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Ritorna il “terrore di Robespierre…” a farne le spese poliziotti e cittadini onesti che denunciano situazioni di degrado, “la brava gente esasperata è sempre più intimorita dai provvedimenti dello Stato”

dr Fabrizio Locurcio, Responsabile dello Sportello del Poliziotto, Segreteria Provinciale CONSAP di Roma

dr Fabrizio Locurcio, Responsabile dello Sportello del Poliziotto, Segreteria Provinciale CONSAP di Roma

Purtroppo è un dato di fatto che il cittadino è sempre più “minacciato” da sanzioni pecuniarie, provvedimenti disciplinari al lavoro, dalla riduzione degli stipendi, dai conguagli impazziti, dal fisco, dai vaccini non somministrati, dalla malasanità, invalidi costretti a lavorare e falsi invalidi campioni di Free Climbing ed ora Equitalia che, da azienda privata, diventa Agenzia delle Entrate, al fine di poter avviare di imperio, le procedure esecutive di riscossione delle tasse. E nessuno parla delle decine di migliaia di dipendenti della società che da un giorno all’altro li ha trasformati in dipendenti pubblici in forza al Ministero dell’Economia, senza concorso mentre i nostri figli laureati, per 600 euro debbono accettare posti nei call center o al Mc Donald…e qualcuno li ha definiti perfino fannulloni figli di mamma e di papà!
Lo sfogo dei cittadini sui social media non basta a placare la collera nei confronti di uno Stato patrigno che è sempre più contro i cittadini onesti, la vessazione contro le Forze dell’Ordine, la totale assenza di regole per alcuni che impone una riflessione, il delinquente è sempre più garantito e vive e continua a vivere senza regole, l’uomo onesto deve combattere una guerra quotidiana con assassini che uccidono per un diverbio stradale e tornano presto a guidare sulle stesse strade e con la stessa patente grazie all’indulgenza della legge che applica l’istituto della riabilitazione e ladri che girano indisturbati, immigrati senza controllo che continuano a privare i cittadini italiani di molti diritti fondamentali, casa, vita dignitosa e sicurezza che ormai è una chimera in questo Paese!
Una magistratura che indaga il poliziotto e il cittadino che si difende dal criminale, permessi premio a pluriomicida con i quali diventano latitanti per commettere altri reati, Istituzioni intoccabili che non possono nemmeno essere nominate, pena la sospensione dal lavoro e dalla paga, come non avveniva nei tempi del tanto esecrato periodo fascista, cittadini che per evitare sfratti o poter mangiare un tozzo di pane debbono andare a raccogliere nei rifiuti dei mercati gli scarti alimentari oppure debbono fare appelli in Tv, sperando che qualche misericordioso benestante si preoccupi del loro caso….ecc.ecc. ma lo Stato quello che dovrebbe preservare, garantire, sostenere ed evitare tutto questo dov’è? Quello stato democratico, di diritto, di equità sociale, contro le disuguaglianze, favorevole all‘esercizio dei propri diritti di libertà di espressione e di pensiero, contro gli abusi e le prepotenze del potere dove è finito?
Questo clima di impotenza generale è determina o dal timore di perdere il lavoro e quelle poche certezze conquistate, mentre chi non lo ha teme di non poterlo avere mai. “Arbeit macht frei”!
Il lavoro rende liberi!

dr Fabrizio Locurcio
Responsabile Sportello del Poliziotto
Segreteria Provinciale di Roma – CONSAP

Reparto Volanti di Roma, Caserma Maurizio Giglio, presenza di batteri nell’acqua, la CONSAP chiede l’accesso urgente ai luoghi di lavoro con la presenza del Medico Competente, R.S.P.P. e Datore di Lavoro

