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Tortosa, minacce di morte. Spagnoli (Consap) assegnare al collega e alla sua famiglia una scorta di adeguato livello

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Stefano Spagnoli«Attenzione a non fare di un capro espiatorio una vittima designata». A dichiararlo la segreteria generale nazionale della Confederazione sindacale autonoma di polizia(Consap), in merito alla sospensione del poliziotto Fabio Tortosa. «Dopo questa discutibile scelta – tuona il segretario nazionale della Consap  Stefano Spagnoli – chiediamo si valuti immediatamente l’opportunità di assegnare a Tortosa e alla sua famiglia una scorta di adeguato livello, magari togliendola ai molti che ne beneficiano senza un giustificato motivo».

La Consap, sindacato di appartenenza dell’agente sospeso, rende noto di aver già ricevuto minacce «contro le quali si è tutelata presentando denuncia». In un volantino arrivato alla segreteria di Torino ci sarebbe scritto: «voglio vederlo faccia a faccia … senza distintivi ne scudi? morte sempre a voi!». La Consap chiede anche di valutare l’immediata rimozione del gruppo su Facebook “Fuori Tortosa dalle forze dell’ordine”, «che – dichiara – è divenuto di fatto una gogna mediatica, con minacce di morte al collega ed alla famiglia, irresponsabilmente esaltato anche da certa propaganda giornalistica che ritiene che possa essere notizia un’iniziativa che nasce dichiaratamente per colpire un singolo individuo».


1 commento

  1. giustrapani@libero.it ha detto:

    Tutto questo nasce per una errata espressione da parte di Tortosa, quelle incredibili esternazioni che sicuramente non e avevano e non hanno nessuna intenzione di approvare tutto quello che successe alla Diaz di Genova. la Sua intenzione era ed è, sicuramente, quella di dire: sono stato un esecutore di ordini impartiti da superiori gerarchici, l’ordine di entrare all’interno della struttura era un ordine legittimo. Diversamente si sarebbe presentato l’ordine di: entrate alla Diaz e manganellate tutti quelli che trovate. SE l’ordine fosse stato quest’ultimo, sarebbe stato un ordine illegittimo e tutti si potevano rifiutare di eseguirlo. Spero che questo provvedimento (che può essere adottato solo dal Ministro competente e non da un direttore generale, ma di questo è inutile parlarne), rientri in un provvedimento disciplinare equo alle esternazioni. Se in tutto ciò si tiene conto che la Sua è stata solo una libertà di pensiero e di parola, e per questo è stato punito con un provvedimento sproporzionato, allora siamo alla fine della libertà personale che viola i diritti costituzionali dell’uomo.

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