.

Se ne dedurrebbe pertanto, che seppur le lungaggini burocratiche sono ascrivibili ad altro ente non di meno residue responsabilità sanno da porte in carico  alla nostra Amministrazione che non ha mai attivato una procedura autonoma dei conteggi, cosa peraltro esperita con successo dai nostri omologhi militari, cosicché pone in carico esclusivo ad INPS l’onere della quantificazione, con tempi lunghi, durante i quali il neo-pensionato deve provvedere a vivere e mangiare in attesa che tutto si compia.

Chiediamo pertanto una valutazione di quanto rappresentato ed un suo autorevole intervento affinché si possano individuare soluzioni al gravissimo disservizio.

In attesa di un cortese cenno di riscontro si porgono distinti saluti.

Il Segretario Generale Nazionale
Cesario BORTONE

 

….:::: La lettera inviata al Capo della Polizia

Pensioni, la CONSAP segnala al Capo della Polizia i gravi ritardi nella corresponsione del primo assegno

Pensioni, la CONSAP segnala al Capo della Polizia i gravi ritardi nella corresponsione del primo assegno

 

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CONSAP, nuovo sindacato per i pensionati, intervista al Segretario Generale CONSAP Pensionati dott. Terenzio D’Alena (Retesole)

Terenzio D’Alena, neo Segretario Generale CONSAP Pensionati, ospite negli studi di Roma di Retesole.
Argomento principale della discussione, la nascita del nuovo sindacato per i pensionati della Consap e il successo del Convegno sulle Pensioni organizzato dalla CONSAP che si è svolto presso il prestigioso Ateneo dell’Università Telematica Pegaso con sede a Roma.
Nell’occasione del Convegno è stata ufficializzata anche la costituzione del sindacato CONSAP Pensionati, la cui struttura é composta da:
Terenzio D’Alena: Segretario Generale,
Rolando Balugani: Presidente,
Concetta Sfarra, Giuseppe Trapani, Francesco SantoroFabrizio Locurcio: Segretari Nazionali.

 

L’intervista al Segretario Generale CONSAP Pensionati dott. Terenzio D’Alena presso gli studi televisivi romani di Retesole.

Convegno Pensioni organizzato dalla CONSAP alla UniPegaso, le interviste ai dirigenti sindacali (ReteSole)

Ai microfoni dell’emittente televisiva RETESOLE i dirigenti sindacali della CONSAP (Innocenzi, Pantano e Guerrisi) e il Prof. Raffaele Bonanni ex sindacalista e attuale docente universitario per il convegno sulle pensioni che si è svolto ieri 14 luglio 2016, con una numerosa partecipazione di poliziotti presso il prestigioso Ateneo Pegaso di Roma.

Questura di Roma, “Sold Out” per l’assemblea della CONSAP, interventi del Segretario Generale Innocenzi, del Presidente Pantano e saluto del Questore di Roma Nicolò D’Angelo. Nella capitale e provincia la CONSAP raggiunge quasi 2.500 iscritti

Assemblea CONSAP Questura ROMA, nella foto Giorgio Innocenzi, Gianluca Guerrisi, Mauro Pantano, Giuseppe Di Niro, Luigi Minerva, Simone Cesario e Terenzio D'Alena

Assemblea CONSAP Questura ROMA, nella foto Giorgio Innocenzi, Gianluca Guerrisi, Mauro Pantano, Giuseppe Di Niro, Luigi Minerva, Simone Cesario e Terenzio D’Alena