Roma, sede del Reparto Volanti, Caserma Maurizio Giglio

Roma, sede del Reparto Volanti, Caserma Maurizio Giglio

Presenza di batteri nell’acqua al Reparto Volanti di Roma, Caserma Maurizio Giglio, il Dirigente del Reparto vieta, con avviso urgente scritto e sottoscritto, l’utilizzo dell’acqua per fini potabili e uso docce, chiusa anche la locale mensa Ciro Capobianco ed il connesso servizio.
Anche l‘Ufficio di Gabinetto della Questura di Roma, con nota a firma del Questore Marino, inibisce, a scopo precauzionale l’uso dell’acqua ai poliziotti alloggiati ed in servizio, in attesa dell’esito delle contro analisi al prelievo dell’acqua fatto da una specifica ditta incaricata per sanificare  l’impianto.
Alla CONSAP,  più di qualcosa non convince,  si è proceduto, quindi, alla richiesta d’accesso ai luoghi di lavoro con la presenza del Medico Competente, R.S.P.P. (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e Datore di Lavoro ai sensi dell’art.50 Dlg.Vo 81/2008 .
Bisognerà adesso capire di chi è la responsabilità, cosa non ha funzionato nel dispositivo di sicurezza interno alla salute del personale, cosa ha prodotto la presenza di batteri in termini sempre alla salute del personale, occorrerà predisporre la sorveglianza sanitaria non obbligatoria al personale (a chi chiederà riscontro alla sicurezza sul proprio stato di salute avendo utilizzato e ingerito acqua nelle varie forme nei giorni precedenti).
La grave problematica era stata già segnalata i primi giorni di luglio con notizia diffusa dalla nostra Federazione con Anip-Italia Sicura e non è stato consultato nessun R.L.S. (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) come da norma (nessuno si è preoccupato…).
Comunicheremo l’esito del nostro accesso ai luoghi di lavoro richiesto con urgenza (effettuato da nostri dirigenti sindacali formati in riferimento all’81/08) con l’acquisizione e nostra consultazione delle analisi della ditta incaricata.
Batteri in acquaSi parla tanto di sicurezza e controllo dello stato di salute del personale, si garantisce a parole il massimo della professionalità con professori del decreto sulla sicurezza, si chiede il massimo del contenimento economico al personale di Polizia perchè i fondi devono essere spesi e sono spesi per ammodernare le strutture che ospitano i professionisti della sicurezza (a parole…) e poi…si entra nella struttura dello storico Reparto Volanti di Roma per vedere degrado e abbandono…servizi igienici fuori uso, box doccia fuori uso e pericolosi…e altre deprimenti visioni di inefficienza..
Pretendiamo che i poliziotti lavorino sicuri! Lo stabilisce la legge!!

Polizia, Concorso Pubblico per 1148 per Allievi Agenti, anomalie con errori, lettera al Capo della Polizia della CONSAP “posticipare avvio concorso”

Il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli

Il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli

Stimatissimo Capo della Polizia,

la Consap – Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, Le scrive dando voce alle preoccupazioni espresse sia all’interno della Polizia di Stato che fra l’opinione pubblica, in merito ad una serie di anomalie correlate al Concorso Pubblico per 1148 per Allievi Agenti della Polizia di Stato che si terrà a Roma nei mesi di agosto e settembre c.a.
Va detto che questo concorso era atteso da oltre 19 anni e quindi resta il merito di essere riusciti ad indirlo, ma proprio nella lunga attesa e nella peculiarità di essere la via d’accesso ad una professione che non può considerarsi un impiego pubblico ma un sogno ed un’aspirazione per molti dei quasi 200 mila candidati, che trova ragione la nostra richiesta. Purtroppo le anomalie che si stanno susseguendo, parliamo sia dei 6000 test con troppe risposte sbagliate pubblicati sul sito poliziadistato.it e da noi denunciate anche pubblicamente attraverso la stampa, sia del fatto che la lettera che stabilisce l’ordine alfabetico della chiamata al test dei concorrenti era ben nota prima della sua
ufficializzazione da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, stanno pesando sulla credibilità di tutta la Polizia di Stato. Le preoccupazioni per queste anomalie rimbalzano evidenti su tutti i blog ed i social offrendo un’immagine distorta di trasparenza e di efficienza. Per le ragioni di cui sopra, chiediamo alla S.V. di considerare l’opportunità di posticipare l’avvio del concorso, al fine di risolvere fattivamente le anomalie ad oggi riscontrate e placare lo stato di crescente preoccupazione ed insoddisfazione dei concorrenti.
Confidando un suo autorevole intervento e rinnovandoLe i sensi della più alta stima porgiamo distinti saluti.

Il Segretario Generale Nazionale f.f.
Stefano SPAGNOLI

 

Contratto, Comparto Sicurezza, CONSAP: “passerella del Governo, senza soldi e senza metterci la faccia” (il video dell’intervento alla Funzione Pubblica)

Mauro Pantano - Presidente Nazionale CONSAP

Mauro Pantano – Presidente Nazionale CONSAP

Stampa – Osservatore Politico. La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha bollato come “una passerella prima di raggiungere le spiagge”, l’incontro che si è tenuto ieri sera (25 luglio 2017) alla Funzione Pubblica per l’apertura delle trattative contrattuali riguardanti il personale non dirigente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e ad ordinamento militare, nonché il personale non dirigente delle Forze Armate per il triennio 2016/2018.

Al tavolo di Palazzo Vidoni, insieme alle delegazioni di tutti i rappresentanti del personale del comparto sicurezza e difesa, solo sottosegretari di Governo ed il Vice Ministro dell’Interno Bubbico, circostanza questa che la Consap ha commentato molto negativamente: “Siamo qui senza ministri e senza soldi, dei primi possiamo fare benissimo a meno, ma le risorse adeguate sono imprescindibili”.

“Veniamo da un periodo di forte sofferenza che ha falcidiato il potere d’acquisto con una perdita secca che possiamo quantificare in 244 euro mensili – ha spiegato Mauro Pantano Presidente Nazionale Consap– la proposta economica del Governo è molti al di sotto di questa cifra e ad oggi non ci sono le condizioni per avviare una trattativa”.

“Questa trattativa potrebbe essere non solo l’occasione per sanare un abuso del Governo censurato dal Consiglio di Stato – ha commentato Stefano Spagnoli Segretario Nazionale della Consap – ma l’opportunità di restituire dignità professionale, motivazione personale e efficienza operativa ad un apparato chiamato ad uno sforzo sempre maggiore per la sicurezza aggredita da minacce interne ed internazionali; l’auspicio è che il Governo Gentiloni sappia cogliere questa opportunità”.

Funzione Pubblica - Convocazione del 25 luglio 2017“Sul tavolo, il Governo vorrebbe mettere gli 85 euro d’aumento lordo, già previsto orientativamente per tutto il comparto pubblico impiego – ha concluso Pantano fondi insufficienti e per ora ipotetici, visto che dovranno essere reperiti con il prossimo Def e comunque una somma fortemente inadeguata per dare giusto riconoscimento alla specificità lavorativa ed al grande sacrificio di uomini e donne della Polizia di Stato”.

“A queste condizioni – conclude Stefano Spagnolisarà inevitabile scendere in piazza per rivendicare maggiore rispetto da parte del Governo verso forze di polizia che ormai sono attaccate quotidianamente, penalizzate politicamente con leggi anti polizia ed esposte ad una gogna pubblica, ma che rimangono uno fra i pochi punti di riferimento e di fiducia per i cittadini. Si prenda atto che i poliziotti non sono più disposti a subire”.

Articolo pubblicato – Osservatore Politico
http://www.osservatorepolitico.com/tag/mauro-pantano/


Intervento del Presidente Mauro Pantano
alla Funzione Pubblica – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Il caso della sospensione dell’Agente della Polizia Stradale per “insulti” extracomunitario, il parere degli avvocati dello Studio Legale “De Iure” di Roma (…esercizio del costituzionale diritto di critica…)

Gli Avvocati dello Studio Legale "De Iure" - ROMA

Gli Avvocati dello Studio Legale “De Iure” – ROMA

Lo Studio Legale DE IURE,

in merito all’ingiustificata sospensione ed all’illogico provvedimento di sequestro del cellulare disposto dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di un Agente della Polizia di Stato, del Reparto della Stradale di Susa, reo di aver esercitato il diritto di critica costituzionalmente garantito nei confronti delle Istituzioni, tiene ad esprimere il proprio disappunto.

È innegabile il troppo caldo fa male !

I freni inibitori saltano, i comportamenti, alcune volte diventano stravaganti, e perfino il pensiero, anche fra i più lucidi, patisce rallentamenti.

A tale conclusione si giunge anche a seguito della stanchezza accumulata da un anno lavorativo sempre più esposto non solo nel mondo virtuale, nei diversi social network, ma anche nel modo reale.

Tali difficoltà si acuiscono, infatti, soprattutto quanto hai deciso di vestire una divisa e poni a rischio la tua vita per un bene comune, per un ordine pubblico precostituito e le risorse sono sempre di meno, le ore di attesa in un blindato sotto il sole, sono sempre di più, ed i turni restano infiniti, pur se con uno stipendio molto più breve della durata del mese.

Ebbene, se tale considerazione può ben essere ricondotta a tutte quelle donne e uomini che puntualmente vigilano sulla vita degli altri consociati, francamente non esiste alcuna circostanza che giustifichi alcune decisioni da parte dello Stato.

È vero a Roma manca l’acqua, ma non ancora la corrente. L’aria fresca nel palazzo che fù già del cardinal Chigi non è mai mancata sin dalla propria edificazione.

Negli scranni, ma soprattutto, all’apice degli stessi, il caldo non è ammesso.

Le fervidi menti che compongono il Legislatore non possono, ma soprattutto non devono, essere minimamente messi in crisi dalle difficoltà esterne.

Essi, del resto, devono congeniare soluzioni idonee al bene comune, alla sicurezza pubblica ed alla tutela dell’ordine precostituito cercando di rispettare e tutelare soprattutto gli ultimi.

Ecco quindi che un ambiente di lavoro confortevole, lontano dalla situazione climatica esterna, come in una bolla di cristallo, separa il Legislatore riparandolo con le proprie spesse porte, non solo dal caldo, ma anche da tutte quelle sfaccettature della realtà che con il caldo potrebbero distrarlo dai propri obiettivi, quali : il conto dei giorni mancanti per conseguire la pensione da parlamentare; mantenere in piedi un Parlamento non più espressione del popolo, ma soprattutto mantenere inalterato l’ennesimo Governo, ormai consunto fantoccio nelle mani di interessi distinti da quelli popolari.

Poco importa che l’Italia bruci non solo per il calore tanto nei boschi, quanto nelle periferie di tutte le città.

Poco importa che la situazione non sia solamente climatica, ma sociale.

E, soprattutto, poco importa che le strade siano divenute calde e pericolose non solo per le alte temperature, ma anche per il conflitto sociale innescato dalla convivenza forzata di chi in quelle città vive e lavora da sempre e chi, solo per passaggio, o perché transfugo per le tragedie vissute nelle propria terra d’origine, si trovano a convivere.