Sala Conferenze della Questura di Roma gremita in ogni ordine di posto e solo posti in piedi per l’assemblea della CONSAP, organizzata dalla Segreteria Provinciale di Roma con il supporto della Segreteria Nazionale. Tavolo degli interventi arricchito dalla presenza del Segretario Generale Nazionale Innocenzi, del Presidente Nazionale Pantano, del Vice Presidente Nazionale Di Niro, del Segretario Nazionale CONSAP Pensionati D’Alena, del Segretario Generale Aggiunto di Roma Guerrisi, del Segretario Provinciale Minerva e del Segretario Provinciale Cesario.
Grande soddisfazione per il raggiungimento della seconda posizione nella consistenza associativa nella provincia di Roma che vede la CONSAP sfiorare le 2.500 adesioni e avvicinarsi molto alla prima posizione. “Soddisfatti ma non appagati”, come ha detto e ribadito il Segretario Generale Innocenzi nella sua introduzione, risultato che stimola a fare ancora meglio e ci colloca nell’elite dei sindacati di polizia capitolini, con maggiore incisione e responsabilità.
Sono stati trattati i temi delle pensioni, del riordino delle carriere, del contratto di lavoro e affrontate le problematiche di carattere locale, aprendo il dibattito tra i dirigenti sindacali in forza ai commissariati romani.
Sono stati presentati i servizi e le convenzioni a favore degli iscritti alla CONSAP, servizi vantaggiosi con SiGiFin, ACE Tour, Caf UGL, Assicurazione Gratuita per i conducenti auto di servizio, U.Di.Con. Illustrati inoltre anche ulteriori servizi di recente stipula.
Molto apprezzato l’intervento di saluto del Signor Questore di Roma Nicolò D’Angelo che ha marcato l’importanza del ruolo del sindacato nella politica costruttiva e propositiva a favore della dignità lavorativa del personale di Polizia.

Questura di Roma, "Sold Out" per l'assemblea della CONSAP, interventi del Segretario Generale Innocenzi, del Presidente Pantano e saluto del Questore di Roma Nicolò D'AngeloQuestura di Roma, "Sold Out" per l'assemblea della CONSAP, interventi del Segretario Generale Innocenzi, del Presidente Pantano e saluto del Questore di Roma Nicolò D'AngeloQuestura di Roma, "Sold Out" per l'assemblea della CONSAP, interventi del Segretario Generale Innocenzi, del Presidente Pantano e saluto del Questore di Roma Nicolò D'AngeloQuestura di Roma, "Sold Out" per l'assemblea della CONSAP, interventi del Segretario Generale Innocenzi, del Presidente Pantano e saluto del Questore di Roma Nicolò D'AngeloQuestura di Roma, "Sold Out" per l'assemblea della CONSAP, interventi del Segretario Generale Innocenzi, del Presidente Pantano e saluto del Questore di Roma Nicolò D'AngeloQuestura di Roma, "Sold Out" per l'assemblea della CONSAP, interventi del Segretario Generale Innocenzi, del Presidente Pantano e saluto del Questore di Roma Nicolò D'Angelo

La ricchezza e il valore del personale di polizia in quiescenza, esigenze della categoria, l’iter delle pensioni privilegiate, calcoli pensionistici, parliamone con il dr. Terenzio d’Alena, Segretario Nazionale CONSAP Pensionati

Dr. Terenzio D'Alena - Segretario Nazionale CONSAP Pensionati

Dr. Terenzio D’Alena – Segretario Nazionale CONSAP Pensionati

Dottor d’Alena, lei ha accettato volentieri l’incarico di Segretario Nazionale della Consap Pensionati. Ci spieghi come è andata

Quando ho ricevuto l’offerta, la ho ritenuta un peso per le attività diversificate in cui sono immerso, ma anche un onore cui non potevo sottrarmi. Penso che l’incarico svolto a favore della Polizia di Stato per  tanti anni mi ha fornito l’esperienza, sia umana che professionale,  necessaria per questo nuovo ruolo. Resto volentieri a nuotare nelle acque della “mia ” Amministrazione.

Non teme che questa nuova attività riservi delle insidie? A volte per venire incontro alle istanze della gente ci si brucia. Sappiamo che da quando le norme prevedono per i Sindacati di Polizia la possibile struttura pro-pensionati, nessuno di lòro, escluso la Consap, ha provveduto a recepire tale  discorso

Onore al merito della Consap. Conoscere bene la materia pensionistica è fondamentale. Il progetto è avere all’interno della nostra struttura dei referenti determinati e preparati.

Con quali problemi si è scontrato in questi primi mesi di attività?