I primi, i cittadini, frustrati da cunei fiscali propri di paesi nord europei, ma con servizi propri dei paesi d’origine dei migranti, e quest’ultimi, incapaci di vedere la differenza fra la nostra civiltà ed il loro tradizionale stile di vita.

Tali differenze a volte, drammaticamente, entrano in contatto riempendo le pagine di cronaca nera, altre volte degradano in odio vigilante, altre ancora, le più sagge, diventano spunto per una critica politica. Critica, infatti, di tutte quelle istituzioni tristemente rappresentate da donne e uomini dediti, nei casi più scaltri, ai propri interessi, ma, in altri, i più miserevoli, tesi al pietismo incondizionato.

Piromani che soffiano su questi inneschi sociali con dichiarazioni e decisioni discutibili, ma come nel caso dell’Agente di Polizia di Susa, il quale nel video girato sull’autostrada del Frejus con ilarità, mai criticabili, attraverso i social, tende a denunciare la difficoltà delle Forze di Polizia a gestire il flusso oramai incontrollato migratorio e le discutibili scelte delle Alte cariche dello Stato nella tematica dell’immigrazione.

Dietro, infatti, alla condotta dell’agente riposa il costituzionale diritto di critica.

Diritto a pronunciare il proprio pensiero nei confronti anche degli esponenti pubblici disapprovando l’operato e le scelte delle Istituzioni pur difendendole sino allo stremo delle forze.

L'Avvocato Vittorio Palamegnhi dello Studio Legale "De Iure" di RomaLa Giurisprudenza al riguardo evidenzia che il diritto di critica politica è idoneo a legittimare l’attività di cronaca, senza farla sfociare nell’ambito dell’illecito, solo fino al punto in cui esso non trascenda in attacchi e aggressioni personali diretti a colpire la figura morale del soggetto “criticato”.

Ebbene, sottolineare che la conduzione di una bicicletta in autostrada da parte di un immigrato munito di cuffie sia l’archetipo degli “STRUMENTI DELLA BOLDRINI” costituisce nient’altro che l’amara costatazione da parte di un Servitore dello Stato del fallimento di tutti i principi sociali dettati dalla Carta Costituzionale, che vanno ad esempio dal Diritto all’Istruzione alla Dignità Personale, anche dei migranti.

Riprova della dedizione è stato il frapporsi con la propria macchina di servizio fra il traffico autostradale ed il migrante in bicicletta munito di cuffie per la musica.

La critica è stata ontologicamente diretta alla rappresentante di quella Istituzione nazionale incline più al pietismo che alle capacità politiche di condurre e governare la società.

Un rappresentante politico incapace di imparare dalle critiche di chi vive la realtà, ma molto esperto a far sanzionare chi solo prova a contraddirlo.

Del resto in un Parlamento illegittimo, il peso della vergogna che grava su tutta quella maggioranza schiava di obiettivi personalissimi frena le mani, blocca i pensieri ed inibisce perfino la possibilità di esprimere un opinione contraria alla dittatura del pensiero comune.

I mezzi offerti dall’Istituzione di cui il Presidente della Camera, l’Onorevole Boldrini, è oggetto di critica nel filmato che ha ingenerato lo scandalo possono essere così riassunti.

La mancanza di assistenti sociali che insegnino ai migranti facenti richiesta le regole basilari dello Stato: dallo stare nella civiltà, al semplice camminare per strada.

Personale che insegni la Storia di questo Paese e le proprie tradizioni regole e leggi, affinché le vittime richiedenti Asilo possano consapevolmente far parte della collettività, comprendendo non solo i propri diritti, ma principalmente i doveri verso le Istituzioni.

IL VIDEO DELL’AGENTE DELLA POLIZIA STRADALE SUSA

 

Convenzione Studio Legale “De Iure”

STUDIO LEGALE DE IURE- PP&Counselors
Via del Casale Strozzi, 31 – ROMA  (Piazzale Clodio)

Sito Web
http://www.ppcounselors.it/

Video anti Boldrini, CONSAP: troppo astio contro i poliziotti, spropositato il provvedimento di sospensione (Stampa – Agenparl)

Stefano Spagnoli - Segretario Nazionale CONSAP

Stefano Spagnoli – Segretario Nazionale CONSAP

(AGENPARL) – Roma, 24 lug 2017 – “Siamo seriamente preoccupati per il crescendo di segnali che vanno in danno dei poliziotti”; così si pronuncia la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, in merito al video nel quale un poliziotto della Polizia Stradale immediatamente sospeso, sottolinea le difficoltà operative derivanti da immigrati irresponsabili e criminali che mettono a repentaglio la loro vita e quella degli altri girando su una bici Graziella in autostrada in pieno esodo estivo. Tutto questo in un periodo in cui l’impegno. Abnegazione e il sacrificio sono al massimo livello e richiedono una particolare attenzione da tutto il personale della polizia stradale considerando che episodi di questo tipo si susseguono su tutte le arterie più importanti del paese.

Siamo al cospetto di una classe politica, che pur cosciente di aver fallito clamorosamente in tema di controllo dei migranti, da una parte non fa nulla per rimediare e dall’altra si spertica in dichiarazioni a favore dell’invasione straniera che sono sconfessate totalmente dalla realtà dei fatti.

“Anziché sospendere il collega cosi repentinamente – afferma Stefano Spagnoli Segretario Nazionale della Consap – si sospendano immediatamente gli sbarchi mettendo un punto allo status quo e si inizi finalmente a governare un fenomeno che, non lo diciamo noi, ma la prima carica dello Stato e non certo la terza, è totalmente fuori controllo”. “Il pericolo in Italia non è certamente l’ilarità social di un poliziotto, bensì l’invasione incontrollata a cui stiamo assistendo, la cui consistenza numerica ormai ha superato di gran lunga quella dei nostri operatori in divisa”.

Volendo potremmo emendare il collega solo perché non ha saputo tener conto che la vetrina mediatica dei social è ormai paragonabile in tutto e per tutto ad un organo d’informazione e che il partito dell’antipolizia è sempre in agguato ma le sue esternazioni ricalcano le stesse frasi che ci rivolgono i cittadini, un pensiero che accomuna una percentuale sempre crescente di italiani esasperati da questa occupazione senza regole e senza rispetto per le persone e per la legge italiana.

E’ finito il tempo per i politici di nascondere la testa sotto la sabbia ma prendano atto che la misura è colma.

“Resta l’amarezza di essere ormai stabilmente sotto una gogna, finiamo sempre polverizzati come poliziotti per ogni cosa che facciamo al punto che non ci stupiremmo se dovessimo finire tutti sospesi – prosegue Spagnoli – eventualità che quasi siamo ad auspicare chiedendoci per primi noi chi scorterà o accompagnerà fare la spesa i nostri parlamentari.

“In prima linea senza tutele, trattati da torturatori e con la spada di damocle del rischio del procedimento disciplinare con danni professionali ed economici, mentre chi prova ad ucciderci viene rilasciato dopo due giorni. Un clima che ci porta a non escludere, come sindacato – conclude Spagnoli – l’organizzazione di iniziative di protesta eclatanti a tutela della dignità e della professionalità di tutte le Forze di Polizia italiane che sono dichiaratamente le migliori d’Europa”.

ARTICOLO PUBBLICATO AGENPARL

http://www.agenparl.com/video-anti-boldrini-consap-astio-poliziotti-spropositato-provvedimento-sospensione/

 

Agente sospeso per insulti razzisti, rischia l’inchiesta penale ma il Consap lo difende: “E’ una gogna” (stampa – cronacaqui.it)

Il video dell'Agente di Polizia

Il video dell’Agente di Polizia

Il sindacato: “Pericolo non è ilarità social di un poliziotto, bensì invasione incontrollata a cui stiamo assistendo”.
“Siamo seriamente preoccupati per il crescendo di segnali che vanno in danno dei poliziotti”. Il Consap, Confederazione sindacale autonoma di polizia, commenta così la sospensione dell’agente della Polizia stradale di Susa protagonista di un video girato sull’autostrada del Frejus in cui si vede un extracomunitario pedalare in bicicletta e si sente la voce del poliziotto mentre insulta gli immigrati e la presidente della Camera Laura Boldrini.

IL POLIZIOTTO ORA RISCHIA UN’INCHIESTA PENALE
I suoi colleghi della sezione di polizia giudiziaria del compartimento di Susa gli hanno infatti sequestrato il telefonino con un provvedimento che, in base a quanto si apprende, è di carattere penale e non amministrativo. L’agente si è rivolto a un avvocato torinese, Piefranco Bertolino. “Allo stato attuale – spiega il penalista – possiamo solo attendere eventuali sviluppi. Non sappiamo se ci sono o ci saranno iniziative da parte della procura. Cerchiamo però di non perdere di vista un aspetto fondamentale: i poliziotti, compiendo il loro dovere con il massimo scrupolo e la massima professionalità, hanno di fatto salvato la vita a quel malcapitato che stava percorrendo un’autostrada in bicicletta. Mettendo a repentaglio la loro stessa vita“.

L’AGENTE SOTTOLINEAVA “DIFFICOLTA’ OPERATIVE”
“L’agente – sostiene, dal canto suo, il sindacato – nel filmato sottolinea le difficoltà operative derivanti da immigrati irresponsabili e criminali che mettono a repentaglio la loro vita e quella degli altri girando su una bici in autostrada in pieno esodo estivo”.

PERICOLO E’ “INVASIONE INCONTROLLATA” NON ILARITA’ SOCIAL
Stefano Spagnoli, segretario nazionale della Consap, aggiunge: “il pericolo in Italia non è certamente l’ilarità social di un poliziotto, bensì l’invasione incontrollata a cui stiamo assistendo, la cui consistenza numerica ha ormai superato di gran lunga quella dei nostri operativa in divisa”.

SIAMO SOTTO LA GOGNA
E conclude: “siamo sotto una gogna, finiamo polverizzati per ogni cosa che facciamo al punto che non ci stupiremmo se dovessimo finire tutti sospesi”.