Senza dubbio occorre venire incontro agli iscritti che non hanno dimestichezza con le pensioni privilegiate, con i suoi tempi, la sua rendita, anche le sue insidie.

Perchè i pensionati dovrebbe iscriversi ad un Sindacato?

La gran parte di questi vive un  sentimento iniziale di inadeguatezza rispetto al mondo attivo appena abbandonato e, prima di trovare nuovi stimoli all’interno della nuova situazione sociale, il sindacato porge a costoro l’opportunità di proseguire su altri canali l’attività precedentemente svolta, evitando che venga a perdersi il  bagaglio di esperienza professionale: sarebbe un delitto. Ritrovare la familiarità del passato ambiente può essere addirittura esaltante.
Sarà benvenuto chi vorrà svolgere un ruolo attivo o ricoprire un ruolo di responsabilità. Dobbiamo recuperare soggetti capaci di essere un polo di attrazione, col loro dinamismo e la capacità d’iniziativa.

Come in particolare può concretizzarsi una volontà di collaborare?

Le forme sono tante. Dal punto di vista prettamente sindacale, in un momento in cui le ideologie stanno subendo un processo di rapida involuzione, si fa strada la necessità di creare aggregazioni decise e consapevoli, perchè la materia è complicata, ma le soluzioni sono pressoché univoche, con il primato della perequazione e della generale equità. I pensionati sono per definizione una categoria sociale assai poco aggregabile; per questo sono ricercatissimi dalle sirene partitiche in tempi pre-elettorali ed immediatamente dopo abbandonati al loro destino da legislatori oppressivi e pauperistici.     Da un punto di vista più pratico, sviluppiamo iniziative con le caratteristiche della partecipazione, di tipo conviviale, turistico, professionale, anche culturale o sportivo o comunque ricreativo. Singolarmente, tramite altre convenzioni, c’è da stimolare chi per mera pigrizia non accede ad aggiornamenti relativi all’apprendimento di lingue o di tecnica informatica. Importante sarà la consulenza tributaria, ove possibile.

Cosa distingue il sindacalismo di ieri da quello di oggi, anche in proiezione futura?

Terminata l’epoca dell’ubriacatura ideologica e lo scontro irrazionale fra classi sociali, oggi dobbiamo  fare  i conti con le categorie e la loro volontà d’affermarsi. Esiste un sindacalismo nazionale che prova a far collaborare invece che contestare per partito preso, ad unire piuttosto che dividere, ad avvicinare e ammorbidire le posizioni e non aumentare le distanze; tutto ciò si auspica per la reciproca convenienza di chi lavoro dà e  chi lavoro accetta, nella prospettiva di un’Italia più partecipativa. Mi propongo di risvegliare in questa ottica l’attivismo di troppi pensionati che, per indolenza o sfiducia, tengono sopite le loro doti e alla fine le loro aspirazioni. Dò perciò il benvenuto o il “ben tornato” a quanti, in quiescenza, si avvicinino o si riavvicinino alla nostra comunità.

Dr. Terenzio D'Alena - Segretario Nazionale CONSAP Pensionati

CONSAP Pensionati: attivo in Questura di Roma, sede CONSAP, l’Ufficio dedicato alle attività di materia pensionistica, assistenza sanitaria, cause di servizio, diretto dal Segretario Nazionale CONSAP Pensionati dr. Terenzio D’Alena

dr. Terenzio D'AlenaOperativo presso la sede CONSAP della Questura di Roma – Via San Vitale n. 15 – l’Ufficio di rappresentanza della CONSAP Pensionati, diretto dal dr. Terenzio D’Alena, recentemente nominato Segretario Nazionale CONSAP Pensionati, giusta delibera della Segreteria Nazionale.
L’Ufficio sarà a disposizione di tutti i colleghi della CONSAP (in servizio attivo e in pensione) per ogni tipo di consulenza in materia pensionistica e tutti gli aspetti normativi correlati, cause di servizio e assistenza pratiche sanitarie.
Giorni e orari: Mercoledì e Giovedì dalle ore 11.00 alle ore 13.00 – Tel/Fax 06.46862537

Consap Pensionati