Stefano Spagnoli, Segretario Nazionale CONSAP

Stefano Spagnoli – Segretario Nazionale CONSAP

 

Stampa CRONACAQUI.IT

https://www.cronacaqui.it/cronaca/agente-sospeso-per-insulti-razzisti-il-consap-lo-difende-siamo-sotto-una-gogna.html

Controllo del Territorio, straordinari, servizio esterno, impiego delle pattuglie, problematiche, la CONSAP incontra il Direttore del Servizio dr Maurizio Vallone

il Direttore del Servizio Controllo del Territorio alla D.A.C. Dr Maurizio VALLONE

il Direttore del Servizio Controllo del Territorio alla D.A.C. Dr Maurizio VALLONE

Una delegazione della CONSAP, composta dal Segretario Generale Nazionale f.f. Stefano SPAGNOLI, il Segretario Nazionale Elisabetta RICCHIO e il Coordinatore della Consulta Nazionale dei Reparti Prevenzione Crimine e Segretario del Reparto Prevenzione Crimine Lazio Gianluca CASTELLI ha incontrato il Direttore del Servizio Controllo del Territorio alla D.A.C. Dr Maurizio VALLONE.
Le problematiche discusse sono state le seguenti:

  1. Pagamento straordinari arretrati,
  2. Servizi effettuati per conto della Questura di Roma,
  3. Pattuglie impiegate sul territorio capitolino,
  4. Alto Impatto nei Commissariati romani,
  5. Modalità d’impiego del Reparto,
  6. Mancato rispetto dello statuto costitutivo del Reparto .

Questa O.S. è rimasta soddisfatta dell’incontro avuto, infatti il Direttore del Servizio da subito è sembrato essere collaborativo e pronto a risolvere i problemi rappresentati.

Le risposte:

PER QUANTO RIGUARDA IL PUNTO 1°

Lo stesso ha rappresentato di aver già chiesto al Prefetto Rizzi un adeguamento del monte ore pro-capite pari a 25 ore cad., e di conseguenza si è subito adoperato a risolvere la problematica rappresentata a far si che le ore in arretrato vengano pagate in più scaglioni durante l’anno rappresentando comunque che la nostra Amministrazione ha un anno di tempo per provvedere al pagamento.

PER QUANTO RIGUARDA IL PUNTO 2°

Il Direttore, non ha potuto rivedere il numero di vetture che vengono messe a disposizione della Questura in quanto non è di sua pertinenza, ma ha dato mandato al Signor dirigente del Reparto qualora le vetture superino il numero richiesto di metterle a disposizione delle altre Questure Laziali.

PER QUANTO RIGUARDA IL PUNTO 3°
(che comprende anche i punti 4,5,6)

Per quanto riguarda il punto in questione il Direttore si è sentito subito indispettito dalla modalità d’impiego delle nostre U.O. , ed ha dato subito mandato a cura del Dirigente del Reparto vigilare sull’impiego che viene effettuato presso i Commissariati ristabilendo, avvalendosi della  collaborazione del Dirigente dell’U.P.G.S.P. sulle modalità d’impiego di  R.P.C., e chiede qualora non venga rispettato quanto stabilito dallo statuto di rappresentare con apposita relazione, immediatamente al Dirigente del Reparto per il successivo inoltro presso il Servizio Controllo del Territorio, che prenderà nota delle mancanze rappresentate.

Sebbene l’incontro sia stato collaborativo questa O.S. non si ferma qui sarà richiesto a settembre un incontro con il Prefetto RIZZI, unica persona in grado di interagire direttamente con il Ministro ed il Capo della Polizia per far si che questo Reparto e tutti i R.P.C. in Italia, tornino ad effettuare esclusivamente i compiti per il quali sono stati istituiti.

Reparto Prevenzione Crimine - Polizia di Stato

Convenzioni, fino al 31 luglio 2017, Rony Roller Circus, Ladispoli (Via Vilnius), il grande Circo degli animali, prezzo speciale per gli iscritti alla CONSAP

Continua il rapporto di collaborazione con il Circo degli Animali e dello spettacolo – Rony Roller Circus
Convenzione speciale per tutti gli iscritti alla CONSAP.
Prezzo incredibile a soli 5 euro
(bambini e adulti con presentazione alle casse della tessera adesione CONSAP in corso di validità) anzichè 9 euro e 12 euro (prezzo al pubblico).
Lo spettacolo è in calendario fino al 31 Luglio 2017.

Lunedì – Martedì -Mercoledì – Giovedì: ingresso ore 21.15

Venerdì – Sabato – Domenica: doppio ingresso ore 18.30 e ore 21.15

Ladispoli – Via Vilnius (vicino Mc Donald’s).

Info Tel: 389.8488792 – www.ronyroller.it

Parcheggio interno.

Locandina Spettacolo
(clicca sull’immagine PDF qui sotto)

Locandina Spettacolo (clicca sull'immagine PDF qui sotto)

Roma, aggressione baby rom a cittadina, vicinanza e solidarietà alla Signora Maria Assunta, nella capitale gravi condizioni di continuo pericolo, denuncia CONSAP

Metro Barberini ROMA

Metro Barberini ROMA

La CONSAP esprime tutta la propria solidarietà nei confronti della Signora Maria Assunta , aggredita vigliaccamente e selvaggiamente da alcune rom minorenni, all’interno della Stazione Metro “Barberini”, tanto da ridurre  la povera donna di  anni 63 , ad una vera e propria maschera di sangue. Non è assolutamente accettabile che muoversi all’interno di una città come Roma, per di più in pieno giorno, voglia dire : accettare supinamente  condizioni per i cittadini di estremo rischio e pericolo. Il sacrificio enorme, puntuale e quotidiano di tanti uomini e donne delle Forze dell’Ordine e purtroppo largamente insufficiente, senza una precisa volontà  politica atta a ripristinare legalità e sicurezza  in un consorzio sociale sempre più degradato.

Reparto Mobile di Roma, la CONSAP incontra il neo Dirigente dr Paolo Mazzini

Reparto Mobile di Roma. Da sinistra: Ricozzi, Salvatori, Minerva, Di Lorenzo e Guerrisi.

Reparto Mobile di Roma. Da sinistra: Ricozzi, Salvatori, Minerva, Di Lorenzo e Guerrisi.

Una delegazione della Segreteria Provinciale di Roma e della Sezione Locale presso il 1° Reparto Mobile della CONSAP ha incontrato nella mattinata dell’11 luglio 2017, il neo Comandante dr Paolo Mazzini.
Per la CONSAP erano presenti il Segretario Generale Aggiunto di Roma Guerrisi, i Segretari Provinciali di Roma Salvatori e Minerva, il Coordinatore Provinciale Di Lorenzo e il Vice Segretario Locale Ricozzi.
Il cordiale incontro di saluto è stata l’occasione per affrontare, seppur sommariamente, una serie di tematiche che saranno discusse e approfondite dopo il periodo estivo, anche per concedere al dr Mazzini il tempo necessario per conoscere meglio l’ambiente professionale, il personale in organico e le nuove dinamiche lavorative.
I dirigenti sindacali intervenuti hanno anticipato alcune delle maggiori tematiche:
Impiego periodico del personale per le esigenze della Questura di Roma;
Vestiario Estivo con polo a mezze maniche;
Formazione e Addestramento del personale;
Riposo di “Compagnia” e lavoro eccedente.

Ringraziamo il dr Mazzini per la cortesia e disponibilità con cui ha accolto la nostra delegazione sindacale e gli formuliamo i migliori auguri di buon lavoro da parte di tutta la Segreteria Provinciale CONSAP di Roma.

Reato di tortura, il parere degli avvocati dello Studio Legale DE IURE- PP&Counselors

Gli Avvocati Vittorio Palamenghi e Pasquale Pittella dello STUDIO LEGALE DE IURE- PP&Counselors

Gli Avvocati Vittorio Palamenghi e Pasquale Pittella dello STUDIO LEGALE DE IURE- PP&Counselors

Lo Studio Legale DE IURE – PP&Counselors,
nn merito alla nuova norma sulla tortura approvata in via definitiva in data 5 Luglio 2017 dal Parlamento Italiano con voto di 189 voti favorevoli, 104 astenuti e 35 contrari, da una preliminare lettura della norma in questione tiene ad esprimere il proprio disappunto rispetto alla stessa nei termini che sommariamente possono essere così compendiati.

Quello che tristemente risulta evidente, fuori dalla semplice critica politica espressa in un Parlamento delegittimato, è l’assoluta incapacità dell’attuale Legislatore di formulare norme capaci anche solo di resistere al successivo controllo della Corte Costituzionale.

La fattispecie di reato introdotta dall’art. 613 bis e ter codice penale, già da una preliminare lettura, non è idonea ad addivenire alle richieste avanzate dalla Corte Europea dei Diritti Dell’Uomo (CEDU), sez. IV, con la Sentenza emessa il 7 Aprile 2015 (c. Cestaro c/Italia in ambito dei fatti del G8).

In particolare, la CEDU ha concluso invitando l’Italia << a munirsi di strumenti giuridici idonei a sanzionare in maniera adeguata i responsabili degli atti di tortura >>.

La stessa formulazione del nuovo art. 613-bis c.p. risulta illogica soprattutto alla luce della disposizione che punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque <<“con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa…, se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”>>.

Le ragioni di una simile conclusione sono evidenti.

Preliminarmente, innalzare lo “stress psichico verificabile a una persona privata, sebbene anche solo temporaneamente, della propria libertà personale, quale elemento costitutivo del reato di tortura, risulta essere alquanto apodittico e privo di qualsiasi supporto giuridico.

Del resto, per comprendere lo stress patito da persona sottoposta, anche solo a fermo di polizia, per non dire di misura cautelare, i parlamentari avrebbero potuto fare poca fatica; questi, infatti, volgendosi verso gli scanni limitrofi avrebbero ben potuto domandare ai loro compagni di partito, prima dell’autorizzazione a procedere, se fossero stati stressati.

È chiaro dunque che da questa semplice iperbole è facilmente individuabile il primo vulnus sulla base del quale l’impalcatura giuridica del nuovo reato possa ben essere oggetto di critica.

La diretta conseguenza, quindi, è l’esposizione/distorsione del reato in parola contro gli operanti appartenenti a tutte le Forze di Polizia non solo per mitigare le proprie posizioni, ma, vie più, anche per vendicarsi nei confronti degli stessi operanti intervenuti per tutelare i beni giuridici difesi dalla nostra Costituzione.

Simile distorsione renderà, dunque, ancora più difficoltosa la difesa dei professionisti appartenenti alle diverse Forze di Polizia, tanto più per l’elemento soggettivo richiesto.

A queste preliminari, ma già esaustive difficoltà oggettive frapposte all’ordinaria attività degli agenti, si aggiunge anche quanto previsto e punito dal nuovo art. 613 ter c.p., in materia d’istigazione da parte del pubblico ufficiale a commettere la tortura.

La lettera della norma, per l’appunto, amplia la punibilità anche nei confronti del pubblico ufficiale, non solo qualora non si realizzi il reato, bensì anche quando l’istigazione non sia stata accolta da altro appartenente alla P.G.

Unico risultato quindi della norma non è più quello di punire i responsabili di un reato, bensì di fornire a questi ultimi un valido escamotage per sottrarsi o, peggio, punire a loro volta, tutti quegli uomini e donne che puntualmente provvedono a tutelare l’ordine nelle diverse difficili realtà.

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Reato di tortura: “Vergogna parlamentare, si legano le mani alle Forze dell’Ordine”, parla il Segretario Nazionale CONSAP Stefano Spagnoli (Osservatore Politico)

Stefano Spagnoli, Segretario Nazionale CONSAP

Stefano Spagnoli, Segretario Nazionale CONSAP

(Osservatore Politico). “L’Italia si dota dell’ennesima legge spot, ma è solo un guazzabuglio” così la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia in merito al reato di tortura approvato oggi alla Camera dei Deputati.

“L’articolato, approvato oggi, va censurato sotto tutti i punti di vista – afferma il Segretario Nazionale Consap Stefano Spagnoli – la spinta di questa legge incardinata in parlamento dal 2013, parte da Genova 2001 è solo una mera “vendetta ad orologeria” di una classe politica che ha totalmente perso di vista i bisogni dei cittadini.

“Ci chiediamo infatti che valenza sociale si possa rilevare in alcuni articoli di questa legge già approvati dal Senato quali: la norma dell’istigazione da pubblico ufficiale punibile anche se non commessa (art 1 rif. mod 613/ter) , o la norma (art 2 bis mod. art 191 c.p.) o anche il concetto di tortura psichica (art. 613 bis) allorquando danni psicologici all’individuo possono prodursi anche con la sola e semplice restrizione della libertà, il cui limite è pericolosamente indefinito prova ne sia l’artificio linguistico sulle normali attività di contenzione”.

Insomma una legge troppo raffazzonata per poterla ritenere una risposta a quanto ci chiede il Consiglio d’Europa, ma che nasconde invece la volontà di comprimere la primazia nell’uso della forza che lo Stato riconosce al personale in divisa, scardinando uno dei meccanismi per la salvaguardia della legalità.

Dopo questa “vergogna parlamentare” – conclude Spagnoli – i cittadini sono definitivamente condannati alla “tortura della criminalità” con ladri, rapinatori, assassini psicopatici labili a livello psichico, che da oggi  potranno contare su un’ulteriore legge che gli possa garantire l’impunità di fatto; mentre come sindacato inizieremo presto un tour negli uffici di polizia per mettere in guardia i colleghi e le colleghe dal rischio nell’adempimento del dovere  fermamente convinti come siamo che con questa legge l’unica cosa che si arresterà sarà “la Polizia Giudiziaria”!

Polizia, arresto in servizio

Concorso Agenti, reclutamento di 559 Allievi Agenti della Polizia di Stato, decreto approvazione della graduatoria e nomina vincitori

Concorso a 559 Allievi Agenti della Polizia di Stato, decreto di approvazione graduatoria e nomina dei vincitori

Concorso a 559 Allievi Agenti della Polizia di Stato, decreto di approvazione graduatoria e nomina dei vincitori

Pubblichiamo il Bollettino Ufficiale del Personale del Ministero dell’Interno relativo al Concorso Agenti, reclutamento di 559 Allievi Agenti della Polizia di Stato, decreto approvazione della graduatoria e nomina vincitori. La graduatoria finale è per un totale di 614 Allievi Agenti della Polizia di Stato, riferita ai volontari in ferma prefissata di un anno in servizio o in congedo.

 

Decreto approvazione della graduatoria
e nomina vincitori

Decreto approvazione della graduatoria e nomina vincitori